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- ARDEA - INAUGURATA SABATO 1° AGOSTO LA MOSTRA DEDICATA A GIUSEPPE FABRIZI NELLA RICORRENZA DEL CENTENARIO DALLA SUA MORTE (1926-2026)
Il Prof. Giosuè Auletta ha guidato i presenti in un viaggio a ritroso nel tempo narrando la vita di Giuseppe Fabrizi che si batté per la libertà e i diritti dei residenti di Ardea (VIDEO) articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Domenica, 2 agosto 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Alla presenza di un pubblico partecipe, sabato 1° agosto, alle ore 10:00, come da programma, il Prof. Giosuè Auletta, promotore dell'iniziativa, ha aperto ufficialmente la mostra di documenti storici, fotografici, disegni, sculture e plastici, dedicata interamente alla vita di Giuseppe Fabrizi, ex Parroco della chiesa di San Pietro dentro le mura alla rocca di Ardea, e difensore dei diritti umani, nonché maestro di scuola elementare e animatore sociale. (clicca qui per il video giornalistico dell'evento) La capacità narrativa e comunicativa del Prof. Giosuè Auletta, nonostante il caldo persistente di questi giorni che supera i 40 gradi, ha catturato l'attenzione dei partecipanti che hanno seguito con grande interesse il racconto della storia di Giuseppe Fabrizi. La mostra per onorare la ricorrenza del centenario dalla morte di Giuseppe Fabrizi (1926-2026), è stata allestita nella scuola primaria del plesso scolastico "ARDEA 1", che porta il nome di un altro personaggio famoso di questa città, l'artista pittore e scultore, Giacomo Manzù. Nei locali della palestra, sono stati sistemati dei pannelli verticali disposti a cerchio, nei quali sono stati affissi documenti storici, fotografie, disegni, didascalie, mentre al centro della sala, un enorme plastico riproduceva il territorio del Comune di Ardea con i suoi siti archeologici. Il Prof. Auletta, passo dopo passo, ha iniziato a raccontare ai presenti le origini di Giuseppe Fabrizi, dalla sua nascita nel 1862 a Genzano nei castelli romani, per poi passare alle sue attività ad Ardea dove si trasferì nel 1898 e dove svolse l'attività di parroco, per poi arrivare fino a scoprire, sempre dalla voce guida del Prof. Auletta, la sua tragica fine, quando fu trovato senza vita alla foce del fiume Incastro, nella località "Sabbie d'Oro", in prossimità del sito archeologico "Castrum-Inui". Quella di Giuseppe Fabrizi è stata una vita dedicata agli ultimi, ai più deboli, a coloro che spesso vengono sfruttati e accantonati ai margini della società. Probabilmente, proprio a causa di questo suo senso di sana e sensata ribellione a difesa dei diritti umani, non era ben visto dai poteri forti di all'ora: Stato Italiano a cui si adeguò lo Stato Vaticano che addirittura, lo scomunicò. Era l'epoca della dittatura fascista e sappiamo che la libertà di espressione e di manifestazione di un qualsiasi diritto, non trovavano il consenso di un regime che dettava le regole della comunicazione. E' per questo che, nonostante l'ex Parroco di Ardea, Giuseppe Fabrizi, si adoperò tanto per i residenti di questi luoghi, battendosi fino a far destinare i fondi agricoli agli agricoltori del posto con l'assegnazione degli usi civici, che la sua morte, archiviata come suicidio, ancora oggi desta non pochi sospetti: com'è possibile che un uomo amato dai cittadini decise di togliersi la vita? Domanda che ancora oggi cerca una risposta che abbia un senso logico! Di fatto, i cittadini non scordarono il loro paladino difensore della loro libertà e dei loro diritti e nonostante il Vaticano dopo la scomunica non volle dargli degna sepoltura, ci pensarono i cittadini stessi a trovargli un posto nel cimitero monumentale di Ardea dedicato a Santa Marina. In questo luogo sacro, il Prof. Giosuè Auletta, continuando nella sua visita guidata ha accompagnato i visitatori fino alla tomba dell'ex Parroco, Giuseppe Fabrizi, rilegato, purtroppo, in un angolo delle mura cimiteriali, dove è difficile arrivare per rendergli il giusto omaggio. In prossimità del punto dove è tumulato tutt'ora Giuseppe Fabrizi, il Prof. Auletta si è soffermato insieme ai visitatori per raccontare altri aneddoti di un personaggio che merita gli onori di una città intera, ma che purtroppo, all'inaugurazione di oggi ha fatto registrare l'assenza totale fisica di una rappresentanza Comunale locale. In questo spazio dove le anime dei defunti riposano in pace, si concludeva la prima giornata del programma di visite guidate che si protrarrà per tutti i weekend del mese di agosto, nelle giornate di sabato, dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e nelle giornate di domenica, dalle ore 16:00 alle ore 18:00. La partecipazione è completamente gratuita e i visitatori avranno il privilegio di essere accompagnai nel percorso di visita, direttamente, dal Prof. Giosuè Auletta, noto storico latinista, profondo conoscitore della storia e della mitologia di questa terra dei rutuli e autore di diversi libri. Per chi avesse interesse a partecipare è possibile contattare l'organizzazione dell'Ecomunseo Lazio Virgiliano al seguente numero di telefono/whatsapp 351 9329172. ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- ARDEA - INTERVISTA AL PROF. GIOSUE' AULETTA SULLA VITA DI GIUSEPPE FABRIZI
Nel centenario dalla sua morte (1926-2026), il Prof. Auletta (storico latinista) narra la storia di un personaggio che ha dato tutto se stesso alla comunità di Ardea (VIDEO) articolo di Redazione ARDEA - Mercoledì, 29 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Massimo Catalucci (giornalista), ha incontrato ad Ardea il Prof. Gosuè Auletta (storico latinista) per un'intervista su Giuseppe Fabrizi, una persona nata nel 1862 nei vicini castelli romani e vissuto ad Ardea, dove ha lasciato una traccia indelebile della sua esistenza. Ardea si appresta ad ospitare e inaugurare sabato prossimo, alle ore 10:00 in piazza del popolo alla rocca, all'interno delle mura antiche della città rutula, alla presenza della autorità locali e delle associazioni che hanno contribuito a realizzare l'evento in programma, nonché ai cittadini che ne prenderanno parte, una mostra itinerante con documenti storici, disegni, sculture e fotografie, dedicata interamente ad un personaggio storico che ha cambiato questo territorio: Giuseppe Fabrizi, ex parroco della Chiesa di San Pietro che si erge nel cuore della città vecchia di Ardea, ma anche educatore, maestro di scuola e animatore sociale. In questa video intervista, il Prof. Giosuè Auletta accenna ai microfoni di NEWS & COMMUNITY - Look at the World - dettagli sull'iniziativa di cui lui stesso è il promotore (VIDEO). Nel centenario dalla morte di Giuseppe Fabrizi (1926-2026), dipartita archiviata come gesto suicida, questa fu la versione di all'ora che desta tutt'oggi molti dubbi, le associazioni di Ardea, i cittadini residenti e l'Amministrazione locale, ricordano questo personaggio che in qualche modo era diventato scomodo per le istituzioni dell'epoca, Vaticano e Stato Italiano, ma rimasto nei cuori di chi lo ha vissuto al tempo delle sua permanenza in terra rutula e da chi fino ad oggi continua a ricordarlo come figura emblematica che si è sempre battuta per i più deboli e forse, fu proprio questa sua dedizione e predisposizione verso chi ha meno di altri e vive a margini della società sfruttato, a metterlo contro i poteri forti di quel periodo. L'iniziativa nasce da un'idea del Prof. Giosuè Auletta (storico latinista) in collaborazione con le Associazioni "Ecomuseo Lazio Virgiliano", "Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0", "Ass. Nazionale Reduci e Combattenti - Sez. di Ardea", "RivaluTiAmo Marina di Ardea" e ha avuto il patrocinio del "Comune di Ardea". Per informazioni e contatti: "Ecomuseo Lazio Virgiliano" - Prof. Giosuè Auletta 351 9329172 (Cell. / Whatsapp) Scarica da questo link la locandina dell'evento Altre risorse e articoli di giornale: ARDEA RICORDA GIUSEPPE FABRIZI NEL CENTENARIO DELLA SUA MORTE (1926-2026) Ardea ricorda Giuseppe Fabrizi a cento anni dalla morte: al via una rassegna per celebrare il “difensore degli ultimi” Centenario Giuseppe Fabrizi, Ardea ne riscopre la storia con una mostra diffusa nel centro storico ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- REGIONE LAZIO - E' UFFICIALE: ORA LE DONNE AFFETTE DA ENDOMETTRIOSI AVRANNO UNA CORSIA SANITARIA PREFERENZIALE PUBBLICA ATTESA DA OLTRE VENT'ANNI
Dott. Massimo Catalucci - Marika Rotondi - Antonella Palmieri - Simone Stoppioni Ieri il presidente Rocca, in una conferenza pubblica ha annunciato l'avvio del "Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi" articolo di Simone Stoppioni ROMA - Martedì, 21 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Ieri pomeriggio, 20 luglio 2026, in una torrida giornata estiva, nella bella, accogliente e fresca "Sala Tevere", presso il palazzo della Presidenza delle Regione Lazio, in una conferenza pubblica il Governatore regionale, Francesco Rocca, ha dato il via ufficialmente al "Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi". Un traguardo, questo, atteso da oltre vent'anni dalle donne che soffrono degli effetti dovuti da una patologia, infausta, invadente e subdola, che ad oggi non ha una cura definitiva, solo trattamenti terapeutici clinici e interventi chirurgici per gestirla: l'endometriosi. Era il 2004 quando la Commissione Europea attraverso il Written Declaration on Endometriosis diede indicazioni agli Stati membri della Comunità di adoperarsi per far fronte con ogni mezzo di diffusione pubblica e di formazione socio-sanitaria per la prevenzione e cura della salute, al dilagarsi dell'endometriosi che solo in Italia vede oltre 3.000.000 di donne che ne sono affette. Ma fino a ieri nulla era stato ancora fatto di concreto per loro, se non inserire nel 2017 la patologia nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) riconoscendola quale malattia cronica e invalidante, ma offrendo poco e nulla se si pensa che si sarebbe potuto usufruire dell'esenzione dal ticket per le prestazioni specialistiche per gli stadi clinici più avanzati, ovvero moderato (III grado) e grave (IV grado). Poco o niente, se si pensa che l'endometriosi è una malattia altamente invalidante, che penalizza la qualità della vita delle donne che ne subiscono gli effetti sia da un punto di vista fisico e organico, che da un punto di vista socio-relazionale e affettivo, oltre che in ambito lavorativo e professionale; poco o niente, se si pensa che la gravità della malattia non è data dal grado, moderato o grave che ha raggiunto, ma che la percezione e l'intensità del dolore vissuti profondamente, varia da donna a donna, rendendo invivibile la loro esistenza, fin da un'età molto giovane. Ecco che la Regione Lazio, guidata dal Governatore Francesco Rocca, con questo progetto socio-sanitario, il primo nel suo genere in Italia, si pone come modello di eccellenza per la diagnosi e la cura dell'endometriosi, nel panorama sanitario nazionale, a cui si spera le altre regioni italiane possano ispirarsi per adattare e attuare tale esempio nei propri territori. E' stato entusiasmante ed emozionate assistere ed ascoltare ieri i relatori seduti al tavolo conferenziale, presieduto dal Presidente della Regione Lazio, che aveva al suo fianco il Consigliere regionale Marika Rotondi da una parte e dall'altra, il Direttore Regionale della Salute e Integrazione Sociosanitaria, Andrea Urbani. Tavolo che non poteva non ospitare la presenza dei familiari, moglie e figlia, del compianto e grande esperto di endometriosi, il Prof. Giovanni Scambia (luminare della ginecologia oncologica ed ex Direttore Scientifico del Policlinico Gemelli di Roma) che ha avuto un ruolo di primaria importanza in questo progetto sanitario regionale, dirigendo da presidente la commissione di lavoro che era stata appositamente costituita per dare vita al "Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi". Presente al tavolo dei relatori anche la Prof.ssa Anna Fagotti, subentrata al Prof. Scambia, che ha voluto manifestare con la propria presenza, solidarietà al suo collega che l'ha preceduta nella direzione scientifica del Policlinico Gemelli di Roma e per quanto da lui fatto nel progetto regionale sull'endometriosi. Un impegno sociale collettivo tra istituzioni, associazioni, professionisti, per un obiettivo comune Cons. reg. Lazio Marika Rotondi, Dott. Massimo Catalucci, Dott. Massimiliano Marziali Alla conferenza è stata invitata anche una delegazione dell'Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 - Ente No-Profit, nelle persone del Presidente Dott. Massimo Catalucci; del Dott. Massimiliano Marziali, Responsabile medico scientifico; Antonella Palmieri, Responsabile degli sportelli di accoglienza, ascolto e orientamento per l'endometriosi; Simone Stoppioni, Responsabile della comunicazione istituzionale e digitale. "Il traguardo raggiunto – ha sottolineato il Dott. Massimo Catalucci, presidente del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 – è il risultato virtuoso di un lavoro collettivo incentrato all'ascolto, al confronto, allo studio e alla ricerca tra istituzione regionale, associazioni, strutture e professionisti socio-sanitari pubblici e privati." "Ma permettetemi di dire una cosa – ha aggiunto il presidente Catalucci – il merito di aver accolto le istanze del territorio e di una comunità che chiedeva di fare qualcosa di concreto per l'endometriosi, dopo decenni di proposte di progetti inadeguati e di chiacchiere, deve essere riconosciuto in primis al Consigliere regionale Marika Rotondi. Già nell'aprile del 2023, ella si è fatta carico di accogliere le nostre istanze per portarle sui tavoli della dirigenza sanitaria regionale del Lazio, dando vita all'iter concretizzatosi ieri con l'annuncio del Piano di Rete da parte del Presidente Rocca. A lei, ma anche al Dott. Massimiliano Marziali, responsabile medico-scientifico del nostro progetto nazionale di prevenzione sull'endometriosi con cui abbiamo girato negli ultimi tre anni i comuni del Lazio per sensibilizzare la cittadinanza, nonché ispiratore della prima bozza di progetto presentato alla Regione Lazio, va il nostro sincero ringraziamento e quello di una comunità intera per la serietà, la professionalità e la determinazione dimostrate nel trasformare una causa di interesse collettivo in una realtà concreta nel panorama sanitario regionale e nazionale." ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- EMERGENZA IDRICA - LITORNEA SUD DI ROMA - INTERESSATI I COMUNI DI ARDEA E POMEZIA
Rubinetti a secco nel cuore dell'estate: il litorale di Ardea e Pomezia piegati da una guasto idrico importante articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Domenica, 19 Luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) – Una domenica di passione, frustrazione e disagi estremi per migliaia di residenti e turisti sul litorale laziale a sud di Roma. Un improvviso e grave cedimento della condotta adduttrice principale gestita da Acea Ato 2 ha bruscamente interrotto l'erogazione dell'acqua, lasciando a secco interi quartieri in uno dei fine settimana più caldi dell'anno. Un incidente imprevedibile, una rottura accidentale che non poteva verificarsi in un momento peggiore. Nel pieno della stagione estiva, con le spiagge affollate e le temperature torride che mettono a dura prova la cittadinanza, il territorio di Ardea si trova ad affrontare una vera e propria emergenza. Il guasto alla tubazione adduttrice ha colpito una fetta estesissima del comune: dall’intera fascia litoranea fino a Lido dei Pini, passando per i densamente popolati quartieri di Tor San Lorenzo e Nuova California, spingendosi con i suoi effetti distorsivi fino a Torvaianica, nel limitrofo comune di Pomezia. IDRICA SpA ha subito segnalato il problema ad Acea ATO 2 che ha fatto già i primi sopralluoghi per capire come gestire la situazione, modalità e tempi di intervento. Il peso del disagio sulla cittadinanza La carenza idrica, in territori dove d'estate si fa già fatica a mantenere l'erogazione di un flusso adeguato, si sta manifestando con drastici abbassamenti della pressione e, in vaste aree, con la totale interruzione dell'erogazione del servizio. A pagare il prezzo più alto sono, come di consueto in queste circostanze, le famiglie residenti nelle zone morfologicamente più elevate del territorio comunale, dove la spinta idrica è azzerata e i rubinetti non gettano più una sola goccia d'acqua da ore. I disagi per la cittadinanza sono tangibili e immediati. Si segnalano severe difficoltà nella gestione delle normali attività domestiche e personali (igieniche), in una giornata in cui la doccia e la corretta idratazione rappresentano bisogni primari insostituibili. Le attività commerciali, i ristoranti del litorale e gli stabilimenti balneari – nel picco massimo di affluenza domenicale – si trovano a dover gestire una crisi operativa non indifferente, cercando di garantire gli standard igienici minimi in condizioni di assoluta precarietà. La macchina dei soccorsi tecnici e il monitoraggio L'ente locale di gestione, Idrica S.p.A., ha fatto sapere di aver attivato immediatamente i protocolli di emergenza non appena rilevata l'anomalia ed ha comunicato sul proprio sito web l'incidente (clicca qui). Il guasto è stato tempestivamente segnalato al servizio di Pronto Intervento di Acea Ato 2, l'ente che ha in gestione la rete di adduzione primaria dove si è originata la rottura. I tecnici del Gestore hanno già effettuato i primi sopralluoghi sul sito del collasso della tubazione per valutare l'entità del danno e pianificare gli interventi di riparazione necessari. La situazione è presidiata e monitorata minuto per minuto da Idrica S.p.A., la quale ha assicurato che verranno diramati aggiornamenti costanti non appena Acea Ato 2 comunicherà l'evoluzione del cantiere e, soprattutto, una stima affidabile dei tempi previsti per il ripristino del flusso idrico regolare. Mentre le scuse formali per il disservizio sono state espresse dall'azienda, la popolazione locale rimane in attesa, stringendo i denti e sperando in una risoluzione rapida che possa restituire la normalità a una domenica bruscamente rovinata dall'emergenza per un danno, si spera, occasionale. ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- REGIONE LAZIO - IL 20 LUGLIO IL PRESIDENTE ROCCA PRESENTERA' LA RETE SANITARIA PUBBLICA E I PDTA PER LA PRESA IN CARICO DELLE DONNE AFFETTE DA ENDOMETRIOSI
Un traguardo storico atteso da oltre vent'anni dalle donne affette da endometriosi. articolo di Redazione ROMA - Venerdì, 17 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Come accade spesso, in questi casi, in molti vogliono salire sul carro dei vincitori quando si è vicini al taglio del nastro del traguardo che si sta per raggiungere. Ma gli artefici di tale successo si conoscono, perché c'è larga documentazione che ne comprava il percorso fatto in questi tre anni, dal 2023 ad oggi, per cui rimane un mero tentativo, quello di qualcuno, di volersi appuntare la stelletta sul petto per qualcosa di cui non conosce né quando e come è nata l'idea, né come è stata pianificata e né come è stato realizzato il progetto stesso. All'inizio di questo viaggio e per tutto il suo tragitto che sta giungendo al traguardo per regalarci un progetto socio-sanitario pubblico atteso da decenni (il prossimo 20 luglio il presidente Regionale del Lazio, Francesco Rocca ne darà ufficialità in pubblico), i protagonisti dell'iniziativa: le associazioni, i liberi professionisti, l'istituzione regionale; hanno improntato un confronto costante e continuativo basato su un'attenta ed accurata analisi, ricerca e studio. Il tutto si è concentrato in un lavoro impegnativo svolto dagli attori che ne hanno preso parte con dedizione, conoscenze, competenze, dentro il palazzo della Regione Lazio che fuori, in quest'ultimo caso in un'opera di sensibilizzazione della collettività toccando una dozzina di comuni della nostra regione, al fine di portare la corretta informazione alla cittadinanza in ragione dell'endometriosi: cos'è, chi colpisce, come riconoscerla e come affrontarla. Ma nonostante esistesse già larga documentazione dei passi che si stavano facendo dentro i palazzi istituzionali e fuori, nei Comuni della Regione Lazio con le attività di prevenzione della salute, solo tre mesi fa, sul quotidiano telematico romatoday.it si leggeva, addirittura, che il direttore della Direzione regionale Salute e integrazione socio-sanitaria, Andrea Urbani, avrebbe approvato il Piano di rete regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi, grazie a "la tiratina d'orecchie da parte della Fondazione Gimbe". Ecco che, come citato in apertura, ora c'è chi vorrebbe far credere che il merito di quanto si sta maturando nella Regione Lazio, in ragione del progetto sull'endometriosi, sia di chi, in realtà in tanti anni non è riuscito a sviluppare concretamente nulla se non molte "chiacchiere" e un semplice rimprovero (formalità e strategia, probabilmente tutta politica) verso chi, invece, con coscienza del ruolo che ricopre, determinazione e capacità amministrativa, ha saputo concretizzare e portare a termine in breve tempo un progetto che attendeva da decenni di essere approvato. Il gruppo di lavoro che si è costituito sul territorio regionale del Lazio, formato da associazioni, liberi professionisti e rappresentanti e dirigenti dell'istituzione regionale, in questo ultimo triennio si è prodigato realmente e concretamente, senza arretrare un millimetro sul ruolino di marcia che ci si era prefissi di perseguire, ognuno per le proprie competenze, per cui c'è sempre stata in tutti la consapevolezza che quanto avviato nel 2023 sarebbe stato realizzato in tempi brevi. A dimostrazione che quando si lavora con persone coscienziose, qualificate, dedicate e centrate su un obiettivo comune da destinare alla collettività, non possono che nascere realtà di sicuro successo e in tempi anche stretti. Da dove nasce il progetto regionale per l'endometriosi Era il 2004, quando la Commissione Europea, attraverso il Written Declaration on Endometriosis, si pronunciò con gli Stati membri della CE, dando indicazioni sulle linee guida di intervento per fronteggiare il fenomeno socio-sanitario, altamente invalidante, cronico e senza cura, rappresentato dall'endometriosi e di cui erano stati rilevati dati importanti: oltre 3.000.000 di donne affette in Italia e 190.000.000 in tutto il mondo. Ma attenzione, perché questi dati, già da prendere in seria considerazione per l'alta incidenza della patologia sulle donne, sono da attribuirsi a coloro cui è stata diagnosticata con certezza l'endometriosi. Questa malattia è subdola, difficile da diagnosticare, è facile quindi immaginare che siano molte di più le donne che ne soffrono, facendo aumentare maggiormente l'emergenza di un intervento veloce, svolto da un pool di professionisti in ogni settore, preposti alla diagnosi, al trattamento terapeutico con farmaci e/o chirurgico. "In questo processo di sviluppo - ha dichiarato il Dott. Massimo Catalucci, presidente del Gruppo Sociale Difesa valori e Diritti 4.0 - ETS e responsabile del progetto di prevenzione della salute svolto con il suo gruppo e dedicato all'endometriosi dai primi mesi del 2023 - che ha visto la Regione Lazio, attrice principale istituzionale nella realizzazione di un progetto socio-sanitario pubblico dedicato esclusivamente all'endometriosi, posso affermare con piena consapevolezza dei dati che mi supportano, che la nostra associazione ha avuto un ruolo determinate: primo, perché siamo stati capaci con il nostro team di lavoro, che ha visto nel Dott. Massimiliano Marziali (ginecologo e ostetrico), il responsabile medico scientifico del nostro progetto ed esperto in endometriosi, di individuare quali fossero le criticità socio-sanitarie esistenti, le risorse umane e strutturali necessarie per dare vita ad una rete socio-sanitaria pubblica per la presa in carico delle donne affette da endometriosi; secondo, perché siamo stati in grado di illustrare il fine utile che tale progetto, una volta realizzato, avrebbe apportato alla collettività, andando ad ottimizzare, innanzitutto, le risorse esistenti sul territorio (strutture sanitarie e professionisti sanitari) e di conseguenza, andando a colmare un vuoto nell'ambito delle attività pubbliche socio-assistenziali sanitarie, in ragione delle donne affette da endometriosi. Vuoto che ora sarà colmato nella Regione Lazio dal progetto che è stato approvato e che ci auguriamo possa essere esteso in tutte le altre regioni italiane". "Mi preme sottolineare però - ha aggiunto il Dott. Catalucci - il grande ruolo centrale e istituzionale che ha avuto in questo progetto che oggi sta per vedere la luce, il Consigliere regionale Marika Rotondi e senza la quale oggi non potremmo festeggiare un traguardo così importante. La sua sensibilità umana e a seguire le sue capacità di ascolto e le sue conoscenze e competenze della macchina amministrativa, hanno saputo da subito indirizzare il progetto sull'endometriosi nella direzione giusta, ponendolo sul tavolo della dirigenza sanitaria regionale del Lazio, da dove poi, ne è scaturita la costituzione di una commissione di lavoro composta da molti esperti del settore, dai Direttori Sanitari locali e presieduta dal compianto Prof. Giovanni Scambia, ex luminare e pioniere di fama mondiale nella ginecologia oncologica e grande esperto di endometriosi, scomparso prematuramente nel febbraio 2025". Altre risorse correlate all'articolo: Sanità nel Lazio, in arrivo la prima rete pubblica per l’endometriosi: “Un traguardo storico” Ai link che seguono una parte della documentazione che attesta tutto il lavoro svolto da marzo 2023 ad oggi, dall'Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 - ETS: - https://www.endopoint.it/blog/page/3/ - https://www.endopoint.it/blog/page/2/ - https://www.endopoint.it/blog/ - https://cataluccimassimo8.wixsite.com/gruppo-sociale-difes/general-6 - https://cataluccimassimo8.wixsite.com/gruppo-sociale-difes/s-projects-side-by-side ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- ARDEA RICORDA GIUSEPPE FABRIZI NEL CENTENARIO DELLA SUA MORTE (1926-2026)
Titolo dell'Opera di Copertina: "Un uomo, una terra" - Olio su tela cm. 30x40 - Autrice: Grigatti Claudia Mostra itinerante dal 1° agosto per tutti i weekend del mese nelle vie del centro storico del borgo rutulo. Un omaggio all'ex prete, ex parroco della Chiesa di San Pietro, paladino della giustizia e della libertà articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Giovedì, 16 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Il prossimo mese, con la giornata inaugurale prevista per sabato 1° agosto alle ore 10:00 in piazza del Popolo nel centro storico di Ardea, questa città e i suoi cittadini, renderanno omaggio a un personaggio importante per la storia rutula locale, Giuseppe Fabrizi. Un personaggio, Fabrizi, che ha combattuto per difendere la giustizia tra agli uomini e per la loro libertà, fino a terminare la sua esistenza terrena in una morte tragica: fu trovato morto alla foce del fiume Incastro nel 1926, in circostanze che ancora oggi lasciano molti dubbi sulla dinamica della sua dipartita. All'epoca e ancora oggi, infatti, si parla di uno strano "suicidio": che senso avrebbe avuto suicidarsi se i cittadini lo riconoscevano come persona disponibile e dalla parte dei diritti umani? Ecco che i dubbi crescono ed è legittimo comprendere perché della sua strana morte si discute ancora oggi. E per ricordare una figura così dedicata al sociale e allo sviluppo del territorio rutulo e ai suoi residenti, alcune associazioni locali e non, singoli cittadini, coordinati tutti dal Prof. Giosuè Auletta, noto storico latino e profondo conoscitore del patrimonio artistico-culturale, storico, archeologico e mitologico che queste terre conservano, si sono uniti per organizzare e rendere fruibile a tutti coloro che vorranno conoscerle, le gesta del coraggioso Giuseppe Fabrizi che ha saputo trasformare un territorio, renderlo libero per consegnarlo ai cittadini. Gli usi civici, sono solo uno dei baluardi per cui Fabrizi si dimenò con le istituzioni di allora, in un periodo non facile in cui regnava la dittatura fascista. L'ex prete ed ex parroco di Ardea, si impegnò a far assegnare dallo Stato ai cittadini di Ardea, degli appezzamenti di terreno affinché tali terre rimanessero ai legittimi residenti dell'area pontina, permettendo loro di vivere una vita dignitosa coltivando e pascolando animali. Il territorio pontino, ancora oggi mantiene intatte le sue tradizioni agroalimentari con aziende agricole dislocate nella sua vasta aera denominata, appunto, agro-romano. Nel sano e Sacro principio cristiano che impregnava lo spirito di Giuseppe Fabrizi e che quest'ultimo metteva in pratica quotidianamente attraverso la carità umana che lo portava ad essere sempre dalla parte dei più deboli e bisognosi, al contempo, Fabrizi educava i suoi concittadini al rispetto delle regole sociali, ma li educava anche per lottare e difendere il senso di giustizia e di libertà di una comunità. Purtroppo, come accade troppo spesso in questi casi, Giuseppe Fabrizi non ha avuto vita facile, soprattutto da parte delle istituzioni, Stato Italiano e Stato Vaticano che, in qualche modo lo vedevano come un rivoluzionario, seppur culturalmente parlando, quindi, un intralcio alla linea governativa dell'epoca dove c'era poco spazio per la libertà di parola e di azione e a cui anche la Chiesa si era adeguata. Il Prof. Giosuè Auletta, esperto studioso e ricercatore di questi luoghi, come l'eroe mitologico Teseo, ha ripercorso a ritroso nel tempo quel simbolico "filo di Arianna" che lo ha guidato dai tempi nostri fino al periodo in cui è vissuto Giuseppe Fabrizi (1862 Genzano - RM / 1926 Ardea - RM) per ricostruire la sua storia e le sue gesta di paladino della giustizia e della libertà, espressi nelle sue funzioni di ex prete, ex parroco, Maestro di scuola e animatore sociale. E grazie al Prof. Auletta, Ardea nei weekend del prossimo mese di agosto, celebrerà solennemente il centenario della morte del suo concittadino, rendendogli il giusto omaggio. Visita guidata tutti i weekend di agosto 2026: Giuseppe Fabrizi e gli ultimi cento anni di storia di Ardea La visita guidata dei luoghi simbolo della città, che hanno visto protagonista l'ex prete ed ex parroco della città Rutula, sarà curata dallo stesso Prof. Auletta, che accompagnerà i visitatori in un viaggio nel tempo, attraverso dipinti, sculture, fotografie, documenti storici e molto altro, in un percorso all'interno e all'esterno delle mura della città, in cui saranno allestite delle "stazioni" che racconteranno cento anni di storia locale e la vita di Giusepe Fabrizi. Si partirà con la giornata inaugurale alla presenza delle autorità locali, la mattina di sabato 1° agosto e si continuerà per tutti i weekend dello stesso mese. Gli orari per la visita guidata, sono i seguenti: tutti i sabati dalle ore 10:00 alle ore 12:00 tutte le domeniche dalle ore 16:00 alle ore 18:00 Per informazioni e contatti: Ecomuseo Lazio Virgiliano - Prof. Giosuè Auletta 351 9329172 (Cell. / Whatsapp) Scarica da questo link la locandina dell'evento ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- COMUNE DI ARDEA - BANDO DI CONCORSO PER 2 OPERATORI INFORMATICI (riservato alle Categorie Protette - L. 68/99)
Il bando scade il 20 luglio ecco i dettagli articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Mercoledì, 15 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Il Comune di Ardea (Città Metropolitana di Roma Capitale) compie un passo importante sul fronte dell'inclusione lavorativa e della transizione digitale. È stato infatti pubblicato il bando di concorso pubblico, per esami, finalizzato alla copertura di 2 posti a tempo pieno e indeterminato nella figura professionale di "Operatore Informatico" (Area degli Operatori Esperti) - clicca qui per dettagli L'intera procedura, oltre all'assunzione immediata dei due vincitori, mira anche alla formazione di una graduatoria a cui l'Amministrazione potrà attingere per future necessità. La selezione è interamente riservata ai soggetti appartenenti alle categorie protette di cui all'art. 1 della Legge 12 marzo 1999, n. 68 - Clicca qui per caricare il bando in PDF. Il profilo professionale: cosa fa l'Operatore Informatico? I candidati selezionati saranno inseriti nell'Area degli Operatori Esperti Informatici e supporteranno quotidianamente gli uffici comunali nei processi di digitalizzazione e gestione documentale. Le mansioni principali previste dal ruolo comprendono: Supporto alla digitalizzazione: attività di archiviazione informatica di dati, pratiche documentali cartacee correnti e gestione dei flussi d'archivio. Lavoro di squadra: collaborazione sinergica all'interno dei gruppi di lavoro dei vari settori dell'ente. Orientamento all'utenza: assistenza ai cittadini e interfaccia con il pubblico per agevolare l'accesso ai servizi digitali del Comune. Come presentare la domanda di partecipazione In linea con le direttive nazionali per la semplificazione amministrativa, la domanda di partecipazione deve essere inviata esclusivamente per via telematica. Non saranno prese in considerazione candidature inviate tramite canali tradizionali (come raccomandate o PEC). I passaggi per candidarsi: Accesso al Portale: Collegarsi al Portale Unico del Reclutamento della Pubblica Amministrazione inPA all'indirizzo https://www.inpa.gov.it/. Autenticazione: Effettuare l'accesso esclusivamente tramite sistemi di identità digitale quali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Compilazione: Compilare accuratamente tutte le sezioni, i campi richiesti dalla procedura guidata e allegare i documenti necessari. Hai bisogno di supporto tecnico? Per qualsiasi dubbio o difficoltà tecnica legata alla registrazione sul portale inPA o all'invio della candidatura, è possibile scrivere direttamente al servizio di assistenza dedicato all'indirizzo email: inpa@funzionepubblica.it Questo concorso rappresenta un'importante opportunità di inserimento stabile all'interno della Pubblica Amministrazione locale, offrendo un percorso di crescita professionale in un ambiente dinamico e orientato al servizio del cittadino. Si invitano tutti i candidati in possesso dei requisiti a consultare il bando integrale direttamente sul portale inPA per verificare scadenze dettagliate, requisiti generali di ammissione e le prove d'esame previste. ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- ARDEA - SITO ARCHEOLOGICO DI CASARINACCIO - UN PATRIMONIO NAZIONALE DA PROTEGGERE E CONSERVARE CON CURA
Il Prof. Giosuè Auletta, dall'alto delle sue conoscenze di storico latino, esalta l'iniziativa del giovane laureato Leo Perna articolo di Massimo Catalucci ùARDEA - Venerdì, 10 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La valorizzazione di un territorio e la riscoperta della sua ricca storia passano spesso attraverso l'entusiasmo dei giovani e la sinergia con la comunità, come dimostra l'evento di sabato prossimo, 11 luglio, che avrà luogo nel sito archeologico di Casarinaccio (toponimo originale "Casalinaccio"), incentrato sulla Chiesa di Santa Marina, sotto la Rocca del centro storico di Ardea, organizzato da un laureato de "La Sapienza", il giovane Leo Perna, in accordo con l'Associazione Ardea Filarmonica (clicca qui per scaricare la locandina). E per dare maggior risalto a queste iniziative di divulgazione e riscoperta locale, che rappresentano il nostro patrimonio Nazionale, abbiamo voluto intervistare proprio colui che è la memoria storica di questi luoghi e che più di tanti altri, dall'alto delle sue conoscenze e competenze, può farci vivere con presenza ed emozione, la storia che conosce come le proprie tasche. Stiamo parlando del Prof. Giosuè Auletta, spesso chiamato ad intervenire in conferenze, convegni e in qualità di consulente storico, in molti eventi che vengono organizzati in tutta la nostra Nazione, così come anche oltre i confini del nostro stivale. La preziosa attenzione verso i beni culturali più nascosti si sposa perfettamente con la visione del Prof. Giosuè Auletta, Storico del Lazio latino e virgiliano, ispiratore, oltre che promotore in Regione Lazio, della legge che ha portato all'approvazione degli ecomusei nel Lazio (L. R. 11 aprile 2017, n. 3 - "Riconoscimento e valorizzazione degli ecomusei regionali" - e successiva integrazione con la L.R. 15 novembre 2019, n. 24) Ardea con l'area archeologica di "Casarinaccio" è parte integrante dell'Ecomuseo Lazio Virgiliano, che si estende dalle coste del Tirreno fino ai laghi dei Castelli Romani e include molti comuni limitrofi tra loro, conservando un patrimonio inestimabile di archeologia, storia, paesaggio naturale, cultura locale e mitologia. Ardea - Un patrimonio da scoprire, esaltare, proteggere e conservare D - Prof. Giosuè Auletta, partiamo da qui: cosa pensa dell'iniziativa promossa dal giovane Leo Perna, studente de "La Sapienza", affascinato dal patrimonio storico culturale spesso nascosto del territorio di Ardea, ed in particolare di uno straordinario monumento, qual è la Chiesa di Santa Marina? R - "La presentazione di una tesi di un giovane studente universitario, sulla Chiesa di Santa Marina, dimostra che aver mantenuto viva la memoria di siti di alto valore storico, culturale e leggendario, stimolano le nuove generazioni a non perdere il contatto con il loro territorio di origine, e permettono di tramandare elle generazioni successive, un patrimonio inestimabile". D - Da profondo conoscitore, studioso e ricercatore, cosa può raccontarci riguardo il sito che ha ispirato il giovane studente universitario, fino a stimolarlo nella stesura della sua tesi di laurea proprio su questo luogo? R - "La Chiesa di Santa Marina è all'origine dell'identità della comunità ardeatina del medioevo (dal XII secolo agi inizi del XIX secolo), per cui la Santa era la protettrice della comunità dell'antica città dei rutuli". "Tant'è che il sigillo posto sugli atti ufficiali pubblici della comunità, rappresentava Santa Marina. In onore della protettrice, ogni anno, dal medioevo fino agli anni cinquanta del secolo scorso, davanti alla chiesa si correva il palio di Ardea, attività tra le più antiche d'Italia". "Io stesso recuperai tale tradizione alla fine del XX secolo, riportando in auge l'antico palio per un periodo di tempo, ma in un luogo diverso da quello in cui si correva originariamente, per cui per motivi logistici, fu trasferito dove oggi si trovava un ippodromo, in via pratica di mare, nella località di Nuova Florida". "Sarebbe bello vedere rinascere il palio ad Ardea con la corsa delle contrade, per mantenere vive le tradizioni che hanno segnato una traccia indelebile nella storia di questa terra dei rutuli". D - Sappiamo che l'evento promosso dal giovane Leo Perna, in collaborazione con il gruppo locale dell'Associazione Ardea Filarmonica, fa un po' da apripista per un altro grande ed importante evento che lei sta coordinando e che si svolgerà nel prossimo mese di agosto. La sua supervisione storica in questo successivo ed imminente appuntamento, che la vede collaborare con alcune associazioni no-profit e istituzioni locali, tra cui sappiamo che sono stati contattai il Comune di Ardea e Genzano e la diocesi di Albano, darà ancora una volta risalto alla Chiesa di Santa Marina, incastonata nel cimitero storico monumentale di Ardea? Ci dia qualche informazione in più su come si articolerà questo nuovo importante evento. R - "Rispondo a questa domanda affermativamente, evidenziando che il monumento della Chiesa di Santa Marina che si trova all'interno del cimitero di Ardea, sarà la tappa di un percorso storico che è parte dell'evento che stiamo organizzando per il prossimo mese di agosto. In questo luogo, è sepolto un personaggio cruciale della storia di Ardea che ha lottato fino alla morte, per la giustizia e la libertà. Stiamo parlando di Giuseppe Fabrizi, ex prete ed ex parroco di Ardea, vissuto in questo territorio rutulo tra il 1898 e il 1926, quando fu trovato morto in circostanze dubbie, nel sito delle Sabbie D'oro, alla foce del fiume Incastro". "E in occasione del centenario della sua morte, io ed altri volontari, abbiamo voluto organizzare un itinerario che partirà dal centro storico di Ardea, in via Catilina e terminerà proprio nel cimitero monumentale di Santa Marina, davanti la tomba di Giuseppe Fabrizi". "Sarà un percorso a tappe. Ci saranno delle stazioni dislocate nelle vie del paese rutulo, attraverso le quali i visitatori potranno ripercorrere la storia di Ardea dei suoi ultimi cento anni. Per l'alto interesse culturale e storico, oltre che religioso, che i due eventi racchiudono, quello del prossimo 11 luglio del giovane Leo Perna, coadiuvato dall'Associazione Filarmonica di Ardea e l'altro che stiamo organizzando per il prossimo mese di agosto sul centenario dalla morte di Giuseppe Fabrizi e di cui daremo informazioni dettagliate sull'intero programma a mezzo stampa nei prossimi giorni, invito tutti coloro che vogliono scoprire i tesori nascosti della città di Ardea, a partecipare ad entrambi gli eventi". D - In conclusione, cosa si sente di dire a molti giovani e soprattutto, alle istituzioni locali, riguardo il grande patrimonio che sussiste e persiste nel territorio di Ardea? R - "Dico che è arrivato il momento di far conoscere e valorizzare, concretamente, con impegno attivo delle persone, delle associazioni e delle istituzioni locali, il patrimonio di cui la città di Ardea è testimone e tramandarlo alle future generazioni". ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- ARDEA - UNA TERRAZZA SUL MARE...
"Lungomare degli ardeatini": un tratto litoraneo di Ardea adiacente alla spiaggia libera con facilità di accesso all'arenile, ma deve essere rivalutato e reso vivibile articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Sabato, 4 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - "Una rotonda sul mare" - recitava il testo di una nota canzone del 1964 interpretata da Fred Bongusto. E lasciandosi cullare dalle note di questo famoso pezzo musicale, che rievoca i momenti del boom economico nella nostra Nazione, sarebbe bello immaginare che anche Ardea, possa avere un affaccio sul mare in una delle sue tante spiagge dislocate lungo la linea litoranea a sud di Roma che si estendono per circa 9,500 km.. Il litorale di Ardea tra "consorzi marini" e spiagge con libero accesso al pubblico Ad Ardea il dibattito delle aree di libero accesso al mare, da decenni si scontra tra Pubblico e Privato, per effetto dei "consorzi marini" che in alcuni tratti di spiaggia dove sorgono, negano l'accesso nei viali interni ai loro esistenti agglomerati di case, a villeggianti, turisti e bagnanti, residenti ad Ardea e non. Questi ultimi per raggiungere la spiaggia, sono costretti a percorrere a piedi dai 250 agli oltre 750 mt., sempre che con le loro auto, riescano a trovare un parcheggio nei paraggi dei cancelli di accesso ai consorzi marini, altrimenti la distanza a piedi sotto il sole cocente dell'estate, magari con borse e ombrelloni, aumenta anche oltre un chilometro. Perché, allora, nel frattempo che la "mediazione" prenda il posto della "negoziazione" tra Pubblico e Privato e si arrivi a trovare il giusto equilibrio ad una situazione che si trascina da decenni, riferito alla libera circolazione con auto e moto di tutti i cittadini nei complessi residenziali sul mare e non solo ai consorziati, non si pensi di ottimizzare quelle "are libere demaniali" delle spiagge che non presentano ostacoli di accesso, per cui potrebbero essere messe a disposizione più facilmente e velocemente di chi ne volesse fare uso senza vincoli determinati dai privati? Ardea - Il sogno di una terrazza sul mare Questo sogno, in realtà, non sarebbe molto difficile da concretizzarsi, basterebbero, forse, un po' di buona volontà da parte dell'Amministrazione locale e il coinvolgimento di qualche imprenditore consenziente che sponsorizzi i lavori. Gli spazi e le strutture di una terrazza sul mare, con qualche panchina già posizionata, ringhiere parapetto e muretti di contenimento del terreno e, altresì, un utile sottopassaggio per i pedoni che permetterebbe l'attraversamento in tutta sicurezza della litoranea, già esistono. Esistono, ma in che stato sono? Purtroppo, il loro stato è quello che i cittadini di Ardea subiscono da decenni: degrado e abbandono. E' il caso documentato dall'Associazione "RivaluTiAmo Marina di Ardea". Sul lato mare del "Lungomare degli ardeatini", sorge proprio uno spazio come quello poc'anzi menzionato che si affaccia sul Tirreno, già in parte strutturato, su una spiaggia di libero accesso a tutti, senza sbarre e cancelli. Si parcheggia la macchina e si accede all'arenile. Allora, perché non pianificare un progetto che possa recuperare tale spazio per dare lustro alla città, ottimizzando le strutture fisiche già esistenti, ristrutturandole, certamente, aggiungendone altre per dare vita ad un processo di compartecipazione tra ente Pubblico ed enti Privati? Ad Ardea, come in altri comuni, esistono gli Assessorati per i lavori pubblici e per le attività economico produttive che hanno collegati a loro gli sportelli tecnico-amministrativi quali, l'Area 4 - Lavori Pubblici, Ambiente, PNRR e SUAP (Sportelo Unico Per le Attività Produttive) che potrebbero attivare tale procedura di compartecipazione, coinvolgendo gli imprenditori locali e non, nella sponsorizzazione e realizzazione di opere a uso pubblico. Gli enti privati potrebbero finanziare l'opera di ristrutturazione dei luoghi esistenti e/o curarne direttamente la costruzione, in cambio di un ritorno di immagine. Le competenze trasversali di questi uffici comunali, possono essere impiegate per unire l'interesse pubblico dell'ente con l'interesse commerciale delle imprese. Ecco un esempio di "mediazione" tra ente Pubblico e Privato, con beneficio da parte della collettività. Cosa, tra l'altro, già messa in atto dall'Amministrazione locale di Ardea per alcune attività: si pensi alla manutenzione delle rotonde stradali, oppure, agli spazi verdi per cui si sono stipulati impegni formali tra le parti, convenzioni tra Pubblico e Privato (imprenditori, associazioni non lucrative) e di cui ne gode la cittadinanza. Una terrazza sul mare: quali vantaggi per Ardea? Il ripristino della già esistente area (terrazza) sul mare, sarebbe una grande opportunità di sviluppo per il territorio. Sul "Lungomare degli Ardeatini", ad oggi sussistono e persistono l'abbandono e il degrado, con pochissimi esercizi commerciali attivi in circa 4,500 km. (si contano sul palmo di una mano e spesso alcuni di questi attivi solo in estate), per cui quest'area risulta spenta e non viva per quasi tutto l'anno. La realizzazione, invece, di uno spazio dove poter passeggiare o semplicemente sedersi su una panchina mangiando un gelato e godendo del favoloso paesaggio marino e di un tramonto che si perde all'orizzonte nel mar Tirreno, in questo caso anche in inverno, se pensato come "agorà" nella sua accezione primordiale, quella di una piazza principale, il cuore pulsante della "polis", un luogo di incontri e di condivisione per la collettività, aggiungerebbe un alto valore al territorio, in termini di sviluppo sociale ed economico e di conseguenza, anche gli immobili ivi esistenti si rivaluterebbero. In questo spazio si potrebbero creare nella bella stagione, da aprile fino a settembre/ottobre, eventi di ogni genere ed attrazione per i villeggianti, che renderebbero viva questa località, che per gran parte dell'anno funge da dormitorio per i residenti e pendolari che si muovono per andare a lavoro. Oggi è tardi per realizzare in questa stagione estiva tale sogno (progetto), ma nessuno vieta di gettare attualmente le basi (sempre che non sia stato già messo in atto) per renderlo concreto per il prossimo anno, evitando di lasciarlo là, solo come un sogno irrealizzabile, nell'immaginazione di chi vorrebbe vivere un'area della città non solo per dormirci la notte, chiudendosi tra l'altro bene in casa per il degrado e la criminalità che lo circondano, ma per chi vorrebbe vivere l'area del "Lungomare degli ardeatini", in sicurezza e con gioia 365 giorni all'anno. Di certo le opere non si realizzano da oggi a domani, conosciamo i tempi della burocrazia in Italia, ma chi si occupa di informazione, ha l'obbligo morale e deontologico di riportare le notizie che suscitano il dibattito cittadino su tematiche di interesse per la collettività, al fine di soddisfare il diritto di informazione pubblica, ricevere informazioni, accedere alle informazioni, in particolar modo, quando queste tematiche si ripetono da anni senza trovare risposte concrete alle istanze stesse dei cittadini. A noi giornalisti il compito di accendere il faro sul problema sociale dei cittadini che risiedono nell'area del "Lungomare degli ardeatini". Agli amministratori locali, il diritto di replica alle istanze mosse dai cittadini stessi, per quanto è stato fatto ad oggi in ragione della problematica evidenziata e quanto si vorrà fare per il futuro, documentandolo. Magari, nelle aule del Comune di Ardea si è già pensato ad un recupero di quest'area, in tal caso, la collettività rimane in attesa di un formale riscontro da parte degli attuali amministratori, per conoscere eventuali tempi di realizzo del piano di recupero di questo spazio pubblico e in caso contrario, cosa lo impedirebbe.
- ARDEA - MAURICE MONTESI (FDI) SI DIMETTE DA DELEGATO DI MONTAGNANO
Le dimissioni di Montesi fanno seguito alle dimissioni di qualche mese fa del Consigliere comunale di Ardea e delegato di Montagnano, Emanuela Micoli articolo d Massimo Catalucci ARDEA - Giovedì, 2 luglio 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocataluci.it) - Le elezioni amministrative previste per il 2027 ad Ardea si avvicinano abbastanza velocemente. Sono rimasti ormai pochi mesi alla data fatidica, perché se consideriamo che siamo in piena estate dove tutto si rallenta ulteriormente e che da qui alla prossima primavera, si inserisce anche il periodo delle festività natalizie, possiamo dire che mancano una manciata di mesi alla prossima mandata elettorale locale. E come da troppo tempo siamo abituati ad assistere, purtroppo, la vita politica ad Ardea, ma forse anche in altre parti del nostro “stivale”, è sempre congestionata da situazioni di contrasto tra cittadini e pubblica amministrazione, anziché da situazioni fondate sulla mediazione e sulla trasparenza, volte a risolvere le problematiche cittadine. Situazioni, queste, che mantengono lo “statu quo” persistente di degrado in molte aree locali. Ardea è un territorio molto vasto che ha necessità di essere frazionato e attenzionato da “supervisori comunali” (delegati locali), che sappiano cogliere le istanze provenienti dai territori e ancor di più, che sappiano promuovere e mettere in pratica percorsi strutturali da sostenere nelle aule del consiglio comunale, affinché l’Amministrazione stessa, possa farsi carico del problema e intervenire, laddove richiesto, per risolvere le criticità riscontrate. Ma dai territori, purtroppo, arriva altro. Emerge un senso di abbandono, misto a prese in giro, che hanno visto in alcuni casi gli amministratori locali indossare la fascia tricolore per il solito “selfie” da pubblicare nei social o sulle pagine dei giornali locali, col fine di inaugurare servizi pubblici che non hanno avuto alcuna continuità e non hanno rappresentato nessun beneficio per la collettività. Eppure, il principio della delega conferita dal Sindaco ad un Consigliere comunale, dovrebbe rappresentare un valore aggiunto per la collettività, basato sullo svolgimento di un’attività, esclusivamente, di supporto politico-amministrativo, seppur non decisionale, che implichi per il Consigliere compiti di ascolto, studio, consulenza e proposta che successivamente dovranno essere discussi e deliberati in Consiglio comunale. Ma tutto questo sembra non avere contezza. Tutto si blocca nella fase inziale: si fanno annunci, foto, si elargiscono sorrisi, ci si gratifica per un incarico ricevuto, ma poi, tutto rimane come prima, se non peggio. Le ennesime dimissioni del Consigliere Maurice Montesi (FdI), da delegato del Sindaco per la località di Montagnano e ancora prima di lui, le dimissioni da Consigliere comunale di Ardea, Emanuela Micoli, che si presume proprio a Montagnano abbia ottenuto gran parte dei voti che le hanno permesso di accedere in Consiglio, esprimono esattamente questa frattura tra ciò che viene proposto ai cittadini in fase iniziale e ciò che poi, concretamente, viene realizzato sul territorio (“nulla”, stando a quanto denunciano alcuni cittadini di Montagnano). COSA ACCADRA' ADESSO? Sappiamo che il Sindaco di un Comune ha facoltà di conferire deleghe ad un suo Consigliere, quale atto fiduciario e discrezionale (connesso alle funzioni dell'Art. 50; coma 10 - della Parte I, Titolo III del TUEL), così come ha la facoltà di accettare le dimissioni senza riserve oppure di respingerle motivandole, per ragioni di opportunità politica o continuità dell'azione amministrativa. Rimane di fatto, la prevalenza della volontà del Consigliere delegato, nel caso in cui il Sindaco respinga le dimissioni, di far valere in modo assoluto e definitivo la propria decisione di riconsegnare la delega. Detto ciò, al di là del fatto che il Consigliere delegato si dimetta dall’incarico territoriale ricevuto dal Sindaco o che ci ripensi dietro un suo intervento, è inevitabile che i rapporti tra amministrazione locale e i cittadini di Montagnano, si siano ormai incrinati al tal punto che i dubbi, su chiunque dovesse successivamente rappresentare in Consiglio comunale questo territorio di confine in tutti i sensi, rimarranno. Chi verrà, troverà, giustamente, molto scetticismo, per cui dovrà dimostrare molta disponibilità, pazienza, ma soprattutto dovrà impegnarsi nella consapevolezza di non fare promesse che non potranno essere mantenute; essere, altresì, presente, accettare eventuali critiche e accogliere le istanze tutte dei cittadini per portarle in Consiglio comunale dove saranno discusse e deliberate, dandone riscontro del loro iter, in modo trasparente ed istantaneo alla collettività che rappresenta. Sarà un arduo impegno per chi vorrà cimentarsi con questa realtà locale e prendersi questa incombenza, come è naturale che sia dopo anni di delusioni, perché tra promesse non portate a termine, inaugurazioni di spazi pubblici inattivi e incontri cittadini svolti fino ad oggi che hanno portato molte belle parole e pochi fatti, i residenti di Montagnano sentono sempre più lontana l’Amministrazione locale dal loro territorio. L’abbandono delle istituzioni non è una mera percezione astratta che i cittadini vivono, ma uno stato di fatto concreto e, purtroppo consolidato da anni. I DUBBI LEGITTIMI DI UNA COMUNITA' La responsabilità istituzionale che dovrebbe investire colui e/o colei che sono stati eletti a rappresentare i cittadini, forse dovrebbe indurre i delegati di un territorio, ad evitare di considerare le istanze dei residenti come aggressioni personali, ma dovrebbe indurli ad accoglierle invece, come segnalazioni esasperate di un territorio sofferente che attende da anni di vedere realizzate opere di base che possano rendere vivibile l’esistenza di chi risiede a Montagnano. Alla luce di ciò è plausibile immaginare, senza pensare, appunto, ad attacchi personali, che ai cittadini qualche dubbio sulla qualità delle conoscenze e competenze della gestione amministrativa, inizino a sorgere insistentemente, per cui è facile domandarsi: “che senso ha inaugurare dei locali dove si dovrebbero attivare dei servizi pubblici per la collettività, se poi il comune stesso lamenta di non avere le risorse umane, economiche, per gestire orari, giorni e servizi specifici dello spazio comunale allestito a delegazione?” È altresì conseguenziale che, l’altra domanda verta sul possibile dispendio inutile di risorse economiche: “I locali inaugurati per ospitare la delegazione di Montagnano, hanno un costo mensile che l’amministrazione comunale regolarmente esborsa? Nel caso così fosse, che senso avrebbe continuare a pagare un servizio di cui la comunità non ne può godere? L’esempio dei locali inattivi che avrebbero dovuto ospitare la delegazione di Montagnano e di conseguenza offrire dei servizi ai cittadini locali, è solo un esempio di come il Comune di Ardea non riesca a garantire neanche quei servizi basilari che inizialmente aveva dato per scontati, dando vita a cerimonie inaugurali che hanno portato solo al taglio di un nastro e a qualche foto da diffondere nelle pagine social del web. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- ARES - EMERGENZA SANITA' NEL LAZIO: TRA LE MAGLIE DELL'ANAC E L'ESTATE ROVENTE DEL LITORALE ROMANO
Ardea - Lo spettro dei tagli: il servizio di automedica ARES-118 in Via dei Tassi è a rischio? articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Lunedì, 29 giugno 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) - L’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria (ARES 118) rappresenta l’unico sistema in Italia strutturato come azienda autonoma interamente focalizzata sul soccorso sanitario extraospedaliero per conto del Servizio Sanitario Regionale. Un ente teoricamente virtuoso e vitale per la gestione della rete dell'emergenza-urgenza nel territorio del Lazio. Tuttavia, la complessità del servizio si è spesso scontrata con vicende gestionali opache che hanno richiamato l’attenzione della Magistratura e degli organi di vigilanza. Il "Piano Estivo 2026" e il miraggio del potenziamento Per far fronte all'aumento stagionale dei flussi turistici, l'ARES 118 ha recentemente strutturato e pubblicato il bando per il "Piano Estivo 2026". Si tratta di una procedura straordinaria di protezione sanitaria per il soccorso in area extra-ospedaliera, suddivisa in 15 lotti territoriali per coprire il periodo dal 13 giugno al 13 settembre 2026, con una base d'asta complessiva di oltre un milione di euro (€ 1.027.233,04). L'obiettivo dichiarato è garantire assistenza nelle località di maggiore afflusso della Regione. Focus sul litorale sud di Roma: l'allarme rosso ad Ardea Il banco di prova più critico si gioca sul litorale romano sud. Emblematico è il caso di Ardea, in particolare nella località di Tor San Lorenzo, dove in Via dei Tassi è operativa H24 una postazione dotata di un’ambulanza del 118 (per il soccorso base) e di un’auto medica (per il soccorso avanzato). Nei mesi che vanno da maggio a settembre, questa fetta di costa subisce un incremento demografico esponenziale dovuto all'arrivo massiccio di villeggianti e turisti occasionali, che si aggiungono ai tanti residenti (circa 55.000) molti di questi pendolari per questioni lavorative. È in questo scenario che la postazione di Via dei Tassi sperimenta le criticità più severe: una cronica carenza di mezzi e risorse umane rende quasi impossibile rispondere tempestivamente a tutte le chiamate di emergenza. Questa postazione è preposta per ricoprire una vasta area circostante che tocca altri quattro comuni limitrofi. A complicare drammaticamente le operazioni intervengono fattori logistici insidiosi: una viabilità costiera, spesso paralizzata dal traffico balneare, così come la super trafficata via Pontina che condiziona anche le carreggiate che vi si immettono o dalle quali si esce; le enormi distanze che l'equipaggio sanitario deve coprire per raggiungere i target richiesti. Se consideriamo che l’auto medica ha a bordo il medico delegato a intervenire nei casi a imminente rischio di vita – come arresti cardiaci o gravi incidenti stradali, dove anche una manciata di secondi fa la differenza tra la vita e la morte – si comprende come la dilatazione dei tempi d'intervento rischi di compromettere gravemente la qualità del servizio e la sicurezza della collettività. Ardea - Lo spettro dei tagli: automedica ARES-118 è a rischio? Come se la pressione estiva non bastasse, tra i cittadini e gli addetti ai lavori si fanno sempre più insistenti e preoccupanti alcune voci relative a un possibile taglio o sospensione momentanea dell'automedica ARES-118 ad Ardea. Non è chiaro se tali indiscrezioni preludano a una reale e strategica riorganizzazione territoriale del servizio o se, al contrario, nascondano l'ennesimo taglio lineare ai danni della sanità di prossimità. L'ipotesi di lasciare anche un temporaneo "buco" assistenziale nel distretto di Ardea – la cui rete d'azione si interseca inevitabilmente con i limitrofi e popolosi comuni di Pomezia, Anzio, Nettuno e Aprilia – desta profonda apprensione. L'eventuale soppressione del servizio, invece, provocherebbe disagi incalcolabili ai residenti stabili e ai turisti, esasperando le fragilità di un territorio già storicamente penalizzato dalla carenza e dall'inefficienza di molti altri servizi pubblici essenziali. Altro elemento importante da prendere in seria considerazione è quello per cui, laddove il servizio di automedica ARES-118 per il soccorso dell'emergenza sanitaria dovesse subire uno stop momentaneo o definitivo, gli infermieri professionisti, non abilitati a fare diagnosi, si ritroverebbero soli senza il supporto del medico, per cui la loro urgenza sarà quella di trasportare il paziente all'ospedale più vicino dove troverà un medico, seppur non specializzato al problema del paziente, ma competente per stabilizzarlo e trasportarlo successivamente in un ospedale attrezzato per le cure specifiche a lui dovute. Quanto appena evidenziato fa emergere un'ulteriore criticità: l'assenza del medico a bordo dell'ambulanza impedisce il trasporto diretto del paziente verso un centro specializzato (es. per traumi stradali, emergenze neurologiche o cardiache). Poiché il personale infermieristico non è abilitato a prendere decisioni sulla destinazione ospedaliera specifica, il paziente rischierebbe la vita a causa del prolungamento dei tempi di intervento. Al contrario, la presenza del medico a bordo garantirebbe una scelta tempestiva e mirata del presidio ospedaliero idoneo, riducendo drasticamente i tempi di ospedalizzazione e cure specifiche. Le responsabilità della politica: l'appello al Sindaco di Ardea Davanti a questo scenario emergenziale, i riflettori si spostano inevitabilmente sulla politica locale. Il Sindaco di Ardea, in qualità di prima autorità sanitaria locale e capo della Protezione Civile sul proprio territorio, ha precise e non delegabili responsabilità istituzionali sul benessere e sull'incolumità della cittadinanza. Se è innegabile che la gestione tecnica dell'elisoccorso e delle ambulanze competa all'ARES 118, è altrettanto vero che il Primo Cittadino non può restare spettatore, per cui immaginiamo che si adopererà per verificare la fondatezza delle voci di un'eventuale sospensione momentanea o, addirittura, dello smantellamento definitivo dell'automedica ARES-118, pretendendo, laddove necessario, garanzie dalla Regione Lazio e, soprattutto, per offrire la trasparenza dell'informazione alla popolazione, tranquillizzandola sulla continuità imprescindibile di un presidio salvavita H24. I cittadini di Ardea e tutti gli altri dei comuni serviti dalla postazione sanitaria di Via dei Tassi, in un'estate che si preannuncia caldissima sul fronte dei soccorsi, non possono essere lasciati soli. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI
- ARDEA - COLLE ROMITO – ALLA XIX FESTA DI PRIMAVERA PRESENTATI TRE INTERESSANTI LIBRI CHE TRATTANO ARGOMENTI DI ENDOMETRIOSI, POLITICA, STORIA E CULTURA
Presenti all’evento gli autori, Eleonora Crocetta, Massimo Catalucci e Giosuè Auletta, che hanno interagito con il pubblico per approfondire le tematiche trattate nelle loro opere articolo di Simone Stoppioni ARDEA - Lunedì, 22 giugno 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Si è svolto nel solstizio d’estate 2026, nella splendida cornice dell’Ecoparco intitolato a Giacomo Manzù, all’interno del Consorzio di Colle Romito, il primo evento inaugurale di uno spazio dedicato alla Cultura e all’Arte, pensato e organizzato dall’Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 e che vedrà in futuro la realizzazione di altri momenti come questo a cui saranno invitati a partecipare autori di opere letterarie, scultori, pittori, musicisti, cantanti. Le opere presentate domenica scorsa, alla “XIX Festa di Primavera” organizzata dal Consorzio di Colle Romito, hanno toccato argomenti di alto interesse socio-sanitario, politico, socio-culturale, storico e paesaggistico. Il Dott. Massimo Catalucci, Presidente della su citata associazione, ha aperto i lavori facendo una breve presentazione dell’ente che rappresenta, degli scopi statutari che il sodalizio si prefigge di raggiungere e gli importanti progetti già realizzati nel campo delle politiche sociali nel terzo settore, menzionando altresì, su tutte, il progetto nazionale di prevenzione della salute, volto a sensibilizzare la collettività e a far conoscere ai cittadini, cos’è l’endometriosi, chi colpisce, come riconoscerla e come affrontarla. Progetto, quest'ultimo, che è stato fonte di ispirazione alla Regione Lazio, per la costituzione di una commissione di lavoro che a sua volta ha strutturato una rete sanitaria pubblica, per la presa in carico delle donne affette da endometriosi, di cui si attende ora, solo l'ufficialità da parte del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. E la prima intervista con uno degli autori in scaletta domenica scorsa, condotta dallo stesso Dott. Catalucci, non poteva non essere centrata su questa importante patologia. La Dott.ssa Eleonora Crocetta, autrice del suo libro autobiografico, "Tu non sei la tua malattia", ha avuto modo di dialogare con il Dott. Catalucci e raccontare al pubblico presente, la sua difficile esperienza con l’endometriosi, una patologia che oltre ad essere altamente invalidante da un punto di vista fisico, nonché cronica e per cui non c’è cura, rende la vita sociale delle donne che ne sono affette, un vero calvario. È un testo dove l’autrice, invita le donne che si trovano nella sua stessa condizione a non piegarsi alla malattia, ma di reagire ad essa e nel suo testo indica anche che, la strada per uscire da quello che potrebbe diventare un vicolo cieco, esiste, ma non bisogna arrendersi. A seguire, è stato lo stesso Presidente dell’Associazione Gruppo Sociale Difesa valori e Diritti 4.0 – ad essere intervistato nel ruolo di autore del suo testo: “Nebbia di Piombo. Orizzonti di Carta – Il declino del senso civico e la sfida del cambiamento: viaggio nel cuore ferito della Politica locale di Ardea” – L’intervista è stata curata dal Prof. Giosuè Auletta, noto storico riconosciuto non solo in Italia, ma anche oltre i confini della nostra Nazione. Il Professore ha anche curato l’introduzione del libro del Dott. Catalucci, evidenziando che il testo racchiude in sé molti spunti di riflessione sulla politica locale di Ardea e nazionale, che sono fondamentali per vedere, se finalmente apriamo gli occhi, una luce in fondo al buio. “La lucida e documentata denuncia di Massimo Catalucci – spiega il Prof. Auletta - su quello che continua a succedere ad Ardea nella pubblica amministrazione con ‘ruoli di grande responsabilità occupati da persone che non possiedono conoscenze e competenze adeguate’ è sotto gli occhi tutti. ARDEA, nell'area metropolitana di Roma, è un microcosmo, un piccolo mondo locale dove si può vedere e capire anche quello che succede in altri comuni e, più in generale, in Italia con gravi conseguenze ‘per la cura del bene comune’”- Il Professore ha poi evidenziato come, attraverso la stesura del ‘manifesto del cittadino consapevole’, con il quale il Dott. Catalucci chiude la sua opera, egli inviti il potenziale elettore a passare “dalla rassegnazione alla partecipazione” - “Solo così ARDEA, nel XXI secolo, può rinascere!” -conclude il Prof. Auletta. Infine, l’ultima parte di questo spazio culturale è stata dedicata al Prof. Giosuè Auletta, intervistato da Simone Stoppioni, responsabile della comunicazione istituzionale per il Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 – Il Prof. Auletta che ha presentato il suo testo, “ARDEA – La città dei Rutuli” – nel dialogare con Simone Stoppioni, ha invitato e condotto per mano le persone presenti in platea in un viaggio nel patrimonio paesaggistico, storico, culturale, artistico e archeologico che il territorio di Ardea racchiude. Il Prof. Auletta ha, altresì, spiegato che la striscia di terra che si estende dai due laghi del cratere vulcanico dei castelli romani, fino al Mar Tirreno, è diventata per legge regionale del Lazio, dietro sua ispirazione e indicazione storica, un museo a cielo aperto: l’Ecomuseo Lazio Virgiliano. La sensibilità del Prof. Auletta, la sua capacità dialettica, ma anche l’amore che traspare per il territorio dove è nato, Ardea, rendono l’autore una persona coinvolgente da un punto di vista emotivo che cattura, oseremmo dire, rapisce in un vortice di emozioni chi lo ascolta quando lo stesso narra il grande patrimonio di ricchezze che l’Ecomuseo Lazio Virgiliano conserva, sopra e sotto il suo suolo. La presentazione dei tre libri ha permesso agli autori di interagire anche con il pubblico presente che gli ha rivolto delle domande, per uno scambio dialogico interessante, proteso a sviscerare ulteriormente gli argomenti trattati. Gli autori si sono poi fermati al termine dello spazio a loro dedicato, per firmare le copie delle loro opere a chi ne ha fatto richiesta. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI












