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  • POMEZIA - L'OMBRA DI ROMA SULL'INCENERITORE DI SANTA PALOMBA

    La battaglia contro l’Inceneritore dei Sindaci dei Comuni a sud della Capitale e il "giallo" dell'antica strada romana tombata articolo di Massimo Catalucci POMEZIA - Martedì, 16 giugno 2026 - (NEWS &COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La battaglia sul termovalorizzatore (inceneritore) di Santa Palomba si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo che unisce la rigidità dei percorsi burocratici romani al mistero archeologico. Da un lato la mossa del Sindaco di Roma e Commissario Straordinario, Roberto Gualtieri, che sposta il terreno dello scontro legale; dall'altro, la denuncia dei comitati cittadini che documentano il ritrovamento di un'antica strada romana e il fulmineo suo interramento, appena riaffiorata dagli scavi. Una vicenda in cui la trasparenza sembra evaporare sotto i colpi delle scadenze industriali, ma che trova una diga invalicabile nella visione comune e compatta dei Sindaci del territorio. Il fronte del "no": i Sindaci si compattano contro i "rinvii" di Gualtieri Il fronte istituzionale dei primi cittadini dei comuni confinanti e dell'area sud — Massimo Ferrarini, Gianluca Staccoli, Fabio Papalia, Maurizio Cremonini e Veronica Felici — supportati dal Senatore Marco Silvestroni, ha espresso una posizione unitaria e inflessibile. L'ultimo terreno di scontro è la decisione del Commissario Straordinario Roberto Gualtieri di deviare al TAR del Lazio il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, presentato lo scorso 16 maggio. Una mossa che i Sindaci interpretano non come un atto di chiarezza, ma come l'ennesimo tentativo di evitare un confronto diretto sul merito dell'opera, allungando i tempi e complicando un quadro giuridico già saturo (il TAR ha già fissato per il prossimo 7 ottobre la discussione di altri ricorsi). I Comuni non intendono indietreggiare. La strategia è chiara: Massima resistenza legale: Valutare il ricorso a gradi di giudizio superiori e alle corti sovranazionali, inclusa la Corte di Strasburgo. Alleanza con la cittadinanza: Sostenere le azioni giudiziarie dei comitati locali con atti ad adiuvandum per blindare la difesa del territorio. Il caso del ritrovamento archeologico. Antica strada romana: "scovata e tombata" Mentre nelle aule di tribunale si gioca la partita dei cavilli procedurali, sul campo di Santa Palomba la tensione è salita alle stelle per quello che l'Unione dei Comitati definiscono un vero e proprio "sfregio" alla storia e alla legalità. I militanti dell'Unione dei Comitati contro l'inceneritore a Santa Palomba, presenti sul sito con un presidio costante e continuativo, hanno assistito in diretta a un ritrovamento straordinario: un tratto di un'antica strada romana, emerso durante i lavori preparatori. La gioia per la scoperta storica è però durata pochissimo. Gli attivisti hanno documentato con dei filmati una scena surreale: gli addetti ai lavori si sono affrettati a ricoprire e interrare nuovamente il reperto. La denuncia dell'Unione dei Comitati: Un interramento lampo che ha tutta l'aria di voler "tombare" un elemento archeologico vincolante, un ostacolo storico e legale che avrebbe il potere di bloccare i cantieri dell'inceneritore. "Abbiamo documentato tutto, ma dopo poco hanno già preso a interrarla" - spiegava pochi giorni fa in un video il rappresentante dellìUnione dei Comitati contro l'Inceneritore a Santa Palomba, Alessandro Lepidini. Una visione comune per la legalità e l'ambiente Le amministrazioni dei territori limitrofi a Pomezia, per voce dei loro rispettivi Sindaci, probabilmente, anche in ragione di quest'ultimo episodio del ritrovamento di un sito archeologico, sono propensi a rende ulteriormente necessario fare chiarezza sugli iter adottati dal Commissario Straordinario. La difesa del territorio non è solo una questione di emissioni o di impatto ambientale, ma investe direttamente la trasparenza amministrativa e la tutela del patrimonio culturale. I Sindaci ribadiscono che la trasformazione di Santa Palomba nell'hub dei rifiuti della Capitale non può avvenire calpestando i diritti delle comunità locali, la trasparenza delle procedure e, a quanto pare, persino la storia millenaria del sottosuolo laziale. La battaglia prosegue e i video della strada romana appena interrata sono già diventati virali nel web e il simbolo di una resistenza cittadina che non si fermerà davanti a nessun rinvio burocratico. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • INCENERITORE SANTA PALOMBA - CLAMOROSO. RITROVATA UNA STRADA ROMANA NEL CANTIERE, MA PARTE SUBITO L’INTERRAMENTO!

    Scatta la protesta dell'Unione dei Comitatti contro l'Inceneritore a Santa Palomba: "Sarà una lunga notte" (VIDEO) articolo di Massimo Cataluci POMEZIA - Venerdì, 12 Giugno 2026 – (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Una scoperta archeologica straordinaria che rischia di trasformarsi in un caso politico e sociale senza precedenti. Nel coroso della giornata odierna, all’interno del perimetro del controverso cantiere di Santa Palomba – l'area destinata alla realizzazione dell'inceneritore – è emerso un tratto di un'antica strada romana. La notizia, che avrebbe dovuto bloccare immediatamente i lavori per consentire i rilievi della Soprintendenza, ha preso invece una piega a dir poco sconcertante. Secondo quanto denunciato dal portavoce dell'Unione dei Comitati contro l'inceneritore a Santa Palomba, Alessandro Lepidini, in tempo reale e a poche ore dal rinvenimento, gli operai avrebbero iniziato le operazioni per interrare nuovamente il sito archeologico. La denuncia in diretta: "Vogliono nascondere la storia" "Abbiamo documentato tutto, ma dopo poco hanno già preso a interrarla" - spiega con fermezza il portavoce del comitato in un video diffuso direttamente dal presidio davanti ai cancelli del cantiere. I cittadini, visibilmente indignati, si sono radunati d’urgenza sotto una tenda improvvisata per fare da scudo umano alla memoria storica del territorio. Secondo il comitato, la presenza di reperti archeologici era un fatto ampiamente prevedibile, tanto da essere già stato oggetto di formali esposti: "Abbiamo fatto già denunce, abbiamo segnalato quello che mancava nella valutazione preliminare archeologica. Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti". Al via "La lunga notte del cantiere aperto" Di fronte a quello che viene definito un vero e proprio "muro di gomma", l'Unione dei Comitati ha lanciato una mobilitazione ad oltranza a partire da questa sera stessa: "La lunga notte del cantiere aperto a Santa Palomba". L'obiettivo della protesta è duplice e immediato: 1. Trasparenza totale: Si chiede alla Soprintendenza e alle autorità competenti di intervenire per fare immediata chiarezza sulla natura del ritrovamento. 2. Accesso pubblico: I cittadini pretendono che il cantiere venga "aperto" e reso pubblico, affinché non si proceda a lavori di copertura o distruzione dei reperti lontano da occhi indiscreti. L'appello alla cittadinanza La tensione sul posto resta alta. Gli attivisti hanno rivolto un appello accorato a tutta la cittadinanza dei comuni limitrofi e di Roma affinché si unisca al presidio notturno: "Il cantiere aperto è per noi qualcosa di assolutamente indispensabile. Staremo qui per questa ragione, invitiamo tutti a raggiungerci". Mentre i fari del cantiere si accendono per la notte, la battaglia per la difesa del territorio si arricchisce di un nuovo, clamoroso capitolo: non si tratta più solo di una lotta ambientale contro l'inceneritore, ma di una vera e propria barricata in difesa della storia e della legalità archeologica. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • SOCIETA' E SICUREZZA - OLTRE I FIUMI DI PAROLE: RIFONDARE IL PATTO SOCIALE TRA FERMEZZA E RESPONSABILITA' EDUCATIVA

    La crisi delle istituzioni primarie e la necessità di una "tolleranza zero" pedagogica e giuridica per garantire la libertà e la sicurezza di tutti i cittadini. "La teoria delle finestre rotte" del Prof. Philip Zimbardo articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Mercoledì, 3 giugno 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Siamo giunti a un punto di rottura, a una soglia limite in cui la percezione di assenza dello Stato nelle nostre strade non è più tollerabile. Quando i cittadini onesti si trovano costretti a guardarsi costantemente alle spalle, non solo fuori casa, ma persino all'interno delle proprie mura domestiche, significa che il principio fondamentale della libertà individuale è sotto attacco. Il diritto di vivere sereni e protetti non è un privilegio, ma un pilastro dei diritti umani e civili. Se un delinquente può usurpare questa serenità emotiva e fisica, significa che il meccanismo di tutela sociale si è inceppato. Non è una questione di schieramenti politici o di propaganda elettorale: la responsabilità di questo status quo appartiene alla politica tutta, colpevole di aver ridotto a semplici formule retoriche concetti cruciali. Davanti alla violenza e all'illegalità, la dignità dell'essere umano prescinde da ogni etichetta: che si tratti di un cittadino italiano o immigrato, di un minorenne o di un adulto, di un uomo, di una donna o di qualsiasi identità di genere, chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni in modo proporzionale al crimine commesso. La certezza della pena come forma di giustizia e rispetto sociale L'approccio socio-pedagogico non deve essere confuso con l'indulgenza a tutti i costi. Al contrario, la vera giustizia si fonda sulla certezza della pena. Non è possibile equiparare reati di natura e gravità radicalmente differenti: chi compie una "ragazzata" o ruba per fame non può ricevere lo stesso trattamento di chi, guidando a folle velocità, falcia vite umane in un'isola pedonale. La derubricazione sistematica di atti di estrema pericolosità sociale sotto la comoda etichetta del "caso psichiatrico" rappresenta un fallimento del sistema. Le persone altamente pericolose vanno arginate e trattate con la fermezza che la loro condotta richiede. Al di là della consapevolezza o dello stato mentale, la collettività ha il diritto sacrosanto di essere protetta da chi ha dimostrato di non saper rispettare i confini della convivenza civile. Chi arreca danno a persone, cose o animali deve pagare la giusta pena. In Italia, tuttavia, si assiste spesso a un sovraccarico di dibattiti teorici su tolleranza e inclusione che si traducono in fiumi di parole privi di riscontro pratico, lasciando i cittadini in balia dell'insicurezza. Il recupero degli archetipi educativi: la metafora del "buon padre di famiglia" Per uscire da questa deriva, il sistema politico, giuridico e scolastico deve riappropriarsi di un principio tanto antico quanto efficace: l'agire come un "buon padre di famiglia". Educare significa trasmettere rispetto, ma comporta anche la definizione di regole chiare e, soprattutto, di limiti invalicabili. I "no" che strutturano la crescita e l'apprendimento sociale richiedono delle conseguenze quando vengono infranti. La "punizione" (la saanzione giuridica), nella sua accezione pedagogica più profonda — come ricordano le generazioni che hanno superato i cinquant'anni —, non è un atto di violenza, ma uno strumento di orientamento e responsabilità, indispensabile per imparare a vivere nel rispetto dell'altro. E laddove il soggetto venisse considerato pericoloso perché in potenza potrebbe essere incline a reiterati gesti illeciti e violenti, dovrebbe essere contenuto, sorvegliato, affidato a strutture che possano vigilare su di lui costantemente e non lasciargli finestre di libertà eccessiva, dove potrebbe ripetersi nei sui ingesti criminali e ferire o uccidere, come la cronaca spesso tristemente ci ha raccontato, altre persone. Oggi, al contrario, mentre si fanno dibattiti nei vari salotti dei talk show televisivi, in programmi giornalistici, politici, così come si discute alle camere di governo del dilagare della violenza e come gestirla, assistiamo ad un progressivo svuotamento e alla crisi delle agenzie educative tradizionali: La Famiglia: Spesso depotenziata nella sua funzione primaria di trasmissione delle regole sociali. La Scuola: Privata degli strumenti e dell'autorità necessari per svolgere la sua naturale azione sociale. La Giustizia: Percepita come distante o incapace di garantire una reale deterrenza. Le Forze di Polizia: Accusate di usare strumenti e maniere non adeguate, mentre cercano di arginare, contenere e assicurare alla giustizia chi delinque. Se le istituzioni preposte al controllo e alla salvaguardia dei pilastri civili sono le prime ad aver permesso per effetto di troppe parole e pochi fatti concreti, la destrutturazione di questi argini educativi, non possiamo meravigliarci della violenza dilagante. La "tolleranza zero" come punto di ripartenza Le parole sono finite; è il momento dei fatti. Quando una società tocca il fondo, l'unica via per ripartire è l'applicazione di una "tolleranza zero" trasversale, che veda sinergicamente allineate la Famiglia, la Scuola e la Giustizia. Quando si raggiungono alte soglie di degrado sociale, come quello che stiamo attraversando, si è visto, attraverso studi psico-sociali e pedagogici, che lasciare lo status quo di quanto si è strutturato nel tempo, da un punto di vista del crimine, essendo troppo leggeri, permissivi, nelle sanzioni da imprimere, partendo dal reato più piccolo, generi una sorta di "lasciapassare" per chi intende deliqnuere e vivere in queste condizioni di illegalità. Nello Stato di New York, per portare un esempio in merito alla "tolleranza zero", sotto la guida del Sindaco della Città omonima, Rudolph Giuliani, durante il suo mandato (1° gennaio 1994 - 32 dicembre 2001), gli omicidi calarono del 66%, gli stupri del 45,7%, le rapine del 67,2%, le aggressioni aggravate del 39,6%, i furti con scasso del 68,2%, i furti del 43%, i furti dei veicoli a motore del 73,3%. ("Rapporto uniforme sui crimini dell'FBI del 1993", Federal Bureau of Investigations; "Rapporto uniforme sui crimini dell'FBI del 2001", Federal Bureau of Investigations). La decisione del Sindaco di New York, Giuliani, di attuare la "tolleranza zero", fu ispirata dagli studi messi inc ampo dal Prof. Philip Zimbardo (psicologo, già noto per la sua teoria dell'Effetto di Lucifero) , quando nel 1969 quest'ultimo condusse un esperimento di psicologia sociale presso l’Università di Stanford che portò, in seguito, a sviluppare "La teoria delle finestre rotte." L'esperimento psico-sociale de "La teoria delle finestre rotte", rivelò che il degrado urbano (bottiglie infrante, spazzatura per le strade, finestre rotte, edifici fatiscenti) trasmetteva di per sé un senso di licenza che favorisce le attività criminali. Da qui la necessità di contenerlo il più possibile, anche con misure di tipo repressivo (per approfindimenti sull'esperimento del Porf. Philip Zimbardo cliccare qui). "Tolleranza zero" e "strumenti di recupero e integrazione sociale": un binomio possibile Questo rigore, tuttavia, non deve negare l'evoluzione umana, ma la deve sostenere: parallelamente alla fermezza e alla certezza della pena, il sistema politico deve essere capace di programmare percorsi di recupero e di reinserimento sociale per chi ha sbagliato, differenziati a seconda della gravità del reato. Per fare questo, la fermezza giudiziaria deve essere affiancata da Servizi Sociali competenti, realmente integrativi e inclusivi, capaci di intervenire prima che la marginalità si trasformi in violenza irreversibile. Soprattuto, le istituzioni preposte a vigilare sui percorsi inclusivi costituite in una rete di lavoro condivisa, dovrebbero seguire con costanza e continuità le eventuali "libere uscite" permesse a chi si vorrebbe reintegrare nella società. Solo ristabilendo il binomio indissolubile tra diritti e doveri, tra certezza della sanzione e riabilitazione, sarà possibile restituire sicurezza alle nostre strade, autorevolezza alle istituzioni e autentica dignità alla nostra esistenza civile. ------------------------------ Legenda derubricazióne s. f. [der. di derubricare]. – Nel linguaggio forense e giornalistico, attribuzione al fatto contestato all’imputato di una diversa qualificazione giuridica, meno grave di quella indicata nella rubrica di reato. Fonti treccani.it - neurowebcopywriting.com - wikipedia.org -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • LAZIO-PISA 2-1 - STAGIONE TERMINATA PER I BIANCOCELESTI...ED ORA COSA ACCADRA'?

    Mentre Pedro saluta per una partenza annunciata, a Formello è probabile che le valige le faranno anche altri e intanto Claudio Lotito continua con il suo solito "mantra" ignaro del vuoto che ha creato... articolo di Massimo Catalucci ROMA - Domenica, 24 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Un'annta da dimenticare, quella appena terminata della S.S. Lazio 1900. Iniziata male e finita nel deserto, quasi assoluto dello Stadio Olimpico nella Capitale d'italia, per la protesta dei tifosi che ormai da gennaio scorso sta andando avanti ad oltranza, per quella che si può definire una giusta causa, fondata nel rispetto dei princìpi democratici di manifestazione ed espressione del proprio pensiero. Quella di decidere di non entrare sugli spalti nelle gare casalinghe, è stata una decisione sofferta dei tifosi che si sa, vivono di emozioni, di passione, di sogni. Tutte condizioni umane, queste, che sono state distrutte da una presidenza assente, autoreferenziale, capace solo di parlarsi addosso esaltando le proprie capacità imprenditoriali, ma mai sensibile a comprendere che il calcio non è solo un fatto di bilanci, quotazioni in borsa, aumento del patrimonio. Il calcio è l'emozione di vedere quella maglia, indossarla sugli spalti, insieme ad una sciarpa, sventolando una bandiera; il calcio è la passione che prolunga le emozioni e le protae nel tempo, immergendosi in un palpito comune e condiviso con altri che soffrono, gioiscono, si abbracciano, piangono insieme per la propria squadra del cuore; il calcio è il sogno di poter vedere la propria squadra crescere e combattere per traguardi importanti. Di tutto questo, il presidente Claudio Lotitio non è stato in grado di cogliere nulla, al contrario, la sua insensibilità alle emozioni, alle passioni ed ai sogni di tanti tifosi, senza volerla associare ad una condizione alessitimica, ha finito per spegnere il "motore" che tiene in vita questo sport: una tifoseria intera. E ora cosa accadrà? Difficile a dirsi. E' vero che Mister Sarri è sotto contratto per altri due anni e che alcuni giocatori, vedranno la scdenza contrattuale nel 2027, ma una presidenza che è stata capace di spegnere l'entusiasmo ai propri tifosi, di certo farà fatica a trattenere i suoi big e se a questo si aggiunge che per il prossimo anno non ci sono obiettivi dicharati, immaginiamo che la campagana acquisti sarà volta al ribasso, sempre facendo attenzione ai bilanci più che a portare nella Capitale qualche pedina importante che possa riaccendere ciò che appare oramai, compromesso da tempo, il sogno e l'ambizione di poter competere per qualcosa: almeno un piazzamento per l'Europa. La stagione calcistica giocata è terminata. Ora inizierà il "valzer" delle "ipotesi" di possibili allenatori che potrebbero accomodarsi sulla panchina biancoceleste, qualora Mister Sarri dovesse lasciare Formello, insieme al "balletto" delle cessioni e degli acquisti. Quello che ci aspetterà nei prossimi mesi, è tutto da decifrare, ma conoscendo il patron laziale e il suo modus cogitandi et agendi - per dirla nella lingua latina tanto cara a Claudio Lotito - quello a cui andremo incontro, sarà il solito scenario con le solite dichiarazioni da ripetere come un mantra ai giornalisti, che da decenni il presidente biancoceleste "rifila" agli addetti ai lavori e soprattuto, al popolo laziale che, ormai è stanco delle sue esternazioni snervanti e irritanti. Lazio-Pisa: L'addio di Pedro, in uno stato semideserto La gara di ieri, nel 38° turno di Serie A, è stata poco più di una formalità, in uno stadio smideserto. Unica nota di colore, è stato il gran gol con il quale ha chiuso la sua avventura nella Capitale, un immenso uomo, un grande profssionista sportivo e un immenso campione: Pedro. Lo spagnolo, premiato anche a fine gara come miglior giocatore del match e con la fascia di capitano al braccio, ha salutato i pochi tifosi intervenuti. Emozionante l'abbraccio con lo stadio e con Mister Sarri. Pedro porterà con sè l'affetto del popolo biancoceleste che sa dimostrare rispetto a chi dà tutto per questa maglia e sa riconoscergli il gusto affetto e stima. Con questa maglia Pedro avrebbe voluto vincere un trofeo, qualcosa di importante da lasciare in cambio dell'amore ricevuto, ma anche se così non è stato, crediamo che il tifo laziale lo annovererà tra i nomi più importanti della sua lunga e gloriosa storia, iniziata il 9 gennaio del 1900 su una panchina in piazza della libertà a Roma. Le dichiarazione degli allenatori nel post-gara MAURIZIO SARRI - "In una stagione devastante hanno sbagliato qualche partita, ma mollare come atteggiamento complessivo mai – ha detto -. Non sono la squadra più forte che ho allenato dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista dei valori morali forse è la migliore. E per questo li ringrazio, perché la stagione poteva essere molto peggiore. Ultima con la Lazio? Non ne ho idea, perché sono sotto contratto. Quindi nelle prossime settimane valuteremo il tutto. Io non sono particolarmente contento perché quest’anno mi sono sentito non ascoltato, poi però c’è un contratto in essere, quindi vediamo. Se poi nei prossimi giorni non ce lo avrò più valuteremo tutto. In cosa non mi sono sentito ascoltato? È un discorso troppo lungo, che ritengo si debba fare in primis con la società". OSCAR HILJEMARK - Aveva chiesto una prova a testa alta, l'ha vista? - "Sicuramente questa è stata la più difficile stagione da quando sono in Serie A, è indubbio – ha aggiunto Sarri -. Quindi aver tirato fuori una stagione dignitosa è stato un buon risultato, abbiamo fatto 29 punti nel girone di ritorno, è buono per tutto quello che ci è successo. Un’annata di questo tipo è formativa, ti insegna tante cose, però è meglio se capitava a un allenatore di 40 anni". Resterà a Pisa? - "Io in questo momento sto pensando di restare qua e di fare un lavoro per il Pisa. Se vuoi avere certezze però devi chiedere al direttore. Io sto pensando ai ragazzi, fra chi va in Nazionale e chi rimane qua". Questi mesi possono essere stati un "master" in vista della prossima stagione per lei? - "Sicuramente, dentro al Pisa ci sono persone che lavorano bene tutti i giorni per il bene del club, ho trovato molte cose con le quali migliorare, alcune da migliorare insieme, in questo momento io sto pensando al prossimo anno". Cos'è la cosa che ha imparato in questi mesi? - "Ho visto una situazione molto specifica per la Serie A, dove puoi fare una grande prestazione, ma ti trovi contro giocatori che in ogni momento possono farti perdere la partita, come oggi è successo con Pedro. Per il prossimo anno può essere un insegnamento, in questa stagione abbiamo avuto tante occasioni per fare male agli avversari ma non lo abbiamo fatto". Il tabellino della gara Sabato, 23 maggio 2026 Stadio Olimpico - ROMA LAZIO-PISA 2-1 Marcatori: 23° Moreo, 33° Dele-Bashiru, 35° Pedro Arbitro: Maria Sole Ferrieri Caputi Ammoniti: Gila, Noslin, Piccinini Espulsi: ----- LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic, Gila (46° Provstgaard), Romagnoli, Pellegrini (82° Lazzari); Dele-Bashiru (82° Przyborek), Belahyane, Basic; Cancellieri (71° Maldini), Noslin, Pedro (61° Dia). All.: Maurizio Sarri PISA (3-5-2): Sèmper; Calabresi (77° Bettazzi), Canestrelli, Bozhinov; Leris (71° Cuadrado), Vural, Aebischer (61° Loyola), Akinsanmiro (46° Hoejolt), Angori; Moreo, Stojikovic (62° Piccinini). All.: Oscar Hijlemark -------------------------------------------------- [Fonti: #treccani sport.sky.it ] Legenda - Alessitimia: Disturbo che compromette la consapevolezza e la capacità descrittiva degli stati emotivi esperiti, rendendo sterile e incolore lo stile comunicativo. I pazienti alessitimici, oltre alle difficoltà nel riconoscere, nominare e descrivere i propri stati emotivi, presentano stati emotivi attenuati o completa incapacità di provare emozioni. Nella mente degli individui alessitimici le emozioni si confondono con le sensazioni corporee percepite. Se interrogati riguardo a manifestazioni quali il pianto o il riso, tali individui non riescono a ricondurle a un’esperienza emotiva riconoscibile che comprenda e giustifichi le modificazioni somatiche presentate e le sensazioni somatiche riferite. Inoltre, essi esibiscono un impoverimento del pensiero simbolico e una notevole difficoltà nell’identificazione delle emozioni altrui. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • SERIE A - S.S. LAZIO - ULTIMO ATTO DI UNA STAGIONE DELUDENTE

    Complice il blocco di mercato e una presidenza "sorda" ai richiami d'amore e di ambizione del tifo biancoceleste, si conclude uan stagione fallimentare. Pronte probabili partenze dal Comandante ad alcuni big articolo di Massimo Catalucci ROMA - Sabato, 23 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Cala il sipario sulla Serie A per i biancocelesti. Questa sera la S.S. Lazio 1900, nella sua ultima di campionato contro il Pisa, squadra già retrocessa in serie B, metterà la parola fine al suo travagliato cammino in questa stagione 2025/2026. Un'annata densa di nubi, segnata da profonde negatività, dove tuttavia non sono mancati rari e improvvisi spiragli di luce. Merito, questo, della caratura tecnica e umana di Mister Maurizio Sarri e dell'umiltà di un gruppo di ragazzi che ha saputo gettare il cuore oltre l'ostacolo. Il "Comandante" ha spremuto fino all'ultima goccia un organico palesemente non competitivo, compiendo un autentico miracolo sportivo nel trascinarlo fino alla finale di Coppa Italia. Ma l'epica del campo, stavolta, non basta a cancellare i graffi d'una realtà societaria spigolosa. Tutto ha avuto inizio la scorsa estate, sotto il segno infausto di un blocco di mercato che ha paralizzato le ambizioni della vigilia. Per sbloccare le operazioni in entrata la società avrebbe dovuto riequilibrare tre parametri macroeconomici: non solo il famigerato indice di liquidità, ma anche l'indebitamento e il costo del lavoro allargato. Un cortocircuito finanziario che lascia sbigottiti, se si pensa che a guidare il club è quel patron Claudio Lotito che da sempre decanta la propria maniacale attenzione alla contabilità aziendale. Il paradosso di Formello - Come può un club che fa del rigore di bilancio il proprio vessillo ritrovarsi con le mani legate nel momento cruciale della pianificazione sportiva? È l'interrogativo che logora il popolo laziale. Invece di cercare un punto d'incontro con una tifoseria ferita e con un tecnico visibilmente logorato, Lotito continua a rifugiarsi nella retorica, parlandosi addosso. Il patron esalta i meriti legati alle quotazioni in borsa della S.S. Lazio al NASDAQ di New York e si fa scudo con il progetto dello stadio di proprietà, asset che, a suo dire, aumenterebbero il patrimonio societario. Al presidente, però, sfugge un dato fondamentale, l'essenza stessa di questo sport: il calcio non è solo una fredda equazione di risorse economiche, fatturati e listini azionari. Il calcio è un organismo vivente che si nutre di risorse umane, di un patrimonio storico-culturale immateriale e di una passione viscerale che tocca le corde emotive di chi la vive: i tifosi. Senza questa linfa, il pallone si sgonfia, diventa un involucro vuoto, privo dei suoi princìpi basilari. Un vuoto che si è materializzato, tragicamente, sugli spalti dello Stadio Olimpico. Da gennaio scorso ad oggi, le partite casalinghe della Lazio si sono trasformate in un deserto di anime. È inutile che la presidenza ribadisca di lavorare nell'interesse esclusivo del club per renderlo "immortale" attraverso bilanci forti ed equilibrati (tesi smentita proprio dal blocco di mercato estivo). I tifosi vogliono altro. Maurizio Sarri voleva altro. Questa sera, con fischio d'inizio alle ore 20:45, nello Stado Olimpico del Foro Italico, andrà in scena l'ennesima gara nel deserto quasi assoluto di sciarpe e bandiere biancocelesti. Sarà l'ultimo atto di una stagione triste, grigia e nebbiosa, che non lascia intravedere spiragli di luce all'orizzonte. Il futuro fa paura L'aria d'addio è densa e avvolge molti protagonisti. Inizia a pensarsi lontano da Roma proprio il "Comandante", consapevole di aver fatto il massimo con il materiale umano a disposizione. Dietro di lui, anche alcuni big dello spogliatoio sembrano pronti a chiedere la cessione altrove. Lontano dalla Capitale, verso lidi dove la pianificazione e l'ambizione non siano slogan da conferenza stampa, ma parti integranti di una strategia societaria reale, costruita per salire, anno dopo anno, un gradino più su. Le dichiarazioni degli allenatori nl pre-gara MAURIZIO SARRI - Nessuna dichiarazione pre-gara per il tecnico biancoceleste. OSCAR HILJEMARK - Nessuna dichiarazione pre-gara per il tecnico nerazzurro. Le probabili formazioni LAZIO (4-3-3), la probabile formazione: Furlanetto, Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini, Basic, Patric, Dele-Bashiru, Cancellieri, Noslin, Pedro. All.: Maurizio Sarri PISA (3-5-2) la probabile formazione: Semper, Calabresi, Canestrelli, Bozhinov, Léris, Loyola, Aebischer, Vural, Angori, Moreo, Stojilkovic. All.: Oscar Hiljemark La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Maria Sole Ferrieri Caputi (sez. Livorno) Assistenti di linea: Niedda ed Emmanuele IV Uomo (Ufficiale): Di Marco VAR: Ghersini AVAR: Piccinini Dove seguire la diretta TV e in STreaming La partita di campionato di oggi tra Lazio e Pisa, valevole per il 38° ed ultimo turno della Serie A, stagione 2025/2026, si disputerà allo Stadio Olimpico nella Capitale d'Italia, con fischio d'inizio alle ore 20:45. L'evento sportivo sarà visibile in esclusiva, in diretta TV su Dazn, ma anche su Sky Sport. Sfida visibile anche in streaming su Sky Go, Now e sull'app di Dazn. ------------------------------- [Fonti: gol.com sportskay.it] --------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • AMMINISTRATIVE 2026 - ARICCIA GUARDA AL FUTURO: LA CONCRETEZZA DEL MODELLO STACCOLI PER CONTINUARE A CRESCERE

    Tra grandi opere realizzate e nuovi progetti per il quinquennio 2026-2031, la coalizione di cdx punta sulla continuità del buon governo. Il candidato Sandro Vennarucci: "Pronti a portare in Comune anche uno sportello dedicato all'endometriosi" articolo di Massimo Catalucci ARICCIA - Giovedì, 21 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at theWorld www.massimocatalucci.it) - In vista delle prossime elezioni amministrative di Ariccia, fissate per il 24 e 25 maggio 2026, la campagna elettorale volge al termine e il centrodestra pone al centro dell'attenzione cittadina, il tema della continuità e del pragmatismo politico. Il Sindaco uscente, Gianluca Staccoli, si ripresenta al giudizio degli elettori forte di un bilancio solido, riassunto nel programma politico condiviso con la coalizione che lo sostiene, presentato per il nuovo quinquennio 2026-2031. Durante il primo mandato, l'Amministrazione Staccoli ha impresso un cambio di passo decisivo al territorio attraverso una serie di opere concrete. Sul fronte delle infrastrutture e della rigenerazione urbana, spiccano la ristrutturazione e il consolidamento del Ponte Monumentale, la riqualificazione del centro storico e la messa in sicurezza di via Appia Nuova. Di rilievo internazionale è stato l'inserimento del complesso berniniano e dell'Appia Antica nel patrimonio UNESCO, accompagnato dal rilancio culturale di Palazzo Chigi. Grande attenzione è stata data anche alla scuola, con la realizzazione di tre nuovi asili nido (via Cerquette, via Cipressetti-Somaschi e Fontana di Papa) e l'adeguamento strutturale di tutti i plessi del territorio, oltre ad importanti interventi nel sociale come il recupero di Villa Ricordi e l'attivazione della casa per le donne vittime di violenza domestica. Guardando al futuro e al programma per il quinquennio 2026-2031, Staccoli punta a fare di Ariccia il vero punto di riferimento dei Castelli Romani, trasformando i progetti già avviati in realtà strutturali. Tra gli obiettivi principali figurano la realizzazione del parcheggio multipiano in piazzale Aldo Moro per risolvere definitivamente il problema della sosta nel centro storico e lo spostamento del Liceo Joyce a Vallericcia, con la riconversione della vecchia sede in istituto agrario. Per la zona di Fontana di Papa, la pianificazione prevede la nascita di un polo universitario sanitario con uno studentato connesso al NOC, finalizzato a traghettare l'ospedale verso la trasformazione in Policlinico Universitario. Non mancano, infine, forti investimenti sull'ambiente e l'energia, come l'avvio della Comunità Energetica Comunale e il completamento degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in via degli Olmi. A sostenere con vigore questa visione di crescita e stabilità è Sandro Vennarucci, candidato al Consiglio Comunale di Ariccia nella lista "STACCOLI Sindaco". "Occorre continuare sulla linea del buon governo tracciata dal Sindaco Staccoli" - ha commentato Sandro Vennarucci che ha messo in risalto le tante opere che sotto la guida del Sindaco uscente, sono state realizzate. "In questi cinque anni di legislatura - ha continuato Vennarucci - abbiamo lavorato per dare dignità alla Città di Ariccia ed ai suoi cittadini. In particolare, mi sento orgoglioso di aver portato nella nostra Città, un progetto nazionale attivato da un ente No-Profit, volto alla prevenzione della salute, che riguarda l'endometriosi e per cui oltre 3.000.000 di donne in Italia ne sono affette. Un progetto che ha ispirato la Regione Lazio ad adoperarsi per creare una commissione di lavoro, al fine di pianificare e realizzare una rete sanitaria Regionale per la presa in carico delle donne affette da questa grave e invalidante patologia cronica, e di seguirle attraverso i PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) per tutto l'arco della vita". "Questo progetto - ha concluso Vennarucci - sarà a breve ufficializzato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e sarà il primo nel suo genere in tutta Italia messo a punto da una struttura sanitaria pubblica regionale. Il mio impegno, in futuro, sarà quello di dare alla città di Ariccia uno sportello dedicato all'accoglienza, all'ascolto e all'orientamento per chi soffre di endometriosi". ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • AMMINISTRATIVE 2026 - VALLE MARTELLA TRICOLORE: A ZAGAROLO UNA REALTA’ CHE NON POSSIAMO PIU’ IGNORARE

    Giovanni Luciani Candidato a Sindaco (VMT): “In questi ultimi anni l’aumento del degrado ambientale e le manutenzioni inesistenti, hanno disonorato la città e i cittadini” articolo di Massimo Catalucci ZAGAROLO (RM) – La macchina elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Zagarolo viaggia ormai a pieno regime. Con il voto alle porte, si vota il 24 e 25 maggio prossimi, il dibattito politico si accende inevitabilmente sui bilanci di fine mandato e sulla qualità della gestione amministrativa che ha guidato la città in questi anni, sotto l'insegna del centrosinistra. Da un lato, il Sindaco uscente Emanuela Panzironi rivendica con forza i risultati ottenuti, decantando i progetti e le attività che, a suo dire, avrebbero valorizzato il territorio. Dall’altro, a fare da netto contrappeso politico, emerge la figura di Giovanni Luciani. Leader e candidato Sindaco della Lista Civica “Valle Martella Tricolore”, Luciani si rimette in prima linea per la difesa della "Res Publica", liquidando le affermazioni della Panzironi come pure "fantasie". Secondo il candidato del centrodestra, si tratterebbe dell'ennesima "illusione" tirata fuori dal cilindro da una maggioranza di centrosinistra che tenta di convincere i cittadini di aver consegnato una città in ottima salute. La replica di Luciani è netta e non lascia spazio a interpretazioni: “C’è un degrado ambientale e strutturale che denunciamo da anni – ha commentato Giovanni Luciani – Ogni nostro tentativo di proporre soluzioni in Consiglio Comunale per migliorare il territorio dove viviamo, è sempre stato trascurato, per non dire, ignorato, dal Sindaco Panzironi e dalla sua maggioranza di governo a Zagarolo. Le promesse fatte nella precedente campagna elettorale e durante il periodo in cui ha amministrato il centrosinistra la nostra Città, sono state regolarmente disattese dalla amministrazione stessa, incapace di dare corpo a qualsiasi progetto che potesse dare decoro al territorio e dignità ai cittadini che, purtroppo, subiscono le incompetenze di chi non riesce a mantenere l’impegno preso con la collettività." Un impegno continuo oltre la campagna elettorale Per la lista civica "Valle Martella Tricolore", la sfida amministrativa non è un palcoscenico estemporaneo, ma il coronamento di un lavoro sul campo che dura da anni. Luciani rivendica la presenza costante della sua squadra tra le strade e i quartieri della città, ponendo l'accento sulla concretezza del programma: "Noi di Valle Martella Tricolore – ha aggiunto Giovanni Luciani - siamo pronti da tempo. Questo perché non ci occupiamo di politica e della ‘cosa pubblica’ solo nelle campagne elettorali, ma perché siamo attivi sempre e con continuità, per studiare le problematiche che affliggono la nostra Città e per produrre soluzioni che possano risolverle. Siamo una squadra di persone attive, partecipative, concrete." L'appello alle urne: "Il cittadino è sovrano" Il candidato Sindaco, Luciani, individua nelle prossime elezioni un vero e proprio bivio storico per il futuro del territorio. Un'opportunità di riscatto che passa per le competenze e, soprattutto, per l'amore verso Zagarolo. "Oggi abbiamo una grande opportunità, quella di dare a Zagarolo un’Amministrazione consapevole del grande lavoro che c’è da fare, ma che è anche consapevole che ha le risorse umane adeguate per poter attuare un piano programmatico di sviluppo e riqualificazione. Abbiamo conoscenze, competenze e soprattutto amore per il nostro territorio, che merita di essere protetto ed esaltato allo stesso tempo, con persone capaci e dedicate, quotidianamente, alle attività Consiliari e di Giunta”. “Noi siamo pronti – ha concluso Giovanni Luciani – Valle Martella Tricolore è pronta. Ora la parola passa ai cittadini: un segno con la matita sulla scheda può dare l’opportunità a Zagarolo di riqualificarsi nei prossimi anni, oppure, mantenere lo status quo esistente. Quella matita nel segreto dell’urna tra qualche giorno avrà un peso enorme per voltare finalmente pagina. Facciamolo con la consapevolezza che l’elettore è sovrano e può, se lo vuole, attuare il cambiamento per una trasformazione definitiva in meglio del contesto cittadino in cui vive”. Il conto alla rovescia è iniziato: la parola, ora, spetta definitivamente alle urne e ai cittadini di Zagarolo. ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • FIBROMIALGIA E NON SOLO: LA PRIGIONE DELLE PATOLOGIE INVISIBILI CHE VELLETRI HA DECISO DI ABBATTERE

    Pazienti, associazioni, medici e istituzioni uniti contro la solitudine di patologie croniche: il racconto di un pomeriggio che ha cambiato il modo di guardare al dolore articolo e Video Giornalistico di Simone Stoppioni VELLETRI - Martedì, 19 maggio 2026 - NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocataluccci.it) - C’è un dolore che non lascia segni sulla pelle, che non si vede nelle radiografie e che spesso non trova spazio nei dizionari della fretta quotidiana. È il dolore della fibromialgia e di altre malattie invisibili. Una presenza silenziosa e totalizzante che avvolge la persona nella sua totalità e che troppo spesso, isola l’anima. Ma giovedì 14 maggio scorso, nel cuore verde del Parco di Santa Maria dell’Orto a Velletri, quel dolore ha trovato voce, mille volti e soprattutto, una comunità pronta ad ascoltare. L’evento “Il dolore invisibile ha voce” – fortemente voluto e patrocinato dal Comune di Velletri in sinergia con APMARR e AISF ODV – si è trasformato in un laboratorio aperto di empatia, scienza e umanità, richiamando una partecipazione straordinaria di cittadini e istituzioni. La scienza che ascolta, il territorio che accoglie Il pomeriggio si è aperto nel segno dell'unione e della necessità di fare rete. Carla Capio, consigliera nazionale APMARR, e Gabriella Lecce di AISF ODV, hanno inaugurato l’incontro ricordando come la costruzione di ponti tra pazienti, medici e istituzioni sia l’unica vera terapia contro la solitudine della malattia. La parola è poi passata alla scienza, ma a una scienza dal volto umano. Esperti come il dottor Antonio Romanelli (primario del pronto soccorso dell’Ospedale di Velletri) e Roberta Biagi Direttrice del Distretto Socio-Sanitario LT1 hanno tracciato le coordinate di una sfida sanitaria complessa. La Dott.ssa Alessandra Galossi, reumatologa presso l’ospedale di Marino, ha spiegato con chiarezza le paludi delle difficoltà diagnostiche e le opzioni terapeutiche attuali, ribadendo un concetto fondamentale: non si cura una patologia, si cura una persona. La fibromialgia toglie le forze, frustra i tentativi di cura tradizionali e invade ogni distretto della vita; per questo, serve un approccio multidisciplinare. Una vicinanza che, come ha sottolineato il Dott. Biagio D’Alessandro (direttore del Distretto Sanitario H5), deve partire dalla medicina territoriale, accorciando le distanze fisiche e temporali della presa in carico. Il coraggio di raccontarsi: il cuore dell’evento Il momento più intimo e vibrante della giornata è stato il confronto diretto con chi vive sulla propria pelle la fibromialgia e un'altra patologia altamente invalidante, qual è l'endometriosi. Quando i pazienti hanno preso la parola, il silenzio nel parco si è fatto denso. Hanno raccontato la fatica di dover sempre "spiegare" un male che gli altri non vedono, anzi, che in alcuni casi deridono per ignoranza. Patologie queste, che hanno anche un impatto devastante sul lavoro, un’ombra che a volte oscura le relazioni sociali. In questo tessuto di testimonianze, particolarmente toccante è stato l'intervento della consigliera comunale di Velletri, Martina Sambucci. Anima istituzionale dell’evento, la consigliera ha scelto di spogliarsi del proprio ruolo formale per condividere la sua esperienza personale, lanciando un messaggio potente sulla necessità assoluta di non lasciare solo chi combatte questa battaglia. A farle eco, lo stimolo vitale di Sonia Middei, consigliera nazionale APMARR, che ha invitato i presenti a un approccio attivo: non arrendersi alla patologia, continuare a abitare la propria quotidianità e imparare a guardare il mondo con occhi diversi, senza farsi definire dal dolore. A suggellare l'impegno delle istituzioni, il sindaco della Città di Velletri Ascanio Cascella ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, esprimendo profonda gratitudine agli organizzatori e confermando che il Comune di Velletri sarà sempre una casa per le iniziative di così alto valore sociale e sanitario. Oltre la diagnosi: l'arte e il movimento come cura La fibromialgia e le altre malattie invisibili, tuttavia, non si curano solo nelle stanze dei medici. Lo hanno dimostrato i momenti dedicati alla cultura e all’arte. Nel corso del pomeriggio è stato presentato il libro “Tu non sei la tua malattia” di Eleonora Crocetta (De Cultura). Dialogando con il giornalista, il Dott. Massimo Catalucci che è anche presidente dell'Associaizone Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, con cui porta avanti un progetto nazionale sull'endometriosi approdato alla Regione Lazio, l’autrice ha ripercorso il suo personale e tortuoso cammino tra endometriosi e fibromialgia, regalando una testimonianza di straordinaria resilienza sul bisogno universale di sentirsi accolti come esseri umani prima ancora che come pazienti. Il Dott. Catalucci, nel corso del dialogo con la Dott.ssa Eleonora Crocetta, ha voluto evidenziare come ci sia la necessità, da parte delle istituzioni preposte, a passare all'azione concreta, affinché le persone che soffrono di queste corniche patologie, altamente invalidanti, vedano riconosciuti il proprio diritto di cura a spese dello Stato in percorsi dedicati a loro. Catalucci ha evidenziato che ci sono progetti già approvati, come ad esempio quelli di una rete sanitaria e i PDTA (percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) nella Regione Lazio, che attendono solo di essere ufficializzati. "Il silenzio - ha affermato il Dott. Catalucci - crea muri, per cui parlarne come stiamo facendo oggi qui in questo spazio condiviso, crea ponti verso una soluzione definitiva per chi soffre. Ma questi ultimi rimangono solo delle metafore se, non trovano concretezza da parte delle istituzioni preposte a realizzarli presto". Subito dopo, Luciana Sara Maccari ha commosso la platea presentando il progetto teatrale “E se fosse Eva”, realizzato ad Aprilia in collaborazione con AISF ODV, dimostrando come il palcoscenico possa trasformarsi in un potente amplificatore di verità recondite. Infine, sotto il cielo clemente di un pomeriggio baciato dal bel tempo, la teoria ha lasciato spazio alla pratica del benessere con una sessione di camminata metabolica guidata da Cristina Prati e Federica Ascenzi. Tra gli alberi del parco, i passi condivisi hanno unito la salute del corpo a quella della mente, trasformando il movimento in un rito di rinascita e condivisione. È stato un pomeriggio intenso, a tratti emotivamente ruvido, ma immensamente necessario. Velletri ha dimostrato che per sconfiggere un mostro invisibile il primo passo è smettere di ignorarlo e passare all'azione concreta. La grande partecipazione di pubblico non è stata solo un successo numerico, ma la prova tangibile di un bisogno profondo: rompere l'isolamento e restituire la dignità dell'ascolto a chi, per troppo tempo, ha sofferto in silenzio. Da oggi, quel dolore ha una voce più forte. ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • ROMA-LAZIO 2-0 - GIALLOROSSI IN "ZONA CHAMPIONS" - BIANCOCELESTI IN "ZONA AMORFA"

    Sarri nel dopo partita: "La situazione di quest’anno non mi è piaciuta, sono stato ascoltato zero...se i piani con la società non collimano è inutile restare" articolo di Massimo Catalucci ROMA - Domenica, 17 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) - Il fischio finale del derby della Capitale lascia impresso sul prato dell'Olimpico un verdetto spietato, specchio fedele di due mondi che oggi viaggiano a velocità e temperature diametralmente opposte. Da una parte c’è la Roma, che balla sotto la Sud e si prende di prepotenza un pezzo di futuro europeo; dall'altra la Lazio, che sprofonda nei silenzi di una crisi d'identità letale, persa in quel limbo di classifica che non genera né sogni né gloria, ma solo una logorante, "amorfa" mediocrità. Un 2-0 che profuma di svolta totale per i giallorossi. La squadra corre, aggredisce, capitalizza ed esce dal campo conscia di aver compiuto il vero scatto di maturità della stagione. Una vittoria stracittadina che, per gli uomini di casa, vale doppio: i tre punti non certificano solo il dominio cittadino, ma diventano una garanzia per puntare alla "Zona Champions" che ora appare quanto mai vicina, certo, manca l'ultimo scoglio da superare per la certezza matematica: vincere contro il Verona (già retrocesso) nell'ultima di campionato allo Stadio Marcantonio Bentegodi. Ad infiammare l'entusiasmo della sponda giallorossa c'è anche il tabellone degli altri campi, con la Fiorentina capace di espugnare l'Allianz Stadium e imporre lo stop alla Juventus. Con i bianconeri che rallentano e i diretti concorrenti costretti a rincorrere, la Roma ha tra le mani un'autostrada dorata. Il calendario e l'inerzia psicologica sono tutti dalla sua parte: l'obiettivo dell'Europa che conta non è più un miraggio, ma una terra da difendere con le unghie e con i denti. Il deserto biancoceleste e lo sfogo di Sarri Se a Trigoria si stappano bottiglie, a Formello l'aria è diventata irrespirabile. La Lazio esce dal derby svuotata, incapace di reagire, intrappolata in una crisi tecnica e societaria che ha radici profonde. A metterci la faccia, con la consueta e tagliente schiettezza, è il tecnico Maurizio Sarri, che nel post-partita si presenta ai microfoni svuotando un sacco pieno di veleno e delusione: "La situazione di quest’anno non mi è piaciuta, sono stato ascoltato zero... se i piani con la società non collimano è inutile restare". Un durissimo atto d'accusa che suona come un definitivo "de profundis" sull'esperienza del tecnico toscano all'ombra del Colosseo. Parole che certificano, forse, una frattura insanabile con la dirigenza e aprono le porte a uno scenario di totale incertezza. Spettro rifondazione: i big verso l'addio Il futuro della Lazio, ora, è un gigantesco punto interrogativo. Il rischio concreto è che il triplice fischio di questo derby abbia segnato la fine di un'era. Senza gli introiti delle competizioni europee e con un progetto tecnico ridotto in macerie, lo spettro di una rifondazione totale si fa spaventosamente reale. I senatori e i giocatori più rappresentativi della rosa – coloro che per anni hanno tirato la carretta, sembrano ormai giunti al capolinea del loro ciclo romano. Le valigie sono pronte, gli stimoli esauriti. Panchina: Se l'addio di Sarri non è scontato, ma molto probabile, la società sarà costretta a cercare una nuova guida tecnica per ripartire da zero e sappiamo che non arriveranno nomi dello spessore del Comandante. Parco Giocatori: Si profila una vera e propria epurazione forzata, con i big sacrificati sul mercato per finanziare una ricostruzione low-cost, sul "modello lotiniano" e dai tempi di inserimento incerti. Mentre la Roma intravede la luce dei riflettori della Champions e programma un domani da grande, la Lazio si riscopre fragile, divisa e senza una rotta, costretta a guardare dentro un futuro che fa paura. Il derby ha emesso la sua sentenza: la Capitale, oggi, è dipinta unicamente di giallo e di rosso, capace oggi di esprimere sugli spalti una scenografia degna di nota. Le dicharazioni degli allenatori nel post-gara GIAN PIERO GASPERINI - “Ce lo auguravamo ma non era facile”, dice Gasperini dopo il 2-0 alla Lazio. “Poi alla fine la Juventus ha perso, ma tutte le altre hanno vinto. Noi siamo stati bravi a concentrarci solo sulla nostra partita perché era una partita difficile contro una Lazio di valore. Bravi, complimenti a questi ragazzi, partita straordinaria. Ora non dobbiamo farci prendere troppo dall’entusiasmo perché sappiamo che domenica abbiamo l’ultimo passo di questa rincorsa incredibile e dobbiamo festeggiare oggi ma poi iniziare a pensare a un traguardo che sarebbe veramente bello per noi”. “La doppietta di Mancini nel derby rimarrà indelebile nella sua carriera”, continua Gasperini, “ma questa squadra ha sempre avuto tanti capitani: è un gruppo veramente solido che ha aiutato ad amalgamare i nuovi che sono arrivati. Non ho mai avuto problemi di alcun tipo nella gestione delle formazioni, degli allenamenti e delle gare. Abbiamo attraversato pochissimi momenti difficili, veramente rari: addirittura pensiamo che il 3-3 con la Juve sia stato un momento difficile, e invece quella è stata la partita che ci ha dato la consapevolezza”. Chiusura su Dybala: “Trattenerlo alla Roma? Per fortuna c’è qui la proprietà e quando ci sono loro diventa tutto più facile perché sono in grado di prendere decisioni immediate, sul momento. C’è la volontà della società e del giocatore, sicuramente io sarei molto contento... Devo dire che i giocatori a scadenza sono stati di una professionalità ed un attaccamento alla Roma eccezionali”. MAURIZIO SARRI - “Rimanere? Vediamo cosa mi dice la società, per ora nessuno mi ha detto nulla. Quest’anno non mi è piaciuto, non sono mai stato ascoltato e non sono felice. Vediamo”. “Vedo che non vi importa della partita… Uno deve parlare dell’ambiente e separatamente della società: a livello di ambiente, rimarrei. A livello societario, se i piani non collimano è meglio separare. Di piani io non ne ho sentiti. L’anno prossimo sarà l’anno 1, abbiamo tanti in scadenza e tanti che vogliono andare via. Faccio fatica a risponderle”. Sull'assenza di Zaccagni: “Oggi era impossibile, Zaccagni faceva fatica a camminare, figuriamoci a calciare. Nei primi giorni non si può far giocare”. “Noi abbiamo fatto una buona partita per 60 minuti. Abbiamo la responsabilità di aver preso due gol su palla ferma. Buona partita, peccato che è finita così. Ma la squadra non ha avuto un brutto approccio”. Tornando sulla finale persa di Coppa Italia: “Purtroppo sono abbastanza abituato a perdere le finali di coppa nazionale, ma bisogna farsene una ragione. Abbiamo perso contro i Campioni d’Italia dopo un percorso di grande livello. Fa più male perdere il derby”. Il tabellino della gara Domenica, 17 maggio 2026 Stadio Olimpico - ROMA ROMA-LAZIO 2-0 Marcatori: 40° Mancini, 66° Mancini Arbitro: Maresca Ammoniti: Taylor, Hermoso, Cancellieri, Tavares, El Shaarawy Espulsi: Wesley e Rovella al 70° ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (83° Ziolkowski), Ndicka (36° Rensch), Hermoso; Celik, El Aynaoui, Cristante, Wesley; Dybala (88° Dovbyk), Pisilli (46° El Shaarawy); Malen (83° Soulé). All.: Gian Piero Gasperini LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic (79° Lazzari), Gila, Provstgaard, Tavares; Taylor (62° Dele-Bashiru), Rovella, Basic; Cancellieri (71° Isaksen), Dia (62° Maldini), Noslin (79° Pedro). All.: Maurizio Sarri ------------------- [Fonti: sport.sky.it dazn.it goal.com] ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • L'URLO SPEZZATO DEL MEZZOGIORNO: UN DERBY D'ORGOGLIO E RABBIA ALL'OMBRA DEL COLOSSEO

    Da una parte l'ambizione europea, dall'altra l'orgoglio ferito di chi non vuole cedere il passo ai rivali di sempre articolo di Massimo Catalucci ROMA - Domenica, 17 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Roma non è una città che accetta i compromessi, specialmente quando si parla di calcio. C'è un filo invisibile, teso e vibrante, che unisce i vicoli di Trastevere ai quartieri di Prati, una scossa elettrica che attraversa il Tevere e si condensa in un'unica, viscerale parola: Derby. Eppure, oggi, domenica 17 maggio 2026, l'atmosfera che si respira attorno allo Stadio Olimpico non è quella delle grandi feste di popolo. È un'aria pesante, intrisa di rabbia, orgoglio ferito e una profonda sensazione di profanazione. Il fischio d'inizio è fissato per le ore 12:00. Un orario folle, un "lunch match" che sa di insulto alla tradizione della stracittadina più calda del mondo. Il motivo? Dare spazio alla finale degli Internazionali d'Italia di Tennis al Foro Italico, a pochi metri di distanza. Una scelta della Lega Calcio che ha mandato su tutte le furie allenatori, addetti ai lavori e, soprattutto, i tifosi. Il calcio del popolo, della passione che si consuma al tramonto o sotto i riflettori della notte, piegato alle logiche del palinsesto e della convivenza logistica. Il silenzio come grido: spalti vuoti e cuori in rivolta La reazione delle due curve potrebbe essere il colpo d'occhio più clamoroso e doloroso di questa giornata. La sponda biancoceleste: Il tifo organizzato della Lazio, già in aperta e prolungata rottura con la presidenza di Claudio Lotito, prosegue la sua linea di diserzione. Una protesta contro una gestione societaria ritenuta priva di ambizione. Mister Sarri che aveva annunciato che non sarebbe stato presente in panchina oggi se si fosse deciso di giocare alle 12:00, ha cambiato idea su incessante richiesta dei propri giocatori di essere a bordo campo nelal stracittadina. Ma c'è chi dice (voci di corridoio) che sarebbe pronto, comunque, ad una protesta plateale. La sponda giallorossa: Occuperà la Curva Sud come di consueto e gran parte della Tribuna Tevere, vista l'assenza di gran parte del tifo laziale, anche se una parte verrà lascaita come sempre per fare da cuscinetto, forse inutile oggi, visto che lo stadio sarà prevalentemente, per ovvie ragioni, giallorosso. Lazio: l'orgoglio ferito di un'aquila senza cieli europei In campo, però, i novanta minuti non guarderanno in faccia ai seggiolini vuoti. Per la Lazio, questo derby rappresenta l'ultima, disperata spiaggia per salvare l'onore. La stagione dei biancocelesti è scivolata via tra i rimpianti, culminando pochi giorni fa nella dolorosa sconfitta in finale di Coppa Italia contro l'Inter. In campionato la classifica piange: l'Europa che conta è ormai un miraggio irraggiungibile. Il futuro, poi, evoca spettri di ridimensionamento. Senza le coppe europee e con la nota parsimonia della gestione Lotito, si preannuncia un'estate di addii eccellenti e un organico ridotto all'osso. Ecco perché vincere oggi non è solo una questione di tre punti; è l'unico antidoto per rendere meno amaro un cammino fallimentare, l'unica notte — o meglio, pranzo — per ruggire ancora. Roma: la corsa Champions passa dalla stracittadina Dall'altra parte del Tevere, la Roma scende in campo con l'adrenalina di chi ha ancora un destino d'oro da scrivere. I giallorossi non giocano "solo" per la supremazia cittadina, ma per agganciare il treno della Champions League. Ogni pallone scotterà, ogni contrasto sarà decisivo: per gli uomini di Trigoria, i tre punti di oggi valgono l'accesso all'élite del calcio europeo e il carburante economico per il futuro. Squadra Obiettivo odierno Stato d'animo Lazio Orgoglio, riscatto stagionale, dignità Ferita, delusa, vogliosa di rivalsa Roma Qualificazione in Champions League Affamata, determinata, sotto pressione Sarà comunque derby Sarà un derby strano, forse surreale, sotto il sole di un mezzogiorno che oggi dovrebbe splendere e illuminare la scena in una primavera inoltrata, che sa più di estate che di calcio d'altri tempi. Le polemiche resteranno fuori dai cancelli, l'odore di terra battuta del tennis scavalcherà le mura dell'Olimpico, ma quando il pallone comincerà a rotolare, la storia riprenderà il suo corso. Da una parte l'ambizione europea, dall'altra l'orgoglio ferito di chi non vuole cedere il passo ai rivali di sempre. Roma si ferma, stringe i denti e nonostante tutto, trattiene il respiro. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara GIAN PIERO GASPERINI - "Noi siamo così motivati e così dentro a questa rincorsa che siamo quelli meno accreditati a rispondere, perché avremmo giocato in qualunque ora e in qualunque giorno. Però effettivamente non è stato un esempio di grande programmazione. Soprattutto dispiace per i tifosi, soprattutto per quelli che si devono muovere. Il fatto di giocare cinque partite contemporaneamente lo trovo molto bello ed emozionante, che poi si arrivi a giocare a mezzogiorno della domenica forse non è il massimo". Sulla Lazio - "È chiaro che loro in questo momento hanno finito la stagione, l'unica motivazione forte è quella di cercare di impedire alla Roma di raggiungere il massimo del traguardo. Noi abbiamo motivazioni molto più vere, molto più forti, molto più legate al risultato, però questo non toglie la difficoltà della gara perché un derby è sempre difficile da giocare per tutti e perché la Lazio è un'ottima squadra. Mi aspetto una partita vera, non possiamo pensare che abbiano un morale straordinario, ma questo non significa che non faranno di tutto per rovinarci la giornata". MAURIZIO SARRI - Nessuna dichiarazione pre-gara da parte del tecnico biancoceleste. Le probabili formazioni ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Dybala; Malen. All.: Gian Piero Gasperini LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Provstgaard, Luca Pellegrini; Basic, Rovella, Taylor; Cancellieri, Noslin, Dia. All.: Maurizio Sarri La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Fabio Maresca Assistenti di linea: Peretti e Perrotti IV Uomo (Ufficiale): Fabbri VAR: Di Bello AVAR: Abisso Dove seguire la diretta TV e in Streaming Il derby fra Roma e Lazio, valevole per il 37° turno di Srie A, stagione 2025/2026, si giocherà oggi, domenica, 17 maggio 2026, con fischio d'inizio del Sig. ......., alle ore 12:00, presso lo Stadio Olimpico nella Capitale d'Italia. L'evento sportivo, sarà visibile in esclusiva su Dazn. Gli abbonati potranno seguire la stracittadina della Capitale collegandosi tramite app su smart tv oppure collegare al televisore una console PlayStation 4/5 o Xbox, TIMVISION BOX o dispositivo Amazon Fire TV Stick o Google Chromecast. Visione possibile tramite app o sito Dazn su tablet, pc e smartphone. --------------------------- [Fonti eurosport.it romatoday.it ] --------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • ANALFABETISMO FUNZIONALE - OLTRE LA SUPERFICIE

    Quando saper leggere non significa saper capire: gli ostacoli che impediscono la comprensione profonda di un testo articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Venerdì, 15 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Immaginiamo di camminare lungo una strada e leggere un cartello che dice: "Pericolo di crollo, non oltrepassare". Chiunque sappia leggere le lettere dell'alfabeto comprende che deve fermarsi. Ma cosa succede quando il "cartello" è un contratto di lavoro, un articolo di politica o un manuale di istruzioni o qualche altro testo più complesso? Qui entriamo nel territorio dell'analfabetismo funzionale. Non parliamo di chi non sa leggere o scrivere (analfabetismo totale), ma di chi, pur sapendo decifrare le parole e mettere insieme lettere per poterle lggere correttamente, non riesce a "unire i puntini". È come avere tra le mani i pezzi di un puzzle, vederne i colori, ma non essere in grado di comporre l'immagine finale. Oggi, purtroppo, questa limitazione nella comprensione di un testo e nello sviluppo di una riflessione critica dello stesso, è un rischio a cui molti di noi sono esposti anche a propria insaputa equale prima causa di questo deficit funzionale, possiamo attribuirla, principalmente, alla miriade di informazioni che ci passano davanti gli occhi, quotidianamente e da cui siamo quasi ipnotizzati o forse è il caso i dire, "manipolati". E' anche molto proabile, altresì, che non abbiamo un'adeguata consapevolezza che, attraverso quel dispositivo, ormai appendice della nostra identità, che è il cellulare, ci appaiono continuamente informazioni per lo più sotto forma di immagini (foto, disegni vari e video) ad alta velocità di trasmissione e di sequenza tra una e l'altra, tali che non ci permettono di prenderci il giusto tempo per approfondirne la fonte di provenienza delle informazioni ricevute. Quando poi, impattiamo in un testo, che necessita di più attenzione e tempo per poter essere letto, passiamo oltre, oppure, diamo una letta veloce, magari soffermandoci solo su un titolo e/o sottotitolo, e giù a gettare critiche affrettate che spesso, risultano fuori luogo, fuori contesto, rispetto quello che era il messaggio più profondo che il testo pubblicato e visualizzato sul nostro cellulare o su qualsiasia altro "supporto mediatico", voleva esprimere. Verità e distorsioni della realtà viaggiano nei canali della comunicazione di massa: giornali, tv, radio, internet. Come distinguere ciò che è vero da ciò che è falso? Per comprendere meglio tutto ciò, innazitutto, vediamo di seguito più nel dettaglio cosa è l'Analfabetismo Funzionale e come poterlo contrastare per essere più consapevoli delle tante informazioni, di qualsiasi natura, che riceviamo giornalmente. Che cos’è l’Analfabetismo Funzionale? Un analfabeta funzionale vive in una sorta di nebbia cognitiva. Riesce a scorrere le righe di un post su una piattaforma social o di un giornale, ma fallisce in compiti che sembrano semplici: Rielaborazione: Legge una notizia, ma non sa riassumerla con parole proprie. Filtro Critico: Non distingue una notizia vera da una palesemente falsa (le cosiddette fake news). Problem Solving: Fatica a usare le informazioni lette per risolvere un piccolo problema quotidiano. Attenzione: La sua mente "stacca la spina" dopo poche righe, incapace di reggere lo sforzo della concentrazione. Perché succede? I nemici della mente Non è una questione di intelligenza innata, ma di "muscoli mentali" che si sono atrofizzati. Le cause principali sono: Pigrizia Cognitiva: Molti, dopo la scuola, smettono di leggere libri o di informarsi seriamente, limitandosi a guardare immagini o video veloci. L'Effetto "Social": Internet ci ha abituati a contenuti rapidi, frammentati e superficiali. Questo ci rende incapaci di affrontare testi lunghi e complessi. Contesti Svantaggiati: Chi vive in ambienti dove la cultura non è stimolata ha meno probabilità di mantenere vive le proprie capacità critiche. Il paradosso dell'inconsapevolezza: L'effetto Dunning-Kruger C'è un aspetto psicologico sottile dietro questo fenomeno: l'Effetto Dunning-Kruger. In breve, meno una persona sa di un argomento, più è convinta di saperne. Chi ha difficoltà di comprensione profonda, spesso non se ne rende conto e, paradossalmente, si sente molto sicuro delle proprie opinioni, rifiutando il confronto anche con gli esperti. In sintesi, l'Effetto Dunning-Kruger, si riferisce ad una distorsione percettiva secondo cui le persone con bassi livelli di competenza, in un determinato campo, tendono a sopravvalutare le loro capacità, mentre gli esperti, al contrario, tendono a sottostimare le loro. L'eclissi della comprensione: L'Analfabetismo Funzionale in Italia L'analfabetismo funzionale, come abbiamo già evidenziato non è l'incapacità di leggere, ma l'impossibilità di usare ciò che si legge. Secondo i criteri OCSE-PIAAC (l'organismo internazionale che misura le competenze degli adulti tra i 16 e i 65 anni) che ha osservato il fenomeno sociale in due cicli, 2011-2012; 2022-2023; l'analfabeta funzionale è colui che, pur avendo frequentato la scuola, non riesce a orientarsi nella complessità del mondo moderno. In Italia, questo compito di monitoraggio è affidato all'INAPP, sotto l'egida del Ministero del Lavoro. L'INAPP (Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche), è un ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che analizza e valuta le politiche pubbliche su lavoro, formazione, istruzione e inclusione sociale, monitorando il mercato del lavoro e supportando il policy maker. I numeri del divario I dati emersi dalle ultime indagini sono preoccupanti e posizionano l'Italia in una situazione di netto svantaggio rispetto ai partner internazionali: Diffusione: 11 milioni di italiani (il 27% della popolazione tra i 15 e i 64 anni) sono analfabeti funzionali. La media europea è ferma al 12%. Competenze Sotto la Media: In tutte le aree testate, l'Italia ottiene punteggi inferiori alla media OCSE: Alfabetizzazione (comprensione del testo): 245 vs 260. Competenze matematiche: 244 vs 263. Risoluzione dei problemi adattativa (capacità di risolvere situazioni dinamiche): 231 vs 251. Istruzione: Solo il 20% degli italiani è laureato, mentre il 38% non possiede nemmeno un diploma di scuola superiore. Si registra inoltre un allarmante calo di competenze sia nei giovanissimi (16-24 anni) che nella fascia pre-pensionistica (55-65 anni). A questo dobbiamo aggiungere una nota da non sottovalutare, notizia questa, che è stata spesso anche oggetto di reportage giornalistici: parliamo dei titoli di studio sulla carta acqusiti con troppa "facilità" in percorso scolastici, solitamente privati, che non curano il contenuto della formazione, ma il risultato finale dell'acquisizione del titolo da parte del discente (studente). Spegnimento cognitivo: un "muscolo" che smette di allenarsi Il fenomeno non dipende da una mancanza di intelligenza, ma da un progressivo "spegnimento" cognitivo alimentato da tre fattori principali: Basso livello d'istruzione iniziale. Abbandono dell'aggiornamento culturale dopo il percorso scolastico. Scarso esercizio nella lettura, sostituito da una fruizione passiva di contenuti digitali. Le conseguenze: un cittadino inconsapevole Non comprendere a fondo un testo significa non avere le armi per difendersi. Questo limite si manifesta drammaticamente nella vita quotidiana: Salute: L'incapacità di valutare le fonti espone a rischi sanitari, come dimostrato dalla diffusione di cure pseudoscientifiche (es. Idrossiclorochina o Ivermectina per il COVID) sponsorizzate sui social media. Economia: La fragilità nel calcolo e nella logica rende i cittadini, specialmente gli anziani, prede facili per truffe finanziarie o falsi risarcimenti assicurativi. Democrazia: Senza spirito critico, l'informazione viene filtrata attraverso i social network, dove le fake news e le opinioni manipolate prevalgono sui fatti reali. In sintesi, l'Italia si trova di fronte a una sfida democratica e sociale: la massa di dati prodotta oggi dai media è enorme, ma senza la capacità di selezionare e analizzare, questa "abbondanza" si trasforma in confusione, impedendo a milioni di persone di formarsi un'opinione libera e consapevole. Come ritrovare la "vista"? Uscire da questa condizione è possibile, ma richiede un impegno attivo, la volontà della persona di impeganrsi. Vedaimo qualipotrebero essere i punti strategici per aumentare la nostra capacità profonda di comprensione di un testo e sviluppare un pensiero critico adeguato alle informazioni che riceviamo: 1. Allenare il dubbio: Non credere a tutto ciò che appare sullo schermo. Chiediamoci sempre: "Chi lo dice? È una fonte attendibile?" 2. La dieta della lettura: Abbandoniamo per un attimo i post da 10 parole e riprendiamo in mano un libro. La lettura di un saggio o di un romanzo lungo obbliga il cervello a restare concentrato. 3. Cultura condivisa: Partecipare a incontri pubblici e privati, dibattiti, conferenze, convegni o circoli di lettura aiuta a confrontare le proprie idee con quelle degli altri, rompendo il guscio dell'isolamento informativo. In conclusione, comprendere consapevolmente un testo non è solo un esercizio scolastico, è un atto di libertà. Solo chi comprende a fondo il mondo che lo circonda può fare scelte consapevoli e non lasciarsi manipolare da messaggi subliminali, magari orchestrati e gestiti con abilità da esperti della comunicazione. La cultura non è un lusso per pochi, tutti possiamo accedervi, ma soprattutto la cultura non è garantita da un titolo di studio acquisito velocemente e con troppa facilità. Al di là di come sia stato acquisito il titolo formale di studio, di fatto, l'avvento dell'ipertesto digitale (internet) mette tutti nella potenziale condizione di attivarsi nella ricerca personale di informazioni utili per l'accrescimento del proprio livello culturale. Oggi con gli strumenti che abbiamo a disposizione, spetta ad ognuno di noi scegliere se rimanere degli Analfabeti Funzionali o diventare cittadini consapevoli, culturalmente parlando. ------------------ [Fonti: il diarioonline.it lavoro.gov.it meridiananotizie.it unicusano.it] ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • "PASO DOBLE" DELL'INTER: DOPO LO SCUDETTO CONQUISTA ANCHE LA COPPA ITALIA

    I nerazzurri di Mister Chivu dominano la Lazio all'Olimpico: un palleggio ipnotico schiaccia le speranze biancocelesti in una finale senza storia. articolo di Massimo Catalucci ROMA - Mercoledì, 13 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) - Passo double dell'Inter allo stadio Olimpico nella Capitale. La Coppa Italia prende con merito la strada di Milano, sponda nerazzurra, suggellando una stagione di assoluto dominio nazionale. La gara odierna è stata per lunghi tratti una fedele fotocopia di quella vista in campionato solo sabato scorso: l'Inter ha imposto la propria legge attraverso un possesso palla asfissiante, orchestrando una ragnatela di passaggi che ha reso la Lazio incapace di imbastire una qualunque forma di contrasto efficace. Il palleggio della compagine guidata da Mister Chivu è risultato a tratti ipnotico, quanto snervante per gli avversari, costretti a correre a vuoto per gran parte dei novanta minuti. Sulla carta, il divario tecnico e fisico lasciava presagire un esito quasi scontato, ma dai biancocelesti ci si attendeva una prova d'orgoglio superiore. Nonostante l'assenza del proprio tecnico in panchina, costretto a scontare la squalifica, l'ambiente laziale sperava in una maggiore determinazione e aggressività che potesse colmare il gap qualitativo. Il controllo nerazzurro e la resa biancoceleste Le attese della vigilia sono andate però deluse. Una volta trovato il vantaggio, l'Inter ha gestito il match senza particolari patemi d'animo, sfiorando ripetutamente la terza rete che avrebbe chiuso la pratica anzitempo. Solo in parte del secondo tempo, la Lazio ha tentato di scuotersi, provando a produrre una reazione più per l'allentarsi della pressione avversaria che per effettivo merito tattico o agonistico. Per il club capitolino biancoceleste, questa sconfitta segna il tramonto definitivo di una stagione che era rimasta appesa a un fievole filo di speranza: la conquista della Coppa Italia rappresentava l'ultimo passaporto per le competizioni europee. Con il fischio finale dell'Olimpico, anche questa prospettiva sfuma, lasciando spazio a un bilancio amaro. Ombre sul Derby e contestazione societaria Tuttavia, il calendario non concede soste e mette la Lazio di fronte all'appuntamento più sentito: la stracittadina contro la Roma. Ma il clima attorno alla squadra è tutt'altro che sereno. La sfida contro i giallorossi di Mister Gasperini rischia di giocarsi in un'atmosfera surreale. Le indicazioni che giungono dal tifo organizzato suggeriscono una ripresa della protesta contro i vertici della società biancoceleste, sospesa esclusivamente per l'atto finale della coppa nazionale. È molto probabile, dunque, che lo stadio Olimpico per il derby, presenterà ampi spazi vuoti del tifo biancoceleste e che sia teatro di nuove contestazioni. La stagione della Lazio volge al termine senza più nulla da chiedere alla classifica, con il rischio concreto che il derby diventi l'ennesimo capitolo di una frattura sempre più profonda tra la piazza e la proprietà. Le dicharazioni degli allenatori nel post-gara MAURIZIO SARRI - "Tanta delusione, soprattutto per i due errori sui due gol? Avevamo preparato la partita abbassando il livello della pressione del primo tempo perché nella ripresa perdono qualcosa di aggressività. Primo tempo molto ordinato, ma abbiamo fatto tutto da soli: la partita è diventata difficile, un paio di palle gol per riaprirla ma non ci siamo riusciti." "La partita poteva prendere una piega diversa, pur sapendo che tecnicamente loro sono più forti. Che stato d'animo ho e il futuro è più in discussione? Del mio futuro stasera me ne importa zero, è in discussione da entrambe le parti. Mi dispiace per i ragazzi, ho visto un'stato d'animo difficile. Mi dispiace per il pubblico, stasera è stato numeroso." "Grande percorso, ma stasera con un po' di complicità nostra loro l'hanno vinto meritatamente. Rovella poteva partire dall'inizio? Pensando a una partita lunga no, Rovella è stato fermo quasi tutto l'anno. Speravo nei 120 minuti, poi Patric a fine primo tempo aveva anche un indurimento al polpaccio. Nel derby mi aspetto di rivedere la mia Lazio? La squadra non è stata remissiva, abbiamo scelto di non prenderli alti. Se subisci una palla su corner e consegni una palla all'avversario, quello ha poco di tattico." "Secondo tempo più a viso aperto. Sensazioni sulla data del derby? La sensazione è che lunedì vengo, domenica alle 12:30 non vengo, a quell'ora giocano loro. Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega. Il Prefetto è stato chiaro, speriamo che sia quella la data. Se fossi il presidente, non presenterei neanche la squadra, tanto non ci cambia nulla con un punto di penalizzazione. Ci sono cinque squadre che si giocano la Champions, che vale 80 milioni, e si gioca alle 12:30? Questo non è calcio" CRISTIAN CHIVU - "L'Inter ha vinto due trofei quest'anno, ce li siamo meritati. Abbiamo fatto una buona stagione, siamo tutti felici per quello che abbiamo superato, felici per i tifosi e per la società che ci ha sempre dato supporto". "Nuovo ciclo vincente? Ci godiamo quel che di buono abbiamo fatto, non è mai scontato e semplice vincere scudetto e Coppa Italia e portare a buon fine una stagione così. Siamo felici per questi due trofei". Il tabellino della gara Mercoledì, 13 maggio 2026 Stadio Olimpico - ROMA LAZIO-INTER 0-2 Marcatori: 14° AUT Marusic (I), 35° L. Martinez (I) Arbitro: Guida Ammoniti: Bisseck (I), Bastoni (I), Gila (L), Pedro (L), Dimarco (I), Zaccagni (L) Espulsi: ----- LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic (72° Lazzari), Gila, Romagnoli, Tavares; Basic (78° Pedro), Patric (46° Rovella), Taylor; Isaksen (66° Cancellieri), Noslin, Zaccagni (72° Dia). All.: Marco Ianni (Maurizio Sarri squalificato) INTER (3-5-2): J. Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni (77° Carlos Augusto); Dumfries (68° Luis Henrique), Barella, Zielinski, Sucic (68° Mkhitaryan), Dimarco; L. Martinez (77° Bonny), Thuram (82° Diouf). All.: Cristian Chivu ----------------------------------------------- [Fonti: 90min.com #sportmediaset] ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

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