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  • MANOVRA FINANZIARIA: TRA RESPONSABILITÀ POLITICA E SOSTEGNO REALE A FAMIGLIE E CETO MEDIO

    Il Governo vara un pacchetto da circa 26 miliardi: taglio dell’Irpef, aiuti ai giovani che vogliono costruire e un segnale chiaro alla finanza. Una ricetta di buon senso che guarda al futuro del Paese ROMA - Lunedì, 2 novembre 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) - In un panorama politico spesso saturato da proclami a vuoto e promesse elettorali irrealizzabili, la manovra economica da circa 26 miliardi di euro approvata dal Consiglio dei Ministri segna una traccia precisa: quella della serietà e della continuità. La linea tracciata dalla Premier Giorgia Meloni non lascia spazio a scorciatoie contabili, confermando un impianto finanziario che punta a consolidare i risultati già ottenuti, destinando le risorse disponibili laddove servono realmente: ceto medio, giovani, famiglie e imprese. Famiglia e ceto medio: la centralità della persona Il cuore pulsante del provvedimento risiede in un’attenzione rinnovata verso la natalità e la famiglia, considerate non come un costo sociale, ma come il motore fondamentale della nazione. Il congedo parentale - “Più figli si fanno e più lo Stato è presente”, ha dichiarato Giorgia Meloni. Questa misura prevede l’aggiunta di “un ulteriore mese” di congedo parentale retribuito all’80%. “Ma facciamo ancora di più: per il secondo figlio i mesi retribuiti all’80% aumentano di 2, cioè saranno complessivamente fino a 5, mentre dal terzo figlio sono addirittura 6” - ha aggiunto la Premier. Tra le misure simbolicamente e fattivamente più rilevanti spicca il “salvadanaio previdenziale” per i neonati: un versamento statale di 100 euro all’anno fino alla maggiore età, intoccabile e privo di tassazione, pensato per offrire ai giovani di domani una base concreta per lo studio o per l'avvio di un'attività. A questo si affianca il potenziamento dei congedi parentali retribuiti all’80%, che arrivano fino a sei mesi dal terzo figlio in poi. Sul fronte fiscale, il segnale al ceto medio è netto: l’aliquota Irpef viene ridotta al 33% per i redditi fino a 55mila euro, un intervento che mantiene nelle tasche dei contribuenti risorse preziose. Allo stesso tempo, si estende la soglia della flat tax per le Partite IVA fino a 100mila euro, offrendo respiro al mondo del lavoro autonomo e dei professionisti. Politiche giovanili e casa: risposte a chi vuole fare Nei confronti delle nuove generazioni l'approccio dell'Esecutivo traccia una demarcazione netta. Da un lato il rifiuto programmatico di qualsiasi spinta al disordine o alla protesta fine a se stessa; dall'altro un sostegno forte a chi intende studiare, lavorare e costruire il proprio percorso. Il pacchetto giovani introduce un bonus da 2.500 euro (tassato all’1%) per i lavoratori under 30, affiancato da interventi mirati sulla questione abitativa: la cedolare secca sugli affitti a canone concordato per i giovani al di sotto dei 35 anni viene abbattuta all’1%. Sostegno a chi costruisce, non a chi devasta Di fronte ai recenti episodi di violenza scoppiati durante le manifestazioni di piazza, la Premier ha ribadito una linea politica netta: le istituzioni non intitolano le proprie misure a chi sfascia le vetrine, ma a chi si impegna ogni giorno. Il nuovo "pacchetto giovani" nasce proprio per sostenere le aspirazioni dei tanti ragazzi che studiano, lavorano e cercano casa, troppo spesso dimenticati dalla politica o usati a fini propagandistici. Tra gli interventi concreti previsti figurano anche i fondi — ricavati dalla flessibilità energetica concessa dall'Europa — per l'installazione di impianti di climatizzazione in scuole, atenei ed strutture ospedaliere. Sanità, imprese e il contributo del settore finanziario Importanti risorse vengono stanziate anche per la sanità pubblica: il Fondo Sanitario Nazionale raggiunge la cifra record di 146,3 miliardi di euro, garantendo risorse dedicate anche all'adeguamento retributivo dei medici di pronto soccorso. Per la fascia degli over 75 a basso reddito, viene introdotto un voucher da 300 euro destinato a coprire spese farmaceutiche e visite specialistiche non garantite dal SSN. A copertura di un quadro economico articolato, il Governo non ha esitato a chiedere un contributo di solidarietà ai settori della banca e delle assicurazioni (circa 5 miliardi di euro), abbinandolo a una spending review interna ai ministeri per circa 1 miliardo. Una scelta che punta a bilanciare i sacrifici, tutelando le fasce più deboli e la produttività delle PMI attraverso misure mirate sul costo dell'energia. La manovra si presenta dunque come una sintesi tra rigore contabile e visione strategica: un testo che evita i fuochi d'artificio della demagogia per concentrarsi su interventi strutturali capaci di dare garanzie a chi produce, a chi lavora e a chi scommette sul futuro dell'Italia. La manovra del Governo in sintesi Ambito di Intervento Misura Principale Beneficio o Target Famiglia & Natalità Salvadanaio Neonati & Congedi 100€/anno fino a 18 anni; Congedo fino all'80% (fino a 6 mesi) Fisco & Ceto Medio Taglio Irpef & Forfettario Aliquota al 33% fino a 55k€; Regime forfettario portato a 100k€ Giovani & Casa Bonus Lavoro & Cedolare Secca Bonus 2.500€ (tassa 1%) under 30; Cedolare all'1% per affitti a giovani Sanità & Anziani Fondo Sanitario & Voucher Over 75 Dotazione record FSN (146,3 mld€); Voucher 300€ per 5,5 mln di anziani --------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • IL "RINGHIO" DELL'AQUILA - LA LAZIO VOLA DA SOLA IN VETTA ALLA CLASSIFICA

    La Lazio mostra carattere e anche contro un ostico Cagliari, dopo essere andata in svantaggio domina la gara e la chiude sul 2 a 1 con le reti di Isaksen e Pinamonti articolo di Massimo Catalucci ROMA - Domenica, 1 novembre 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Questa Lazio non finisce più di stupire. La gara di oggi contro il Cagliari era tutt'altro che facile e come aveva avvisato Mister Gattuso, si sapeva che avrebbe potuto riservare diverse insidie. I biancocelesti prima della gara sapevano che l'Inter con cui condividevano il primato in classifica prima di questo turno, aveva già perso il derby della Madonnina, contro il Milan. Quindi, oggi il rischio poteva essere un calo di concentrazione che in parte, forse c'è stato nei primo 45' di gara dove la Lazio è apparsa più lenta del solito nella manovra. E' anche vero che il Cagliari chiudeva bene ogni linea di passaggio e quando riprendeva palla, obbligava i biancocelesti a correre indietro per recuperare sui contropiedi degli avversari. E come accade spesso, quando l'intensità cala, per tuoi demeriti o per meriti dell'altra quadra, succede che puoi andare sotto, come accaduto oggi alla Lazio che, non è riuscita a contenere una ripartenza del Cagliari che ha trovato il gol del vantaggio al 20° con Nzola. Ma a fare la gara è stata comunque la squadra di Mister Gattuso (lo dicono i numeri a fine gara: 73% possesso palla contro il 23% degli avversari e 19 falli subiti rispetto ai 7 subiti dal Cagliari), e quando è riuscita ad inserirsi nelle fitte maglie rossoblù dei sardi, con un'azione corale che passa per i piedi di Noslin e finita sul sinistro fulmineo di Isaksen, la Lazio ha trovato il gol del pareggio. Rete, quest'ultima importante perché arrivata nel corso del primo tempo dove ci è voluto molto per scardinare un'ordinata difesa del Cagliari. Nella seconda parte del match, Mister Gattuso attende un po', ma poi capisce che si deve dare una scossa agli undici in campo, per cui al 56° inserisce Dele-Bashiru al posto di Frattesi; Pinamonti per un infortunato Zaccagni (nulla di grave, si parla solo di una gran botta alla coscia) e Pedraza per Tavares. E il cambio di marcia si è visto, perché la Lazio ha cominciato a spingere sull'acceleratore dando dimostrazione di avere fame di vittoria. Il tecnico biancoceleste, vuole portarsi a casa i tre punti, ma al contempo non vuole correre rischi in difesa, per cui al 76° sostituisce anche Provstgaard (che oggi ha accusato un po' di fatica) con Diogo Leite e all'81°, si rivede in campo dopo una lunga e travagliata sosta ai "box", Cataldi, che sostituisce uno sfinito e ottimo anche lui, Belahyane. Con i cambi la Lazio ora è più aggressiva e mantiene il Cagliari dentro la sua area di rigore, sfiorando più volte il gol del vantaggio fino ad arrivare all'83° quando, su un traversone dalla destra di Isaksen (incontenibile e meritato il premio di "Player of the match"), trova in area Pedraza che cerca di colpire al volo in area la sfera per indirizzarla in porta, ma diventa un assist per Pinamonti che da vero attaccate opportunista, di testa trafigge l'estremo difensore del Cagliari, facendo esplodere di gioia la panchina biancoceleste e i tifosi presenti allo stadio. Il risultato non cambierà più e la Lazio con questa ennesima vittoria, la nona su dieci gare disputate e la sesta di fila, è prima da sola in classifica. Non sappiamo quanto durerà lassù la squadra di Mister Gattuso. Una cosa è certa, la Lazio si trova dove si trova con merito e i tifosi possono continuare a sognare. Ora, c'è una settimana per recuperare le forze e poi, lo scontro diretto, emozionante, contro il Napoli di Mister Allegri che stasera giocherà a Torino contro la Juve, un match che dopo quest'ultima vittoria della Lazio, farà allungare in classifica i biancocelesti di tre punti almeno su una delle due squadre, in caso di vittoria da una parte o dall'altra, e di due punti su entrambe, in caso di pareggio. Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara GENNARO GATTUSO - “Oggi hanno sorpreso pure me, mi sarei accontentato di un punto, ma i miei ragazzi la volevano vincere a tutti i costi. I cambi hanno fatto la differenza. Il Cagliari aveva fatto bene anche contro la Roma cinque giorni fa. Se abbiamo portato a casa i tre punti è merito della loro mentalità. Mancano 12 punti all’obiettivo, poi si vede. Stiamo tutti là, non puoi sbagliare niente. Dobbiamo fare qualcosa di diverso, ci sono allenatori e squadre molto bravi. Eravamo un po’ sulle gambe, ma siamo stati bravi a rimanere in partite. Lavoro incredibile a livello mentale”. Sui cambi - “Ci possono stare giornate no. Mi sembrava giusto inserire forze fresche, una gamba diversa. Sulle seconde palle arrivavamo poco. Anche Belahyane ha giocato al di sotto. Cataldi poteva darci qualcosa in più. Non è stata la miglior partita di Nuno. Provstgaard ha fatto fatica e ho inserito Leite. In panchina ho giocatori che mi danno sicurezza. Me la sono rischiata, facendo partire quasi sempre gli stessi. Ci sta che paghi qualcosa”. Su Zaccagni e sullo scetticismo iniziale su Gattuso - “Zaccagni ha preso una botta. Non credo sia un problema muscolare. Complimenti al mio capitano, gli è venuto a mancare uno zio molto giovane e nonostante questo lui si è messo a disposizione. Condoglianze a tutta la sua famiglia. Ho letto poco, mi sono chiuso dentro Formello. Dentro Formello ci sono tanti laziali veri, è una famiglia. Dopo la sconfitta con il Mantova sembrava un funerale. Dissi che il morto si piange quando si deve piangere. Dovevamo continuare con l’entusiasmo che avevo visto in ritiro. Dal primo giorno questa squadra ha lavorato con impegno e grande senso di appartenenza. Tutto quello che succedeva fuori? Non sapevo nulla. Non ho mai pensato che il problema fossi io”. Il rapporto con i tifosi - “Quando vedi prima del Milan cosa hanno fatto, lo stesso prima del Parma, quando vedi martedì a Reggio Emilia tutta quella gente, sembrava una festa scudetto. Ma anche i tredicimila di oggi. Chi viene allo stadio è un eroe. Vivo di queste emozioni. Speriamo di continuare a dargli tante gioie. I tifosi sono coerenti ed è difficile fargli cambiare idea”. FABIO PISACANE - “L’episodio parla in modo chiaro, però eviterei adesso in questo momento di fare polemica, anche perché è stato un peccato prendere gol (riferito al secondo gol laziale con un uomo a terra del Cagliari - NDR). Mi concentro più su quello perché poi è quello che ha determinato le sorti della gara. Preferisco non parlare dell’arbitro, preferisco lasciarli in pace come ho sempre fatto dallo scorso anno, sono convinto della loro buona fede e andiamo avanti”. Sul match - “Penso che quando vedi la tua squadra lottare così su un campo del genere c’è poco da toccare. C’è anche da fare i conti con la realtà, essere lucidi, analizzare bene quello che succede. Io penso che la squadra oggi ha lasciato tutto sul campo, oggi ho ritrovato quello spirito che mancava da prima di Monza. Ho visto una squadra che sicuramente nell’arco temporale della partita non ha mai staccato il chip. Sono contento, naturalmente sarei più contento se avessimo fatto almeno un punto, però sono convinto che questa squadra ritornerà a farli, perché ha tutti i mezzi per tornare a fare risultati”. Sulla crescita della squadra - “Questa è una squadra che sicuramente ha delle caratteristiche diverse anche dallo scorso anno. Oggi non abbiamo voluto rischiare neanche Winks, che è un giocatore per noi fondamentale, però tutti gli altri che sono stati impiegati hanno fatto la loro parte. Dispiace per Fadera, perché era quello che ci permetteva di allungare di più la Lazio e perderlo non è stato facile. Sappiamo fare più cose e abbiamo una squadra giovanissima, per cui siamo consapevoli che poi qualche punto lo possiamo perdere per strada. Terminare oggi la partita con Trepy, Mendy, lo stesso Kofler ci fa capire che la direzione è quella giusta. Ripeto, naturalmente bisogna fare punti, ma sono tranquillo da questo punto di vista perché vedo la squadra viva nuovamente energica”. Il tabellino della gara 10° Turno "Serie A Enilive" - (2026/2027) Domenica, 1 novembre 2026, ore 15:00 Stadio Olimpico - ROMA LAZIO-CAGLIARI 2-1 Arbitro: Colombo di Como Marcatori: 21° pt Nzola (C), 36° pt Isaksen (L); 38° st Pinamonti (L) Ammoniti: Fazzini (C), Rodriguez (C), Pinamonti (L) Espulsi: Obert (C), al 46° st, per doppia ammonizione Arbitro: Colombo di Como LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani, Sutalo, Provstgaard (30° st Diogo Leite sv), Nuno Tavares (11° st Pedraza); Frattesi (11° st Dele-Bashiru), Belahyane (36° st Cataldi), Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni (11° st Pinamonti). All.: Gennaro Gattuso CAGLIARI (4-2-3-1): Caprile; Ze Pedro, Deiola (43° st Kevin Carlos), Rodriguez, Obert; Adopo, Romano; Fadera (32° pt Kofler), Maldini (19° st Trepy), Fazzini (19° st Liteta); Nzola (1° st Mendy) All.: Fabio Pisacane ---------------------------------- [FONTI: #DAZN] ---------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • LAZIO-CAGLIARI - GATTUSO: "DOBBIAMO ESSERE UMILI"

    Pisacane: "Fazzini può giocare dal primo minuto. Maldini ha una piccola infiammazione, ma domani c’è. Lazio? Squadra allenata da un grande uomo" articolo di Massimo Catalucci ROMA - Sabato, 31 ottobre 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Allo Stadio Olimpico domani si presenta il Cagliari di Mister Pisacane che proporrà, con molta probabilità in attacco, Maldini che lo scorso anno era tra le fila della squadra biancoceleste, seppur in prestito per la seconda parte del campionato. L'attaccante, oggi in forza alla squadra sarda guidata del tecnico del Cagliari, ha già realizzato 5 gol, nelle prime 9 gare di campionato e subentrando a gara già iniziata. Uno score non male e che deve indurre la linea difensiva, ma anche il centrocampo laziale, a p restare molta attenzione laddove il tecnico del Cagliari, decida di metterlo in campo, perché è bravo a far salire la squadra e come suddetto, quest'anno vede anche bene la porta. La Lazio dal canto suo, come indicato da Mister Gattuso, dovrà essere umile, come fatto fino adesso nelle gare che ha disputato, mettendo sul piano del rispetto ogni avversario, sapendo che in "Serie A" basta un attimo di distrazione e di leggerezza, nel prendere sottogamba gli avversari, per ricevere, come ha detto lo stesso tecnico biancoceleste, una "bastonata". I ragazzi biancocelesti visti fin qui, hanno dimostrato di aver assimilato bene il concetto di umiltà, di impegno e di gruppo trasferitogli dal loro tecnico e i tifosi si augurano che anche domani, l'aggressività, la determinazione, la corsa e i valori che hanno saputo impersonare in campo nelle prime 9 gare di campionato, vengano da loro replicati, ulteriormente, contro il Cagliari. Come arriva la Lazio al match I biancocelesti si presentano all'appuntamento casalingo con la voglia di confermare quanto di buono fatto in questo avvio di stagione. La squadra di Gennaro Gattuso ha mostrato una forte identità collettiva, basata su un grande lavoro in fase di non possesso e su un'applicazione costante in ogni zona del campo. La compattezza del reparto arretrato e la capacità di ripartire con i tempi giusti sono state le armi principali dei capitolini biancocelesti. All'Olimpico, davanti al proprio pubblico, quello che deciderà di entrare, perchè sappiamo che anche domani sarà una gara senza la Curva Nord e molti altri tifosi che aderiscono liberamente alla protesta contro la testa della Società, la Lazio cercherà di imporre il proprio ritmo, puntando sulla spinta della consapevolezza dei propri mezzi e sulla determinazione del gruppo per conquistare l'intera posta in palio. Il momento del Cagliari Dall'altra parte, la formazione sarda guidata da Mister Fabio Pisacane arriva nella Capitale con zero punti raccolti nelle ultime tre gare. Nonostante qualche acciacco fisico nella rosa, come la gestione di Daniel Maldini, i rossoblù hanno dimostrato di poter creare pericoli a qualsiasi avversario grazie alla velocità nelle transizioni e all'organizzazione tattica, per cui i risultati negativi, riguardo i punti raccolti, non devono essere considerati quelli di una squadra disorganizzata, tutt'altro. Mister Pisacane ha preparato la sfida nei minimi dettagli, consapevole che per fare risultato all'Olimpico servirà una prova di grande maturità, cinismo sotto porta e attenzione massima per tutti i novanta minuti regolamentari e quelli dell'extratime. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara GENNARO GATTUSO - "Diamo continuità ai test che abbiamo fatto e ci basiamo sul recupero dei giocatori. Ieri i test ci indicavano un buon recupero, abbiamo fatto un buon allenamento ieri dove abbiamo spinto un po' di più perché abbiamo fatto poco nei giorni scorsi. Vediamo oggi, tanti giocatori hanno recuperato bene e vediamo oggi gli ultimi dati che verranno fuori. Nessun riscatto, il calcio è fatto di episodi e sicuramente in quella partita di Zenica gli episodi ci hanno condannato. La cosa bella del calcio è che quando commetti una sciocchezza o un errore hai sistematicamente ogni tre giorni la possibilità di riscattarti, mentre nella vita vera le sciocchezze le paghi. Bisogna essere lucidi e avere la forza di non deprimerti, questo te lo danno le persone che ti stanno vicino, ti mettono nelle condizioni di migliorare e di esprimerti al massimo. Da 30 anni ho una moglie con cui sono cresciuto insieme, mi appoggio molto su di lei". "L'obiettivo sono i 40 punti, non so se i miei giocatori mi prendono in giro o per scaramanzia, ma anche loro lo dicono. Anche io non sono abituato a vedere classifiche così, noi dobbiamo prepararci e stiamo toccando con mano che giocando con entusiasmo possiamo rendere bene. Guarda l'atteggiamento dopo aver preso il gol in dieci, siamo ritornati a fare le nostre cose e abbiamo fatto bene. Noi non dobbiamo subire il momento, per come vogliamo giocare qualche ripartenza la dobbiamo accettare. C'è poi la voglia di correre tutti insieme e sorprendere tutti insieme, su questo dobbiamo lavorare giorno dopo giorno. Con 29 partite ci sono tanti punti a disposizione poi vedremo dove arriveremo". "Noi dobbiamo imparare a giocare di reparto, non ci serve il blocco basso. Quando si fa, non si prendono imbucate e si mandano le squadre sull'esterno, si lavora di reparto e non sui riferimenti. In questo dobbiamo migliorare, qualcuno pizzica quando non deve e dobbiamo migliorare. So come funziona questo mondo, gli agenti fanno il loro lavoro, ma poi è normale che con il rapporto instaurato con i giocatori non è venuto nessuno e spero che non venga nessuno. C'è il rischio che poi chiudo la porta a chiave e succede di tutto. Non sto pensando a questo, penso a mettere la squadra migliore possibile in campo e mettere tutti sullo stesso piano. Spero non succeda nulla perché sarebbe un peccato". Sul Cagliari - "Ostica è la parola giusta, cambia molto in base all'avversario. Possono giocare a tre o a quattro in difesa, ma poi le caratteristiche rimangono quelle. Sono allenati molto bene, Pisacane è un amico e sta facendo bene, sanno difendersi e ripartono bene. Con la Roma hanno tirato nove volte in porta e hanno avuto tantissime occasioni, noi dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo con grande veemenza e voglia. Tutte le partite sono preoccupanti, questa è una squadra che può metterti in difficoltà. Sa stare nel capanno, non fanno pressione ultra offensiva però poi ti fanno male in ripartenza. Noi dovremo essere bravi quando arriverà la legnata, speriamo arrivi più tardi possibile, ma lì dovremo vedere quanto saremo bravi. Non dobbiamo sottovalutare l'avversario e fare cose che non abbiamo mai fatto, dobbiamo essere bravi e portare avanti il nostro DNA e la nostra mentalità. Poi se saranno più bravi gli stringeremo la mano, non dobbiamo sbagliare per mentalità e coraggio. Il presidente è sempre presente, stasera viene a mangiare come sempre con la squadra, anche in trasferta è presente ed è giusto che sia presente e parli con la squadra. Poi lui certe cose le vede in maniera diversa, ma c'è grandissimo rispetto e grandissima comunicazione". Su Noslin - "Io non parlo dei gol di Noslin, ma per come tiene il campo perché va a duemila all'ora a pizzicare gli avversari, salta di testa con avversari di un metro e 95. Questa caratteristica non deve venire a mancare specialmente domani, se facciamo le cose metà e metà possiamo andare in grande difficoltà. Non dobbiamo pensare, dobbiamo fare il nostro calcio ed essere umili. Con la Juve e il Milan le partite si preparano da sole, noi dobbiamo dare continuità e fare le cose sempre a cento all'ora". Sul Capitano Zaccagni - "Tante volte non è venuto in nazionale per infortunio, ma Zac ha sempre fatto parte del gruppo perché mi è sempre piaciuto. Si parla di gol e assist, ma lui è un fenomeno in altre cose. Le sue qualità calcistiche le conoscono tutti, aveva bisogno di mettere forza nelle gambe, ma lui è un capitano vero. È sempre a disposizione per i compagni, sta sempre a brontolare in alcuni momenti perché non vuole mollare nulla. È un giocatore importantissimo a 360 gradi, questo è fondamentale. Se io fossi un compagno di Zac lo metterei in una cristalliera perché non sbaglia un colpo tecnicamente e umanamente. Qualche parola sul VAR - "Loro hanno il loro modo di lavorare, loro si riuniscono prima delle partite e lavorano. Questa è la linea Orsato che sceglie di prendere posizione e di andare poco al VAR, gli altri anni si stava più al VAR che fare calcio giocato. Questa è una loro linea, poi se vedono una cosa evidente devono intervenire, ma penso che quest'anno stanno adottando questa linea". FABIO PISACANE - Sull'ultimo turno di campionato controla Roma - "Come risultato la squadra non aveva l’umore giusto, con più attenzione avremmo fatto punti. Ci farà crescere di partita in partita ciò, dispiace ma ripartiamo. Winks si è allenato negli ultimi giorni ma valuterò e farò le mie celte". Sulla Lazio – "Squadra allenata da un grande uomo e un grande allenatore, la classifica parla chiaro e sono in un ottima condizione mentale oltre che fisica. Giocano con questa energia al netto dell’avversario, stanno over performando ma hanno una rosa profonda che è stata allestita bene". La gara contro la Roma – "Quando si perde non fa piacere al di là della gara che fai, serve che io dia una direzione alla squadra. Abbiamo distribuito male le sconfitte nelle prime giornate, non è un campanello d’allarme, ma ci mette in guardia. Arriva un cross e ora sbagliamo le distanze, prima c’era più attenzione, dobbiamo lavorare su queste cose. Per fare punti serve più attenzione". La difesa, i numeri – "Le sconfitte consumano energie. Non voglio fare una conferenza su un aggettivo ma è quello che sta mancando a noi, l’energia. Dobbiamo essere bravi a dominare i cattivi pensieri che ci vengono in testa in questo momento. Io devo tenere sul pezzo tutti e fargli alzare l’autostima, poi certo serve attenzione maniacale dentro alla partita". Nzola, Fadera e Cambi – "Possiamo aspettarci dei cambi rispetto a Roma, devo valutare le condizioni dei singoli. Nzola ha fatto bene quando aveva la palla e si è sbattuto in non possesso. In pressing ci serve un atteggiamento assassino! Fadera mi fa piacere perché ha fatto bene, domani valuteremo con lo staff la sua condizione; potrebbe essere rimesso dal primo minuto. E’ la terza partita ravvicinata per cui potrebbero esserci dei cambi". Il centrocampo – "Romano e Deiola insieme? Deiola mette l’atteggiamento che voglio, non deve mai mancare non lo spirito battagliero. Romano ha fatto una grande partita ma abbiamo bisogno di Winks. Non ho una rosa profondissima per quanto riguarda il centrocampo, però penso che ci sono delle cose chiare e delineate". Le dichiarazioni di Noslin sul suo stato di forma – "Quello che pensano gli altri mi interessa relativamente, dobbiamo pensare solo a noi e a dove vogliamo andare. Abbiamo meritato il rispetto delle altre squadre, ma poi non possiamo scioglierci come neve al sole. Quello che dice Noslin, che è un giocatore in grande forma, ci fa piacere, sappiamo che ci aspetta una gara difficile contro una squadra con numeri importanti". Su Sulev – "E’ un ragazzo che conosco benissimo dalla primavera, la società ha fatto un investimento importante prendendolo. L’area scouting ci ha visto bene, ma poi ha bisogno del suo inserimento, è fortunato perché posso aiutarlo da questo punto di vista Ha piede e motore, come altri ragazzi del nostro settore giovanile ha qualità spiccate, io credo in lui. Domani o tra un mese potrebbe avere la sua possibilità". Su Sugawara - "Ho detto tutte sulle caratteristiche, deve crescere nelle richieste, voglio determinate cose. Si sta mettendo all’opra, è volenteroso e gli voglio bene tutti. Buona gara a Roma. Non gli butto la croce addosso, è un professionista serio". Difesa a 3 – "La gara con la Roma è passata e l’abbiamo persa, siamo tornati con un pugno di mosche come dite voi, ma anche con degli spunti positivi. Non fa da punto di riferimento per la Lazio, la Roma gioca in modo diverso. I ragazzi vanno convinti delle cose che gli proponi, abbiamo difeso a tre a Roma anche se poi abbiamo alzato Suagawara come esterno alto". Sul suo collega, Mister Gattuso - "E’ un punto di riferimento umano, lo stimo, conosco lui come uomo e il papà. Merita quello che sta facendo anche per quanto ha sofferto dopo la Nazionale, spero però di regalargli il primo dispiacere della stagione domani. L’ho guardato e ho cercato di prendere spunto anche da lui dato che è un allenatore più esperto di me». Su TREPY – "Trepy è la nota più bella di Roma, peccato perché avrebbe potuto segnare. Ci darà soddisfazioni, ha fisicità e attacco all’area, va fatto un complimento all’area medica che l’ha riportato in Serie A in queste condizioni". Su ZE’ PEDRO, OBERT E MALDINI – "Zé Pedro ha riposato con il Bologna dato che l’ho sostituito, Obert forse ha pagato le partite giocate con la nazionale, lui è un ragazzo encomiabile. L’unico aspetto che deve migliorare è prendere il riferimento in area, lui con me deve stare tranquillo, ha la mia totale fiducia. Questo poi non vuol dire che gioca a prescindere, lo dico anche oer rispetto dei suoi compagni. Ha tanta energia, non è scarico anche se ha giocato tutte le partite. Va a momenti nella gara, a volte sembra stanco poi riparte. Maldini domani me lo aspetto in campo, ha una piccola infiammazione che si porta dietro da tempo. Dopo la nazionale si è allenato poco, ha pagato il carico emotivo delle gare e quanto ha speso con l’Italia. Ho fatto delle valutazioni per farlo riposare con la Lazio e poter incidere a gara in corso". Su Fazzini – "Ha fatto un ottimo lavoro in questo mese, sta bene e penso che domani potrebbe giocare dall’inizio". Le possibili formazioni LAZIO (4-3-3) - Mandas; Floriani Mussolini, Sutalo, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All.: Gennaro Gattuso. CAGLIARI (4-3-2-1) - Caprile; Zé Pedro, Mina, Juan Rodríguez, Obert; Adopo, Deiola, Romano; Fadera, Maldini; Mendy. All.: Fabio Pisacane. La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Andrea Colombo Assistenti di linea: Palermo e Mastrodonato IV Uomo (Ufficiale): Feliciani VAR: Pizzuto AVAR: Dionisi Dove seguire la diretta TV e in Streaming La gara tra Lazio e Cagliari valida per il 10° turno della "Serie A Enilive 2026/2027", in programma domani, domenica 1° novembre 2026 allo Stadio Olimpico con fischio d'inizio alle ore 15:00 dell'Arbitro, Sig. Andrea Colombo, sarà trasmessa in diretta Tv in esclusiva su Dazn. Per seguire il match basterà collegarsi tramite app su smart tv oppure collegare al televisore una console PlayStation 4/5 o Xbox, TIMVISION BOX o dispositivo Amazon Fire TV Stick o Google Chromecast. Visione possibile tramite app o sito Dazn su tablet, pc e smartphone ---------------------------- [Fonti: #TMW #CRAI #DAZN] ---------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • VOLA LAZIO VOLA - TIFOSI BIANCOCELESTI IN 10.000 AL MAPEI STADIUM PER UNA LAZIO DA SOGNO

    Apoteosi Lazio: i ragazzi di Mister Gattuso ne rifilano 6 al Sassuolo di Mister Aquilani e si prendono il "lusso" di sbagliare due rigori articolo di Massimo Catalucci SASSUOLO - Mercoledì, 28 ottobre 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) -Alla Lazio sono bastati poco più di 2 minuti dal fischio d'inizio dell'arbitro Zufferli per mettere subito la testa avanti nel match del 9° turno infrasettimanale di "Serie A Enilive 2026/2027" di martedì sera al Mapei Stadium contro i padroni di casa del Sassuolo. A dire il vero, ieri la Lazio non sembrava giocasse in trasferta, visto che al suo seguito aveva circa 10.000 tifosi biancocelesti che hanno rempito le gradinate dello stadio, creando una supremazia di sciarpe, bandiere e striscioni laziali in casa dei neroverdi mai vista. In uno stadio che contiene poco più di 21.000 spettatori, complessivamente, ieri sembrava che fosse la Lazio a giocare in casa e non il Sassuolo. Riguardo la gara, i ragazzi di Mister Gattuso, hanno letteralmente, soffocato qualsiasi velleità dei ragazzi di Mister Aquilani, spegnendo sul nascere ogni loro possibile reazione all'aggressività, calcisticamente parlando, dei biancocelesti che, dopo 16 minuti di gioco erano già in vantaggio per 3 a 1. Un gol, quello del Sassuolo, nato da un tiro in porta a cui Mandas non si è potuto opporre perché spiazzato dalla deviazione in rete di un suo compagno di squdra. Tuttavia, gli emiliani trovano anche la rete del 2 a 3 al 43°, ma questa Lazio non fa sconti a nessuno e appena dopo due minuti, replica alla rete di Sebastiano Esposito con il suo capitano Mattia Zaccagni, che si inserisce in area avversaria per raccogliere di testa un traversone di Isaksen (ieri ancora molto ispirato: un gol valido, uno annullato per millimetrico fuorigioco; oltre a salire in cattedra come assist-man) e mettere la palla in rete per il momentaneo 3 a 4. Nel primo tempo c'è anche da registrare un brutto fallo commesso da Thorstvedt ai danni di Zaccagni, punito con la giusta espulsione diretta (31°). Fallo che che avrebbe potuto avere esiti molto gravi per l'attaccante laziale, ma fortunatamente gli è andata bene perché l'entrata a piede teso sulla sua caviglia, rivedendo le immagini della dinamica dell'azione, offerte dalla lente di ingrandimento delle telecamere di DAZN, avrebbe potuto generare una brutta frattura al capitano laziale. Pericolo scampato!!! Nella seconda parte di gara, la musica non è cambiata ed anche se è vero che il Sassuolo ha dovuto continuare a giocare dal 31° fino a fine gara con un uomo in meno, possiamo tranquillamente affermare che anche se fosse rimasto in undici, nulla sarebbe cambiato sull'esito finale della gara, che ha visto i biancocelesti sbagliare anche due rigori: il primo con Zaccagni (50°) e il secondo con Frattesi (61°). Rigori sbagliati a cui ha risposto Noslin (il ragazzo è sempre più nel progetto Lazio di Mister Gattuso e sarà difficile se continua così, per Pinamonti prendergli la scena) riparando prima allo sbaglio del suo capitano, con un tiro dal limite dell'area avversaria, forte e piazzato che si insacca a fil di palo alla sinistra del portiere neroverde; e successivamente, riparando allo sbaglio dagli undici metri di Frattesi, sempre con un gran tiro da fuori area che si infila sotto la traversa all'incrocio dei pali ancora alla sinistra dell'incolpevole estremo difensore del Sassuolo, che nulla ha potuto fare per evitare che il "missile terra aria", partito dai piedi magici dall'attaccante laziale, entrasse in rete. Gara archiviata e testa già al prossimo turno contro il Cagliari in casa, domenica 1° novembre 2026 alle ore 15:00, in uno scenario che ormai conosciamo bene, quello degli spalti semideserti allo Stadio Olimpico nella Capitale, per la nota protesta che avanza ad oltranza del tifo laziale organizzato, nei confronti del Patron laziale, Claudio Lotito. Ma va bene così e se questi sono i risultati, speriamo che tali equilibri continuino a dare questi buoni frutti, anche Mister Gattuso e i suoi ragazzi, sperano che presto tali attriti tra la tifoseria e la testa della società, si plachino, al fine di rivedere gli spalti dell'Olimpico gremiti dai propri tifosi. La speranza, però è tutta racchiusa nelle decisioni del Presidente della S.S. Lazio 1900. Basterebbe che lui ascolti realmente le istanze dei tifosi, perché le manifestazioni in massa della loro protesta, non sono una presa di posizione gratuita suoi confronti, ma fondate e dettate per lo più dalla sua stessa incapacità, in primis, di saper comunicare e di sapersi relazionare con loro. Quello che principalmente gli viene imputato, è quello di non aver maturato in decenni di Lazio, la consapevolezza che una società di calcio non è solo un'impresa economica da gestire come un a qualsiasi altra azienda economica, ma un mondo che racchiude, sentimenti, emozioni e passioni di tante persone. Questo è il calcio!!! La passione dei tifosi biancocelesti Un esempio di questa passione lo abbiamo constato ieri, quando, nel corso della trasmissione radiofonica dell'emittente laziale per antonomasia, "Radiosei", i tifosi chiamavano in redazione per raccontare il loro viaggio verso Sassuolo, in terra emiliana, per assistere all'incontro di calcio tra la squadra locale e i capitolini biancocelesti. In particolare, è stata emblematica e rappresentativa per la passione sportiva che un tifoso prova per la propria squadra del cuore, la telefonata di un genitore che diceva di essere stato costretto dalle circostanze, a portare la propria figlia in trasferta per farla assistere per la prima volta ad una gara di calcio della Lazio, perché in quanto fedele alla linea intrapresa dal tifo organizzato, non può portarla a vedere attualmente, le gare casalinghe. Ecco, questo aneddoto, al di là di come la si pensi (certamente nessuno vieta tale genitore ad entrare allo Stadio Olimpico quando la Lazio gioca in casa), è l'esempio che racchiude bene il senso di appartenenza ad un gruppo (il tifo sportivo), la passione, l'emozione e il sentimento che uno sport come il calcio può generare. I tifosi non chiedono la luna al loro Presidente, ma lo vorrebbero più passionale e più vicino, concretamente, alla tifoseria, ma anche pronto a fare qualche sforzo economico per fare il salto di qualità, altrimenti, chiedono di cedere il passo a chi ne ha le facoltà. Richiesta più che legittima per una società gloriosa come la S.S. Lazio 1900, la prima squadra della Capitale!!! Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara ALBERTO AQUILANI - "Dobbiamo solo chiedere scusa. Questa fragilità difensiva ci deve allarmare". "La partita era già chiusa dopo l'espulsione di Thorsvedt. La cosa brutta è che era evidente che ogni volta che loro superavano il centrocampo avevi l'impressione che potessero segnare. È già successo, io non sono riuscito a porre rimedio". "Deve essere chiaro a tutti che il nostro obiettivo è salvarci, non ce ne sono altri. Qualche volta dobbiamo mettere in campo un po' di 'ignoranza'". GENNARO GATTUSO - "Glielo ripeterò ancora, ora i punti che mancano per la salvezza sono quindici, e poi vedremo. L'importante è pensare partita per partita, né io né loro siamo abituati a stare così in alto. L'unica strada è rispettare gli avversari, rispettare noi stessi, lavorare con grande serietà e migliorare ancora". "Segreto? Nessun segreto è che vanno a mille all'ora, poi sicuramente tre mesi fa abbiamo provato qualcosa di nuovo, pensate alla Coppa Italia contro il Mantova, è stata una mazzata ma la squadra ha continuato a credere in quello che stavamo facendo. Pure oggi sembra che sia stata una partita facile, però non è così, siamo stati sicuramente avvantaggiati quando loro sono rimasti in dieci, ma ricordiamoci la partita con il Monza, lì avevamo rischiato le pene dell'inferno". Sui tantissimi i tifosi della Lazio a Reggio Emilia - "Quando ero un po' più rilassato sul 6-2 ho chiuso gli occhi e mi sono immaginato l'Olimpico pieno. Diecimila persone che fanno più di trecento chilometri al martedì è una cosa che mi fa felice. Lotito? Certo che ci parlo, è una persona molto intelligente, ve lo posso assicurare, ma è una scelta sua. Mi piacerebbe vedere molti tifosi allo stadio, ma io non posso far cambiare idea né ai tifosi né al presidente, è una questione tra loro". Sullo stato di grazia e di forma di Noslin (giocatore ritrovato) autore di due gol - "Una roba per cui impazzisco è quando va in pressione, con quale veemenza e forza". Il tabellino della gara 9° Turno "Serie A Enilive" - (2026/2027) Martedì, 27 ottobre 2026, ore 18:30 Mapei Stadium - Sassuolo Marcatori: 2°pt Taylor (L), 7°pt Thorsvedt (S), 13°pt Isaksen (L), 16°pt Floriani Mussolini (L), 43°pt Esposito (L), 45°+1'pt Zaccagni, 11°st e 20°st Noslin (L) Ammoniti: Taylor (L), Berardi (S) Espulsi: Thorsvedt (S) al 31°pt per grave fallo di gioco Arbitro: Zufferli di Udine SASSUOLO (4-3-3): Turati; Cinquegrano, Odenthal, Caleta Car (37°st), Doig; Thorstvedt, Lipani, Bakola (1°st); Berardi (18°st), Esposito (18°st), Laurienté (25°st) All.: Alberto Aquilani LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini (17°st Lazzari), Sutalo, Diogo Leite, Tavares (18°st); Frattesi, Belahyane, Taylor (1°st Dele-Bashiru); Isaksen (18°st), Noslin (26°st), Zaccagni All.: Gennaro Gattuso ------------------------ [Fonti: #sportmediaset #skaysport #DAZN #Radiosei] ------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • SASSUOLO-LAZIO - I NEROVERDI CERCANO IL RISCATTO - I BIANCOCELESTI LA VETTA

    Gara con alte motivazioni per entrambe le compagini. Pinamonti dovrebbe partire dal primo minuto al centro dell'attacco biancoceleste per provare a scardinare la difesa del Sassuolo articolo di Massimo Catalucci SASSUOLO - Martedì, 27 ottobre 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Il turno infrasettimanale del 9° turno di "Serie A - Enilive 2026/2027" si apre questo pomeriggio alle ore 18:30 al Mapei Stadium con una sfida dal pronostico aperto e dai temi tattici molto stimolanti: da una parte il Sassuolo di Mister Alberto Aquilani, a caccia di una svolta dopo un digiuno di vittorie che dura da quattro turni (1 punto nelle ultime quattro gare); dall'altra la Lazio di Mister Gennaro Gattuso, decisa a confermare il proprio momento positivo e a spingere forte nelle zone altissime della classifica (13 punti nelle ultime cinque gare). Come per ogni gara, l'imperativo dettato da Mister Gattuso si sintetizza in umiltà, determinazione, sacrificio e consapevolezza dei popri mezzi. Nell'altra metà campo, la Lazio troverà un Sassuolo che vorrà riscattare la serie negativa con l'ultimo passo falso del turno scorso in casa del Como (2-0) per cui vorrà sfruttare la gara di oggi che si giochera tra le sue mura amiche e su un campo insolito, dal terreno sintetico. Tifosi al seguito delle trasferta della Lazio: numeri da primi della classe Come sappiamo, il tifo organzzato della S.S. Lazio 1900, per la protesta che va avanti ad oltranza contro il Presidente Claudio Lotito, segue in massa solo le trasferte dei capitolini biancocelesti, disertando le gare casalinghe, per cui anche oggi Mister Gattuso e i suoi ragazzi siamo sicuri sentiranno il calore dei propri tifosi. Si preannunciano numeri importanti per la trasferta di Sassuolo: venduti circa 10.000 biglietti sponda biancoceleste (4.000 settore ospiti - 6.000 altri settori). Sarà un'invasione di bandiere e sciarpe laziali e in uno stadio che ospita poco più di 21.000 spettatori complessivamente, anche questo fattore campo dovrebbe essere azzerato. L'incognita del campo sintetico Come abbiamo detto ci sarà la variante da non sottovalutare, che è quella del terreno sintetico, per cui saranno necessari ai biancocelesti i primi minuti per prendere confidenza con il suolo, dove l'impatto con il piede e la corsa, avranno necessità di qualche minuto per adeguarsi, così come sarà importante saper valutare i rimbalzi del pallone che, sicuramente, saranno diversi rispetto a quelli di un manto d'erba naturale. Questi fattori, comunque, non devono essere degli alibi per i ragazzi di Mister Gattuso, perché se è vero che i biancocelesti giocano sporadicamente su campi sintetici, è anche vero che molti di loro, se non tutti, ne hanno già fatto sperienza nel corso della loro carriera, per cui sarà sufficiente qualche minuto di adattamento, iniziando già dalla fase di riscaldamento nel pre-gara. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara ALBERTO AQUILANI - Nessuna conferenza stampa pre-gara per il tecnico dei neroverdi, parlerà pochi minuti prima del match in diretta TV su DAZN. GENNARO GATTUSO - Nessuna conferenza stampa pre-gara per il tecnico dei biancocelesti, parlerà pochi minuti prima del match in diretta TV su DAZN. Le probabili formazioni SASSUOLO (4-3-3 - Turati; Van Der Brempt, Caleta-Car, Odenthal, Doig; Thorstvedt, Matic, Bakola; Berardi, Esposito, Laurenté. All.: Alberto Aquilani LAzIO (4-3-3) - Mandas; Floriani Mussolini, Diogo-Leite, Provstgaard, Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Pianmonti, Zaccagni. All.: Gennaro Gattuso La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Luca Zufferli della sezione di Udine Assistenti di linea: Di Gioia e Miniutti IV Uomo (Ufficiale): Tremolada VAR: Cosso AVAR: Aureliano Dove seguire la diretta TV e in Streaming La gara tra Sassuolo e Lazio, valida per il 9° turno della "Serie A Enilive 2026/2027", in programma al Mapei Stadium con fischio d'inizio alle ore 18:30 dell'Arbitro, Sig. Luca Zufferli, sarà trasmessa in diretta Tv in esclusiva su Dazn. Per seguire il match basterà collegarsi tramite app su smart tv oppure collegare al televisore una console PlayStation 4/5 o Xbox, TIMVISION BOX o dispositivo Amazon Fire TV Stick o Google Chromecast. Visione possibile tramite app o sito Dazn su tablet, pc e smartphone ---------------------------- [Fonti: #ROMATODAY #DAZN ---------------------------- -------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • OLTRE L'IDEOLOGIA, DENTRO LE REGOLE: IL "PRESTITO PARLAMENTARE" CHE SPIAZZA LA POLITICA

    Nessuna intesa di programma tra Antonio Guidi (FdI) e Marco Rizzo (ID), ma la mossa tecnica al Senato accende la riflessione tra pragmatismo strategico e identità di partito articolo di Massimo Catalucci ROMA - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - ww.massimocatalucci.it) - Quando la politica incontra le maglie strette del regolamento parlamentare e della legge elettorale, la tentazione del sensazionalismo rischia spesso di offuscare la realtà dei fatti. Negli ultimi giorni, le cronache politiche del Senato hanno acceso un riflettore su quella che a molti è apparsa come una convergenza surreale: l’asse tra Marco Rizzo, storico volto della sinistra radicale e oggi alla guida del movimento "Italia Domani", e Antonio Guidi di "Fratelli d’Italia", il partito di maggioranza guidato dal Premier Giorgia Meloni. Parlare di "alleanza politica", di "intesa programmatica" o persino di "accordo elettorale" tra due forze agli antipodi della cultura e della prassi ideologica italiana sarebbe non solo fuorviante, ma del tutto destituito di fondamento. Le dichiarazioni del Senatore Antonio Guidi - "Esattamente come hanno fatto altri gruppi parlamentari e altri deputati e senatori, la mia adesione avviene esclusivamente per spirito di solidarietà nei confronti di chi si trovava in una situazione di difficoltà, a prescindere da qualsiasi condivisione del programma". Perché è fondamentale il "prestito parlamentare" del Senatore Antonio Guidi per Marco Rizzo e "Italia Domani"? I regolamenti parlamentari di Camera e Senato richiedono l'adesione di almeno un parlamentare in carica affinché l'Ufficio di Presidenza dell'Aula autorizzi la nascita di una sotto-componente nel Gruppo Misto recante la denominazione esatta del movimento (vedi "Italia Domani - Marco Rizzo") Senza Antonio Guidi: Senza questa mossa, il simbolo guidato da Rizzo non sarebbe stato altro che l'insegna di una forza politica priva di rappresentanza istituzionale, condannata all'impegnativo e dispendioso "tour de force" della raccolta firme in ogni angolo d'Italia, una vera e propria corsa contro il tempo tra burocrazia e costi proibitivi da completare nel ristretto volgere dei tempi che ci dividono dal voto delle prossime politiche 2027. Con il "prestito parlamentare": Attraverso l'appoggio tecnico di Guidi, il logo di "Italia Domani" trova cittadinanza ufficiale a Palazzo Madama. Quando arriverà il momento di consegnare il contrassegno elettorale al Viminale, la certificazione rilasciata dal Senato attesterà l'operatività del gruppo in corso di legislatura, azzerando completamente per la formazione di Rizzo l'obbligo di sottoscrizione previsto dalla normativa vigente per la corsa alle urne (esenzione totale ex art. 18-bis sulle liste nazionali di "Italia Domani - Marco Rizzo"). Spirito di solidarietà o strategia politica? Da quanto si può raccogliere nel web e dai giornali, nonché dalle dichiarazioni dello stesso Antonio Guidi, il gesto del Senatore nei confronti di Marco Rizzo è da vedere come un atto di solidarietà, tra l'altro previsto dai regolamenti di "palazzo". Ma al contempo, tale mossa viene considerata anche quale passaggio strategico ponderato a cui però, la base e i militanti dei territori, che si poggiano sulle radici ideologiche del partito di Fratelli d'Italia, potrebbero guardare diversamente. Proviamo ad analizzare questi possibili scenari. Frammentazione del campo avverso (pensiero strategico): La possibilità di consentire a Marco Rizzo di presentarsi autonome con "Italia Domani" significa mettere sulla scheda elettorale un contenitore di protesta antisistema e di sinistra non allineata. Questo secondo un pensiero strategico politico, potrebbe drenare voti al PD, al M5S e alle formazioni della sinistra radicale, favorendo indirettamente il centrodestra nel computo dei collegi. Il costo politico pari a zero vs il fattore simbolico (pragmatismo politico): Il senatore Antonio Guidi ha chiarito che non c'è alcuna intesa di programma o di governo, per cui l'elettore pragmatico dovrebbe riconoscere che Fratelli d'Italia non sta cedendo nulla sul piano identitario, limitandosi a sfruttare i regolamenti di palazzo per agevolare un politico e, come già menzionato, strategicamente, per creare forse un grattacapo agli avversari politici. E' come dire, mentre presto solidarietà ad un collega, questa potrebbe aggiungere un valore strategico nella prossima corsa elettorale del partito di Antonio Guidi e della coalizione di cui fanno parte. Ma se da un lato c'è chi vede il pragmatismo politico di Guidi come una mossa che possa creare una vantaggio in fase elettorale a Fratelli d'Italia e al centrodestra, dall'altra non si può non considerare la possibile perplessità mista ad un eventuale fastidio di chi ha un forte senso di appartenenza ideologica, per cui vedere un Senatore eletto con Fratelli d'Italia "prestare la propria firma" per far nascere il gruppo parlamentare di un leader storico del comunismo italiano potrebbe lasciare un amaro retrogusto. L'ipotesi dell'accusa dalla base di un "gioco di palazzo" (la componente radice ideologica di FdI): L'apertura di Antonio Guidi a Marco Rizzo, finalizzata come ha dichiarato il Senatore ad una mera operazione tecnica prevista dai regolamenti parlamentari, che si concretizza in questo caso in un "prestito parlamentare", potrebbe essere percepita dall'elettore del partito guidato da Giorgia Meloni come la classica "dinamica politicante" distante dai reali problemi del Paese, facendo storcere il naso a chi sostiene FdI proprio per la sua storicità e linearità d'azione. Due domande che necessitano risposte Alla luce dei fatti su menzionati, potremmo ipotizzare due quesiti a cui rispondere: Come, realmente, questo fatto politico verrà considerato dai vertici e dall'elettorato più d'apparato; verrà da loro archiviato come una questione innocua e astuta per incartare il centrosinistra e un tecnicismo parlamentare privo di conseguenze sulla linea del governo, o cos'altro? La base identitaria e i militanti dei territori, guarderanno a questa operazione con freddezza, scetticismo, vedendovi un contorto formalismo d'aula difficile da spiegare ai propri elettori al bar o ai banchetti, o si adegueranno ad una linea "strategica", eventualmente, condivisa, per spiegarla al proprio elettorato? -------------------------------------- [Fonti: angesocial.it amazon.it]

  • I BIANCOCELESTI SUPERANO ANCHE UN OSTICO PARMA PER 2 A 1 E ALLUNGANO IN CLASSIFICA MANTENENDO LA VETTA

    Primo tempo non all'altezza dell'aggressività che vuole Mister Gattuso, ma dopo l'intervallo la Lazio schiaccia il Parma nella propria metà campo e conquista tre punti articolo di Massimo Catalucci ROMA - Domenica, 25 ottobre 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Il battito dell'Olimpico accelera con quei pochi tifosi che decidono di accomodarsi sugli spalti nelle gare casalinghe della Lazio. I biancocelesti volano, momentaneamente e splendidamente, in solitaria sulla vetta della classifica di Serie A. In attesa del verdetto del lunch-time di oggi (ore 12:30) tra Inter e Fiorentina, i biancocelesti scrivono un'altra pagina di cuore, grinta e carattere in questa ottava giornata della Serie A Enilive 2026/2027. Un approccio iniziale "morbido" trasformato in aggressività nel secondo tempo L'impatto con il match contro un ostico Parma non è di quelli graditi a Mister Gattuso. I biancocelesti entrano in campo con un'insolita, quasi inspiegabile "morbidezza", concedendo agli emiliani spazi pericolosi per pungere. Eppure, il primo tempo racconta già di episodi che gridano vendetta e di un direttore di gara — coadiuvato da un VAR apparso a dir poco distratto — protagonisti in negativo. All'8° minuto c'è un calcio di rigore solare negato alla Lazio: Frattesi viene letteralmente abbattuto in piena area, lanciato a tu per tu con il portiere, un fallo che avrebbe dovuto decretare non solo il penalty, ma anche la conseguente espulsione del difensore emiliano. Poi, la sfortuna ci mette lo zampino: Isaksen timbra una clamorosa traversa con un colpo di testa imperioso e, poco dopo, si vede annullare un gol molto bello per come costruito. Il motivo? Una "mezza rotula" pizzicata dal fuorigioco millimetrico al microscopio elettronico della sala VAR. Due pesi e due misure che lasciano l'amaro in bocca: il calcione sul polpaccio con trattenuta della maglia su Frattesi dimenticato e il millimetro punito. Il parere dell'ex arbitro Marelli sul rigore negato alla Lazio La versione dell'ex arbitro Luca Marelli ai microfoni di DAZN nel post partita, sul rigore negato a Frattesi dopo solo 8 minuti dal fischio d'inizio della gara: "Non è solo un tocco, ma è un contatto. E poi c’è la trattenuta reiterata, costante di Troilo su Frattesi. Posso anche capire che l’arbitro lo valuti come regolare, ma il VAR non può non intervenire. La sanzione disciplinare poteva essere importante, non c’è tentativo di giocare il pallone da parte del difensore. Oltre al calcio di rigore c’era anche il cartellino rosso”. Archiviata la prima parte del match, si va negli spogliatoi sullo 0-0 e si può intuire che nell'intervallo, il "ringhio" Gattuso avrà qualcosa da dire ai suoi ragazzi per svegliarli dal torpore e dalla morbidezza con cui hanno approcciato la gara al primo tempo. Lazio: cinismo e spettacolo nella ripresa La scossa di Mister Gattuso, evidentemente, c'è stata e ha prodotto effetti immediati. Al rientro in campo, i ragazzi in maglia biancoceleste sono una furia agonistica: determinazione feroce, ritmi di gioco alti, baricentro altissimo. Il Parma viene letteralmente risucchiato e chiuso nella propria metà campo, incapace di respirare sotto l'assedio laziale. Infatti, bastano appena 5 minuti per sbloccare la contesa. L'azione è un manifesto di calcio corale: la manovra parte fluida da destra e si distende a sinistra sui piedi fatati di Taylor (eletto meritatamente Player of the match). Controllo, sguardo alla porta e un sinistro chirurgico a fil di palo, alla destra dell'estremo difensore parmense. È l'uno a zero, è l'esplosione di gioia dell'Olimpico e di chi è fuori dallo stadio a seguire la gara chiuso in un pub o a casa (tanti per la protesta reiterata del tifo organizzato contro la testa della società). La Lazio non si ferma, morde il freno e spinge sull'acceleratore alla ricerca del colpo del KO. La rete del raddoppio arriva al 58°: un giro palla avvolgente e ragionato, orchestrato alla perfezione dalla squadra di Mister Gattuso. La sfera viaggia rapida da destra a sinistra fino a trovare Tavares. Senza pensarci un attimo, il terzino lascia partire al volo un traversone velenoso nell'area piccola. Il difensore ospite Diego Carlos, stretto dalla morsa e nel tentativo disperato di anticipare Noslin, devia beffardamente la palla nella propria porta. 2 a 0 e apoteosi laziale! Il "brivido finale" e lo sguardo già al Mapei Stadium Sembra una gestione in porto senza patemi, ma i ragazzi di Gattuso sanno bene che in Serie A non si può mai abbassare la guardia. E al 95°, nel pieno di un maxi-recupero di ben 7 minuti concesso dal direttore di gara Alberto Ruben Arena (causa anche un lungo stop per l'infortunio del portiere ospite), il Parma trova il gol della bandiera con una dinamica che definire fortuita è dire poco. Un traversone che appare innocuo dalla sinistra prende una traiettoria folle, beffarda, sbattendo in prossimità dell'incrocio dei pali alla sinistra di Mandas, per poi carambolare addosso al portierone laziale che tenta disperatamente il salvataggio oltre la linea. Un tiro fortuito da un milione a uno, su cui Mandas è totalmente incolpevole. Anzi, al numero uno laziale vanno tributati solo applausi scroscianti: nel primo tempo, quando la squadra era partita "morbida", era stato provvidenziale con un paio di interventi degni del suo spessore nello sventare la minaccia emiliana in de occasioni. Questa è la dimostrazione che la Lazio è una squadra vera, solida, completa inogni reparto: anche nella giornata in cui non tutto gira per il verso giusto, ha sempre gli attributi e le risorse per restare a galla e laddove possibile, vincere. Il tempo per gioire, però, è ridotto al lumicino. Il calendario corre veloce e martedì sera si torna già in campo. Destinazione Reggio Emilia: al Mapei Stadium attende un turno infrasettimanale infuocato contro il Sassuolo, desideroso di riscatto dopo il 0-2 rimediato ieri in casa del Como. La vetta è bellissima, ma per difenderla servono "unghie e denti affilati", metaforicamente parlando, per cui servirà un'altra Lazio che "ringhia" con il carattere del suo Mister Gattuso a cui vanno i più generosi e dovuti complimenti per la sua gestione di questo gruppo fantastico che sta facendo gioire e sognare i tifosi biancocelesti. Avanti così! Le dichiarazioni degli allenatori bel post-gara GENNARO GATTUSO - "C'è stata grande mentalità, nel primo tempo andavamo piano e siamo stati un po' dei polli, ma poi nel secondo tempo siamo venuti fuori. Le ultime due partite siamo migliorati, non usciamo dalla gara, dobbiamo continuare così, fisicamente stiamo bene, quando partiamo facciamo male agli avversari, non dobbiamo giocare sotto ritmo perché non siamo pericolosi se non lo si fa". "Questa squadra ha mentalità per come gioca, per come lavora, per come interpreta la partita, abbiamo completato lo step che avevo visto contro la Juventus. La classifica? Dipende da noi, ma penso che noi dobbiamo pensare gara dopo gara, la testa della classifica non ci interessa, non c'entriamo nulla lì sopra, ma stiamo scrivendo una piccola pagina della storia di questa società, a ogni gara c'è qualcuno che entra in più allo stadio, ringrazio la curva che è venuta a salutare la squadra, dobbiamo continuare a volare bassi e ad andare avanti e alla fine vedremo dove saremo arrivati". "Una gara a settimana ci dà la possibilità di allenarci bene, di dare buoni carichi, far riposare i giocatori, riusciamo a lavorare con intensità, due giorni si lavora forte, un giorno si riposano e poi quando tornano sono freschi e lucidi, questo ci sta dando sicuramente un vantaggio". Sull'armonia dello spogliatoioe il 'reintegro' di Luca Pellegrini - "Luca tra un paio di mesi va a parametro zero e la società aveva fatto una scelta e io l'ho accettata, poi si è chiuso il mercato, avevamo due giocatori da mettere in lista. Patric è andato via e Luca era rimasto e per come si stava allenando ho deciso che avrebbe meritato di stare nel gruppo. Poi lui va a scadenza ma si comporta bene ed è educato perché non dargli la possibilità... E allora ho parlato col club e è stato reintegrato". Il gesto rivolto a pubblico da Gattuso per incitare la squadra - "Sul pubblico mi è venuta così, avevamo bisogno e grazie a chi è venuto. Devo dire che mi hanno ascoltato, ho sentito un po' di adrenalina, hanno alzato il termometro e me lo sentivo, mi sono espresso". "Abbiamo bisogno di questi atteggiamenti, dobbiamo gasarci per ogni palla recuperata e per una partita senza subire gol. Dobbiamo cercare questo. Mi sono arrabbiato con Roberto Perrone, un elemento dello staff, che deve fare più veloce sui cambi. Me la sono presa con lui perché stava facendo vedere il foglio delle palle inattive, ho sbroccato con lui". ALBERTO GILARDINO - "Abbiamo fatto un passo avanti rispetto alle ultime partite, abbiamo creato diverse situazioni pericolose per andare in vantaggio. Poi abbiamo subito gol troppo facilmente e questo non deve succedere, soprattutto per una squadra che ha ben chiaro l'obiettivo in testa. E' un percorso di maturità che dobbiamo fare velocemente, dopo il 2-0 potevamo e dovevamo fare qualcosa in più". "Paura e timore non devono diventare parole nel nostro vocabolario. Le difficoltà bisogna affrontarle con serietà e responsabilità, tra 4 giorni giochiamo una partita importante in casa - contro l'Udinese - e sono convinto che la prepareremo bene". Su Bernabè, entrato nella ripresa e non schierato dall'inizio - "Arrivava da uno stop di un paio di settimane, l'ho fatto entrare nel secondo tempo anche per necessità sapendo che in settimana abbiamo un match importante". Il tabellino dela gara 8° Turno "Serie A Enilive" - (2026/2027) Sabato, 24 ottobre 2026, ore 20:45 Stadio Olimpico - ROMA LAZIO-PARMA 2-1 Marcatori: 50° Taylor (L), 58° autorete Diego Carlos (P), 95° Lontani Ammoniti: Provstgaard (L), Sierro (P) Espulsi: -------- Arbitro: Alberto Ruben Arena LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani, Sutalo, Provstgaard (46° Leite), Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor (71° Dele-Bashiru); Isaksen (77° Lazzari), Noslin, Zaccagni (77° Pedraza) All.: Gennaro Gattuso. PARMA (3-5-2): Corvi; Diego Carlos (72° Frigan), Troilo, Drobnic; Delprato, Ordonez (63° Lontani), Sierro (46° Bernabé), Keita, Valeri; Romero (78° Fabbian), Toure All.: Aberto Gilardino -------------------------------------- [Fonti: #DAZN #SKYSPORT] -------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • LAZIO-PARMA - GATTUSO CHIEDE ATTENZIONE E UMILTA' PER RIMANERE IN ALTO

    A Roma arriva il Parma sulla carta alla portata della Lazio, ma sono queste le gare che sottovalutate possono far lasciare punti per strada...Quindi, concentrazione!!! articolo di Massimo Catalucci ROMA - Sabato, 24 ottobre 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - All'Olimpico arriva il Parma, una squadra alla portata della Lazio, ma sono proprio queste le gare che rischiano di far abbassare la concentrazione e che possono portare a commettere passi falsi. Lo sa bene il tecnico biancoceleste che chiede ai suoi ragazzi di "rimanere sul pezzo", giocare con determinazione e grinta (alla "ringhio" per intenderci), altrimenti, sarà dura. Quindi, quello che può sembrare un turno vantaggioso per la Lazio che potrebbe aggiungere punti sulle inseguitrici, in previsione dello scontro diretto tra Napoli-Roma delle ore 18:00 di oggi, potrebbe anche rivelarsi un turno insidioso, se non preso con la dovuta attenzione, concentrazione, ma soprattutto con l'umiltà e la consapevolezza di chi ha capito che solo con la forza del gruppo e certamente, con qualche individualità di livello (Tavares, Mandas, Floriani, ISaksen, Zaccagni su tutti), si possono perseguire ed ottenere risultati più che buoni (in questa prima parte di campionato quelli ottenuti sono stati fin qui eccellenti). Ecco quindi che, Mister Gattuso, oltre a lavorare sull'aspetto fisico, sta lavorando molto sul psicologico, emotivo e motivazionale dei propri ragazzi, perché sa che a questi livelli, conta molto l'approccio alla gara, dove aggredire ogni avversario come fosse il Barcellona, il Real Madrid, solo per citare alcuni club con un blasone di un certo spessore, è fondamentale per portare a casa la posta in palio. La squadra che oggi affronterà il Parma, molto probabilmente rispecchierà fedelmente quella scesa in campo al primo tempo contro la Juve a Torino, nel turno precedente. In corso d'opera e secondo la piega che prenderà la gara, ci saranno altri sicuri innesti che ad oggi hanno fatto bene come gli undici scesi in campo dall'inizio e forse, rivedremo anche qualche giocatore che è stato costretto ai "box" per diverso tempo, per riparare qualche danno fisico. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara GENNARO GATTUSO - Le dichiarazioni in conferenza stampa di ieri del tecnico biancoceleste - “Abbiamo fatto un po’ meno rispetto a settimana scorsa perché c’era un giorno in meno. Però la squadra è viva, abbiamo avuto piccoli problemini con Taylor che ha saltato un allenamento e mezzo per la botta ma ieri si è allenato con la squadra. Però atteggiamento giusto. Ridico quello che avevo detto dopo la sfida con la Juventus: penso che noi dobbiamo riuscire a giocare con la stessa intensità, con la stessa voglia, con la stessa veemenza. Perché se abbassiamo queste cose, contro il Parma diventa molto, molto dura. L’ho detto alla squadra che non dobbiamo abbassare l’intensità, la voglia di stare in campo. Perché questo penso sia il nostro segreto. Se domani pensiamo di voler gestire la partita, andare lì con una marcia in meno, prenderemo una legnata sui denti che ci ricorderemo per tantissimo tempo“. “È normale che nella mia testa ci siano ragionamenti. Priorità a domani, poi dovremo fare sicuramente delle scelte ma pensiamo a domani. Già da domenica ci metteremo a pensare alle prossime scelte, ma la priorità è tutta su domani“. “Voi parlate sempre di moduli e io vi dico che il modulo è il 4-3-3, con cui si deve occupare. Quante volte, quest’anno, avete visto i centrali che si trovano nell’area avversaria? Non è una questione di moduli, è una questione di occupazione degli spazi. Secondo me questo ci sta aiutando, il fatto di avere tanti giocatori che non stanno nei ruoli specifici ma che si muovono tanto. Ecco perché stiamo mandando tanti giocatori in gol“. “No ma è semplice, l’ho detto prima: noi abbiamo una strada sola, che è quella della mentalità e della voglia. Di andare forte, arrivare primi sul pallone. L’errore fa parte del gioco e lo contempliamo, poi sappiamo tutti come possono andare le partite. L’errore più grande che possiamo commettere è quello di sottovalutare, ma oggi non si può più sottovalutare nessuno. Le partite non finiscono mai. Noi penso che, anche se abbiamo fatto solo 7 partite, quante volte abbiamo toccato con mano i rischi di subire gol. E ci è andata bene. Noi dobbiamo ringraziare che qualcuno ci ha voluto bene lassù, perché col Monza e col Milan abbiamo rischiato. Pensate in così poche partite quante esperienze abbiamo avuto. Però poi non è che si dice una cosa e poi c’è l’interruttore, che decidi tu quando accendere e quando spegnere la luce. La luce si accende subito, già da ieri. Perché dopo poi è troppo tardi. Noi dobbiamo pensare a noi stessi, io, il mio staff, i miei giocatori e il club. Quello che dicono gli altri, nel bene e nel male, non possiamo farci nulla. Noi dobbiamo essere bravi a prepararci le situazioni“. “Ho un difetto: che gioisco poco delle cose, ma anche da giocatore ero così. Perché penso sempre a ciò che deve venire. Però sono contento e orgoglioso, perché vedere come la squadra sta nello spogliatoio, come la vive. Stanno bene insieme e per me è un orgoglio allenare questa squadra, i meriti sono dei giocatori anche io vado sempre sotto la curva a ringraziare. I meriti più grandi sono dei giocatori, che hanno sempre dimostrato grande attaccamento e voglia. Poi la cosa che mi piace di più è vedere gente che sta bene insieme, penso che questo sia il nostro segreto. Si allenano tutti con intensità, per me è una grandissima soddisfazione“. “Il rispetto, la puntualità. Gli orari sono fondamentali, perché se no diventa un circo. Là si va duri, perché alla mattina hai una cosa a cui pensare. Ci può stare che a volte non si apra il cancello di casa, specie quando piove e vivi all’Olgiata. Però allora scavalchi e cominci a correre forte, come è successo anche a me un paio di volte due settimane fa. Questo è, il rispetto, allenarsi forte. Preferisco che un giocatore mi dica che è andato a dormire tardi e ha fatto serata o un bicchiere in più, perché è successo anche a me da giocatore. Però non permetto a nessuno di rovinarmi un allenamento, perché bastano uno o due giocatori per farti abbassare l’intensità di un allenamento. Sono queste le cose che chiedo, poi la porta del mio ufficio è sempre aperta. So ascoltare, non porto rancore, se ho un battibecco dopo un’ora mi è passato tutto. Oggi vivono perennemente col telefonino in mano, per me era impensabile. Loro ragionano così e capite che io non posso arrabbiarmi. Devo ascoltare anche quando sono stanchi, nonostante tutti i test che comunque facciamo. Però poi dopo non voglio sentire lamentele: quando chiedo fortemente una cosa si fa quella e si va. Perché se vogliamo fare le cose mezze e mezze non si può barattare su altre cose. Nel lavoro in cui credo fortemente non si baratta niente“. ALBERTO GILARDINO - "Sappiamo di aver deluso le aspettative dei tifosi. Ci siamo confrontati, sappiamo quello che dobbiamo fare e sappiamo il nostro obiettivo" - ha spiegato ieri in conferenza stampa il tecnico del Parma. "Dobbiamo portarlo in campo fin dall’inizio sotto tutti i punti di vista, soprattutto mentalmente. Dobbiamo essere collegati da subito". "Frigan, Romero, Lontani ed Elphege sono giocatori di movimento, non abbiamo un punto di riferimento. Sto cercando di trovare soluzioni per andare incontro alle caratteristiche dei miei giocatori". Simone Lontani rappresenta un’opzione sempre più concreta - "È sempre una tentazione nei miei pensieri, ha determinate caratteristiche e può fare diversi ruoli". In merito alla gara giocata contro il Torino - "Abbiamo alzato il baricentro e la pressione, siamo arrivati a calciare molte volte. È normale concedere qualcosa, ma non deve essere una paura: deve essere il saper gestire certe situazioni. Per quanto riguarda il Torino, abbiamo preso gol troppo facili, i ragazzi lo sanno e siamo andati a correggerli". "La mia rosa è valida, ho dei giocatori forti e sto cercando di indirizzare il percorso lavorativo in un certo modo. Ci vuole tempo". "Da Diego Carlos mi aspetto tanto. Non bisogna dimenticarci che arriva da un periodo lungo di allenamento in solitaria. In queste settimane anche lui ha cambiato metodologia di lavoro e può essere che sia andato in difficoltà, ma il suo valore non si discute". Sulla formazione anti Lazio - "Ho diversi dubbi in diversi ruoli. C’è diversa concorrenza, anche in porta. Questo serve a tenere alto il livello". "Domani conterà l’atteggiamento, la disciplina che dovremo portare in campo a inizio gara. Ho fiducia nei miei ragazzi: la partita sarà difficile, ma siamo pronti". Le probabili formazioni LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini, Sutalo, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All.: Gennaro Gattuso PARMA (3-5-2): Corvi; Delprato, Troilo, Diego Carlos; Britschgi, Fabbian, M. Keita, Bernabé, Valeri; El Bilal Touré, Romero. All.: Alberto Gilardino La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Alberto Ruben Arena Assistenti di line: Ceccon e Ceolin IV Uomo (Ufficiale): Doveri VAR: Santoro AVAR: Mazzoleni Dove seguire la diretta TV e in Streaming Lazio-Parma, valevole per l'8° truno della Serie A Enilive 2026/2027, si disputerà oggi, sabato 24 ottobre 2026, allo stadio Olimpico nella Capitale d'Italia, con fischio d'inizio alle ore 20:45 dell'arbitro, Sig. Alberto Ruben Arena. L'evento sportivo sarà trasmesso in diretta TV sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. Il match si potrà seguire inoltre in Streaming sull'app SkyGo, su NOW e su Dazn. --------------------------------------------- [Fonti: #laziostory #forzaparma #DAZN #adnkronos #SKY] -------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • ARDEA - VERSO LE AMMINISTRATIVE 2027

    Tra nuove liste civiche, partiti, volti noti e non, il cittadino è consapevole del suo importante e determinante ruolo nella nuova partita elettorale? ARDEA - Mercoledì, 21 ottobre 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - L’autunno del 2026 ha ormai preso forma da qualche settimana e porta con sé il respiro pesante di una resa dei conti che ad Ardea non si può più rimandare. A quattro anni e mezzo dalle ultime elezioni, per l’amministrazione in carica è arrivato il tempo inesorabile del bilancio. È il momento in cui i cittadini si guardano attorno e incrociano lo sguardo di chi, nel 2022, aveva fatto promesse esplicite: quanto di quel programma è diventato realtà e quanto è rimasto soltanto inchiostro evaporato al sole? Come in ogni gestione, è un atto dovuto fare il bilancio di quanto si è prodotto, come si è prodotto, e cosa hanno generato le scelte amministrative fatte. E mentre la comunità si interroga e interroga i propri amministratori che rispondono sui social con video e articoli sul loro esercizio, all’orizzonte avanzano già le solite, immancabili correnti. Venti di cambiamento che sventolano la bandiera di un futuro “più efficiente e funzionale”. È il solito sipario che si rialza: un’ennesima ondata di liste civiche e simboli di partito, vecchi e nuovi. Sul palcoscenico ritroviamo volti già noti alla politica locale affiancati da "aspiranti comparse", uomini e donne pronti a dare battaglia per un unico e viscerale obiettivo: conquistare la stanza dei bottoni in Consiglio Comunale o, nella peggiore delle ipotesi, mettere un'ipoteca su uno scranno dell’opposizione. Un film già visto, rivisto e mandato a memoria per decenni. I "registi" e gli "interpreti principali" restano più o meno sempre gli stessi che muovono le fila della politica locale, sia quando scendono in campo vis-à-vis, sia quando preferiscono muoversi nell'ombra orchestrando il proprio gruppo politico. Un'orchestra spesso arricchita da qualche "faccia nuova", reclutata magari con il tacito accordo di non disturbare il manovratore, evitare di ragionare con la propria testa e fare piroette logiche pur di non mettere in discussione le palesi contraddizioni dettate da chi si pone a capo di un gruppo. La spinta delle nuove forze: illusioni o reali alternative? In vista del traguardo elettorale del 2027, la vera novità ad Ardea — sempre che di novità si possa parlare per movimenti nati ieri — sembra concentrarsi, in attesa di nuovi ed eventuali altri gruppi, attorno a due soggetti principali, con un terzo incomodo pronto a sparigliare le carte. Forze che potrebbero non incidere subito, ma rivelarsi decisive nel momento più caldo: il ballottaggio. Parliamo della neonata lista civica "Ardea Movimento Civico - I Consorzi Insieme per Ardea", che ha già calato il suo asso indicando in Giancarlo Morbiducci il proprio candidato Sindaco. C'è poi la nuova creatura politica legata all'ex leghista Roberto Vannacci, il movimento del "Generale" denominato "Futuro Nazionale". Ma la caccia alle alleanze è aperta su ogni fronte per racimolare quei numeri indispensabili a rimanere in partita. È il caso delle liste civiche “Liberiamo Ardea” e “Ardea Ambiente e Animali”, che si sono saldate al movimento nazionale “L’Italia Domani” di Marco Rizzo. Un’intesa mostrata alla città già lo scorso mese in Piazza Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a Tor San Lorenzo, nel quartiere balneare di Ardea, ben prima del Congresso Fondativo del 3 ottobre del movimento di Rizzo, per lanciare un progetto politico condiviso in vista della scadenza del 2027. Consiglio Comunale: il valzer delle poltrone e i cortocircuiti delle alleanze Se dalle piazze ci spostiamo tra i banchi del Consiglio Comunale e nelle stanze della Giunta guidata dal Sindaco Cremonini, lo spettacolo non cambia. Al di là dei consueti, stancanti "balletti" con tanto di cambi di casacca e di poltrona a cui hanno assistito impotenti i cittadini in questi quattro anni e mezzo, si respirano manovre non chiare. Altro che trasparenza, coerenza e lineare pratica politica come si vorrebbe far credere: qui ci troviamo di fronte a una vera e propria "nebbia di piombo" che genera "orizzonti di carta", privi di qualsiasi reale solidità. A quasi cinque anni dall'insediamento, capire da chi sia davvero composta la maggioranza è un esercizio che sfiora il paradosso. Un esempio lampante? Soltanto poche settimane fa, comunicati ufficiali e vertici di coalizione rassicuravano l'elettorato: Forza Italia ribadiva con decisione il suo posizionamento al fianco degli alleati storici, Fratelli d'Italia e Lega, mentre in Consiglio Comunale, Edelvais Ludovici — si è da tempo apertamente staccata dalla maggioranza e posizionata sul fronte opposto a chi governa la città, smentendo di fatto le rassicurazioni dei vertici del partito azzurro di cui la stessa sembrerebbe di fare ancora parte - (salvo smentite) - contraddizioni che fanno aumentare i dubbi su alleanze di governo e solidità della maggioranza. Il solito "Piano B": l'extratime dove il cittadino diventa uno spettatore pagante Viene da chiedersi: questa nebbia fitta che avvolge la politica locale (e che riflette fedelmente i vizi di quella nazionale) si dissolverà mai per far spazio a qualcosa di solido, o ci troveremo davanti all'ennesima bolla di sapone pronta a esplodere, sulla scia di chi, all'inno del cambamento prometteva di "aprire il parlamento come una scatola di tonno" e si è poi rivelato per ciò che era, un grande "bluff a cinque stelle"? Lo stesso "Futuro Nazionale" di Vannacci, comprendendo che da soli non si va da nessuna parte e occorre coalizzarsi, ha dovuto ammorbidire le proprie posizioni in questi giorni. Rigidità e dogmatismi rischiano infatti di spalancare praterie in cui le coalizioni di sinistra potrebbero insidiosamente infilarsi per fare incetta di voti. Ma mentre il Generale per le politiche nazionali del prossimo anno, ha capito, in ragione della nuova legge elettorale, che se va da solo staccandosi dal centro destra, perderebbe seggi in un possibile nuovo governo bis della Meloni, nella realtà locale di Ardea, da quanto si è letto in questi ultimi mesi sui social dai neo rappresentanti locali del movimento del Generale, la coalizione con i partiti di centrodestra per le amministrative del 2027, non sembra così scontata, almeno in prima battuta...poi, c'è sempre il ballottaggio. Ed è qui che si palesa l'amara realtà del 2027. Mentre le varie fazioni si scontreranno a colpi di slogan, sappiamo già che tutti — partiti e liste civiche — tengono ben nascosta nel cassetto la carta del ballottaggio. Quei quattordici giorni che separano il primo turno dal secondo sono il vero "extratime" della politica: un tavolo riservato dove i leader si siedono a bocce ferme per racimolare anche solo un pugno di voti determinanti. La merce di scambio? Un assessorato, una delega pesante, una poltrona garantita. La buttiamo lì, s'intende, come pura e semplice ipotesi... Sia chiaro: non stiamo parlando di reati o illeciti. Stiamo parlando della prassi, di quelle "regole non scritte" su cui si regge da sempre il sistema. Chi resta fuori dal ballottaggio e chi riesce ad arrivarci cercherà il modo di accomodarsi attorno allo stesso tavolo, barattando principi in nome della vittoria. Un "Piano B" scritto a porte chiuse, da cui il cittadino-elettore viene puntualmente escluso. Come spezzare l'incantesimo: il risveglio della consapevolezza cittadina In questo cinico gioco di potere, esiste ancora un modo per far sì che il cittadino torni ad essere determinante e a tracciare la vera rotta della propria città? La risposta non risiede nelle promesse elettorali, ma quasi sicuramente nella capacità di risvegliare la propria coscienza civica attraverso cinque punti fondamentali: Il voto non è una delega in bianco, è un atto di custodia. Oltre il "politichese": esigere la chiarezza come un diritto inalienabile. La coerenza contro il cinico "valzer delle poltrone". La competenza non è un optional, è un dovere morale. Riprendersi la vera essenza della "Res Publica". La politica, nella sua accezione più alta e nobile, nasce per essere la cura del bene comune, non l'arena sotterranea degli interessi privati. Ogni singolo cittadino è protagonista del destino della comunità in cui vive, per questo dovrebbe ritrovare la consapevolezza del potere che la nostra Costituzione gli riconosce: deve tornare a sentire Ardea come la "sua" casa, e non come un feudo temporaneo di chi la amministra. In un territorio complesso come quello di Ardea, i consorzi, le associazioni, i comitati di quartiere e i singoli residenti non sono compartimenti stagni, ma vasi comunicanti di un’unica, grande comunità. Il cittadino consapevole non si limita a curare il proprio orticello, ma comprende che se la città degrada, si degrada inevitabilmente anche la qualità della sua vita. Partecipare significa restare vigili, informarsi con spirito critico, pretendere il confronto e, soprattutto, non permettere più a nessuno di giocare al "gioco delle tre carte" sulla pelle della collettività. --------------------------------------- [Fonti: https://www.italiadomanirizzo.it/congresso/ - ilclandestinogiornale.radoroma.it - Nebbia di piombo-Orizzonti di carta - ] -------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • ENDOMETRIOSI: DALLA TUTELA DEI DIRITTI AL MODELLO LAZIO

    Nella foto da sx, l'On. Marika Rotondi (Consigliere Regione Lazio, il Dott. Massimo Catalucci (Giornalista e Presidente GSDVD4.0, il Senatore Andrea De Priamo (Promotore dell'iniziativa) nella Conferenza Stampa di luglio 2023 sul Ddl S.630 - "Disposizioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi" Andrea De Priamo: "Una battaglia di civiltà per una malattia Invisibile" - Marika Rotondi: "La Regione Lazio si pone a modello del sistema sanitario nazionale per l'endometriosi" articolo di Simone Stoppioni ROMA - Venerdì, 16 ottobre 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - L’endometriosi non è semplicemente una condizione medica: è una sfida sociale, umana ed economica che per decenni se ne è parlato ma che è rimasta, tuttavia, relegata nell’ombra dell’incomprensione e del silenzio istituzionale . Parliamo di una patologia cronica, altamente invalidante e progressiva che colpisce milioni di donne in Italia, spesso diagnosticata con ritardi drammatici che variano dai 7 ai 10 anni. Un tempo infinito durante il quale il dolore fisico si trasforma in sofferenza psicologica, isolamento e perdita di opportunità personali e professionali. Ma cos’è esattamente l’endometriosi, chi colpisce e come si affronta? E soprattutto, come si passa dall’invisibilità della sofferenza alla conquista di diritti fondamentali e tutelati dallo Stato? Che cos’è l’Endometriosi: riconoscerla per affrontarla L’endometriosi è una malattia caratterizzata dalla presenza anomala di tessuto simile all’endometrio (il rivestimento interno dell’utero) al di fuori della sua sede naturale, coinvolgendo ovaie, tube, peritoneo e che può estendersi ad altri organi quali, ad esempio, intestino, vescica, creando ulteriori danni fisici. Chi colpisce: Si stima che in Italia interessi oltre 3 milioni di donne (circa 190.000.000 in tutto il mondo) in età fertile, manifestandosi frequentemente già nell’adolescenza. Come riconoscerla: I sintomi possono essere diversi anche al di fuori del ciclo mestruale seppur accentuati in questo periodo (dismenorrea severa), i rapporti sessuali si complicano fino ad essere evitati (dispareunia), le normali funzioni fisiologiche ne risentono notevolmente. A questo si associano stanchezza cronica e problematiche legate all'infertilità. Come affrontarla: Trattandosi di una patologia da cui non si guarisce definitivamente, la risposta risiede nella diagnosi precoce, in terapie farmacologiche mirate e, ove necessario, in interventi chirurgici specializzati per arginare la degenerazione del quadro clinico ed evitare complicanze secondarie. Dal 2023 ad oggi: l'iter di prevenzione della salute per l'endometriosi, dell' Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 Di fronte a questo vuoto assistenziale, l'ente No-Profit, Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, ha intrapreso dal 2023 una vera e propria crociata per trasformare le istanze delle donne in tutele concrete e percorsi sanitari dedicati. Un iter "In-Formativo" centrato sull'ascolto e sull'orientamento sociosanitario delle donne che sono affette da endometriosi o che sospettano di esserlo e che prende spunto dalle linee guida dettate dalla Commissione Europea nel 2004, attraverso un documento esteso a tutti gli Stati membri della Comunità (Written Declaration on Endometriosis - "Dichiarazione scritta sull'endometriosi" - delibera 30/2004). In questi tre anni e mezzo di attività In-Formativa (Informazione e Formazione alla collettività), la squadra di lavoro di professionisti nel settore socio-sanitario che il Gruppo ha istituito e coordinato, ha toccato molti comuni della Regione Lazio, portando la corretta informazione sull'endometriosi, laddove mancava e/o laddove arrivava distorta e non chiara alla cittadinanza, offrendo l'opportunità concreta alle donne di capire come potersi orientare per arrivare prima possibile ad una diagnosi certa. Un cammino iniziato nel luglio 2023 con la ben nota conferenza stampa al Senato della Repubblica, promossa su iniziativa del Senatore Andrea De Priamo, firmatario del ddl S630 ("Disposizioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi"). Quell'evento ha gettato il seme per un cambio di passo istituzionale. Da quel momento, l'associazione non ha mai smesso di lavorare sul territorio: L’apertura del primo Sportello nella Regione Lazio: Un punto d'ascolto, accoglienza e orientamento nato per offrire supporto immediato ed evitare che le pazienti si sentano sole o disorientate nel labirinto della sanità. La Delibera della Regione Lazio e il Piano di Rete Regionale: Un traguardo epocale, atteso da oltre vent'anni, sancito nella conferenza presso il Palazzo della Presidenza della Regione Lazio. Questo atto ha dato vita a un modello assistenziale strutturato e multidisciplinare, in grado di prendere in carico la donna dall'accoglienza all'orientamento specialistico. Questo della Regione Lazio, rispetto ad altre iniziative regionali in Italia, è attualmente il modello più innovativo e multidisciplinare e rappresenta il modello più avanzato in Italia per ampiezza dei servizi integrati. Ciò che lo rende unico è la presa in carico globale e codificata attraverso un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che non cura solo la patologia ginecologica, ma offre: - Integrazione Ospedale-Territorio tramite Telemedicina: Utilizzo di piattaforme digitali e teleconsulti per ridurre le distanze tra le ASL locali e i grandi centri di eccellenza (come il Policlinico Gemelli, che da solo gestisce centinaia di casi complessi all'anno); - Servizi Extra-Ginecologici inclusi nel PDTA: È una delle poche reti a integrare formalmente e in modo coordinato la nutrizione clinica specialistica, il supporto psicologico, la terapia del dolore, la riabilitazione pelvica e percorsi dedicati alla tutela della fertilità e alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Un lavoro di squadra: Istituzioni governative, associazioni e professionisti La forza del progetto che si vuole estendere alla nazione risiede nella sinergia e nelle competenze delle figure professionali ed istituzionali governative ed associative che dal 2023 mettono cuore e professionalità a servizio della causa: Senatore Andrea De Priamo: Promotore in Senato e punto di riferimento legislativo e costante sostenitore dell'integrazione tra supporto sociale e normative sanitarie (S. 630/2023 - Disposzioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi). On. Marika Rotondi: Consigliere della Regione Lazio e Presidente della Commissione Speciale Semplificazione Amministrativa, punto di riferimento istituzionale nel progetto sociosanitario e culturale per l'endometriosi, proposto dal Gruppo Sociale Difesa e Diritti 4.0 e figura istituzionale fondamentale nell’iter regionale e nell’integrazione delle politiche territoriali che hanno determinato, insieme al Direttore della Direzione Regionale "Salute e Integrazione Sociosanitaria", Dott Andrea Urbani e al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, la definizione del "Piano di Rete Regionale per la getione delle donne affette da endometriosi". Dott. Massimiliano Marziali: Ginecologo, ostetrico ed esperto di chiara fama, Responsabile Medico Scientifico del progetto nazionale sull'endometriosi del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, colonna portante per l'inquadramento clinico e la diagnosi precoce della patologia e membro della commissione regionale che ha tracciato i passi che hanno portato alla definizione del "Piano di Rete Regionale per la gestione delle donne affette da endometriosi". Dott.ssa Sona Haroni: Psicologa e psicoterapeuta, relatrice nei convegni del progetto del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, impegnata nella sfera del sostegno emotivo e psicologico necessari per affrontare questa patologia cronica e altamente invalidate, fisicamente, socialmente e psicoemotivamente. Antonella Palmieri (Operatrice dei Servizi Sociali dell'Ass. GSDVD4.0): Voce e presenza attiva territoriale nella regione Lazio per la sensibilizzazione dell'endometriosi. Testimone del valore dell'accoglienza e dell'ascolto diretto alle donne affette da questa patologia, attività di volontariato espressa attraverso l'apertura del primo sportello nella Regione Lazio, dedicato all'assistenza di carattere sociale, gestito e coordinato dal Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0. Dott. Massimo Catalucci: Giornalista, Presidente del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 e responsabile del progetto nazionale sull'endometriosi curato dallo stesso ente da lui rappresentato, moderatore e coordinatore dell'iniziativa sull'endometriosi del prossimo 4 novembre a Palazzo Madama, promossa dal Senatore Andrea De Priamo e già moderatore in occasione della conferenza stampa del 20 luglio 2023, sempre voluta dal Senatore De Priamo per la presentazione del ddl S.630/2023. Il 4 Novembre 2026 al Senato: Il "Modello Lazio" per l'Italia e la tutela previdenziale Il prossimo 4 novembre 2026, alle ore 16:30, presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, si terrà una nuova e fondamentale conferenza stampa promossa su iniziativa del Senatore Andrea De Priamo. L'evento, dal titolo "Endometriosi, dalla presa in carico ai diritti: il modello Lazio per tutte le Regioni", persegue un duplice ed ambizioso obiettivo: Estendere il Piano di Rete Regionale della Regione Lazio a tutto il territorio nazionale. L'intento è creare un percorso preferenziale e omogeneo in ogni regione italiana, offrendo alle donne un pool di professionisti collegati in rete che le accompagni lungo tutto l'arco della vita. Velocizzare l'iter parlamentare che riconosca i diritti socio-previdenziali delle donne affette da endometriosi: È giunto il momento che il Parlamento riconosca appieno l'endometriosi come patologia invalidante, garantendo tutele economiche, indennitarie e di sostentamento lavorativo e sociale per le donne affette da questa patologia. Nel 2017 questa patologia è stata inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), ma non è sufficiente per ciò che offre, a garantire un percorso diagnostico veloce e le consequenziali cure da adottare e adattare ad personam alle donne che ne sono affette. Occorrono strumenti di assistenza più efficaci e mirati, che possano sostenere le donne per tutto l'arco della loro vita, visto che stiamo parlando di una patologia altamente invalidante e cronica, per cui non c'è attualmente cura definitiva e che limita la regolare vita sociale e lavorativa delle donne che ne sono affette. La strada tracciata è chiara: trasformare la sofferenza individuale in una tutela collettiva riconosciuta dallo Stato. La conferenza del prossimo 4 novembre segnerà un altro tassello decisivo in questa battaglia di civiltà e di diritto alla salute. Dettagli dell'evento (Locandina) Data e Ora: 4 Novembre 2026 – ore 16:30 Luogo: Sala Caduti di Nassirya – Palazzo Madama, Senato della Repubblica (Piazza Madama, 11 - Roma) Apertura lavori: Sen. Andrea De Priamo (Senatore della Repubblica - FdI) - Promotore dell'iniziativa Intervengono: On. Marika Rotondi (Consigliere Regione Lazio - FdI) Dott. Massimiliano Marziali (Ginecologo, Ostetrico) Dott.ssa Sona Haroni (Psicoterapeuta) Modera: Dott. Massimo Catalucci (Giornalista e Presidente del GSDVD40) In collaborazione con: Ass. Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 Accrediti Ospiti: Cell. 3515240483 (Whatsapp) Uff. Stampa Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 Accrediti Giornalisti: segreteria.depriamo@senato.it Diretta Streaming: WebTV Senato e Canale YouTube Senato Italiano

  • LA LAZIO NON MOLLA IL PRIMO POSTO: TRIS IN CASA DELLA JUVE

    La squadra di Mister Gattuso cresce di gara in gara: maturità, tenuta del campo, tattica, tecnica e gol...ma soprattutto il carattere di "ringhio" articolo di Massimo Catalucci TORINO – Domenica, 18 ottobre 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La Lazio non smette di stupire, incanta in campionato e cala un pesante e perentorio tris a domicilio in casa della Juventus, al termine di una gara condotta in modo, semplicemente, magistrale. Fin dai primissimi minuti, i biancocelesti hanno approcciato il match infondendo un segnale chiaro e inequivocabile agli avversari: quella all'Allianz Stadium non sarebbe stata affatto una semplice gita fuori porta per i capitolini, bensì una sfida vis-à-vis, giocata a viso aperto e senza timori reverenziali contro una vera big della Serie A. E così è stato: senza paura, con profonda umiltà, ma con la granitica consapevolezza che la "ricetta" di Mister Gattuso funziona eccellentemente e sta già portando i suoi frutti più dolci. Se è vero che la stagione è ancora agli albori, è altrettanto innegabile che collezionare ben 19 punti in appena 7 gare — conditi da 4 successi esterni e da 3 reti rifilate a domicilio alla Juve — non può essere archiviato come un mero caso fortunato. Non lo è, anche perché le compagini che incrociano i biancocelesti non rinunciano affatto a giocare; al contrario, questo ruolino di marcia è la diretta conseguenza di un progetto calcistico ben definito. Con Mister Gattuso la Lazio si diverte e fa divertire: il gruppo è coeso, affiatato, tutti si sentono titolari e scende sul rettangolo verde chi garantisce la miglior condizione psicofisica. E se qualcuno scivola in panchina per una domenica, sa perfettamente che entrando a partita in corso potrà rivelarsi decisivo. L'esempio limpido è quello di Dele-Bashiru, subentrato con la fame giusta e capace di infliggere il colpo di grazia del KO ai bianconeri. Giocatori che soltanto lo scorso anno apparivano imbrigliati o spenti, oggi si riscoprono liberi da eccessivi tatticismi, capaci di esprimere al massimo delle proprie potenzialità l'intero repertorio di classe e atletismo. In casa della Juve, stasera abbiamo visto una Lazio dominante: pressing alto con tutti i suoi interpreti, accettazione dell'uno contro uno con coraggio e spinte sull'acceleratore senza tentennamenti. Tavares appare semplicemente devastante sulla sua corsia di sinistra; Isaksen firma una perla d'autore piazzando la palla gol che allunga le distanze dalla Juve, rete giunta dopo il colpo di testa perentorio di Provstgaard che aveva sbloccato l'incontro nel primo tempo. E poi ci sono la leadership indiscutibile di Capitan Zaccagni e un Mandas sempre più padrone e gigante nel giardino della propria "porta di casa". Menzione speciale per Belahyane: non solo agisce da metronomo impeccabile in mezzo al campo — da calciatore completamente ritrovato —, ma è letteralmente onnipresente e famelico nello spezzare le offensive avversarie, supportato dalla sostanza di Frattesi e Taylor, per scatenare le ripartenze velenose della squadra. Un gruppo compatto, una squadra unita che, pur nella consapevolezza di trovarsi solo agli albori dell'annata sportiva, non può e non deve più nascondersi: continuando a macinare gioco con questa mentalità vincente, i piani altissimi della classifica nazionale diventano un obiettivo concreto. Ora, però, occorre mantenere i piedi ben piantati a terra. Lo sguardo si sposta subito alla prossima sfida interna contro il Parma, seppur rovinata dalla cornice di uno Stadio Olimpico purtroppo, che sarà ancora semideserto. Ma come ama ripetere il tecnico biancoceleste, questa Lazio deve pensare esclusivamente a lavorare sodo e a far parlare il rettangolo di gioco, isolandosi da tutto ciò che accade fuori da Formello e dagli spalti degli stadi dove va ad affrontare i propri rivali. Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara LUCIANO SPALLETTI - "Sicuramente è stata una Juve inferiore alla Lazio. Non abbiamo avuto né il pallino del gioco, né le idee. Non riesco a darmi spiegazioni. Da giovedì non abbiamo cambiato nulla, se non far recuperare la squadra. Ho provato a cambiare, ma siamo stati lenti di gambe e di testa. La Lazio aveva un'altra intensità. Siamo stati fragili anche nelle reazioni dopo i duelli persi. Molti atteggiamente non mi sono piaciuti. Sono sorpreso anche io della prestazione". GENNARO GATTUSO - "La mentalità e la voglia oggi erano fondamentali. Oggi abbiamo fatto uno step ulteriore sul piano dell’atteggiamento". “Un paio di anni fa non volevo più allenare perché ero sempre nervoso per certi atteggiamenti. Poi ho fatto un percorso e ci ho lavorato. Mi arrabbio meno per i telefonini e per il modo in cui vivono. Poi però ci sono che vanno fatte tassativamente. Lavorare all’estero mi ha aiutato, mi sono abituato a modi di lavorare diverse. I giocatori di oggi hanno molta più conoscenza, ma mi bisogna stargli addosso perché mollano più facilmente”. "Nuno e Zaccagni hanno qualità. Quella catena funziona molto bene. Forse avremmo potuto fare meglio nel primo tempo. In questo momento non abbiamo paura a giocarci l’uno contro uno. Non siamo ancora abbastanza maturi per gestire il risultato motivo per cui li andiamo a prendere alti”. Il tabellino della gara 7° Turno "Serie A Enilive" - (2026/2027) Domenica, 18 ottobre 2026, ore 20:45 Allianz Stadium - TORINO JUVENTUS-LAZIO 0-3 Marcatori: (37° Provstgaard, 66° Isaksen, 89° Dele-Bashiru) Espulsi: -------- Arbitro: Davide Massa JUVENTUS (3-4-2-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumí; Celik (dal 74° Cambiaso), Douglas Luiz (dal 67° Zhegrova), Sarr (dall'87° Boga), McKennie; Nico Gonzalez (dal 67° Conceicao), Alajbegovic (dal 46° Woltemade); Kolo Muani. All.: Marco Domenichini (Luciano Spalletti qualificato). LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani, Sutalo, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor (dal 69° Dele-Bashiru); Isaksen (dal 79° Lazzari), Noslin (dal 69° Pinamonti), Zaccagni (dall'85° Pedraza). All.: Gennaro Gattuso. ------------------------------------- [Fonti: #DAZN ] -------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • SERIE A - IL BIG MATCH DI TORINO - BANCO DI PROVA PER LE AMBIZIONI DI JUVE E LAZIO

    Si affrontano due squadre in cerca di conferme della propria identità: la Lazio deve confermare la mentalità vincente del suo tecnico; la Juve deve trovare la quadra perché il potenziale c'è. Si prevede un match intenso sotto il profilo agonistico TORINO - Sabato, 17 ottobre 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Domani sera, alle ore 20:45, le luci dell'Allianz Stadium si accenderanno sul Big Match del 7° turno di Serie A, che vedrà protagoniste in campo Juventus e Lazio. Si giocherà in un clima caldo ed è del tutto immaginabile che i ritmi di gioco saranno intensi e alti. È ancora presto per definire con certezza quali saranno le reali ambizioni delle due compagini in questa stagione 2026/2027, ma dopo sei giornate una prima linea d'analisi si può iniziare a tracciare. E il quadro che emerge è di quelli affascinanti: da una parte troviamo un'inattesa ed esaltante Lazio, sorprendentemente in vetta alla classifica in condominio con l'Inter di Mister Chivu; dall'altra una Juventus in crescita costante, dotata di un collettivo strutturato per competere ai piani altissimi del calcio nazionale ed europeo. Il momento delle due squadre e le scelte tattiche A rendere ancor più incandescente l'attesa per la sfida di Torino sono le ultime notizie che arrivano dai rispettivi quartier generali. In casa bianconera la vigilia è segnata da una vera e propria emergenza a centrocampo e in attacco: la lista degli indisponibili per la Vecchia Signora è lunga e pesante, con le assenze confermate di pedine fondamentali come Yildiz, Thuram e Locatelli. Inoltre, sulla panchina piemontese non siederà Mister Luciano Spalletti, costretto alla squalifica dopo il concitato finale dell'ultimo turno a Cagliari: a guidare la squadra a bordo campo ci sarà il suo vice, Mister Marco Domenichini. Nonostante le defezioni, la Juve è pronta a far leva sul fattore campo e sul peso offensivo di Kolo Muani, Nico González e McKennie, con Francisco Conceição che dovrebbe accomodarsi in panchina. Dal canto suo, la Lazio di Mister Gennaro Gattuso si presenta all'appuntamento forte dell'entusiasmo della capolista e con un gruppo galvanizzato dai risultati. L'unica nota stonata in casa capitolina è l'assenza per infortunio di Albert Gudmundsson, ma il tecnico calabrese è pronto ad affidarsi al collaudato 4-3-3: in attacco spazio al tridente con Isaksen, Zaccagni e un Noslin in stato di grazia, supportati dalla dinamicità a centrocampo di Frattesi, Belhayane e Taylor. Una sfida tra presente ed equilibrio Se la storia dei precedenti sorride complessivamente alla Juventus, la fotografia del presente ci mostra una Lazio solida, imbattuta in campionato e capace di esprimere un calcio concreto e coraggioso. Per la squadra di Gattuso si tratta dell'esame di maturità per capire se il primato sia solo un bell'avvio d'autunno o l'inizio di qualcosa di più grande. Per la Juventus, al contrario, è l'occasione imperativa per centrare una vittoria pesante, accorciare la testa della classifica e scacciare i dubbi legati alle troppe assenze. L'arbitro dell'incontro sarà il Signor Davide Massa. Gli ingredienti per assistere a una serata di grande calcio ci sono tutti: tattica, agonismo e punti pesantissimi in palio nel cielo di Torino. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara LUCIANO SPALLETTI - "La Lazio sta facendo benissimo, ha una mentalità e una quadratura ben riconoscibili, oltre a individualità importanti. Penso alla dirompenza di Frattesi, un giocatore che conosco personalmente e di cui apprezzo la completezza: corre, segna e ha un grandissimo cuore. Poi ci sono le giocate sorprendenti di Isaksen e la qualità di Zaccagni là davanti. È una squadra pericolosissima da affrontare, dovremo essere bravi e forti nelle scelte da fare". "Il recupero dopo Vigo è iniziato alle 4:30 del mattino, quando siamo rientrati. Il giorno successivo abbiamo valutato le condizioni dei giocatori, perché ognuno reagisce in maniera diversa a questi viaggi. Dal punto di vista fisico non abbiamo svolto allenamenti particolari, ma abbiamo lavorato sull'atteggiamento e sui concetti che la squadra deve avere ben presenti. La partita non inizia al fischio dell'arbitro, ma quando cominci a immaginartela. In questo periodo dobbiamo ragionare su più gare ravvicinate, gestendo al meglio le energie. Abbiamo uno staff che analizza tutti i dati e ci aiuta nelle valutazioni: a volte non gioca chi è più in forma tecnicamente, ma chi ha recuperato meglio ed è più fresco». In merito alla gestione della squadra dalla tribuna - "Probabilmente alla fine del primo tempo entrerò in contatto telefonico con i miei collaboratori, perché fino a quel momento mi affiderò completamente a loro. Ho il miglior secondo del mondo, che non cambierei mai. Mi fido ciecamente di Domenichini e sono tranquillo perché so che verranno fatte tutte le scelte giuste". "Quello di Woltemade e Kolo Muani è uno dei dubbi che valuteremo nelle prossime ore, cercando di ragionare anche sullo sviluppo della partita. Non esistono titolari e riserve, è un modo limitato di vedere le cose: bisogna allargare il gruppo dei titolari. Contro il Celta, nel secondo tempo, siamo stati più predatori e abbiamo cercato con determinazione l'episodio che poteva cambiare la partita. Woltemade a Cagliari è rimasto sorpreso da un'occasione, mentre a Vigo è riuscito a segnare. Bisogna essere pronti quando il destino bussa alla porta, perché premia i più determinati. Dovrò riflettere bene sulle scelte iniziali, perché schierare insieme determinati giocatori significa anche avere meno possibilità di incidere a gara in corso. Kolo Muani, Woltemade e Nico possono darci questa forza, così come Gatti". "Boga ha circa mezz'ora nelle gambe. Zhegrova ha mostrato le sue caratteristiche e quelle giocate imprevedibili, sia per lui sia per gli avversari. Naturalmente bisogna trovare i giusti equilibri di squadra, soprattutto quando si schierano tanti giocatori offensivi. È un ragionamento che dobbiamo fare anche considerando le caratteristiche degli avversari. Zhegrova può trovare spazio dal primo minuto e, per quello che ci ha fatto vedere, avrebbe meritato di giocare di più". "Sarr è un calciatore che sa fare un po' tutto. Non lo ha ancora mostrato, ma ha anche un grande tiro dalla distanza. È un giocatore totale, capace di fare il regista, inserirsi e recuperare palloni. Riesce a interpretare diverse posizioni mettendo insieme caratteristiche differenti. Con l'assenza di Thuram, può darci qualità simili alle sue e a quelle di McKennie". "A me la squadra è piaciuta per quello che ha fatto. A Cagliari abbiamo disputato una grande partita, anche se è arrivato soltanto un pareggio. Il gruppo ragiona nella maniera corretta e quando analizziamo insieme i video vedo una dedizione completa da parte dei giocatori. Ho grande fiducia in loro: sono un gruppo forte e sano e sono convinto che arriveranno anche i risultati, perché siamo sulla buona strada". GENNARO GATTUSO - "Giochiamo contro una grandissima squadra, che ha raccolto poco di quanto seminato. Mi interessa il coraggio e la partita di mentalità, senza paura. Sono più forti di noi sulla carta, ma voglio vedere una squadra che se la gioca colpo su colpo. Se andiamo lì e cominciamo ad avere il braccino o timore, non ci porta a nulla tutto questo. Stiamo facendo cose buone, dobbiamo migliorare in molti aspetti, ma non voglio vedere paura". "Ho perso 4 finali contro la Juve, ne ho vinta una e perse 4. Il passato rimane nella storia, non si torna indietro. Possono giocare in diversi modo, hanno cambiato tanto. Se giocano con 2 punte ci sono 2 riferimenti, hanno fatto 3-4 gol su cross, riempiono l’area e sono pericolosissimi, così come sui calci piazzati. Ruotano molto. Domani serve coraggio, se ci mettiamo nel capanno e pensiamo - che Dio ce la mandi buona - non andiamo da nessuna parte. Ci vuole intensità massimo, loro sono una grande squadra". "Si può e si deve fare, poi è normale che ci sono momenti in cui bisogna ragionare in modo diverso. Quando si va, si va con coraggio. Poi dipende dalle zone di campo. Per la tipologia di gioco che hanno possono metterci in difficoltà in alcuni momenti, ma serve mentalità e voglia. Abbiamo alzato il minutaggio sul campo in settimana, si può lavorare su questo e sull’aumentare i giri. Alla squadra non posso dire nulla, lavora con serietà e partecipazione". "Gli avversari in campo aperto possono sempre metterti in difficoltà, ma si può reggere bene e meglio. A volte ci addormentiamo, non andiamo sulle preventive, con il Monza eravamo 5 contro 2 e spesso i loro 2 prendevano palla e facevano salire la squadra. Tutti stanno facendo quello che devono fare. Il calcio moderno è cambiato, nel '97 ai Glasgow Rangers c’erano 3 giocatori in panchina, a volte nemmeno il portiere. Il '97, non 50 anni fa. Dopo ho giocato per tanto tempo coi 3 cambi, ora con 5. Vuol dire che chi entra ti fa vincere le gare. I giocatori devono farsi trovare pronti. Possono incidere in qualsiasi momento. Tutti stanno facendo bene, merito loro. Bela i primi allenamenti faceva fatica e si scusava, step by step con passione e voglia si può fare tutto. Bravo lui". "Se io avessi ascoltato tutte le persone che mi hanno giudicato per 17 anni, avrei fatto un quarto di carriera. Non posso piacere a tutti, l’importante è essere onesti. Con me non sono stati onesti, questo è un dato di fatto. Ci sono i numeri. Vince uno solo, il campionato o la Coppa, poi uno deve vedere il lavoro. Non ci posso fare nulla, io lavoro e non mi manca nulla. Lavoro per passione, perché non mi piace stare a casa. Il calcio mi fa venire il formicolio nello stomaco. Mi piace ed è la mia vita. Mi piace più ora che quando giocavo, lo sento più mio questo lavoro". "Tutti i giorni bisogna dimostrare. Arriveranno anche i momenti negativi, arriveranno delle legnate nel muso, bisogna accettarle e andare avanti cercando di migliorare. Ora sono diverso da quando ho cominciato 12 anni fa, sono migliorato, ho più conoscenze adesso. C’è sempre da imparare. Ci sono tanti colleghi che ogni anno inventano e fanno cose diverse, per questo bisogna essere sempre aggiornati e studiare. Ogni anno è un anno diverso. Non fare passaggini di un metro senza senso. Dopo l’angolo da cui abbiamo preso gol abbiamo perso diversi palloni. Bisogna 'occupare' meglio nelle due fasi. Possiamo migliorare, non è una questione solo fisica, si corre molto di più a rincorrere gli avversari. Bisogna essere bravi a capire e occupare in modo migliore". "Pellegrini è in lista, partirà con noi. La società ha deciso con noi, a tutti gli effetti è a disposizione. Sulle altre cose non ti rispondo, do vantaggi agli altri, metteremo in campo la squadra migliore". "Non avere i black out di quei 15-20 minuti. Con il Monza dal 56° in poi abbiamo patito poco, prima però abbiamo concesso chance nitide. Col Milan idem, anche se siamo tornati in partita. Col Venezia 20-25 minuti uguali. Dobbiamo migliorare qui, di non prendere imbarcate e tenere il campo in modo migliore. Dobbiamo farlo per forza, ci è andata bene fino adesso, il portiere a volte ci ha messo una pezza. Se vogliamo stupire e far parlare di noi dobbiamo migliorare in questo". Le probabili formazioni Juventus (4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi, Celik; Sarr, Douglas Luiz; Zhegrova, McKennie, Nico Gonzalez; Kolo Muani. All.: Luciano Spalletti (squalificato, al suo posto in panchina Domenichini) Lazio (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini, Sutalo, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All.: Gennaro Gattuso La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Davide Massa Assistenti di linea: Alassio e Berti IV Uomo (Ufficiale): Maresca VAR: Meraviglia AVAR: Aureliano Dove seguire la diretta TV e in Streaming La partita fra Juventus e Lazio, valida per il 7° turno di Serie A enilive, stagione 2026/2027, si disputerà all'Allianz Stadium di Torino, con fischio d'inizio alle ore 20:45 dell'arbitro, Sig. Davide Massa e sarà trasmessa in esclusiva su Dazn. Gli abbonati potranno seguire l’incontro collegandosi tramite app su smart tv oppure collegare al televisore una console PlayStation 4/5 o Xbox, TIMVISION BOX o dispositivo Amazon Fire TV Stick o Google Chromecast. Visione possibile tramite app o sito Dazn su tablet, pc e smartphone. ------------------------------- [Fonti: #radiosei #juventusnews24 #DAZN #romatoday]

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