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- SERIE A - LA LAZIO OSPITA IL BOLOGNA CON UN OBIETTIVO: BATTERE I ROSSOBLU PER AVVICINARSI ALLA ZONA EUROPEA
La società biancoceleste e i tifosi hanno preparato una grande festa per il ritorno all'Olimpico di Ciro Immobile articolo di Massimo Catalucci ROMA - Domenica, 7 dicembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World www.massimocatalucci.it ) - Quest'oggi allo stadio Olimpico nella Capitale , i tifosi e la S.S. Lazio 1900 saranno coinvolti in un turbine di emozioni per il " ritorno a casa " di chi ha segnato un periodo entusiasmante, per i numeri che ha saputo concretizzare con la maglia biancoceleste. Parliamo del Bomber, ex biancoceleste , Ciro Immobile . Il ritorno di Immobile all'Olimpico: festa, emozioni e tributo Oggi per molti sarà difficile trattenere le emozioni e crediamo che lo sarà anche per lo " scugnizzo" Ciro , per cui è probabile che qualche lacrima di affetto condita da non poca malinconica, scenderà sulle gote dello stesso attaccante e dei tanti cuori laziali che nel tardo pomeriggio di questa prima domenica di dicembre 2025 , affolleranno le gradinate dell 'impianto di calcio del Foro Italico per dargli il doveroso e sentito bentornato a casa . Ci si aspetta un segno ufficiale di gratitudine da parte della società laziale , prima del fischio iniziale di Lazio-Bologna , atto dovuto per consacrare le gesta calcistiche , ma prima ancora umane , che Ciro ha saputo esprimere nel suo passaggio a Roma , nel periodo che ha vestito la gloriosa maglia biancoeleste della prima squadra della Capitale . Sarà un momento toccante , mentre i grandi schermi al led dell'Olimpico, riproporranno i tanti gol che hanno incantato e fatto gioire i tifosi biancocelesti sparsi in tutto il mondo e tutti quelli che li hanno dovuti subire, degli stadi dove Immobile ha lasciato la sua firma . Ciro Immobile: La leggenda biancoceleste Ciro Immobile non è stato solo un “ attaccante di grande livello ” con i colori della prima squadra della Capitale: la combinazione di longevità, costanza, numeri da record e attaccamento alla maglia, lo rendono oggi un simbolo della Lazio. Ha superato numeri e record storici , ha vinto trofei , ha dato gioie ai tifosi — e soprattutto ha lasciato un segno duraturo . Per molti tifosi e per la società, il suo ritorno all'Olimpico non è una normale partita : è un’ occasione per rendere omaggio a un capitolo glorioso, con rispetto e gratitudine . Ciro farà ritorno nello stadio che lo ha consacrato leggenda con la maglia di un’altra squadra, quella del Bologna , ma il legame tra Immobile e il mondo Lazio resta forte : è una storia d’amore che non potrà mai spezzarsi . I suoi numeri Immobile arriva alla Lazio nell'estate 2016, trasferimento ufficializzato il 27 luglio 2016. Esordio in campionato il 21 agosto 2016 contro l’ Atalanta . [ fonte: Cittaceleste.it ] In poco tempo diventa centrale nelle fortune della squadra: nelle sue prime stagioni realizza gol con continuità, dimostrando grande regolarità. In più stagioni si conferma tra i bomber più prolifici : mai un giocatore della Lazio aveva segnato 30 gol in un singolo campionato, e Immobile è stato in grado di avvicinare quel traguardo; inoltre ha mantenuto medie di doppia cifra per molte stagioni consecutive. [ fonte: La Gazzetta dello Sport ] Con la Lazio totalizza 340 presenze ufficiali e 207 reti : è il miglior marcatore di sempre nella storia biancoceleste. [ fonte: Wikipedia ] Per quanto riguarda la Serie A con la Lazio, ha segnato 166 gol su 198 totali in Serie A nella sua carriera — la stragrande maggioranza delle sue marcature nel massimo campionato sono state con i biancocelesti. [ fonte: Goal ] Tra i record più importanti: nel campionato 2019/2020 chiude con 36 gol in 37 presenze , eguagliando il primato di Gonzalo Higuaín per gol in un singolo torneo di Serie A . Quel rendimento gli vale la Capocannoniere per la terza volta nella sua carriera e la prestigiosa Scarpa d'Oro . [ fonte: Eurosport ] Con quei numeri, supera altre leggende del club: il suo nome affianca e poi scavalca quello di Silvio Piola come capocannoniere storico della Lazio. [ fonte: LAZIOface ] In sintesi, Ciro Immobile non è stato solo un grande attaccante, ma ha riscritto i libri di storia del club , diventando il miglior marcatore di sempre della Lazio . Il suo bilancio parla da sé: 207 gol complessivi in 340 presenze — un impatto che pochi altri nella storia del club hanno avuto. La gara Lazio-Bologna Il ritorno di Ciro Immobile nello Stadio Olimpico della Capitale, non poteva non occupare l'apertura di questo articolo, con il quale si vuole rendere il giusto omaggio ad un grande giocatore biancoceleste e ad una grande persona. Ma occorre ora tornare a parlare della gara in programma alle ore 18:00 tra Lazio e Bologna , valida per il 14° turno di Campionato di calcio di Serie A 2025/2026 . Quindi, per i ragazzi di Mister Sarri sarà importante saper switchare le belle emozioni della festa riservata a Ciro Immobile, per immettersi con la testa dentro quella che rappresenta per la Lazio una gara molto difficile contro il sorprendete team romagnolo, guidato da Mister Italiano . Sarà una gara da prendere con le dovute attenzioni . La Lazio ha fatto già vedere, giocando con personalità contro il Milan nella Capitale Lombarda in campionato, dove i biancocelesti sono usciti con il rammarico di un rigore negato che gli avrebbe potuto far pareggiare la partita nel finale e, qualche giorno fa, sempre con i rossoneri, nella gara di Coppa Italia a Roma (questa volta vincendo il match per il passaggio ai quarti di finale), ma prima ancora anche contro la Juventus, che se è dentro la gara ed esprime il calcio progettato dal suo comandante, può giocarsela con tutte. Pertanto, anche oggi, se il registro sarà quello visto nella ultime due gare, i biancocelesti potranno essere in grado di conquistare i tre punti che gli daranno una bella spinta per avvicinarsi alla zona europea nella classifica generale. Ieri, il Como , come era prevedibile che fosse, ha frenato in campionato, davanti il caterpillar targato Inter di Mister Chivu , per cui con una vittoria questo tardo pomeriggio, la Lazio accorcerebbe ancora di più le distanze in classifica con alcune dirette competitors nella corsa ad un posto UEFA valido per giocare nelle prossime coppe europee . Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara MAURIZIO SARRI - Al momento nessuna dichiarazione pre-gara pervenuta in redazione da parte del tencico biancoceleste. VINCENZO ITALIANO - “ Immobile? Gli avevo promesso che dopo Cremona sarebbe stato nei convocati. Il ragazzo è guarito e ora bisogna alzare condizione, minuti e tenuta. Mi auguro che mentalmente sia libero da ogni pensiero. Deve portarci in dono la sua esperienza e l’attacco alla profondità." "Chi al posto di Vitik ? Abbiamo provato De Silvestri, per esperienza e caratteristiche è il più adatto ." " Holm ? Avevamo già programmato di dargli 20 minuti con la Cremonese e sul 3-1 ne abbiamo approfittato perché ha una grande propulsione offensiva e poteva darci una mano. Ora è recuperato al massimo, anche se non so se possa tenere i ritmi a cui ci ha abituati. Rowe ? È in ripresa, anche se farlo giocare dall’inizio è rischioso. Comunque mi piace, si sta comportando bene e sta alzando il suo livello ”. [ fonte: lazionews.eu ] Le probabili formazioni LAZIO (4-3-3) : Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Guendouzi, Vecino, Basic; Isaksen, Castellanos, Zaccagni. All.: Maurizio Sarri BOLOGNA (4-2-3-1) : Ravaglia; Zortea, Heggem, Lucumi, Miranda; Ferguson, Pobega; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro. All.: Italiano La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Michael Fabbri della sezione di Ravenna Assistenti di linea: Preti e Politi IV Uomo (Ufficiale): J. L. Sacchi VAR: Mazzoleni AVAR: Nasca Dove seguire la diretta TV e in Streaming La gara Lazio-Bologna , in programma oggi alle ore 18:00 , domenica 7 dicembre 2025 , presso lo Stadio Olimpico nella Capitale e valida per il 14° turno del massimo campionato nazionale di calcio, stagione 2025/2026 - verrà trasmessa in diretta tv da Sky su Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K e Sky Sport 251 . Per gli abbonati di entrambe le piattaforme, infine, la gara sarà visibile in tv on-demand anche tramite l' app DAZN disponibile sul decoder Sky Q. ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- ATREJU 2025: L'ITALIA A TESTA ALTA TORNA PROTAGONISTA NEL CUORE DI ROMA
Dal 6 al 14 dicembre - Castel Sant'Angelo ospita l’edizione più simbolica della storica kermesse della destra italiana tra dibattiti, cultura e un grande villaggio natalizio articolo di Massimo Catalucci ROMA - Sabato, 6 dicembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Dal 6 al 14 dicembre di questo 2025 i giardini di Castel Sant’Angelo si trasformano nuovamente nel cuore pulsante della destra italiana con il ritorno di Atreju , la manifestazione che da anni rappresenta uno dei principali laboratori di idee e confronto del panorama politico nazionale . Un appuntamento atteso, radicato nella tradizione ma sempre capace di rinnovarsi, che quest’anno si presenta con un titolo fortemente evocativo: “Sei diventata forte – L’Italia a testa alta” . Un villaggio natalizio nel cuore di Roma Accanto ai tradizionali spazi dedicati agli incontri e agli approfondimenti, l’edizione 2025 introduce un grande villaggio natalizio pensato per accogliere famiglie, visitatori e curiosi . Nei giardini che circondano Castel Sant’Angelo prenderà forma un’ ampia area dedicata al mercatino di Natale , con prodotti artigianali e specialità tipiche delle varie regioni italiane , insieme a una pista di pattinaggio aperta ad adulti e bambini. Un modo per unire l’atmosfera delle feste allo spirito culturale e politico dell’evento. Atreju: un confronto aperto oltre gli schieramenti Pur essendo una manifestazione di area, Atreju ha sempre messo al centro il dialogo, aprendo le porte a personalità provenienti da tutto lo spettro politico e culturale . Anche per il 2025, l’obiettivo rimane quello di alimentare un confronto vivace e costruttivo sui temi che segnano l’agenda del Paese. L’evento non si propone come vetrina di partito, ma come spazio plurale dove idee differenti possono incontrarsi e misurarsi. Al centro del dibattito i grandi temi dell’attualità L’edizione di quest’anno promette un calendario fitto di appuntamenti: dibattiti, mostre, musica, incontri culturali e spazi dedicati all' analisi dei principali nodi che attraversano la politica italiana . Tra i temi attesi: la riforma della giustizia , da anni al centro del confronto istituzionale; il premierato , progetto di revisione costituzionale destinato a ridefinire gli equilibri del sistema politico; la sicurezza , tema sensibile e sempre presente nel dibattito pubblico; il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale , oggi più che mai strategico. Temi complessi, affrontati nella convinzione che un confronto aperto e intergenerazionale sia la vera ricchezza della manifestazione . Un’edizione che guarda al futuro Con un mix di partecipazione popolare, riflessione politica e atmosfera natalizia , Atreju 2025 si prepara a essere un luogo di aggregazione e dialogo che va oltre le appartenenze . Una festa che celebra un’Italia “forte” e “a testa alta” , ma soprattutto un Paese che vuole discutere, confrontarsi e crescere . Si inizia oggi con un programma, veramente, interessante. Alle ore 15:00 il taglio del nastro spetterà alla scuola "Palaghiaccio Mezzaluna" , che inaugurerà la pista di pattinaggio con l'esibizione dei bambini della loro accademia. Al contempo, inizieranno le trasmissioni di Radio Italia Chiamò a cura di: Grazia Di Maggio ed Etel Sigismondi. Dalle ore 16:00 di oggi , con un parterre molto nutrito di protagonisti della politica, avrà inizio sul palco di Atreju il dibattito e il confronto su molti temi importanti della nostra società. Questi gli invitati che si susseguiranno nello spazio inaugurale del dibattito politico: Roberto Gualtieri (Sindaco di Roma), Antonello Aurigemma (Presidente del Consiglio Regionale del Lazio), Stefano Cacciotti (Capogruppo FdI Città Metropolitana Roma), Giovanni Quarzo (Capogruppo FdI Comune di Roma Capitale), Simone Forte (Presidente GN Provincia di Roma), Francesco Todde (Presidente GN Roma città) Introducono: Luca Sbardella (Deputato FdI) e Massimo Milani (Deputato FdI) Modera: Giulia Di Stefano (Giornalista) L’appuntamento è per tutti coloro che avranno piacere di partecipare, sotto le mura imponenti di Castel Sant’Angelo, dove tradizione e attualità torneranno a intrecciarsi per dare vita a un’edizione destinata a lasciare un nuovo segno. PROGRAMMA ATREJU GIORNO PER GIORNO Programma Atreju_6-12-2025 Programma Atreju_7-12-2025 Programma Atreju_8-12-2025 Programma Atreju_9-12-2025 Programma Atreju_10-12-2025 Programma Atreju_11-12-2025 Programma Atreju_12-12-2025 Programma Atreju_13-12-2025 Programma Atreju_14-12-2025 ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- LA QUALITA’ DELLA POLITICA E’ L'ESPRESSIONE DI UNA RESPONSABILITA’ CONDIVISA TRA I CITTADINI E I LORO RAPPRESENTANTI
I seggi elettorali sono sempre più semivuoti. Dove cercare la causa di questo fenomeno socio-politico? articolo di Massimo Catalucci ROMA - Venerdì, 5 dicembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocataucci.it ) - Immaginiamo di trovarci in una scuola , quella magari che abbiamo frequentato quando eravamo fanciulli, con l’intonaco scrostato e il cortile che profuma ancora di ricreazione ed ecco che, quegli spazi, come accade da decenni, si trasformano in seggi elettorali , dove i cittadini aventi diritto, possono accedere per esprimere il proprio voto . Gli addetti a gestire le urne, dispongono matite, registri, schede colorate . Tutto è pronto. Ma qualcosa ci balza subito agli occhi, qualcosa che si sta ripetendo un po' troppo spesso negli ultimi tempi: il corridoio rimane troppo silenzioso . I passi degli elettori arrivano rari , intermittenti, come un rubinetto difettoso che concede solo poche gocce. E la stessa scena si ripete in tante scuole, palestre e municipi del Paese: l’astensione diventa un fenomeno non più irrilevante, ma determinante e cronaca ordinaria . I seggi semivuoti - Cronaca di una distanza che cresce: Perché la gente sta rinunciando ad andare a votare? Molti cittadini lo dicono senza più timidezza: “ Non ci credo più ” . Non credono più alle promesse , non credono più alle facce che cambiano , non credono più a chi hanno dato il voto e poi , dopo eletti, nel corso della legislatura, cambiano casacca di partito a loro piacimento , non credono più a un sistema che appare distante, autoreferenziale, incapace di produrre soluzioni tangibili ai problemi quotidiani . Diffidano dei politici , ma spesso prima ancora diffidano della politica stessa . Gli studiosi del comportamento elettorale registrano da anni un calo della fiducia dei cittadini nelle istituzioni , un senso di impotenza , percepiscono una scarsa competenza della classe politica , in campagne elettorali ridotte sempre più a soli slogan , scandali e clientelismi raccontati dai media. È una macchia che si allarga progressivamente sul tessuto democratico del Paese . Come era la politica e come è diventata Negli anni settanta la politica aveva un altro odore : quello delle sezioni di partito affollate, dei dibattiti interminabili nelle case del popolo , dei volantini ciclostilati , delle piazze che erano fucine di idee . Era conflittuale, certo, a volte anche pericoloso , per cui non possiamo dimenticare i terribili anni di piombo, ma la politica viveva di contenuti . Le ideologie – nel bene e nel male – fornivano un orizzonte , una grammatica per leggere il mondo . La partecipazione era più alta, non soltanto alle urne , ma nella vita quotidiana . Con il passare dei decenni la politica si è trasformata in peggio : è diventata televisiva , poi digitale , infine “ social ”. La velocità ha sostituito la profondità . La retorica si è fatta brillante , accattivante , ipnotica , spesso manipolatoria . Il dibattito si è spostato dalla discussione dei contenuti alla gestione delle percezioni. La logica dei like ha soppiantato quella della rappresentanza . È stato l’inizio della fine della politica , che dovrebbe essere concepita, intesa come spazio di confronto reale sui temi importanti della nostra società . E in questo vortice caotico che ci risucchia sul fondo melmoso di una politica lontana da quelle che erano le sue origini , pensata da Aristotele in poi, per occuparsi dell'organizzazione di un comunità, rendendo quest'ultima sempre più funzionale ai cittadini, questi ultimi via, via, hanno iniziato a percepire un divario crescente: chi governa sembra vivere altrove, in altre stanze, con altri problemi . Non sempre è vero, ma spesso appare così. E nella politica, come nella vita, ciò che appare pesa quanto ciò che è. Una responsabilità condivisa Raccontando questa deriva ci si dimentica spesso un dettaglio cruciale: la qualità della politica non dipende solo da chi è eletto, ma soprattutto da chi elegge . Il politico ha il dovere di rispettare il mandato ricevuto dagli elettori ; ma gli elettori hanno il dovere di scegliere con consapevolezza chi debba rappresentarli . La democrazia è una strada a doppio senso : non si può chiedere rigore, serietà e competenza se nelle urne prevale la seduzione di una promessa facile , di una scorciatoia , di un favore personale. E sì, è vero: capita anche di sbagliare valutazione , in merito ad un nome , ad un cartello politico . Capita di lasciarsi incantare dai discorsi magnetici di qualche leader . Capita di credere a chi sa parlare bene, ma agire in contrasto, in opposizione con ciò che afferma. Capita anche di accettare piccoli scambi, favori, promesse , come se la politica fosse un mercato e non una responsabilità collettiva . Questi fatti non sono invenzioni, ma episodi documentati, riportati negli anni da inchieste e cronache, parte di un modo di fare politica che ha indebolito la fiducia dei cittadini e il senso civico delle comunità . La politica come dovrebbe essere Eppure, l’essenza originaria della politica, come appena accennato, era un’altra: era la scienza e l’ arte di governare la vita pubblica , l’ organizzazione e l’ amministrazione della comunità , la cura del bene comune . La politica agli albori della sua esistenza, era nata come luogo di partecipazione e confronto , come spazio in cui il cittadino e l’eletto dialogano , litigano , costruiscono . Era – e dovrebbe ancora essere – il centro della vita civica , sociale e democratica . Quando si disertano le urne, però, questo patto primordiale si interrompe . La democrazia si assottiglia, il dibattito si impoverisce, la rappresentanza diventa fragile. E la qualità della politica inevitabilmente peggiora . La trasformazione culturale della politica non potrà mai venire dall'alto Sperare che venga attuato un cambiamento culturale dalle stanze del potere, dall'alto di chi già siede sugli scranni del governo grazie al voto dei cittadini, è plausibile pensare che è ingenuo , anche solo immaginarlo. Chi occupa posizioni privilegiate , difficilmente, ha interesse a rivoluzionare un sistema che gli garantisce stabilità, visibilità, agio, personali . Il cambiamento autentico, storico, solido , volto alla trasformazione culturale del pensare e fare politica , nasce sempre dal basso, dai cittadini che: decidono di informarsi meglio ; pretendono trasparenza e serietà ; tornano a discutere, a partecipare, a vigilare ; votano non per simpatia o convenienza, ma per visione . Se questo non avverrà, se il disinteresse continuerà a crescere , se gli elettori continueranno a disertare le urne , allora sarà difficile immaginare una politica più competente , più onesta , più efficace . Perché nessuna classe dirigente può migliorare quando l’elettorato che la genera si ritira nell’indifferenza , abbandona le armi che la democrazia gli mette a disposizione: un foglio di carta prestampato ed una matita per fare una croc e e scrivere un nominativo . La trasformazione nel pensare e fare politica è nelle mani dei cittadini Forse è arrivato il momento in cui ogni cittadino dovrebbe assumersi la propria parte di responsabilità . L'inizio del cambiamento per la trasformazione di una società, non sono un dono, sono un impegno sociale e un duro lavoro . Ciò non viene calato dall'alto, si costruisce dal basso e passo dopo passo, si arriva a trasformare il modo di pensare e di fare politica . E la trasformazione della società – nella qualità del dialogo pubblico, della politica e dei suoi rappresentanti – dipende da chi vota . L’altra parte è costituita da chi viene eletto , e che, vale la pena ricordarlo, non è altro che un dipendente pagato dal popolo . Alle prossime elezioni, le scuole riapriranno i loro battenti per accogliere gli elettori che decideranno di recarsi in questi luoghi per votare i propri rappresentanti. La democrazia aspetta. La porta è aperta fin d’ora . La matita è temperata e pronta , la scheda anche . Toccherà a noi cittadini decidere se entrare o restare fuori da quella porta per dare inizio ad un possibile cambiamento culturale e popolare, volto alla trasformazione in meglio della società in cui viviamo. ------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- ADDIO A SANDRO GIACOBBE - ICONA DELLA CANZONE ITALIANA
L'artista genovese si è spento oggi all'età di 75 anni dopo una lunga malattia articolo di Massimo Catalucci COGORNO (GE) - Venerdì, 5 dicembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Loo at the World - www.massimocatalucci.it ) - Il cantautore genovese Sandro Giacobbe , stava combattendo da dieci anni con un tumore , che negli ultimi tempi lo aveva relegato sulla sedia a rotelle. Aveva 75 anni , quando oggi si è spento nella sua casa a Cogorno , nel Levante ligure . Lascia la moglie, Marina Peroni, e i figli Andrea e Alessandro Giacobbe . Una voce che ha segnato intere generazioni Sandro Giacobbe ha lasciato un’impronta profonda nella musica italiana degli anni ’70 e ’80 grazie a melodie e canzoni che ancora oggi evocano nostalgia, amore e malinconia. Tra i suoi brani più celebri: Signora mia (1974) , vero e proprio trampolino di lancio; partecipa al Festivalbar e viene inserita nella colonna sonora del film " Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto " di Lina Wertmülle r. Gli occhi di tua madr e, con cui arriva terzo al Festival di Sanremo nel 1976 . Altri successi come Sarà la nostalgia , Il giardino proibito , Portami a ballare , ma anche partecipazioni a Sanremo in anni successivi, come nel 1983 con Primavera e nel 1990 con Io vorrei . Voce romantica, stile inconfondibile, testi densi di sentimento — Giacobbe ha saputo raccontare l’amore e la nostalgia con delicatezza , costruendo una discografia che ha attraversato decenni. Un addio triste, ma pieno di memoria La sua voce inconfondibile e le sue canzoni hanno segnato momenti importanti per tante persone. Sandro Giacobbe lascia un vuoto nella musica e nei cuori di molti . Oggi lo ricordiamo con gratitudine: per le sue note, per le sue parole, per la sensibilità con cui ha raccontato amori, nostalgie e fragilità. E come spesso accade, quelle canzoni — tra lacrime e ricordi — torneranno a suonare, rendendo immortale ciò che la morte non potrà cancellare . ------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- COPPA ITALIA - LA LAZIO VINCE 1-0 CON IL MILAN E VOLA AI QUARTI
I biancocelesti superano i rossoneri con una gara attenta, tosta e incisiva. Basic sempre più negli schemi di Mister Sarri e Zaccagni da grande leader segna e trascina la sua squadra alla vittoria articolo di Massimo Catalucci ROMA - Venerdì, 5 dicembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Chi pensava che al Milan non interessasse la Coppa Italia , si è dovuto ricredere assistendo alla gara di ieri sera, dove gli avversari della Lazio, guidati da Mister Allegri, hanno provato a contrastare la grande personalità che i biancocelesti hanno saputo mettere in campo e che alla fine ha premiato la loro capacità organizzativa e la maturità nel proporre il proprio gioco, tenendo tra i piedi la sfera per gran parte della partita. Toma Basic - L'uomo in più di Mister Sarri Toma Basic è sempre più l' uomo rivelazione di questa stagione 2025/2026 della Lazio di Mister Sarri . Un centrocampista che sta interpretando al meglio la filosofia di calcio "sarriana" e sempre più dentro gli schemi di gioco del comandante di origine livornese. Oramai il tecnico laziale, come da lui espresso pubblicamente, è difficile rinunciare a Basic per la sua continuità , determinazione ed anche capacità di svolgere con puntualità i due ruoli delle fasi difensive e offensive , senza precludersi la possibilità di concludere a rete , come accaduto ieri sera dove al primo tempo ha innescato un contropiede con la complicità di Zaccagni , arrivando fino al limite dell'area avversaria da cui ha lasciato partire un fendente rasoterra che per questioni di millimetri non è entrato in porta . Ottimo il suo rendimento anche in quesat gara di Coppa Italia, dove ha meritato un bel s ette in pagella . Mattia Zaccagni - Sempre più leader di questa Lazio I biancocelesti hanno trovato in Zaccagni il capitano leader con una personalità da grande campione : professionista vero, persona seria fuori dal campo e nel rettangolo di gioco tatticamente attento con una grande capacità di dribblare l'avversario che regolarmente per fermarlo deve stenderlo, uniti alla sua velocità e tecnica , non solo con i piedi ma, come visto ieri contro il Milan, anche con la "testa", si è ritagliato il ruolo da protagonista in questa Lazio. Il suo rendimento costante sta regalando molta qualità alla Lazio e sarà difficile per il tecnico della Nazionale , Mister Gattuso , tenerlo in panchina. Una spina nel fianco per qualsiasi avversario : difficile da marcare , protegge ben il pallone, appoggia, triangola, dribbla, scatta, segna... Sette e mezzo in pagella ieri sera, strameritato e non solo per il gol. La Lazio troverà il Bologna ai quarti di finale, ma domenica lo incontra in campionato La Lazio si gode questa bella vittoria che in parte, inutile negarlo, riscatta l'immeritata sconfitta in campionato , subita sabato scorso proprio contro il Milan. Gara, quella di qualche giorno fa, segnata da un rigore negato ai biancocelesti , che ha suscitato non poche polemiche , visto che in altre situazioni precedenti che presentavano la stessa dinamica di gioco in altre gare e con altre squadre, gli arbitri avevano fischiato il penalty . Quindi, doppia soddisfazione in casa Lazio dove tutti possono sentirsi " allegri " e rivendicare il teatrino manifestato a bordo campo dal tecnico rossonero nella gara di Milano, quando ha aggredito l' arbitro Collu nel momento in cui si è recato al monitor per verificare in review l'azione del rigore . Arbitro, che prima espelle Allegri e poi, dà la sua fantomatica, quanto fantasiosa giustificazione per la sua infelice decisione finale: " Fallo in attacco di Marusic ". Ma non c'è tempo per festeggiare troppo, la Lazio è chiamata subito a ributtarsi in campionato con una gara contro il sorprendete Bologna . Si giocherà domenica tardo pomeriggio, alle ore 18:00 , sempre allo Stadio Olimpico nella Capitale e i biancocelesti, dovranno far valere il fattore campo. Da parte loro, sappiamo che i tifosi faranno il proprio dovere, come sempre dimostrano di farlo e anche ieri sera la Curva Nord , ha trascinato tutto il tifo laziale presente sugli spalti, con cori di incitamento ai propri beniamini che non si sono mai spenti dall'inizio alla fine della gara. Il Bologna, incontrerà di nuovo la Lazio ai quarti di finale , tra le mura amiche dello Stadio Renato Dall'Ara ...ma prima di quel match, Mister Sarri e i suoi ragazzi, hanno bisogno di superare i rossoblu nella gara di campionato di domenica prossima , e laddove dovesse dimostrarsi vincente, riproporrebbe i biancocelesti in prossimità delle zone che contano della classifica, quelle delle posizioni che permettono l'accesso alle prossime coppe europee . Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara MAURIZIO SARRI - " Queste sono situazioni in cui ci provo gusto, tante difficoltà sin dall'inizio , anche gli infortuni ma questa è una squadra che si fa allenare. Quindi durante la settimana mi diverto, poi la domenica magari mi arrabbio perché forse abbiamo qualcosa in meno degli altri ". " Ci ha fatto piacere fare felici quarantamila persone che hanno fatto un tifo feroce, in campionato eravamo mortificati a fine gara , l'eliminazione diretta contro il Milan è sempre qualcosa di importante, andiamo avanti , non abbiamo neanche tempo di essere contenti perché ci aspetta il Bologna e una gara difficile ". Su Toma Basic - " Basic è arrivato con grandi prospettive qualche anno fa, poi un po' per colpa nostra e un po' sua si era un po' perso, io non ho avuto dubbi a ritirarlo dentro e ci sta ripagando alla grande, è uno dei più affidabili sicuramente " . " I prossimi mesi? Mi aspetto di dover continuare a lavorare, arrivare a fine stagione e capire di poter fare un salto di qualità sarebbe tanta roba, nell'ultimo periodo abbiamo perso solo con Milan e Inter fuori, se riusciamo a costruire una bella base sarà già qualcosa di importante , speriamo di continuare a lavorare con lo stesso gusto di oggi ". Su Insigne - " Con la società avevamo parlato di altri ruoli, poi una volta che sono arrivati questi altri ruoli si vedrà. Sono affezionato al ragazzo, lo considero quasi un figlio , ci ho passato 3 anni insieme ed è simpaticissimo. Poi ci sono da fare i conti con la società perché i ruoli fondamentali erano altri... ".[ fonte - SKYSport ] MASSIMILIANO ALLEGRI - " Era una partita bloccata , abbiamo avuto qualche occasione, non abbiamo fatto gol e poi abbiamo preso gol da angolo dove potevamo difendere meglio . Chi vince ha sempre ragione. La squadra ha fatto una buona partita, Jashari che rientrava ha giocato bene, anche Ricci , dispiace uscire dalla Coppa Italia , volevamo arrivare fino in fondo ma ora dobbiamo pensare alla prossima partita ". " Non è un passo indietro, dobbiamo essere arrabbiati perché c'è dispiacere e perché era un obiettivo, ma dobbiamo riprendere il cammino perché c'è Torino e Sassuolo e poi la Supercoppa ". Su Leao - " Si è mosso bene, ha avuto una bella occasione , quando non c'è lui in area dobbiamo andare a occuparla con altri, si è messo a disposizione della squadra ". Sulla squadra in generale - " Non bisogna deprimersi , c'è una stagione davanti e il nostro obiettivo è tornare in Champions. Sul gol potevamo difendere meglio, era un momento in cui la gara non era facile, abbiamo sbagliato tre o quattro palle e abbiamo preso gol. Quando abbiamo il dominio della gara diventiamo pericolosi per noi stessi e su questo dobbiamo migliorare ". " I gol li stiamo facendo, abbiamo bisogno di qualche gol in più dei centrocampisti e sulle palle inattive e soprattutto bisogna essere un po' più attenti in questi frangenti ". Sulla scaramanzia - " Come il Napoli lo scorso anno? E' ancora lunga, adesso c'è il Torino che per noi non è facile perché loro hanno bisogno di punti. Stasera per me abbiamo giocato anche meglio di sabato . Abbiamo avuto più occasioni oggi che in campionato ... ". [ fonte - SKYSport ] Il tabellino della gara Giovedì, 4 dicembre 2025 Stadio Olimpico - ROMA Lazio-Milan 1-0 Marcatori: 35° st Zaccagni (L) Arbitro: Guida Ammoniti: Pavlovic (M), De Winter (M) Espulsi: ---------- LAZIO (4-3-3): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (26° st Nuno Tavares); Guendouzi, Vecino (13° st Dele-Bashiru), Basic; Isaksen (38° st Pedro), Castellanos (13° st Noslin), Zaccagni (38° st Cancellieri) All.: Maurizio Sarri MILANO (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers (19° st Nkunku), Ricci, Jashari, Rabiot, Estupiñán (42° st Bartesaghi); Loftus-Cheek (36° st Modric), Leao (36° st Pulisic). All.: Massimiliano Allegri ------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- LAZIO E MILAN ANCORA DIFRONTE...MA STAVOLTA NEGLI OTTAVI DI FINALE DI COPPA ITALIA
Dopo l’ennesimo confronto in campionato terminato con polemiche per un rigore negato ai biancocelesti, domani sera Sarri e Allegri si trovano di nuovo di fronte in un match “ do or die” — "o la va o la spacca" . articolo di Massimo Catalucci ROMA - Mercoledì, 3 dicembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) -Si giocherà allo Stadio Olimpico nella Capitale, l' ottavo di finale di Coppa Italia tra Lazio e Milan . Inutile negarlo, anche se Mister Sarri cerca di spostare l'attenzione sulla gara, ma gli strascichi lasciati dalla decisione arbitrale di sabato scorso , di non concedere un fallo da rigore ai biancocelesti che in altre diverse circostanze ad altre squadre era stato dato, non è stato digerito del tutto nel mondo Lazio: tifosi, società, tecnico e giocatori . E' facile quindi immaginare, che i ragazzi biancocelesti vorranno riscattare doppiamente l'affronto ricevuto sabato scorso nell'anticipo serale della tredicesima giornata della Serie A : primo per dimostrare che sono all'altezza dei rossoneri ; secondo perché vogliono regalare ai propri tifosi il passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia . Inoltre, c'è da aggiungere che alla Lazio questa Coppa Italia serve anche per avere un' ulteriore chance per accedere ad un posto nelle prossime competizioni europee , per cui è sensato pensare che nella mente dei ragazzi di Mister Sarri , ci sia l'obiettivo di arrivare in fondo per giocarsi questo trofeo. Come arrivano Lazio e Milan a questo match La Lazio — reduce da una sconfitta che ha lasciato più di un rimpianto — affronta questo ottavo con determinazione e voglia di rivalsa . La ferita per il rigore negato è ancora apert a, ma la Coppa Italia offre l’occasione di trasformare la rabbia in concretezza: un’occasione da sfruttare al massimo. Il Milan — dal canto suo — arriva con la consapevolezza di essere temibile in ogni competizione . Pieno di risorse, con esperienza e qualità in ogni reparto, i rossoneri sanno che in una gara secca tutto è possibile. Vuole onorare la Coppa, ma sa che non può sottovalutare l’avversario : la Lazio, in casa propria, può diventare un osso durissimo. È per questo che l’atmosfera che si respirerà domani sera nella Capitale sarà carica di quell'attesa di chi vuole riscattarsi; della tensione emotiva, volta alla speranza dei tifosi di vedere una Lazio che va oltre il momento , che gioca con il cuore e la voglia di cancellare l’amarezza . Dove e quando c’è di mezzo l’onore — e una coppa — ogni dettaglio conta . L’attesa nella Capitale biancoceleste: una sfida da dentro o fuori Domani sera, all’Olimpico, considerando che è una gara infrasettimanale, si prevedono circa 40.000 spettatori in prevalenza biancocelesti che cercheranno di spingere al successo i propri beniamini, per cui ci aspettiamo una Curva Nord molto calda, pronta atrascinarsi dietro tutto il tifo nello stadio di fede laziale . Luci, cuori, speranze — e una rivincita che va ben oltre il risultato . La Lazio non scende in campo solo per vincere una partita: scende per riscattare un torto , per riprendersi un onore negato , per restituire un sogno ai suoi tifosi e per guardare avanti . Il Milan, dal canto suo, non essendo nuovo a queste sfide non resterà a guardare , ma cercherà di imporre la sua solidità, la sue peculiarità, per dimostrare che anche in Coppa Italia è una macchina rodata. Ma attenzione: perché quando Sarri chiama i suoi ragazzi , quando la Curva Nord spinge , quando c’è da far valere l’ orgoglio … la Lazio può trasformarsi in una furia . Domani sera si accendono i riflettori, ma soprattutto si riapre un capitolo che molti speravano chiuso. La posta in palio è alta — e quel fischio d’inizio sarà la scintilla per una serata che potrebbe rappresentare una tappa importante in questa stagione biancoceleste. Forza Lazio — scriviamo insieme la pagina della rivincita. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara MAURIZIO SARRI - "Non abbiamo nessuna rivalsa - ammette l’allenatore allontanando le polemiche relative al rigore negato ai biancocelesti - ma mi viene in mente un suggerimento: mettiamo le postazioni Var dalla parte opposta rispetto alle panchine : l’arbitro deve prendere delle decisioni in una tranquillità diversa da quella che ho visto”. “In questa stagione non abbiamo velleità di classifica - ammette il tecnico laziale - bisogna essere onesti : ci servirà per crescere e creare una base che proveremo a migliorare per essere competitivi. Mercato? Bisognerà vedere se a gennaio sarà a zero, se sarà libero, se proprio ci sarà un mercato . Per noi sarà decisivo quello di giugno. Ho detto alla società quello che secondo me può mancare a livello di ruoli e di qualità, poi individuare i nomi è compito loro . E’ inutile dire cosa ci manca perché dovrei dire quale giocatore deve andare via. Ma noi in questo momento non possiamo fare a meno di nessuno, lasciamo perdere queste cose che ci possono fare solo del male" . [ fonte: Corriere dello Sport ] MASSIMILIANO ALLEGRI - “ Troveremo come sempre un bell’ambiente a Roma , giocare con la Lazio un ottavo di Coppa di Italia per tutte e due le squadre è un obiettivo importante e quindi sarà una bella partita contro una squadra complicata contro cui giocarci contro, lo abbiamo visto sabato. La Coppa Italia non interessa a nessuno finché ci sono gli ottavi di finale , quando poi si comincia ad andare avanti la Coppa Italia giustamente interessa a tutti. Noi bisogna essere bravi a giocare un’ottima partita, non sarà semplice perché giochiamo fuori casa . Non ci saranno nemmeno i supplementari a disposizione quindi dovremo essere bravi nei 90 minuti a cercare di portare a casa la qualificazione contro una squadra che ha il nostro stesso obiettivo" . "Per quanto riguarda la squadra, Pulisic è a disposizione , Fofana no e speriamo di riaverlo col Sassuolo. Athekame no, Gimenez no , anche lui sta lavorando per il rientro, perché ho bisogno di tutti i giocatori, è importante avere tutti a disposizione, perché le sostituzioni più avanti andiamo saranno importanti. Jashari titolare? Più che vedere le qualità di Jashari, voglio vedere la sua condizione fisica , perché non scordiamoci che lui quando è arrivato era due mesi che era fermo, ha giocato 45 minuti poi si è fatto male e ora è due mesi che è fuori. Sono curioso anche io di vedere a che livello è sulla parte atletica". " Sulla formazione non ho ancora deciso. Per quanto riguarda Nkunku sabato ha fatto una partita importante perché nel momento decisivo della partita, nel secondo tempo, ha giocato tecnicamente tutte le palle importanti nel miglior modo possibile. E’ un giocatore di grande tecnica, si sta inserendo molto bene e quindi sono molto contento. La proposta di Sarri può essere una buona soluzione, ma questo non dobbiamo deciderlo noi, ci sono gli organi competenti che devono decidere queste cose . Noi dobbiamo pensare solamente a giocare e a fare il meglio possibile ”. [ fonte: lazionews.eu ] Le probabili formazioni LAZIO (4-3-3): Mandas; Marusic, Patric, Romagnoli, Nuno Tavares; Dele-Bashiru, Vecino, Basic; Pedro, Castellanos, Zaccagni All.: Maurizio Sarri MiILAN (3-5-2): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Jashari, Modric, Ricci, Estupinan; Loftus-Cheek; Leao All.: Massimiliano Allegri La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Marco Guida (sezione di Torre Annunziata) Assistenti di linea: Lo Cicero e Dei Giudici IV Uomo (Ufficiale): Daniele Doveri VAR: Pezzuto AVAR: Aureliano Dove seguire la diretta TV e in Streaming La gara tra Lazio e Milan , in programma domani, giovedì 4 dicembre 2025 e valida per gli ottavi di finale (gara secca) di Coppa Italia edizione 2025/2026 , si giocherà dalle ore 21:00 , nellso Stadio Olimpico della Capitale . La telecronaca è affidata a Massimo Callegari e Massimo Paganin . La partita sarà trasmessa in diretta TV in chiaro da Mediaset sul canale di " Italia 1 ". In diretta streaming , sarà disponibile gratuitamente su Mediaset Infinity (o su sportmediaset.it ) per PC , smart-TV , smartphone o tablet . ------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- C'E' UNA PARTE DELLA POLITICA ITALIANA NOSTALGICA DEGLI ATROCI ANNI DI PIOMBO?
Dalle ingiustificabili e istiganti parole di Francesca Albanese, al grido dei manifestanti -" giornalista terrorista sei il primo della lista " - si fa strada uno scenario politico che ci riporta indietro con la memoria agli anni '70, quelli terribili degli "anni di piombo" articolo di Massimo Catalucci ROMA - Martedì, 2 dicembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Ci sono giorni in cui l’ Italia sembra avvolta da una nebbia che odora di passato . Un passato duro, feroce, che molti di noi speravano fosse stato definitivamente confinato nei libri di storia . E invece eccolo di nuovo lì, insinuarsi nelle piazze , nei talk show , nei cori urlati da volti giovani e meno giovani : un’ eco che ricorda da vicino gli anni di piombo , gli anni in cui la politica smise di essere dialogo e divenne polvere da sparo . Negli ultimi anni, qualcosa si è incrinato. Qualcosa di profondo, di inquietante . L’ Italia, il Paese del diritto e della dialettica costituzionale , si ritrova a fare i conti con slogan che sanno di intimidazione , con accuse generalizzate ai giornalisti , con toni che superano abbondantemente il confine del confronto civile. Ascoltare in diretta televisiva giovani provenienti dai centri sociali — giovani che molti temono possano essere indirizzati da figure più adulte e politicamente strutturate, come ad esempio le parole espresse da Francesca Albanese - “ Sia monito per i giornalisti ” - atte a giustificare atti violenti come la devastazione della redazione de " La Stampa ", sono un colpo allo stomaco. Un allarme. Una sirena che non possiamo più ignorare . LA VIOLENZA PRESENTATA COME SFOGO LEGITTIMO Perché quando la violenza viene presentata come “ sfogo legittimo ”, quando si racconta un sistema giornalistico come un fantomatico apparato “terroristico” , allora il terreno sotto i piedi inizia a tremare. Tremano i principi. Trema la democrazia. Trema la Costituzione stessa, che non vieta a nessuno di manifestare, ma chiede — anzi pretende — che lo si faccia nel rispetto delle regole poste a tutela di tutti. Ed è proprio qui che nasce la contraddizione più clamorosa : gli stessi ragazzi che puntano il dito contro un presunto “sistema mediatico repressivo”, vengono poi invitati nei salotti televisivi nazionali per esprimere, liberamente, le loro ragioni . Una contraddizione che da sola basterebbe a smontare l’idea di un giornalismo oppressore, affamato di censura. Se davvero il giornalista fosse un “terrorista”, come urlato in corteo, nessuno di quei giovani avrebbe un microfono davanti. Nessuno avrebbe spazio. Nessuno sarebbe ascoltato. Eppure, nonostante questa evidenza, l’odio cresce . Le parole — quelle che scaldano gli animi , quelle che vengono percepite come benzina su un fuoco già acceso — continuano a circolare, rimbalzare, moltiplicarsi. E quando anche figure pubbliche espongono giudizi o dichiarazioni che molti considerano divisive , ecco che la piazza si infiamma , si scalda, si spacca. E là dove il dialogo dovrebbe aprire porte, queste vengono buttate giù con la forza fisica che vuole imporre il "pensiero unico" a tutti gli altri. Tutto questo dovrebbe farci tremare i polsi, dovrebbe farci riflettere, dovrebbe preoccuparci. Perché la strada che alcuni stanno tracciando è scivolosa, buia, pericolosa . Una strada dove il dissenso non si esprime più con le parole, ma con la minaccia. Dove il carattere espressivo della parola perde il suo valore politico di confronto e di discussione , per diventare punitivo non solo da un punto di vista verbale, ma fisico. Dove i più giovani rischiano di essere travolti dall'illusione che la forza sia più efficace della legge . Ma la legge esiste per proteggere tutti. E soprattutto, esiste la Costituzione italiana , la nostra bussola, il nostro faro. È lì per ricordarci che il dialogo — anche acceso, anche critico — deve sempre muoversi entro i confini della convivenza civile . Alle istituzioni il compito di frenare questa escalation violenta Non c'è più tempo da perdere se si vuole frenare, prima che sia troppo tardi, questa ondata di violenza e odio che sta crescendo. Certamente, non per zittire le piazze, non per spegnere le idee, ma per impedire che l’odio diventi linguaggio politico e che la violenza diventi strumento di rappresentanza . La democrazia non è fragilità: è responsabilità . E allora sì, un freno va messo . Perché troppo spesso, dietro certe manifestazioni, non c’è voglia di dialogo, ma desiderio di caos . Non c’è ricerca di giustizia, ma foga distruttiva . Non c’è libertà , ma la l'imposizione di un pensiero unico, travestito da ribellione . Occorre tornare al dialogo vero. Il dialogo che costruisce , non quello che devasta. Il dialogo che riconosce nella Costituzione un limite , sì, ma anche una promessa: la promessa di un Paese dove tutti possono parlare, dissentire, protestare …ma dove nessuno può minacciare, colpire, intimidire . Chi usa la violenza in nome della libertà, della libertà è già nemico . Se davvero vogliamo evitare di rivivere gli anni più bui della nostra storia, dobbiamo ricordarlo ad alta voce: la democrazia si difende con le parole, non con i ceppi delle minacce, né con l’eco di antiche ombre armate . -------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- MILAN-LAZIO - LA DECIDE L'ARBITRO COLLU
Gomito largo di Pavlovic che si retrae dopo l'impatto con il pallone in area rossonera, ma l'arbitro assegna un fallo inesistente che reputa ai danni del Milan articolo di Massimo Catalucci MILANO - Domenica, 30 novembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Nonostante il gomito di Pavlovic si allargasse per poi ritrarsi dopo l'impatto con la sfera colpita al volo da Romagnoli e indirizzata verso la porta avversaria e nonostante l'arbitro venisse richiamato al VAR , quest'ultimo rivista la dinamica dell'azione al monitor a bordo campo, stravolge tutto e decide di assegnare la punizione ai rossoneri per fallo commesso in attacco dal numero 77 biancoceleste , Marusic, che secondo l'arbitro avrebbe fatto blocco ai danni dell'aversario rossonero . Sarebbe stato interessante vedere a campi inversi, se il fatto fosse accaduto dalla parte del Milan, quale sarebbe stata la decisione dell'arbitro . Purtroppo, non lo sapremo mai. Intanto, questo episodio crea un danno notevole alla Lazio che avrebbe potuto tornare da Milano con almeno un punto, tra l'altro meritato, per quanto visto sul rettangolo di gioco nell'arco di tutta la gara. Cominciando dal miracolo di Maignan sul colpo di testa di Gila che, su assist di Basic , dopo circa 120 secondi dall'inizio della gara, impegna l'estremo difensore rossonero, bravissimo nel suo scatto di reni e molto reattivo nel negare un gol fatto al difensore laziale . Protagonista l'arbitro Collu Ieri l'arbitro Collu si è ritagliato la prima scena dando una motivazione assurda della sua decisione che è stata quella di non assegnare alla Lazio il rigore che in altre occasioni simili viste quest'anno, è stato concesso . Secondo il direttore di gara, che non ha negato il tocco con il gomito di Pavlovic e che ha reputato fuori dalla sagoma del corpo del milanista, sarebbe stato Marusic a fare blocco sul suo avversario diretto , con conseguente fallo in attacco del numero 77 biancoeleste e assegnazione di un calcio di punizione al Milan. La Lazio esce sconfitta ma a testa alta Detto ciò che era giusto evidenziare, la Lazio nonostante la sconfitta subita, appare sulla strada della crescita con un Castellanos, finalmente, recuperato (chissà se avesse giocato dall'inizio come sarebbe andata a finire). Purtroppo, i biancocelesti pagano le conseguenze di un inizio di stagione travagliato, giustamente polemico tra i tifosi, soprattutto per una gestione societaria che non riesce, forse sarebbe il caso di dire " non vuole ", far fare il salto di qualità a questa gloriosa società. I punti persi ad inizio di questo campionato, sono frutto anche delle " disattenzioni contabili " societarie (difficile crederlo, ma questa è la versione ufficiale del patron Lotito ) che hanno bloccato il mercato laziale in estate , a cui si aggiungono i tanti infortuni dall'inizio del torneo nazionale , dove almeno 7 giocatori a turno sono rimasti fuori per essere curati . Da parte sua, Mister Maurizio Sarri , sta facendo il massimo per ottimizzare al meglio le risorse umane che ha ereditato dal precedente campionato (il blocco del mercato non gli ha permesso di scegliere nuovi innesti), su tutte la ricostruzione di un giocatore che era oramai fuori dai radar della rosa biancoeleste da circa un anno e mezzo . Parliamo di Basic , sempre tra i migliori in campo da quando è entrato titolare in questa squadra: sono nove le gare con quella di ieri, giocate di continuo dal croato come titolare . Una nuova identità la sua, funzionale al gioco " sarriano " che, comunque, è stato dallo stesso tecnico un po' riplasmato, ma mai snaturato del tutto (si vedano il possesso palla e il pressing alto ). A fine gara, per quanto accaduto nel finale, colmato con la decisione "fantasiosa" dell'arbitro Collu, nessun componente della S.S. Lazio , tra allenatore, giocatori e dirigenti, ha voluto rilasciare dichiarazioni. Subito possibilità di riscatto in Coppa Italia La Lazio avrà la possibilità di riscattare subito il danno subito a Milano per colpa dell'arbitro Collu, provando a vincere la sfida di Coppa Italia, in programma giovedì prossimo, proprio contro il Milan , ma stavolta la gara si giocherà allo Stadio Olimpico nella Capitale , dove immaginiamo che i tifosi baincocelesti accorreranno in tanti per spingere in avanti la propria squadra e passare il turno. Quella del secondo trofeo Nazionale (il primo è lo scudetto), è una strada che la Lazio deve percorrere per avere una chance in più per accedere alle prossime competizioni europee , visto che le contendenti in campionato per i primi sei posti , sono tante e poi, se accade quanto accaduto ieri a San Siro nel finale di gara, l'obiettivo da raggiungere si fa più arduo. Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara MASSIMILIANO ALLEGRI - “ Negli ultimi minuti c’è stata un po’ di confusione: non è stato facile neanche per l’arbitro . La partita è stata difficile: la Lazio non dava linee di passaggio e sono stati aggressivi. Dobbiamo continuare a lavorare e fare le cose con umiltà: c’è un bellissimo entusiasmo, anche tra tifosi. Nessuno si sta tirando indietro: è merito dei giocatori e per quello che fanno in campo” . Sul gol di Leao - “Lui faceva il centravanti già al Lille: stasera ha fatto un bellissimo colpo di testa. Penso che ora sia solo all'inizio: dall'esterno ora inizia a buttarsi più dentro” . Su Rabiot - “Rispetto anche all'ultimo anno in cui l’ho avuto alla Juventus è cresciuto moltissimo. Lui è un uomo squadra: per creare squadre che lottano per il vertice servono giocatori così. Con lui ci sono anche Gabbia , Pavlovic e tutti gli altri. Rabiot ha un motore diverso” . Sulla sua espulsione - “L’ arbitro Collu c’era anche alla prima giornata. Gli ho detto: ‘Tutte le volte che ci sei esce fuori sempre un casino’. Questo perché ci aveva arbitrato anche contro la Cremonese . Ma non l’ho assolutamente insultato” . MAURIZIO SARRI - Nessuna dichiarazione del tecnico biancoceleste che insieme a tutta la società S.S. Lazio hanno deciso di non rilasciare interviste nel post-gara, per un danno che reputano di aver subito a seguito di una decisione "singolare" dell'arbitro Collu che stravolge la dinamica degli eventi accaduti in campo. Il tabellino della gara Sabato, 29 novembre 2025 Stadio San Siro - MILANO MILAN-LAZIO 1-0 Marcatori: 52° Leao (M) Arbitro: Giuseppe Collu AMMONITI: Tomori, Gabbia, Ricci (M), Pellegrini, Romagnoli, Zaccagni (L) ESPULSI: Alllegri (M) MILAN (3-5-2): Maignan (c); Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (65° Loftus-Cheek), Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (82° Ricci), Leao. All.: Massimiliano Allegri LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (85° Nuno Tavares); Guendouzi, Vecino (62′ Dele-Bashiru), Basic (85° Noslin); Isaksen (70° Pedro), Dia (62° Castellanos), Zaccagni (c). All.: Maurizio Sarri -------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- LA LAZIO INCONTRA IL MILAN A SAN SIRO PER TESTARE LA SUA CRESCITA
Un big match che potrebbe segnare una svolta nella stagione biancoceleste e la possibilità per i rossoneri di volare alto in classifica articolo di Massimo Catalucci MILANO - Sabato, 29 novembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Questa sera nel anticipo serale del 13° turno del massimo campionato di calcio nazionale, il palcoscenico dello Stadio di San Siro accende le luci sul big match tra Milan e Lazio . I rossoneri guidati dal Mister Massimiliano Allegri affrontano i biancocelesti di Mister Maurizio Sarri . Un incontro che promette spettacolo, ma soprattutto che è destinato a testare la reale forza delle due squadre , ciascuna con le proprie peculiarità e i propri obiettivi stagionali . Da un lato, il Milan è solido, ma non ancora del tutto convincente in questo inizio di stagione; dall'altro lato, c'è una la Lazio protagonista in negativo in questa estate, a causa del mercato bloccato, strano a crederlo, per " sviste contabili " societarie, che hanno animato non poche polemiche tra i tifosi nei confronti del patron Lotito che si è sempre detto attento ai bilanci societari. Una squadra, quella biancoceleste, comunque, che dopo alcune cadute ad inizio stagione, sembra in continua evoluzione e chiamata a dimostrare che la sua crescita non è solo una promessa o frutto di fattori casuali, ma una realtà concreta. Milan e Lazio: tra ricerca di continuità, crescita e ambizioni Arrivato alla tredicesima giornata, il Milan di Mister Allegri si trova in una posizione piuttosto consolidata in un classifica corta , è secondo insieme al Napoli (25) con la Roma prima a 27 , a due lunghezze di distanza. Un passo falso può allontanare troppo dalla vetta ( Como sesto a 24 punti con una partita in più ), ma uno vincente può avvicinare di molto al vertice, se non addirittura permettere di acciuffare, quanto meno, i giallorossi di Mister Gasperini e lasciare dietro le dirette concorrenti per i posti che contano. Ma in quest'ultimo caso, al Milan non gli sarebbe sufficiente vincere il match contro la Lazio, ma dovrebbe anche concretizzarsi un pareggio domani tra Roma e Napoli , nel confronto diretto del posticipo serale in programma allo stadio Olimpico nella Capitale. La squadra rossonera ha alternato ottime prestazioni a momenti di difficoltà , ma l'obiettivo è chiaro, puntare in alto . La gara con la Lazio si prevede sia molto tattica, ma anche molto nervosa, basata sulle motivazioni che i giocatori in campo sapranno esprimere e canalizzare per determinare l'esito finale della gara. La Lazio , dal canto suo, si presenta a San Siro con una difesa piuttosto solida ma che difetta in trasferta . La squadra di Maurizio Sarri sta attraversato un periodo di crescita non facile, ma di cui si stanno facendo notare segnali importanti, e dopo un inizio di stagione tra alti e bassi, sembra aver trovato la strada per arrivare al giusto equilibrio cui dovrà dare continuità. La squadra biancoceleste ha mostrato a tratti un bel gioco , con la famosa " Sarri-ball " che sta prendendo piede sempre di più, e si trova attualmente all' ottavo posto (18) , ma in una classifica corta dove un vittoria può dare slancio verso il pian che contano ( il sesto posto è a 24 punti ), ma dove una sconfitta può far allontanare la zona europea . Mister Sarri ha spesso sottolineato come la squadra stia diventando più matura e consistente , pur con alcuni limiti da superare, soprattutto nelle sfide più difficili. La Lazio arriva al match di San Siro riportando in organico alcuni suoi giocatori fuori per infortunio, tra cui Castellanos , fondamentale per l'attacco biancoceleste, e Dele-Bashiru che, in un centrocampo che ha fuori Rovella già da tempo a cui si è "aggregato" per infortunio Cataldi, necessita di uomini recuperati da poter utilizzare. Attualmente, il centrocampo laziale vede in Toma Bašić uno dei migliori in campo da quando Mister Sarri, ha deciso di affidargli una maglia da titolare che inizialmente era di Dele-Bashiru (l'infortunio di quest'ultimo è stata l'opportunità che Bašić non si è fatto scappare. Suo il gol vittoria contro la Juve all'Olimpico nella Capitale) Lazio che, se dovesse riuscire a strappare una vittoria a Milano (difficile pensarlo, ma il calcio è bello anche per la sua imprevedibilità), potrebbe davvero compiere un salto di qualità nelle sue ambizioni stagionali. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara MASSIMILIANO ALLEGRI - “ Christian Pulisic difficilmente sarà della partita , anche se domani può succedere di tutto. Alexis Saelemaekers , invece, è a posto ed è disponibile. La prossima settimana, Santiago Gimenez , dovrebbe tornare ad allenarsi con la squadra dopo lo stop. Tutti gli altri stanno bene”. “I l derby di Milano è importante , ti dà grande adrenalina è normale. L’importante è non uscire dall’obiettivo finale: essere tra le prime quattro a fine stagione. Ci sono sette squadre in sette punti al momento, la Lazio sta rientrando con Sarri che sta svolgendo un ottimo lavoro . Per noi sarà una gara molto difficile percento affrontiamo una squadra ben organizzata che sembra che ti conceda ma ti concede poco. Loro possono rientrare nel giro Champions League, dobbiamo andare oltre la vittoria contro l’Inter”. “ Maignan è sempre stato uno dei portieri più forti al mondo, quindi non sono meravigliato del suo rendimento. Per quanto riguarda il tema contratto: c’è la società che ci pensa , sta lavorando per dare un futuro con stabilità a questa squadra. Io con Mike ci parlo, ma solo di campo. Sono contento perché lo vedo sereno e sta confermando le sue grandi qualità”. [ fonte: spaziomilan.it ] MAURIZIO SARRI - Nessuna dichiarazione pre-gara per il tecnico biancoceleste. Le probabili formazioni MILAN (3-5-2) - Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Nkunku. All.: Massimiliano Allegri LAZIO (4-3-3) - Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. All.: Maurizio Sarri La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Giuseppe Collu della sezione di Cagliari. A ssistenti di linea: Vecchi e Yoshikawa IV Uomo (Ufficiale): Zufferli VAR: Di Paolo AVAR: Paterna Dove seguire la partita in diretta TV e in Streaming Il match tra Milan e Lazio , valido per il 13° turno del campionato di Serie A 2025/2026 , in programma oggi, sabato 29 novembre 2025 , allo Stadio San Siro di Milano , sarà trasmesso in diretta TV esclusiva su DAZN e Sky Sport . Gli abbonati potranno seguire l’incontro sui rispettivi canali e piattaforme streaming . --------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- LA FAMIGLIA NEL BOSCO - LA GIUSTIZIA E' SEMPRE GIUSTA PER TUTTI?
Riflessioni sul metro di misura di giudizio delle istituzioni preposte ai servizi sociali riguardo la gestione del nucleo familiare Birmingham-Trevallion articolo di Massimo Catalucci PALMOLI (CH) - Giovedì, 27 novembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - La storia della famiglia Birmingham-Trevallion , che ha scelto di vivere lontano dalla società moderna, nel cuore di un bosco , è diventata un simbolo di quanto possa essere complesso, controverso e a volte doloroso il giudizio delle istituzioni preposte alla protezione dei minori . La vicenda che ha coinvolto questa famiglia, l'allontanamento dei figli dai genitori e l’affidamento a strutture protette, sta suscitando innumerevoli riflessioni e interrogativi sulla giustizia e sulla moralità delle decisioni delle autorità competenti, che sembrerebbero non adottare sempre le stesse misure di giudizio anche in altri casi limite conclamati, dove i minori subiscono le conseguenze delle scelte dei propri genitori o tutori. La Famiglia Birmingham-Trevallion e il contesto I due genitori, Catherine e Nathan , in nome della propria visione della vita, hanno scelto di vivere in modo radicalmente diverso rispetto alla maggioranza delle Famiglie che vivono nella nostra società. Nel bosco, lontano dalla città, hanno costruito una casa ecologica , dove i figli crescono lontano dalle logiche consumistiche e dalle convenzioni sociali moderne . Per loro, vivere a contatto con la natura rappresenta una scelta educativa fondamentale : i bambini imparano a rispettare l'ambiente , a essere indipendenti e a sviluppare una mentalità libera dalle influenze esterne . Tuttavia, la loro scelta di vita ha attirato l’attenzione delle autorità sociali e, infine, la decisione di intervenire per allontanare i figli dalla famiglia . Il motivo ufficiale, come dichiarato dai servizi sociali, sarebbe stato il “ rischio per la sicurezza e il benessere” dei bambini , legato a condizioni di vita ritenute inappropriate , nonostante la presenza di un’ educazione che, da un punto di vista emotivo ed etico, appariva solida . Secondo le istituzioni, vivere in una casa isolata nel bosco, senza accesso immediato a infrastrutture sanitarie e educative, metterebbe a rischio lo sviluppo psicofisico dei minori. Le ragioni dell'intervento dei servizi sociali In Italia, i servizi sociali possono decidere di allontanare i minori dalle famiglie per ragioni di " abuso o negligenza " o quando vi siano condizioni che minacciano direttamente la sicurezza e il benessere dei bambini . Queste ragioni si articolano principalmente in: 1. Trascuratezza fisica e psicologica: La mancanza di cure adeguate, di un’alimentazione corretta, di un ambiente sicuro e protetto. 2. Condizioni di vita inadeguate: L’impossibilità di garantire ai minori una vita sociale e scolastica, l’assenza di un contesto adatto alla crescita sana, l'isolamento da altre figure sociali ed educative. 3. Possibili situazioni di abuso: Che si tratti di abuso fisico, psicologico o emotivo, in situazioni di questo tipo i servizi sociali sono obbligati a intervenire per proteggere il minore. Nel caso della famiglia Birmingham-Trevallion , la motivazione principale avanzata dai servizi sociali (clicca qui) riguardava la “ mancanza di una rete di supporto sociale ” e la difficoltà di monitorare il benessere psicofisico dei bambini , lontani dalla città e senza una frequente interazione con scuole, medici e altre istituzioni che possono garantire la crescita sana . Le dimissioni del legale della famiglia Un altro aspetto doloroso di questa vicenda è stato il fatto che il legale che difendeva la famiglia , dopo aver preso in mano il caso, ha rassegnato le dimissioni . La motivazione, pubblicata in un comunicato stampa, è stata che le pressioni istituzionali e l’impossibilità di ottenere una revisione della decisione di allontanamento della prole avevano reso insostenibile proseguire con la difesa legale . La sua dichiarazione ha fatto emergere il conflitto tra la visione delle istituzioni , che agiscono in base a criteri di " sicurezza " e " protezion e", e il diritto della famiglia a una vita autonoma e lontana dai canoni tradizionali . Questo atto simbolico ha sollevato numerosi interrogativi sulla legalità e sull'etica delle decisioni prese dai servizi sociali, mettendo in discussione la legittimità di un sistema che sembra giudicare sulla base di una " norma " che non tiene conto della pluralità delle esperienze di vita e della diversità dei modelli educativi . La voce degli esperti: p sicologi, pedagogisti e operatori sociali Psicologi, pedagogisti e operatori dei servizi sociali hanno espresso opinioni divergenti sulla vicenda. Per alcuni, l'intervento è stato un atto dovuto, necessario per proteggere il benessere psicologico dei bambini, che, pur vivendo in un ambiente naturale, potrebbero soffrire di un isolamento che limita lo sviluppo di competenze sociali e di relazioni interpersonali . Il rischio di " traumi da solitudine " e di " carenze educative " è stato messo in evidenza, soprattutto per la mancanza di una " rete di protezione " che una vita in una comunità più strutturata potrebbe garantire. D'altra parte, altri esperti hanno sottolineato come l’intervento sia stato una violazione della libertà della famiglia , che ha il diritto di educare i propri figli secondo i propri valori. Secondo questa prospettiva, il concetto di "norma" educativa e sociale è troppo rigido e non tiene conto delle scelte individuali. " I genitori dei tre bambini andavano coinvolti , proprio in virtù della relazione potente con i figli - afferma lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, che aggiunge - Sono loro la parte più importate del processo terapeutico . Non si aiutano i minori allontanandoli ma ragionando con mamma e papà , a meno che non ci siano abusi e violenze. Anche perché non li puoi tenere lontani per tutta la vita, prima o poi i figli vanno restituiti " - ha concluso Lancini. Altri esperti, più cauti, hanno sottolineato che l’allontanamento dei bambini, seppur doloroso, potrebbe rappresentare un passo necessario per garantire la loro sicurezza , ma ciò non significa che non si debba affrontare una riflessione seria su come le istituzioni possano tutelare anche le scelte alternative di vita senza penalizzare i diritti dei genitori . Il giudizio delle istituzioni è davvero giusto per tutti? La vicenda della famiglia Birmingham-Trevallion mette in luce la difficoltà di conciliare le scelte individuali di vita con le normative di tutela del minore. Il rischio, come sottolineano diversi osservatori, è che il concetto di “giustizia” diventi troppo uniforme , incapace di riconoscere e rispettare la varietà di esperienze familiari e di stili educativi. Se da un lato è fondamentale che i servizi sociali intervengano quando la sicurezza e il benessere dei bambini sono minacciati , dall'altro non possiamo dimenticare che ogni famiglia ha il diritto di scegliere il proprio modello educativo, a condizione che non metta a rischio il benessere dei figli . Questa vicenda, dunque, ci invita a riflettere su come la “giustizia” si muove in un contesto così complesso, in cui ogni decisione ha conseguenze profonde sulla vita delle persone . E ci ricorda che, a volte, il metro di giudizio delle istituzioni potrebbe non essere adatto a tutti, se non si tiene conto della pluralità delle vite e delle scelte che compongono la nostra società. Riflessioni e quesiti finali Dopo aver descritto, seppur sommariamente, le ragioni delle scelte determinate, da una parte dai due genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion di educare i propri figli lontano dalle logiche consumistiche a fronte di una vita condotta a contatto con la natura; e dall'altra, quelle determinate da principi giuridici in fatto di tutela dei minori ; rimane ora un'ulteriore riflessione da fare. In Italia, esistono una miriade di situazioni familiari al limite che non vengono " aggredite " (usiamo il termine aggressione per indicare la ferma decisione delle istituzioni ad intervenire per mettere in sicurezza i minori, laddove si presentano condizioni specifiche) con la stessa intensità e decisione che sono state adottate dalle stesse istituzioni nei confronti dei figli di Catherine e Nathan. Giornali, Tv, Radio, ma anche semplici cittadini, influencer, blogger e freelancer nel campo dell'informazione, documentano da anni: stati familiari al limite della decenza, dove i minori vengono abbandonati a loro stessi, sfruttati e messi nella condizione di delinquere , per logiche criminali dei propri genitori; minori che non seguono un'adeguata istruzione (sia in presenza fisica a scuola, sia da remoto da casa) secondo i principi di legge dell'obbligo scolastico e formativo; minori che vivono in ambienti e contesti inadeguati: in campi nomadi o in campi destinati dai comuni a famiglie senza abitazione, oppure in stabili (appartamenti) assegnati a famiglie meno abbienti, dove l'igiene e la sicurezza lasciano più che a desiderare. insomma, il quadro in Italia riguardo la vera tutela dei minori, appare un po' opaco e presenta delle incongruenze con quanto stanno subendo i figli di Catherine Birmingham e Natham Trevallion e quanto vivono altri minori in ragione di altre famiglie che non hanno deciso di vivere ne bosco, ma in strutture legali messe a disposizione delle istituzioni preposte e che, nonostante tutto, non osservano una corretta tutela dei loro figli, in ragione della loro sicurezza, dell'igiene, dell'educazione sociale e scolastica, dell'etica e della morale . E al di la' delle ragioni che le istituzioni stesse possono produrre per giustificare l'azione mossa nei confronti della Famiglia nel bosco, ciò non può eliminare il forte dubbio che si fa largo in molti cittadini, ovvero: Esiste un metro e due misure o due pesi e due misure, per giudicare ed intervenire sui casi limite dove i minori sono i protagonisti passivamente in negativo? Esiste una giustizia (forse) non giusta per tutti? L'ultima riflessione, a chiusura di questo articolo, vuole essere posta con degli ulteriori punti di domanda e, al di là del fatto che alcune situazioni dovranno essere, come stabilito dalle leggi, migliorate ed integrate negli spazi interni ed esterni residenziali della Famiglia Birmingham-Trevallion, su tutte la cura dell'igiene e della sicurezza dei minori, non è per caso che la decisione dei Catherine e Nathan di far crescere e vivere i propri figli lontano dalla contaminazione continua di un sistema altamente tecnologico e condizionante ; da una rete urbana contaminata da rifiuti di ogni genere e dall' assenza di una sicurezza adeguata dei cittadini che rischiano ogni giorno la propria incolumità per mano di criminali senza scrupoli e che il più delle volte, laddove acciuffati dalle forze dell'ordine, pagano pene irrisorie; così come per tante altre ragioni che li hanno fatti desistere dal vivere in quella che dovrebbe essere una società civile; possa essere vista da molti come modello di vita cui potersi ispirare per salvaguardare se stessi e i propri cari da un sistema contaminante sotto ogni profilo sociale? La scelta dei due coniugi di far vivere la propria famiglia, quindi i propri figli, lontano da tutto ciò che può essere visto dagli stessi come contaminazione di corpo e mente, è secondo Catherine e Nathan, la scelta più ovvia per creare in loro un diretto contatto con la natura, per insegnargli a rispettarla, per insegnargli a crescere indipendenti e a sviluppare una mentalità libera dalle influenze esterne . E seguendo il pensiero dei due coniugi Birmingham-Trevallion, non è per caso che tale modalità di educazione possa dare fastidio ad un sistema che ci vuole tutti omologhi , allineati ad un unico pensiero (si veda la gestione del periodo pandemico del Covid), sapendo che quei ragazzi crescerebbero con una visione del mondo e della società, probabilmente, molto più libera da qualsivoglia tipologia di condizionamento ? Ad ognuno le proprie riflessioni e risposte.
- ELEZIONI REGIONALI 2025 - CRESCE IL "MOVIMENTO POPOLARE" E SI AVVICINA AL 60% DEI CONSENSI
Veneto, Puglia e Toscana - Rimane tutto invariato. Cambiano i numeri ma il trend conferma gli esiti finali delle elezioni del 2020: due regioni al centrosinistra e una al centrodestra articolo di Massimo Catalucci ROMA - Martedì, 25 novembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - ROMA – Martedì, 25 novembre 2025 – (NEWS & COMMUNITY – Look at the World ( www.massimocatalucci.it ) – Le urne si sono chiuse e, come un’onda che torna sempre alla riva , il quadro politico nei tre territori chiamati al voto resta identico. Veneto al centrodestra , Toscana e Puglia al centrosinistra . Tutto secondo previsioni. Tutto come cinque anni fa. Eppure, dietro questa apparente stabilità si muove qualcosa di enorme, qualcosa che potrebbe cambiare il futuro, più dei governi che oggi si insediano. Sta crescendo un “ movimento popolare ” silenzioso, potente, trasversale. Un movimento che sfiora il 60% . No, non è un partito . È l’astensionismo . Un movimento che vince nei numeri , ma che perde e ci fa perdere nella strategia , nella visione , nella capacità di incidere davvero sul destino politico del Paese. Un movimento che, pur sentendosi tradito, deluso, abbandonato dalla politica, finisce per consegnare le chiavi del potere sempre agli stessi, senza neppure accorgersene. L’ASTENSIONISMO: IL VINCITORE CHE NON CAMBIA NULLA È comprensibile, quasi inevitabile: chi non si sente ascoltato, chi vede promesse mancate e logiche di partito che schiacciano le persone reali, può maturare la scelta di dire “basta” . E così, tanti cittadini rinunciano al voto come forma di protesta . Ma c’è un paradosso : rinunciando al voto, si rinuncia anche alla protesta stessa . Perché? Perché, qualunque sia il numero degli astenuti, ci sarà sempre un gruppo, piccolo o grande, disposto ad andare alle urne , motivato o guidato che sia . E basterà quella minoranza per eleggere chi deciderà per tutti . Sì , anche per chi resta a casa !!! Immaginiamolo: un Parlamento legittimo , certo, ma scelto da pochi . Un governo che rappresenta solo una frazione degli aventi diritto . Sarebbe questo un vantaggio per i cittadini? Difficile crederlo . Ma sarebbe un vantaggio per chi governa, questo sì. Perché sarebbe comunque legittimato a farlo dalla Costituzione. È uno scenario limite , quasi utopistico , ma serve a mostrare chiaramente ciò che spesso non si vuole vedere: l’astensione non cambia nulla . Anzi, cristallizza il sistema . Lo protegge . Lo difende . IL DATO CHE FA TREMARE: QUASI 60% DI ASTENUTI In queste ultime regionali ha votato solo il 43,66% degli aventi diritto . Un calo ulteriore, netto, pesante, rispetto alle precedenti elezioni del 2020 . [ fonte: eligendo.it ] Cresce così il “movimento popolare degli scontenti” , la prima forza del Paese, almeno nei numeri. Se fosse un partito, sarebbe il più grande d’Italia . Ed è proprio questo il dato su cui tutti, cittadini e politici, devono fermarsi e interrogarsi . Perché l’astensionismo non è un rumore di fondo . È un grido. Un grido che dice: “ Non mi sento rappresentato. ” Ma è anche, purtroppo: “ Lascio agli altri il potere di decidere per me. ” DEMOCRAZIA: UNA RESPONSABILITÀ, NON UN AUTOMATISMO Chi ama davvero la democrazia sa che non basta pretendere un Parlamento più competente , onesto , responsabile . Bisogna costruirlo insieme . E per farlo servono partecipazione, attenzione, impegno . Serve un elettore che torni protagonista, non spettatore . Nel nostro Stato di diritto non esistono scorciatoie: l ’unica rivoluzione possibile è quella culturale. Una rivoluzione che nasce nei comportamenti quotidiani , nella volontà di informarsi , di scegliere , di essere presenti , responsabili , partecipativi . Una rivoluzione che chiede rispetto, responsabilità, consapevolezza . Solo così cittadini e politici diventano insieme parte di un’unica costruzione : quella del futuro del Paese . L’astensionismo può sembrare un segnale forte. Ma la vera forza, quella che cambia e trasforma davvero le cose, resta una sola: mettere una croce su una scheda , e farlo sapendo che quella croce pesa più di qualsiasi protesta silenziosa . --------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- LA LAZIO PERDE IL CONFRONTO CON L'INTER MA ESCE A TESTA ALTA DA SAN SIRO
Il gol iniziale di Martínez subìto al terzo minuto di gara complica la gara dei biancocelesti. Sarri sul mercato invernale: " A me la società non ha detto se il mercato è aperto o no " articolo di Massimo Catalucci MILANO - Lunedì, 10 novembre 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Peccato che la Lazio torni dalla trasferta di Milano con zero punti. Forse, per quanto visto in campo il pareggio ci sarebbe potuto stare. In campo, nonostante i valori di ogni singolo giocatore messi a confronto, fossero nettamente diversi, non si è vista una grandissima differenza tra le due compagini. A complicare i piani di Mister Sarri e dei suoi ragazzi è, certamente, stato il gol preso a freddo nei primi tre minuti di gara, dove Martínez , per una leggerezza difensiva di Isaksen , si ritrova dentro l'area laziale sul vertice sinistro con il pallone tra i piedi che colpisce di esterno destro (anche un po' in modo sporco) e che prende una traiettoria micidiale che si va ad insaccare all'incrocio dei pali alla destra di Provedel , dove l'estremo difensore laziale non sarebbe potuto mai arrivare. Andare sotto a San Siro contro questa Inter, dopo neanche tre minuti, diventa difficile per tutti recuperare , ma nonostante tutto, la Lazio è rimasta in gara fino alla fine del match , cercando di trovare la via del gol, anche dopo aver subìto la seconda rete nella ripresa, con una bella azione dei nerazzurri, ma ancora a seguito di una palla persa ingenuamente a centrocampo dai laziali. Come ripetiamo, ieri i valori in campo presi singolarmente, erano sicuramente diversi e nettamente superiori quelli dell'Inter , ma come ha detto Mister Sarri a fine gara, la mentalità dei ragazzi biancocelesti si sta pian piano modificando sul piano della convinzione e della consapevolezza dei propri mezzi. La Lazio ha buone individualità che, certamente, non possono essere paragonate a quelle di Inter, Roma, Milan, Juve, anche per effetto di un mercato bloccato e di una società che, da sempre, quando c'è stata la possibilità, non vuole fare il salto di qualità , ciò non toglie, comunque, che tali buone individualità, insieme all'amalgama di un gruppo che gioca compatto, corre, lotta su ogni pallone, possono sopperire al gap che sussiste tra la Lazio e altre squadre sulla carta strutturate e organizzate con un organico più competitivo. E la Lazio deve ripartire da qui, come affermato sempre da Mister Sarri dopo Inter-Lazio. Il tecnico laziale è consapevole della situazione attuale, ma le sue parole in risposta ai giornalisti che gli hanno chiesto se ci saranno nuovi acquisti nella finestra di mercato invernale, Sarri ha risposto senza tanti giri di parole, lasciando intendere che non s'illude e che questa sarà, molto probabilmente, la squadra che arriverà fino a maggio 2026 . Forse ci sarà qualche innesto, ma sempre nello stile di Claudio Lotitio, ovvero, acquistare qualche giocatore sconosciuto che, sicuramente, non sarà utile a Mister Sarri per il gioco che lo stesso ha in mente e vorrebbe attuare. Nel frattempo, la sosta per le nazionali sarà, però, utile allo staff tecnico biancoceleste per recuperare molti infortunati , facendo in modo che alla ripresa del campionato, la Lazio e Mister Sarri soprattutto, possano disporre di maggiori giocatori, che dall'inizio della stagione ad oggi, hanno reso la " coperta biancoceleste ", sempre troppo corta in ogni gara,per effetto dei tanti infortuni subiti. Una nota sull'arbitraggio L'arbitro Manganiello ieri avrebbe potuto redarguire maggiormente, con ulteriori cartellini l'impeto dei nerazzurri che già nella metà campo laziale, e fin dall'inizio della gara, per effetto di un pressing molto alto attuato dai ragazzi di Mister Chivu , entravano sulla palla tra i piedi dei baiancocelesti, spesso rovinando sulle gambe di quest'ultimi. La permissività dell'arbitro, nei confronti degli interisti, non ha fatto placare tali interventi per cui, i ragazzi nerazzurri hanno continuato per tutto l'arco della gara con questa modalità. Tale dato non vuole essere un alibi per la gara persa dalla Lazio, ma forse alcuni giocatori, su tutti Zaccagni (preso a calci letteralmente in ogni gara), andrebbero un po' più tutelati dagli arbitri, al di là della squadra in cui militano e ieri, purtroppo, per le tante "botte" prese, l'attaccante esterno di sinistra biancoceleste, è stato costretto ad uscire dal campo anzitempo. Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara CRISTIAN CHIVU - “ Abbiamo approcciato bene la partita. Siamo stati propositivi , abbiamo cercato di essere dominanti e l’abbiamo sbloccata subito. Poi siamo stati bravi a gestire i momenti , affrontando le varie fasi della gara come dovevamo. Nel secondo tempo l’abbiamo chiusa e abbiamo saputo gestire sia i momenti positivi che quelli negativi che una partita inevitabilmente ti regala. Il gol di Lautaro è la conseguenza del duro lavoro che sta facendo. I gol arrivano sempre quando sei sereno e consapevole del fatto che sei un leader e un trascinatore. Deve ridere di più, perché deve essere consapevole di quanto sia importante per questa squadra. È un trascinatore e trascina il gruppo con l’esempio e con il lavoro". "Mi è piaciuto l’approccio e la voglia di essere dominanti e determinati, sapendo che la Lazio è una squadra organizzata che può metterti in difficoltà in ogni momento. Ho un gruppo di 22 giocatori che lavorano tutti sodo per migliorare individualmente e per far crescere la squadra. Non è mai semplice, perché si possono perdere gli equilibri, ma direi che s ono soddisfatto di quello che stanno facendo: si sono subito calati nella realtà che è oggi l’Inter. Sono consapevoli del fatto che tutti hanno ancora margini di miglioramento. Non è mai semplice quando si gioca ogni tre giorni: bisogna capire i momenti e le opportunità che gli altri ti danno. Il merito è di tutti quelli che hanno dato qualcosa in più nelle rotazioni, permettendo ad altri di riposare. Oggi era la settima gara in 18-19 giorni, e bisogna avere energia . Ho a che fare con dei campioni che si godono il percorso e cercano sempre di soddisfare le richieste dell’allenatore. Sono 12 partite con 11 vittorie e una sola sconfitta , parlo dal post-Juve : bisogna dare merito e credito a questi ragazzi. Mantenere questa concentrazione e questo approccio, sia mentale che fisico, giocando ogni tre giorni, è davvero un ottimo risultato. Durante la pausa delle nazionali mi godo la famiglia e mi prendo qualche giorno di riposo. Intanto allenerò i ragazzi che resteranno e quando torneranno tutti, avrò due giorni per preparare il derby. ” [fonte: www.inter.it ] MAURIZIO SARRI - " L'arbitro non ha inciso sul risultato . L'Inter ha fatto meglio di noi e avrebbe vinto con qualsiasi direttore di gara, ma è l'ora di iniziare a pensare di n oleggiare gli arbitri dall'estero , la situazione è abbastanza pesante. Non vedo più arbitri all'altezza . Quello di stasera sicuramente non lo è stato. Perché mi sono arrabbiato? Per un semplice motivo: i l fallo di Lautaro su Zaccagni era da ammonizione . Se era da ammonizione, Zaccagni non sarebbe dovuto uscire dal campo . Non solo non ha ammonito, ma ha fatto uscire Zaccagni dal campo e noi abbiamo rischiato di prendere gol da quel lato. Si sarebbe incazzato anche Padre Pio " . " Quando entri a San Siro e prendi gol dopo due minuti diventa dura . Abbiamo traballato e siamo rientrati dentro la partita. Abbiamo avuto le nostre occasioni . Non è stata una partita disastrosa. Dispiace perché i due gol sono venuti da due palloni persi in modo banale . Il primo nei pressi dell’area, il secondo appena si era riconquistato il pallone e si è perso. Può darsi che gli errori siano a favore di chi è più tecnico, ma questo ci lascia l’amaro in bocca. La prestazione è stata discreta" . " Paghiamo il gap tecnico , vediamo se riusciamo a colmarlo il più possibile, e un attaccante d’area non ce l’abbiamo . Gli attaccanti nostri hanno altre caratteristiche. L’unico può essere Castellanos , che sa destreggiarsi bene anche in area, gli altri interpretano il ruolo in maniera diversa. In questo momento qualcosa dentro l’area la stiamo pagando eppure vieni a San Siro e 2-3 palle-gol le hai avute e non è facile". " La mentalità sta crescendo, dopo il gol subito ci poteva essere un’uscita dal punto di vista mentale. La squadra si è ripresa, è rimasta in partita. Di aspetti positivi ce ne sono. Ripartiamo da questi. L'emergenza? Quando ti trovi in una serie di difficoltà che si sommano anziché allentarsi o vai a fondo o reagisci. I ragazzi sono stati bravi a reagire, non vi so dare date sui rientri, sono tutti sotto l’area medica. Non ho certezze. La speranza c’è" . " A me la società non ha detto se il mercato è aperto o no, non siamo entrati in tanti discorsi . Penso che sia aperto, aspetto l’ufficialità . Se potessi comprare un attaccante da 40 gol sarei soddisfatto . Fino a giugno accetterò tutto , ho fatto promesse a tutti i giocatori e ai tifosi. Nei prossimi giorni credo che la società si esporrà su gennaio ". [fonte: www.corrieredellosport.it ] Il tabellino della gara Domenica, 9 novembre 2025 Stadio San Siro - MILANO INTER-LAZIO 2-0 Marcatori: 3° Lautaro, 61° Bonny INTER (3-5-2) : Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Dumfries (56° Carlos Augusto), Barella, Calhanoglu 81 ° Frattesi), Sucic (56 ° Zielinski5), Dimarco; Bonny, Lautaro (71 ° Thuram) All.: Cristian Chivu LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari (69 ° Pellegrini), Gila, Romagnoli (Provstgaard 75 ° ), Marusic; Guendouzi, Cataldi (65 ° Vecino), Basic; Isaksen (65 ° Noslin), Dia (65 ° Pedro), Zaccagni All.: Maurizio Sarri Arbitro: Manganiello Ammoniti: Akanji (I), Sucic (I), Dumfries (I), Zaccagni (L) ————————————————- A QUESTO LINK PUOI TROVARE L’ELENCO DI TUTTI GLI ARTICOLI DELLA S.S. LAZIO A FIRMA DI MASSIMO CATALUCCI












