top of page

Risultati della ricerca

400 risultati trovati con una ricerca vuota

  • L'ARTE DI PROCRASTINARE: UN PERICOLOSO MODO PER SABOTARE IL RAGGIUNGIMENTO DEI NOSTRI OBIETTIVI

    Domani lo faccio!!! Poi, quel domani non arriva mai... articolo di Massimo Catalucci ROMA - Venerdì, 1 agosto 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - " Domani lo faccio!!! " Quante volte ci siamo trovati a pronunciare queste parole, consciamente o inconsciamente, riguardo a qualcosa che sappiamo essere importante per il nostro benessere e per il nostro futuro , ma poi quel domani non arrivava mai; oppure, iniziavamo con tutti i buoni propositi e dopo poco tutto naufragava per cui abbandonavamo la strada del cambiamento intrapresa. Prima di continuare in questo articolo, mi preme evidenziare che l'azione è essenziale per muoverci verso un obiettivo e in qualità di formatore nel campo della comunicazione , crescita e sviluppo personale , nonché counselor ad orientamento socio-pedagogico e mediatore civile , ho preparato un programma settimanale per chi volesse seguirlo, che accompagna passo, passo, nella costruzione di una nostra nuova abitudine e sul mantenimento della stessa nel tempo. Per dettagli su come accedere a tale percorso formativo di quattro settimane da svolgere quando si vuole a casa , ho aggiunto delle informazioni specifiche a fondo pagina . Detto ciò riprendiamo da qui. Iniziare uno stile sano di vita, intraprendere un’attività fisica, cambiare lavoro, iscriversi a un corso di musica, di scrittura, di yoga o quant'altro, magari, semplicemente parlare con quella persona a cui teniamo o chiedere al nostro datore di lavoro un colloquio per ottenere ciò che riteniamo di meritare o ciò che riteniamo importante manifestare, implica un impegno da parte nostra, quello di farci carico, in primis della responsabilità dell'azione che dovremo mettere in pratica. Tutti noi, chi più chi meno, ci siamo trovati di fronte a situazioni in cui, inizialmente, mossi da un'emozione positiva, ci sentivamo pronti a intraprendere un cambiamento che ci avrebbe dovuto portare ad una nostra trasformazione nel nostro modo di pensare e di agire. Ma poi… la procrastinazione è subentrata, e quel "domani" è diventato un rimando infinito . La verità è che siamo maestri nel rimandare, nel posticipare i nostri sogni, obiettivi e azioni verso un futuro che, paradossalmente, sembra sempre più lontano . E le giustificazioni che diamo a noi stessi per questa tendenza non mancano mai, spesso suonano così: " Vorrei iniziare a fare esercizio fisico, ma sono troppo impegnato." "So che dovrei parlare con mio padre (datore di lavoro, partner, figlio, ecc), ma tanto non mi ascolterebbe." "Il fumo è un problema per la mia salute, lo so, ma è l'unica soddisfazione che ho…Mi rilassa quando sono particolarmente stressato...Mi serve" "Se solo avessi una situazione economica più stabile, potrei fare qualcosa di diverso per me…" "Ormai sono troppo grande per iniziare ad imparare una nuova abilità" Tutte frasi, queste ed altre che " suonano " allo stesso modo e che alimentano il nostro circolo vizioso del " vorrei, ma.. ." e che diventano il pretesto perfetto per rimandare costantemente l'inizio di un cambiamento che dovrebbe condurci ad una nostra trasformazione profonda e positiva del nostro modo di essere. Un cambiamento che, se attuato, potrebbe essere il passo decisivo per raggiungere un obiettivo importante nella nostra vita. Ma questo " domani " non arriva mai e nel frattempo, senza rendercene consto, alleniamo la nostra mente a non entrare mai in azione e a mantenere lo status quo . La nostra mente inconscia, purtroppo, è pigra per natura . Quando non viene stimolata nel modo giusto, trova mille modi per sabotare ogni nostro buon proposito, facendo sì che le nostre intenzioni restino tali: intenzioni non realizzate . Così, rimandiamo, rinviamo e procrastiniamo , finché non ci rendiamo conto che l’unico risultato che otteniamo è l’abitudine al rinvio , che di fatto ci impedisce di progredire . Come rompere il circolo vizioso della procrastinazione? La risposta non è facile, né immediata, ma è sicuramente possibile . La soluzione consiste nel rafforzare la nostra mente attraverso un forte "perché" , che deve essere carico di una spinta emozionale, che alimenta la motivazione, che renda davvero imprescindibile il raggiungimento dell'obiettivo. E' il desiderio di associare piacere a ciò che intravediamo, quando procrastiniamo, come sofferenza. Facciamo un esempio per spiegare meglio questo ultimo periodo - Decido di imparare una nuova lingua, ma subito dopo i pensieri che mi sovrastano, respingono di fatto quel mio desiderio iniziale e cominciano a girare nella mia mente frasi del tipo: Imparare una lingua straniera è difficile - Non ho attitudine per le lingue straniere - Mi prenderà troppo tempo lo studio ed ho già tanti altri impegni: famiglia, lavoro, altri hobby - Ho già provato in passato a studiare una nuova lingua, con il risultato che ho abbandonato dopo qualche lezione - Oramai sono troppo grande per apprendere una nuova lingua - e così via con una serie di pensieri che creano sofferenza al percorso che vorrei intraprendere, per cui tali emozioni negative, respingono i miei buoni propositi iniziali Semplice, ma difficile Semplice , perché bastano poche parole per metterlo in pratica: dobbiamo capire davvero " perché " quel cambiamento iniziale è importante per noi. Il "perché" deve essere legato a stimoli piacevoli, ad emozioni positive, ai nostri valori, alle nostre aspirazioni e alla nostra visione di vita. Se comprendiamo davvero il valore di ciò che comporterebbe intraprendere un percorso di cambiamento volto alla nostra trasformazione, allora la procrastinazione perderà di forza. Difficile , perché l'attuazione del cambiamento richiede determinazione, costanza e soprattutto responsabilità di un piano d'azione, per condurci alla nostra trasformazione. Serve un metodo che ci porti a impegnarci ogni giorno, a compiere piccoli passi che, con il tempo, diventeranno abitudini solide. Solo così riusciremo a uscire dal labirinto della procrastinazione e ad entrare in un processo virtuoso. Il " perché ", la " determinazione " e la " costanza ", la " emozione positiva ", sono gli ingredienti essenziali di ogni persona che ha raggiunto il successo, in qualunque campo della vita : da quello strettamente personale , come il superamento di un’abitudine dannosa (ad esempio smettere di fumare), a quello sportivo (migliorare la performance atletica) o professionale (raggiungere obiettivi ambiziosi in ambito aziendale). Prendiamo ad esempio il mondo dello sport. Un atleta che desidera migliorare non può fare affidamento solo sulla motivazione iniziale. Deve allenarsi costantemente, seguendo un programma ben definito . Questo allenamento quotidiano non solo migliora le sue performance fisiche, ma soprattutto, allena la sua mente, creando una routine che lo spinge sempre più in là, verso nuovi obiettivi. Il circolo virtuoso: dalla mente al corpo e viceversa Se riusciamo ad educare la nostra mente a pensare in modo costruttivo ed emotivamente positivo, possiamo altresì, avviare una vera e propria trasformazione. I segnali che il nostro cervello invia al corpo diventerebbero sempre più chiari e forti, spingendoci all'azione, ma poi, l'azione ripetuta nel tempo in modo costante e continuativo, manda segnali al cervello creando una serie di "connessioni" neurali, che ci permettono di far diventare un'abitudine il nostro nuovo modo di pensare ed agire. Inizieremmo a sentirci motivati a perseguire i nostri obiettivi, anche se le circostanze sembrano sfavorevoli. Ogni piccolo passo, ogni azione compiuta, rafforza la nostra connessione tra la mente e il corpo, e viceversa, creando un circolo virtuoso che si auto-alimenta . La chiave è agire, non aspettare il momento perfetto. Quello non arriverà mai. L'inizio del vero cambiamento avviene solo quando ci si impegna quotidianamente, con determinazione e senza cedere alla tentazione di rimandare. Conclusioni In definitiva, la procrastinazione è uno dei principali ostacoli al raggiungimento dei nostri obiettivi . È una trappola in cui tutti, prima o poi, tendiamo a cadere. Ma la buona notizia è che possiamo liberarcene . Il segreto risiede nella forza del nostro "perché" , nella determinazione ad agire e nella costanza di mettere in pratica ogni giorno ciò che ci avvicina al nostro obiettivo, sempre in un contesto di emozioni piacevoli che saremo in grado di associare ad ogni nostra azione. Se vogliamo che il nostro cambiamento inizi, dobbiamo fare il primo passo, e il secondo, e il terzo e quelli successivi, fino a quando non diventerà automatico il nostro nuovo modo di pensare, sentire (emozioni e sentimenti) ed agire. Solo in questo modo saremo in grado di superare la procrastinazione e iniziare a costruire il futuro che desideriamo, per trasformare la nostra esistenza. ---------------------------------------------------------------------- Come ottenere il percorso formativo: "La mia trasformazione in 4 settimane". E' sufficiente iscriversi all'associazione senza scopo di lucro (seguire le indicazioni nel sito web) - " Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0" (clicca qui) . Se in via preliminare, vuoi avere maggiori informazioni, puoi inviare una e-Mail a: info.ass.gsdvd4.0@gmail.com ; oppure, puoi contattarmi direttamente al numero di cellulare (+39) 328 9590875 (anche whatsapp), sarò ben lieto di rispondere alle tue domande e/o tuoi eventuali dubbi. Dott. Massimo Catalucci

  • SICUREZZA IN MARE: UNA SFIDA CHE NON PUO' ATTENDERE

    Sciopero dei bagnini - SIB-Confcommercio: " Favorire il dialogo tra tutte le parti coinvolte " articolo di Massimo Catalucci RIMINI - Giovedì, 31 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - La sicurezza balneare è una priorità nazionale . Nel 2024 in Italia sono stati registrati " 221 casi di annegamento " con oltre " il 50 % degli interventi sulle spiagge ", cui si aggiungono circa il " 38 % in acque interne " e il " 10 % in piscina " ( [Euroborsa ], [ Confcommercio ]. Nel 2025 , con la campagna " Spiagge Sicure ", il SIB‑Confcommercio ha rilanciato la prevenzione, coinvolgendo il Ministero della Salute , il ISS e la Guardia Costiera . Da sottolineare l’importanza di un " salvataggio efficiente e di un'adeguata formazione degli addetti " ([ Euroborsa ]. Sciopero dei bagnini a Rimini: alzare i calici anziché gli ombrelloni? Nel settembre 2024 , i sindacati SIB‑Confcommercio e FIBA‑Confesercenti , hanno promosso uno sciopero simbolico contro l’incertezza normativa legata al rinnovo delle concessioni demaniali balneari . Lo sciopero, prevedeva la chiusura degli ombrelloni dalle 7:30 alle 9:30 , ma a Rimini – a differenza di molte altre località – gli operatori hanno preferito un approccio “ ospitaliero ”: hanno brindato insieme ai turisti , spiegando loro la situazione e sensibilizzando senza penalizzare il servizio. Le stime parlano di un’ adesione nazionale allo sciopero fino all'80% , secondo gli organizzatori, mentre il Codacons ha definito la mobilitazione un flop , con adesioni inferiori al previsto e divisioni interne alla categoria. Le criticità emerse Personale ridotto durante le ore centrali : l’ordinanza balneare regionale prevedeva un taglio del servizio di salvataggio tra le 12:30 e le 14:30, creando situazioni di **potenziale pericolo** in fasce orarie ad alto rischio [fonte: corriereromagna.it]. Scarsa attrattività della professione : mancano circa 4.000 bagnini in tutta Italia. La figura non risulta più appetibile, con stipendi netti in media tra 1.400 e 1.800 € , lavoro stagionale, senza vitto o alloggio garantiti [fonte: Reddit]. L’appello di SIB‑Confcommercio: dialogo e responsabilità condivisa Il SIB‑Confcommercio ha chiesto un coordinamento regionale tra istituzioni provinciali , Regione, Capitaneria di Porto, gestori e lavoratori per evitare il caos legato ai bandi demaniali e alle differenze tra Comuni [fonte: Altarimini]. Il presidente provinciale Riccardo Ripa ha definito l’incontro con l’ Assessorato al Turismo “ positivo e costruttivo ”, esprimendo l’intenzione di costituire un tavolo permanente . Allo stesso tempo, Antonio Capacchione , presidente nazionale del SIB‑Confcommercio , ha ricordato che gli stabilimenti balneari " nascono per garantire la sicurezza in spiaggia ", in linea con il Codice della Navigazione , e si pongono oggi come “ delegati dello Stato ” con un ruolo di pubblica utilità [fonte: Altarimini] - [fonte: Euroborsa]. In sintesi Tema : Sicurezza balneare - Situazione attuale : Elevata attenzione su spiagge; campagna “Spiagge Sicure” promossa nel 2025 [fonte: Euroborsa]; Tema : Sciopero a Rimini - Situazione attuale : Protesta diversa: non ha interrotto i servizi, ma ha coinvolto i turisti [fonte: ANSA.it], [fonte: Newsrimini], [fonte: Il Resto del Carlino]; Tema : Mancanza di bagnini - Situazione attuale : Circa 4.000 figure mancanti in Italia; stipendio e condizioni poco attrattivi [fonte Reddit]; | Tema : Richiesta di dialogo - Situazione attuale : Il SIB ha chiesto un tavolo con istituzioni, Capitaneria, sindacati e lavoratori ([Altarimini][7]) | Verso una soluzione condivisa L'appello del SIB‑Confcommercio a un dibattito franco con istituzioni provinciali e regionali, Capitaneria di Porto, colleghi e lavoratori, non è solo simbolico. È una proposta concreta che tende a determinare quanto segue: Definire un calendario stagionale chiaro (già in parte normato dal DL 73/2025 ) [fonte: Euroborsa]; Garantire la presenza effettiva e continua del servizio di salvataggio , anche negli orari centrali; Migliorare le condizioni lavorative , con contratti e compensi adeguati; Realizzare campagne di formazione e informazione rivolte agli operatori e al pubblico , come "Radio Balneare" e dimostrazioni pratiche in spiaggia [fonte: Euroborsa]. Solo con una strategia integrata — che metta al centro la tutela dei bagnanti e il ruolo dei bagnini come garanti della sicurezza — si può affrontare l’incertezza normativa, garantire il servizio e restituire credibilità a un modello turistico italiano da difendere. Conclusione La questione dello "sciopero dei bagnini" mette in luce non solo le difficoltà legate ai "bandi demaniali" e alla "mancanza di chiarezza normativa", ma anche le conseguenze dirette sulla "sicurezza in mare". In questo contesto, l’iniziativa del SIB‑Confcommercio — che invita a un confronto aperto e costruttivo — rappresenta un passo importante verso soluzioni condivise . Ma serve rapidità, ascolto e responsabilità da parte di tutti per evitare che le prossime stagioni balneari siano segnate da altre emergenze e tensioni. ------------------------ Per approfondimenti sull'argomento: [1]: https://euroborsa.it/sib-confcommercio-spiagge-sicure.aspx?utm_source=chatgpt.com " Il Sib Confcommercio rilancia la prevenzione con la campagna “Spiagge Sicure”" [2]: https://www.confcommercio.it/-/sicurezza-in-spiaggia?utm_source=chatgpt.com "Prevenzione annegamenti, Sib Fipe-Confcommercio presenta l'iniziativa “Spiagge Sicure” | Confcommercio" [3]: https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2024/08/08/balneari-a-rimini-sciopero-con-calici-alzati-insieme-a-ospiti_dd10ac65-4b2a-4e82-a5d4-04a017cd486d.html?utm_source=chatgpt.com "Balneari: a Rimini sciopero con 'calici alzati insieme a ospiti' - Notizie - Ansa.it" [4]: https://www.reddit.com/r/oknotizie/comments/1enyux0?utm_source=chatgpt.com "Sciopero degli ombrelloni, guerra di cifre sull’adesione: per gli organizzatori è stato un successo per il Codacons un flop" [5]: https://www.corriereromagna.it/home/bagnini-dimezzati-all-ora-di-pranzo-marinai-di-salvataggio-verso-lo-sciopero-JH854812?utm_source=chatgpt.com "Rimini. Bagnini dimezzati all’ora di pranzo, Associazione marinai di salvataggio verso lo sciopero" [6]: https://www.reddit.com/r/Italia/comments/1b6bl5a?utm_source=chatgpt.com "Bagnini \"introvabili\": secondo operatori balneari intervistati da Repubblica ne \"mancano\" 4 mila." [7]: https://altarimini.it/il-futuro-della-spiaggia-tra-bandi-e-nuove-regole-sul-salvamento-rischio-caos-serve-coordinamento.php?utm_source=chatgpt.com "Il futuro della spiaggia, tra bandi e nuove regole sul salvamento: \"Rischio caos, serve coordinamento\" - Altarimini" [8]: https://www.newsrimini.it/2024/08/caos-concessioni-a-rimini-i-bagnini-preferiscono-il-brindisi-allo-sciopero/?utm_source=chatgpt.com "Caos concessioni. A Rimini i bagnini preferiscono il brindisi allo sciopero • newsrimini.it" [9]: https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/protesta-in-spiaggia-i-bagnini-non-chiudono-gli-ombrelloni-brindiamo-coi-turisti-08636aa3?utm_source=chatgpt.com "Protesta in spiaggia. I bagnini non chiudono gli ombrelloni : \"Brindiamo coi turisti\""

  • DAL GOVERNO CENTRALE POTERI E NUOVE SFIDE A ROMA CAPITALE

    Ddl Costituzionale: Governance più snella e reattiva, ma anche maggiore responsabilità per l'amministrazione locale articolo di Massimo Catalucci ROMA - 31 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimo.catalucci.it ) - Il governo Meloni ha deciso di intraprendere una strada di grande impatto per la Capitale : con il recente via libera del Consiglio dei Ministri (Cdm) , il ddl costituzionale che assegna a Roma Capitale un ampio spettro di poteri su questioni centrali per lo sviluppo e il governo della città è stato finalmente approvato. Si tratta di un passo importante che segna una svolta per la governance della capitale, consentendo al Campidoglio di legiferare autonomamente su settori cruciali come il trasporto pubblico local e, l’ urbanistica , la gestione del territorio , e la v alorizzazione dei beni culturali , per citarne alcuni. Roma sotto la lente: Un potere sostanziale, ma anche una grande responsabilità Questa mossa si inserisce in un quadro di maggiore autonomia per Roma , che, pur trovandosi oggi ad affrontare numerose difficoltà (dai trasporti pubblici al traffico, dalla gestione dei rifiuti alla sicurezza), potrà ora agire con maggiore libertà per risolvere le problematiche urgenti della Capitale. Il provvedimento è visto come un' opportunità di crescita , ma non privo di rischi . Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha così commentato il Ddl Costituzionale: " La capitale d'Italia è Roma. E Roma non è una città come le altre , è la città Eterna, è la capitale del cristianesimo, è la capitale del Mediterraneo, ma è anche il Comune più popoloso e più esteso della nazione ". " Roma custodisce la maggiore concentrazione di beni storici e culturali al mondo, ospita il Vaticano, gli organi costituzionali, numerose organizzazioni internazionali, e rappresentanze diplomatiche - a continuato la Premier che ha poi aggiunto - Eppure, a fronte di tutto questo, del ruolo che Roma ha, delle funzioni che svolge, del peso che sostiene per adempiere a quel ruolo, a quelle funzioni, è governata di fatto con gli stessi poteri di un comune da poche migliaia di abitanti ". Questa riforma segna un passaggio importante per Roma che potrà prendere decisioni rapide ed efficaci, rispondendo direttamente alle esigenze di una città complessa e unica al mondo, slegata dal consenso del Governo Centrale. Pieni poteri, quindi, al Campidoglio che disporrà degli strumenti necessari per affrontare le problematiche quotidiane, ma avrà, altresì, la responsabilità di trovare soluzioni, senza delegare le colpe a terzi, nello specifico all'esecutivo centrale che non sempre ha potuto dare risposte tempestive." Secondo Meloni, il suo governo ha agito per consentire una governance più snella e reattiv a, ma anche per responsabilizzare maggiormente l'amministrazione locale romana. " Grazie a questa riforma - ha concluso Giorgia Meloni nel suo intervento video diffuso nel web - potremo finalmente restituire a Roma il valore che merita e che la storia le riconosce . Tutte le nazioni degne di questo nome si rendono conto di quanto siano i mportanti la credibilità, il prestigio, l'autorevolezza della propria Capitale . E noi non vogliamo più essere da meno perché investire su Roma significa investire sul futuro stesso della nazione ". Roma Capitale: Le aree interessate dalla riforma Il ddl stabilisce che Roma Capitale acquisisca poteri legislativi in alcune aree fondamentali per la città: Trasporto pubblico locale : Roma avrà maggiore autonomia nella gestione dei trasporti, una mossa che potrebbe contribuire a migliorare la qualità del servizio e ad adeguarlo alle esigenze di una città che cresce continuamente. Urbanistica e governo del territorio : A Roma sarà consentito adottare politiche urbanistiche più adeguate e mirate, cercando di superare la frammentazione e la lentezza burocratica che hanno storicamente rallentato il processo di sviluppo e riqualificazione urbana. Commercio, artigianato e turismo : Potranno essere varate politiche locali più mirate per incentivare il commercio e il turismo, settori economici fondamentali per la Capitale. Polizia amministrativa locale : Il Campidoglio avrà più autonomia nel gestire la sicurezza e il controllo delle attività economiche e sociali. Beni culturali e servizi sociali : Roma potrà investire in maniera più diretta nella tutela e valorizzazione del suo patrimonio culturale, ma anche nei servizi sociali, rispondendo in modo più efficace ai bisogni della sua popolazione. Edilizia residenziale pubblica : Un'area di grande interesse per rispondere all'emergenza abitativa della città, con il compito di creare politiche più efficaci per la costruzione di nuove case popolari. Un rischio o un'opportunità? Sebbene la riforma conferisca nuovi poteri, essa implica anche nuove responsabilità. L ’amministrazione capitolina non avrà più scuse : eventuali inefficienze e ritardi nei servizi non potranno più essere attribuiti al governo centrale. Sarà Roma a dover gestire, in prima persona, i problemi che da anni affliggono la Capitale . Se l’autonomia è una grande opportunità , la responsabilità politica e amministrativa ora è tutta del Campidoglio , che avrà l'onere di migliorare concretamente la vita dei romani. In questo modo, chi governa e governerà in seguito la città eterna, non avrà più alibi a cui appellarsi, salvo situazioni imponderabili, che s fuggono al calcolo o a una precisa valutazione preventiva per cui hanno una natura indeterminabile ed imprevedibile . Questo ddl costituzionale rappresenta, dunque, una sfida per la giunta capitolina . La vera domanda ora è: le conoscenze, le competenze e la preparazione politica di chi governa e governerà Roma, sono e saranno all'altezza dei poteri assegnati dal Governo centrale al Campidoglio per far fronte a un compito così gravoso, ma anche fondamentale per la crescita della Capitale? La città ha bisogno di amministrazioni capaci di trasformare questo potere in azioni concrete e visibili. Saranno i fatti a dare le risposte che tutti i romani attendono da decenni . Conclusioni: Potenziale di crescita, ma non senza sfide La decisione del governo Meloni di assegnare a Roma Capitale maggiori poteri rappresenta un passo importante per il futuro della città. Se da un lato questa riforma potrebbe finalmente consentire alla Capitale di affrontare in modo più diretto le sue sfide storiche, dall'altro comporta una grande responsabilità per chi amministrerà Roma. La capacità dell'amministrazione capitolina di usare questi poteri in modo efficace sarà cruciale per garantire uno sviluppo urbano sostenibile , una maggiore efficienza dei servizi e un futuro prospero per tutti i cittadini romani . Roma, finalmente, avrà gli strumenti necessari per riprendersi il proprio futuro . Ora, non resta che aspettare di vedere se riuscirà a sfruttarli nel miglior modo possibile.

  • ALLARMISMO MEDIATICO E IMPATTO SULLA SALUTE MENTALE E SUL NOSTRO STILE DI VITA

    Stiamo creando una società che ci vuole sempre più ansiosi e paurosi. Un modo studiato da chi vuole controllare le menti delle masse? articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Mercoledì, 30 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Tutti abbiamo ancora bene impresse nella nostra mente le terrificanti scene dei camion in colonna che trasportavano decine di morti, mentre sfilavano per le vie di Bergamo in un silenzio generale assordante , come fosse un film fantascientifico. Tutto era ai limiti della realtà e tutti eravamo sconvolti da quello che stava succedendo, eravamo smarriti, ci sentivamo inermi e senza soluzione , davanti a quella che era stata annunciata come la più grande pandemia di massa che aveva colpito l'intera popolazione mondiale . E quell' esperienza, cui nessuno di noi si è potuto sottrarre e a cui, comunque, non tutti successivamente, abbiamo reagito allo stesso modo quando ci fu chiesto di piegarci alle direttive (direi di più alle imposizioni sanitarie ) calate dall'alto dai nostri Governi, ha comunque lasciato in noi un segno indelebile di come la comunicazione di massa può essere usata quale arma per stravolgere le menti e i cuori delle persone che, a loro volta, possono perdere il contatto con la realtà e lasciarsi trascinare nel vortice del caos che si è venuto a concretizzare in un determinato contesto. Viviamo nell'era in cui le informazioni viaggiano alla velocità della luce ; le notizie che riceviamo istantaneamente e in modo continuo e costante nell'arco delle ventiquattr'ore, ci sottopongono a continui allarmismi diffusi dai mezzi e dagli strumenti della comunicazione (radio e tv giornali, quotidiani telematici, social media; TV, PC, Tablet, Cellulari), alimentati spesso da notizie drammatiche e catastrofiche . Queste hanno un impatto profondo sulla nostra salute mentale . Questo fenomeno, che esacerba sentimenti di paura, ansia e panico , sta rendendo difficile per molti di noi, vivere una vita serena, trasportandoci in uno stato di incertezza costante . L'ultima notizia allarmante in ordine cronologico e che tiene banco in questi giorni, è la febbre West Nile, una malattia virale trasmessa dalle zanzare che, stando alle notizie che circolano, può causare sintomi lievi simili a quelli influenzali , ma in alcuni casi può portare a complicazioni più gravi . E' sufficiente questa ulteriore notizia , anche se i dati dicono che l'incidenza della mortalità è ridottissima e coinvolge principalmente persone deboli ultra settantacinquenni, per far riemergere in molti i fantasmi di un passato sedicente "pandemico" recente , sconvolgente, in cui tutti siamo passati. Segno quest'ultimo, di come il germe della paura e dell'ansia, si sia insidiato in noi dall'epoca dei fatti del Covid-19. Il Ruolo dei Media: Un Fuoco che Alimenta la Paura I media, soprattutto durante la crisi pandemica, hanno amplificato ogni notizia legata al virus , mettendo in luce i numeri delle vittime, l'espansione del contagio e le misure di lockdown, senza dare spazio alla comprensione della situazione globale e al benessere psicologico delle persone . Ma al contempo, in particolare i media nazionali, per possibili influenze politiche, hanno anche seguito una linea che escludeva la possibilità di esprimersi a quella voce, sempre autorevole della scienza medica, che cercava di placare l'allarmismo che si stava sviluppando tra la popolazione, indicando, altresì, percorsi sanitari che avrebbero potuto salvare molte vite , utilizzando terapie alternative in contrapposizione ad un vaccino che veniva presentato come unica soluzione a quella che era stata indicata come la pandemia da covid-19 In questo clima di emergenza , le informazioni venivano trasmesse in modo urgente e con toni che avevano, sicuramente, effetti collaterali sulla psiche dei cittadini . Il pericolo di questa comunicazione allarmista è che, a lungo andare, le persone finiscono per vivere in uno stato di stress cronico . Il cervello umano, di fronte a stimoli ripetuti e ansiogeni, si attiva in modalità di "allerta" , inducendo una continua risposta fisiologica di paura . Questa costante tensione provoca disagi, come insonnia, aumento della frequenza cardiaca, difficoltà di concentrazione e, nei casi più gravi, veri e propri disturbi psicologici . In sintesi, si diventa deboli psicoemotivamente e si è più propensi a seguire i suggerimenti che ci arrivano, senza filtrarli con la giusta razionalità e senso di riflessione consapevole dei fatti stessi che si stanno susseguendo. Ansia e Stress: La Nuova Epidemia Psicologica L'esperienza del lockdown ha portato molti a sentirsi intrappolati, sia fisicamente che mentalmente . L'impossibilità di uscire, la riduzione delle interazioni sociali e l'ansia costante legata alla pandemia hanno creato una spirale negativa, dove la paura della malattia si è mescolata con l'incertezza economica e sociale. Per alcune persone, questo periodo è stato un vero e proprio trauma che ha reso difficile riprendere la vita normale anche dopo la fine delle restrizioni . L'impatto più forte si è avvertito soprattutto tra i più vulnerabili , come anziani , persone con problemi di salute mentale preesistent i e coloro che vivevano in situazioni familiari difficili . Tuttavia, anche chi apparentemente stava bene si è trovato ad affrontare sfide psicologiche inaspettate , come un senso di impotenza e disconnessione dalla realtà . Vivere Sospesi: Un Sentimento di Incertezza Oggi, a distanza di qualche anno, la sensazione di vivere sospesi tra paura e speranza sembra non essersi attenuata. Il ricordo di quei giorni di chiusura forzata continua a riflettersi nelle nostre paure quotidiane. Ogni notizia, anche se non più legata al COVID-19, evoca un senso di vulnerabilità: una nuova minaccia sembra sempre essere dietro l'angolo . I media continuano a mantenere un ciclo continuo di allarme. Le crisi politiche, i disastri naturali, le minacce terroristiche e la continua diffusione di notizie sensazionalistiche alimentano una cultura della paura che mina la nostra serenità mentale . In questo contesto, molti si trovano a vivere con la costante paura di "qualcosa che possa accadere" o di perdere ciò che hanno, creando una frattura tra la vita quotidiana e una percezione distorta della realtà. La Necessità di Un Nuovo Approccio alla Comunicazione Per uscire da questa spirale di allarmismo e ansia, è fondamentale adottare un nuovo approccio alla comunicazione . I media, pur nella loro funzione di informare, devono essere consapevoli dell’impatto psicologico che possono avere sulle persone. È necessario un cambiamento di paradigma che non solo riporti le informazioni in modo preciso e bilanciato, ma che sappia anche dare voce alle storie di resilienza, speranza e superamento , così da non lasciare i cittadini prigionieri di una narrazione di paura. La Strada verso la Serenità Superare l'effetto dell'allarmismo mediatico non significa ignorare le problematiche reali, ma riuscire a fare fronte ad esse con maggiore lucidità e serenità . La consapevolezza, l’informazione equilibrata e il supporto psicologico sono gli strumenti per restituire alle persone una sensazione di controllo e benessere. Solo così sarà possibile vivere senza la paura costante di essere sopraffatti da eventi che, purtroppo, sono al di fuori della nostra capacità di gestione. Conclusione L'informazione è un potente strumento che può educare, sensibilizzare e proteggere, ma quando viene utilizzata in modo allarmistico, può diventare una vera e propria minaccia per la nostra salute mentale . È necessario un equilibrio, un'informazione che non causi ansia, ma che promuova la consapevolezza e la resilienza . La sfida per il futuro è quella di imparare a vivere consapevolmente in un mondo che cambia rapidamente, senza farsi sopraffare dalla paura . ------------------------------------------------------ NOTE : [immagine in copertina: Titolo originale:  Skrik (in norvegese) - Autore: Edvard Munch, pittore norvegese - È stato dipinto in tre versioni a olio realizzate tra il 1893 e il 1910 ( conservate due presso la Galleria Nazionale di Oslo, e una –la più recente- al Munch Museum ), una versione a pastello conservata presso un anonimo collezionista e in una serie di incisioni]

  • GOVERNO MELONI - RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - SULLE ORME DI GIOVANNI FALCONE

    L’eredità di Giovanni Falcone è un punto di riferimento imprescindibile , un invito a riflettere e a migliorare un sistema “indistinguibile” nelle sue componenti  e incapace di garantire la vera indipendenza della magistratura articolo di Massimo Catalucci ROMA - Sabato, 26 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Era il 3 ottobre 1991, quando Giovanni Falcone rilasciò un'intervista a Mario Pirani per " Repubblica " , dove si affrontarono temi di fondamentale importanza per la giustizia italiana , come la riforma Vassall i e l'introduzione di un nuovo codice di procedura penale . Le parole del grande Magistrato, sono rimaste indelebili nel tempo e sono oggi oggetto di riflessione , soprattutto alla luce di quanto sta accendendosi nel dibattito politico e giuridico attuale. Falcone parlò di un sistema accusatorio che, secondo lui, avrebbe dovuto essere basato su una netta distinzione tra le figure del pubblico ministero (Pm) e del giudice . Un principio che, all'epoca, sembrava un'utopia ma che oggi risuona più che mai, in un contesto dove anche il ministro Carlo Nordio , a distanza di più di trent'anni, si trova ad affrontare accuse simili a quelle che Falcone subiva. Il sistema accusatorio e la separazione delle carriere Falcone, con il consueto rigore che lo contraddistingueva, spiegò come un sistema accusatorio debba fondarsi su un pubblico ministero che non solo raccoglie e coordina le prove, ma che deve possedere competenze, esperienze e una preparazione tecnica che vanno ben oltre la semplice funzione di accusa. Il suo compito non si esaurisce nel formulare l’imputazione, ma deve rispondere a un obiettivo preciso: perseguire la verità attraverso la ricerca di prove nel dibattimento. In questa visione, il PM rappresenta una parte in causa, ed è quindi fondamentale che non abbia alcun tipo di " parentela " con il giudice, figura che deve restare neutrale e al di sopra delle parti. Ma qui emergeva una contraddizione profonda del sistema giuridico italiano dell'epoca: il fatto che la formazione e le carriere di giudici e pubblici ministeri fossero unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, rendeva difficile mantenere una separazione netta tra i due ruoli . Falcone, con lucidità, sottolineò come questa unificazione avesse finito per “ indistinguere ” le figure del giudice e del pubblico ministero , minando così il " principio di indipendenza e imparzialità" del sistema giudiziario. " Chi, come me, sostiene la necessità di una differenziazione strutturale nelle competenze e nelle carriere di PM e GIP, viene accusato di voler sottomettere il PM al controllo dell’Esecutivo " - affermò all'epoca il grande ed eroico Magistrato. Un'accusa che oggi appare tanto più rilevante alla luce delle polemiche politiche in corso riguardo alla separazione delle carriere e che si rinnova nei confronti del Ministro Nordio, da parte dei partiti di opposizione che, non si può escludere, vorrebbero mantenere lo stato di cose attuali, per evidenti vantaggi di parte e per abbattere gli avversari politici (la storia di Berlusconi dalla sua scesa in campo politico, insegna...). L'accusa di "nemico dell'indipendenza del magistrato" Falcone si trovò spesso accusato, per la posizione da lui intrapresa, di essere un " nemico dell'indipendenza del magistrato " e di essere nostalgico della " discrezionalità dell'azione penale ", con il timore di voler ristabilire un controllo maggiore dell'Esecutivo sulla magistratura. Tutt'altro, era il tentativo di accuse accuse pretestuose di chi non ama la trasparenza, l'ordine, la neutralità della Magistratura, chi non ama l'onestà e lo sviluppo della propria Nazione. Questa pratica esercitata a suo tempo nei confronti di Giovanni Falcone ed oggi di Carlo Nordio , miravano e mirano tutt'oggi a screditare uomini che dedicano la propria vita alla lotta contro la criminalità organizzata e che si sono battuti e si battono per un sistema giuridico più giusto ed efficace e per garantire alla nostra Patria, credibilità in un contesto democratico, ma forte di un Governo fermo nelle proprie scelte, che mira ad evitare che la Magistratura stessa possa essere " tirata per la giacchetta " dalla politica e usata a proprio piacimento. Ed oggi, quell'ala politica del nostro paese che per decenni ha caldeggiato l'unione delle carriere nella Magistratura, muove le stesse accuse nei confronti del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio . Le critiche che hanno travolto il Ministro del Governo Meloni , accusato di voler limitare l'indipendenza della magistratura e di piegarla agli interessi politici, rispecchiano le stesse accuse che Falcone aveva dovuto affrontare. Questi parallelismi dimostrano quanto poco sia cambiato nel tempo il dibattito sulla struttura della giustizia in Italia, ma al contempo, dimostrano come la visione di Giovanni Falcone sia ancora viva in chi, come lui, ama la giustizia, quella basata sulla trasparenza e che esclude la possibilità del Magistrato di avere conflitti di interesse in sede giudiziale. Un’eredità che non si può ignorare L’intervista del 1991 non è soltanto una testimonianza della lucidità e della visione del Magistrato siciliano, ma anche un monito su come il sistema giuridico italiano continui a essere in continua evoluzione , con alcune contraddizioni che sembrano ripetersi nel tempo . Se da un lato si è tentato di migliorare il sistema giudiziario, dall'altro si continua a dibattere sulla separazione delle carriere e sull'indipendenza della magistratura. Le parole di Giovanni Falcone rimangono, quindi, oggi più che mai rilevanti. La sua visione di un sistema accusatorio che rispetti la separazione delle carriere e l'indipendenza delle funzioni , senza confondere i ruoli di giudice e pubblico ministero, resta una proposta fondamentale per il rinnovamento della giustizia in Italia . Un obiettivo che, purtroppo, continua a scontrarsi con resistenze politiche e professionali che sembrano non voler abbandonare il vecchio sistema , ben lontano dalla separazione delle carriere proposta da Falcone. In un’Italia che sta ancora cercando di dare risposte efficaci alla questione della giustizia, l’eredità di Giovanni Falcone è un punto di riferimento imprescindibile , un invito a riflettere e a migliorare un sistema che, come lui stesso diceva, è troppo spesso “indistinguibile” nelle sue componenti e, per questo, incapace di garantire la vera indipendenza della magistratura .

  • REGIONE LAZIO - DISABILITA' GRAVI E NUOVI SERVIZI PER ARDEA

    Il "Comitato per i diritti delle persone con disabilità Ardea" incontra in Regione l’assessore Maselli: al centro dell’agenda nuovi servizi, risorse e programmazione strutturale articolo di Massimo Catalucci ROMA - Mercoledì, 23 luglio 2025 – (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Si è svolto lunedì scorso, presso la sede della Regione Lazio, un incontro ufficiale tra una delegazione del " Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità di Ardea"  e l’ assessore regionale all'Inclusione Sociale e ai Servizi alla Persona, Massimiliano Maselli , con la partecipazione della dirigenza del Consorzio Sociale . Al centro del confronto , le criticità storiche del territorio di Ardea in materia di servizi socio-assistenziali per le persone con disabilità gravi e gravissime. Durante l’incontro, richiesto dal Comitato, sono stati illustrati con chiarezza all'assessore, i principali nodi irrisolti: ·         liste d’attesa prolungate  per l’accesso a strutture semi-residenziali, tutte localizzate al di fuori del territorio comunale; ·         una assistenza domiciliare limitata  e non continuativa; ·         l’assenza di progettualità stabile, in favore di interventi temporanei e discontinui. L’assessore Maselli ha manifestato attenzione e disponibilità all'ascolto, presentando contestualmente alcune importanti innovazioni normative  in fase di approvazione entro il 2025, nonché strumenti di finanziamento  di prossima attivazione cui potrà accedere il Consorzio per l’avvio o il potenziamento di specifici servizi. In particolare, sono state illustrate: ·         una legge di riordino del sistema socio-assistenziale regionale ; ·         la prevista istituzione di microstrutture sociosanitarie  di prossimità; ·         la creazione di centri polivalenti  a valenza inclusiva e terapeutica; ·         nuovi finanziamenti per i progetti "Dopo di Noi"  e per le Case famiglia ; ·         misure straordinarie per l’attuazione dei PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) , con l’obiettivo di sostenere i Comuni inadempienti, tra cui Ardea. Il Comitato ha consegnato all'assessore una nota tecnica, corredata da approfondite segnalazioni sul contesto locale, proponendo alcuni interventi prioritari per il territorio: Attivazione ad Ardea/Pomezia di un centro sociosanitario dedicato a persone con disabilità gravi e gravissime ; Realizzazione di un progetto pilota sul "Dopo di Noi" , orientato a garantire l’autonomia abitativa di un gruppo definito di adulti con disabilità; Rafforzamento del Consorzio Sociale , con supporti specifici finalizzati a colmare il persistente divario infrastrutturale ed economico rispetto al Comune di Pomezia. Parallelamente, pur riconoscendo che taluni ambiti non rientrano nelle competenze dirette della Regione, il Comitato ha ritenuto opportuno segnalare ulteriori esigenze locali, auspicando una collaborazione interistituzionale volta alla risoluzione delle stesse: ·         Potenziamento e qualificazione dei servizi OEPAC e CAA  all'interno delle scuole dell’obbligo; ·         Pianificazione efficiente del trasporto dedicato , tanto per le attività ordinarie quanto per le necessità straordinarie; ·         Effettiva attuazione dei PEBA , la cui approvazione risale al 1986, ma che ad Ardea risultano ancora inattuati. Il Comitato ha espresso apprezzamento per il clima costruttivo dell’incontro e per le prospettive delineate, dichiarando la propria intenzione a proseguire in un ruolo attivo di monitoraggio e stimolo , affinché gli impegni assunti si traducano in azioni concrete e tempestive.

  • MERITO E LAVORO: LA DISCONNESSIONE TRA DICHIARAZIONI POLITICHE E REALTA' QUOTIDIANE

    Nonostante alcuni miglioramenti nell'ultimo biennio, persistono problemi significativi, la difficoltà per gli over 50 di trovare lavoro qualificato articolo di Massimo Catalucci ROMA - Domenica, 20 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it ) - In Italia, il concetto di merito è spesso al centro dei discorsi politici e delle dichiarazioni ufficiali, ma raramente si traduce in realtà quando si parla di accesso al mondo del lavoro, soprattutto per chi ha superato i 50 anni . L'idea che un lavoratore debba essere valutato sulla base delle proprie competenze, esperienze e titoli di studio è, infatti, un principio condiviso da tutti, ma la sua applicazione pratica è tutt'altro che scontata . Anzi, per molte persone "mature" in cerca di occupazione, il merito, nel contesto pubblico e privato, diventa un concetto distante, sostituito dalla necessità di avere una "spinta" esterna , cioè una " raccomandazione " (non intesa necessariamente in senso negativo, ma come referenza di un conoscente, amico, che sponsorizza la candidatura sulla base del reale valore), per poter sperare in un'opportunità lavorativa adeguata alle loro conoscenze, competenze, titoli di studio, formazione continua, abilità ed esperienze professionali. Una Sintesi sul Mercato del lavoro I principali dati statistici sul mercato del lavoro in Italia negli ultimi cinque anni, suddivisi per età , sesso , competenze  e titoli di studio , provenienti, principalmente, da fonti come l' ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)  e l' OCSE , in considerazione anche della triste vicenda legata alla pandemia da Covid-19 e al cambiamento tecnologico che hanno condizionato di molto il mondo del lavoro, ci dicono che il tasso di occupazione per i lavoratori di età compresa tra i 15 e i 64 anni , nel 2023 è salita al 59,6% , segnando un miglioramento rispetto al 58,4%  del 2019 . E anche gli ultimi dati annuali danno una crescita. Ma nonostante questo miglioramento occupazionale nelle varie fasce di età , inclusa quella degli over 50 , quest'ultima è ancora svantaggiata , soprattutto per quanto riguarda la disoccupazione a lungo termine . Molti sono costretti ad accettare lavori precari o a bassa qualificazione . Mentre questo aspetto può essere accolto favorevolmente da un giovane che sta costruendo la propria vita e può essere utile per fare esperienze, passare da un lavoro ad un altro, in un adulto oltre i 50 anni, diventa condizione depressiva, deludente e scoraggiante. Ripiegare su lavori distanti dalle sue acquisite conoscenze e competenze, oltre eventuali titoli accademici di base di cui potrebbe essere in possesso, il potenziale lavoratore over 50, in una fase della vita in cui dovrebbe avere delle certezze nel campo lavorativo , queste gli vengono disilluse da un sistema che non lo tutela di certo . Il Merito Sostenuto dalla Politica La politica da parte sua, a livello nazionale e locale, ha più volte sottolineato l' importanza del merito come criterio per l'accesso al mondo del lavoro, per la promozione dei dipendenti, e per la gestione delle risorse umane nel pubblico e nel privato . Le parole sono chiare: i lavoratori devono essere giudicati in base alla loro preparazione, alle conoscenze e competenze che hanno acquisito nel tempo, al valore che possono apportare all'organizzazione. Ma la realtà dei fatti spesso racconta un’altra storia . La Difficoltà per gli Over 50 Se per i giovani, nonostante le difficoltà intrinseche legate alla mancanza di esperienza lavorativa, ci sono ancora possibilità di inserimento o di crescita professionale, per chi ha superato i 50 anni, il discorso cambia radicalmente. La discriminazione legata all'età è una piaga invisibile, ma ben radicata , che colpisce molti lavoratori che, pur avendo accumulato anni di esperienza e competenze, si trovano ad affrontare un mercato del lavoro che sembra dare più valore alla giovinezza che all'esperienza. Il rischio è che queste persone si vedano escluse da opportunità lavorative semplicemente per la loro età (lavoratori superati) , senza che venga dato il giusto peso alle conoscenze, competenze, abilità ed esperienza sul campo, acquisite e spesso più affinate di quelle dei giovani, anche per il semplice fatto che hanno affrontato sfide più dure in un contesto lavorativo diverso. In questo scenario, le parole sulla valorizzazione del merito rischiano di suonare come vuote dichiarazioni politiche . La "Raccomandazione" come Chiave di Accesso In molti casi, per un over 50, l'unica via per accedere a un posto di lavoro che valorizzi davvero le proprie conoscenze e competenze sembra essere la raccomandazione , la sponsorizzazione di un conoscente, un amico. La cosiddetta “ politica del favore ” diventa un passaggio obbligato. La condizione di chi cerca lavoro a questa età è spesso una ricerca vana, dove il merito e le capacità vengono messi in secondo piano rispetto a chi ha le giuste conoscenze, a chi sa di potersi rivolgere a chi può “ spingere ” la sua candidatura. In un mercato del lavoro dove la meritocrazia sembra essere una mera utopia , il ricorso alla raccomandazione è visto come l'unico strumento efficace per superare le barriere invisibili che, di fatto, escludono una fascia importante di lavoratori . Eppure, questo sistema non solo mina la giustizia sociale e l'equità, ma anche la stessa efficienza del mercato del lavoro, perché non premia chi ha veramente il valore per ricoprire un determinato ruolo . Il Merito Riconosciuto negli Over 50: Un Diritto Negato? Quando si parla di merito, un aspetto fondamentale è il riconoscimento delle esperienze di vita e lavorative accumulate nel corso degli anni . Un lavoratore over 50 che ha trascorso decenni a perfezionare le proprie capacità professionali, a formarsi e a sviluppare un know-how specifico, ha diritto di essere valutato in base a queste competenze. Eppure, nella maggior parte dei casi, questo non avviene, poiché il sistema selettivo preferisce la giovinezza e la flessibilità di chi è appena entrato nel mercato del lavoro . Oppure, cosa ancor più deprimente, il sistema, premia chi si accomoda a colui/colei che gli offre un lavoro in cambio di una " riverenza ", quotidiana che fa della persona assunta, un lavoratore vincolato e non libero.. Le conoscenze, competenze, abilità (skills), non sono solo una questione di titoli di studio o corsi frequentati, ma si manifestano in esperienze concrete , in problem-solving quotidiani , in saperi trasmessi e consolidati nel tempo. Questi, purtroppo, vengono troppo spesso ignorati a favore di criteri che non rispondono al principio di meritocrazia. Inoltre, la disuguaglianza tra generazioni rischia di trasformarsi in un ulteriore danno per la società , poiché non solo vengono esclusi individui qualificati e motivati, ma si crea anche una frattura intergenerazionale che compromette la trasmissione del sapere e l’innovazione continua all’interno delle aziende . Lavori di Ripiego: Una Soluzione Temporanea Non Dignitosa che Penalizza gli Over 50 Non è raro che chi si trova in questa situazione si veda costretto ad accettare lavori di ripiego , come quello del corriere, cameriere, manovale, operaio, solo per citarne alcuni. Lavori rispettabili, certo, ma che non rispecchiano, né le capacità, né le aspettative di chi ha investito anni e risorse nella propria formazione personale e professionale . Si tratta di lavori che, pur essendo onesti e nobili (ogni lavoro onesto lo è), non valorizzano il merito acquisito nel corso degli anni e non riconoscono la dignità e l'identità lavorativa e professionale di chi ha contribuito in modo sostanziale alla crescita di un paese o di una comunità. Concludendo: Un Lavoro Meritocratico per Tutti Il mercato del lavoro italiano presenta forti disuguaglianze per età , sesso , competenze  e titoli di studio . Nonostante alcuni miglioramenti, persistono problemi significativi, come il gap di genere  e la difficoltà per gli over 50  di trovare lavoro qualificato. La meritocrazia   rimane un principio più dichiarato che praticato , e la ricerca di lavoro per competenze e titoli  spesso si scontra con la realtà di un mercato che premia, a volte, il favore o le raccomandazioni . Il sistema educativo e formativo sta cercando di rispondere alle nuove esigenze del mercato, ma l'Italia deve ancora fare molti passi in avanti per ridurre le disuguaglianze e per valorizzare il vero merito . Se la politica vuole davvero fare del merito uno degli assi portanti della società, forse, deve partire dal riconoscere che ogni lavoratore, indipendentemente dall'età, ha diritto a un trattamento equo, a una valorizzazione delle proprie conoscenze, competenze e ad opportunità professionali che rispecchino il valore e la dignità del lavoro svolto . La vera sfida per il nostro paese non è tanto proclamare a parole la meritocrazia, ma costruire un sistema che permetta a tutti , giovani e meno giovani , di accedere a un posto di lavoro non per il favore di qualcuno, ma per il valore che sono in grado di esprimere . Solo in questo modo il concetto di merito potrà finalmente diventare una realtà e non una promessa non mantenuta. La dignità e l' identità lavorativa sono condizioni determinanti per la qualità di vita di una persona, in un contesto di titoli di studio, conoscenze e competenze acquisiti e, al di là del suo status sociale, della sua età e del genere, la politica deve farsi carico di tutelare, concretamente, tali condizioni, garantendone e soprattutto applicandone nella nostra società, quotidianamente, i principi su menzionati .

  • LA POLITICA CERCA LA TRASPARENZA MENTRE CREA SCENARI SEMPRE PIU' OPACHI

    Tra dimissioni, trasferimenti da un partito ad un altro, nuove nomine, scambi di accuse, polemiche nelle sale istituzionali, nei social e sui media, nonché una comunicazione coerente e congruente assente, il caos regna sovrano... articolo di Massimo Catalucci ROMA - Domenica, 13 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Ottenere il giusto equilibrio tra il nostro modo di pensare e di agire , è il lavoro più estenuante e difficile da raggiungere per ognuno di noi, perché sempre più siamo frastornati dagli esempi in una società che esalta e misura il successo delle persone dal potere che le stesse detengono (economico, religioso, politico, scientifico, culturale, mediatico, ecc.), per cui ci spinge a perseguire quel " Modus cogitandi et agendi " (modo di pensare e di agire) che risponde ad un pensiero collettivo molto diffuso: " Così fan tutti, perché io devo essere diverso? Questo è il mondo, meglio adeguarsi se si vuole ottenere qualcosa. " Una società che guarda allo sviluppo umano e alla sua evoluzione in un contesto di equilibrio dei valori che la caratterizzano, invece, dovrebbe esaltare, realmente e concretamente, la coerenza, la congruenza, la morale e l'etica , che si fondano nel rispetto di noi stessi, dei nostri simili e di tutto il creato, nei contesti che viviamo quotidianamente. E partendo da tale assunto, raggiungere tale equilibrio personale, diventa prerogativa essenziale per chi, a maggior ragione, intende intraprendere attività pubbliche o comunque di grande responsabilità nei confronti della collettività , come sono quelle del legislatore, dell'amministratore del bene pubblico, del politico, del giudice, del medico e di tante altre figure pubbliche e private, al fine di garantire, appunto, armonia ad un sistema sociale, economico, lavorativo, culturale, istruttivo, religioso e mediatico, nella nostra società . E' un progetto personale e di conseguenza collettivo ambizioso questo, che implica in primis la predisposizione della persona alla rinuncia . Imparare a dire " no " non è facile, specialmente quando ci si presentano offerte a nostro vantaggio individuale in un contesto che, come abbiamo visto, non esalta i valori essenziali e fondamentali dell'essere umano, ma il suo status sociale all'interno dello scenario collettivo in cui lo stesso è calato . E' evidente che tale " modus operandi " alimenti proprio quel sistema che crea alleanze, gruppi , nei quali entrano esclusivamente coloro che si adeguano a tali modi di pensare e di agire, lasciando fuori chi non si allinea . E questo modo molto diffuso, di pensare e agire di molti, quindi di aderire a tale "progetto", contamina tutte quelle aree che si occupano del bene pubblico, che dovrebbero essere gestite con grande senso di responsabilità, coscienza, conoscenze e competenze adeguate, ma soprattutto con il rispetto che si deve al fruitore di tali servizi: il cittadino. Invece, sappiamo che, molti di questi posti vengono occupati da chi accetta di entrare in quell'imbuto che presenta un accesso molto ampio (aperto a tutti), ma un' uscita molto stretta, nella quale passano solo coloro che, come suddetto, si adeguano ad un sistema esistente già descritto. Ed è facile immaginare che non sempre queste persone hanno conoscenze e competenze adeguate per poter ricoprire tali ruoli e mansioni di grande responsabilità, ma hanno semplicemente assecondato il volere di chi detiene già un potere e lo esercita a suo piacimento, per creare nuovi schieramenti di "adepti" da poter usare . La chiave del cambiamento che porta alla trasformazione della società E la chiave del cambiamento che porta alla trasformazione della nostra società in una comunità più equilibrata , volta a creare i presupposti di un benessere globale ripartito all'intera popolazione, passa proprio attraverso la consapevolezza del valore del nostro rifiuto a non piegarci ad un sistema che vuole calpestare, spesso con il nostro consenso, la nostra dignità e identità umane . Certo è che nel corso della nostra esistenza, non è facile per nessun comune mortale perseguire ed ottenere il giusto equilibrio tra il nostro modo di pensare, di comunicare e di agire , a maggior ragione oggi, dove la società è sempre più incentrata nello sviluppo dei "poteri" in ogni ambito, a cui in tanti, troppi, aspirano ed ambiscono ad arrivare per poter guardare poi, dall'alto tutti gli altri. Concentrando questo pensiero nel mondo politico, al ruolo pubblico che questo rappresenta, in molti dimenticano che essere eletti, non costituisce l'affermazione di un potere personale , bensì costituisce l'affermazione e il riconoscimento pubblico di un servizio che deve essere reso alla cittadinanza , nell'ottica del potere stesso che è da ricondurre nel volere del popolo, in quanto sovrano, secondo quanto recita la nostra costituzione. Ma sembra che per molti, non sia così...tutt'altro!!! E' un potere che, una volta assegnato per " delega ", viene esercitato da chi lo ha ottenuto, a discapito della base che li sostiene. E evidentemente, stando a come vanno le cose nel nostro paese, ma forse nel mondo intero, molti dimenticano una volta eletti, che il ruolo è quello di servitore e non di padrone . E questa corsa ad un successo personale , è evidente che accresce e sviluppa, in chi persegue tali ambizioni ad ogni costo, strategie di pensiero e di comportamento, che non guardano molto all'equilibrio individuale , inteso come rispetto per se stessi e per gli altri; la pratica concreta dell' umiltà , della condivisione , della compartecipazione , della coerenza e della congruenza tra ciò che si pensa, si dice e si fa; né, tanto meno, sviluppa un' attenzione consapevole verso quelli che sono i valori fondanti dell'umanità in termini di morale e di conseguenza, di una nostra etica che dovrebbe seguire la morale, divenendo espressione pratica della stessa nella nostra quotidianità, qualsiasi sia il ruolo e le mansioni che svolgiamo nel contesto sociale in cui viviamo. Coerenza e congruenza Questi due termini, apparentemente, sembrano uguali, ma presentano delle sfumature che li distinguono nella loro definizione. La coerenza riguarda il pensiero logico , ovvero, l' allineamento tra ciò che si pensa, si dice e si mette in pratica; la congruenza , avvolge la persona intera nel suo essere, riflettendo la sua integrità personale e riguarda la sfera di un pensiero più profondo degli umani, radicato nei meandri del suo inconscio ed è l ' armonia tra l'esperienza interna (pensieri ed emozioni) e la manifestazione esterna del nostro essere (comportamento, comunicazione, relazione) . Morale ed etica Così come per la coerenza e la congruenza, anche la morale e l'etica hanno delle chiare definizioni che le distinguono. La morale racchiude in sé i riferimenti ai valori , alle regole universali che attribuiamo alle nostre azioni ; l' etica è la parte operativa dei nostri pensieri profondi, inconsci e razionali, che si esprime attraverso il nostro comportamento quotidiano . Il caos Ecco che il disallineamento tra la morale, l'etica, la coerenza e la congruenza, respingono lo sviluppo di un nostro equilibrio personale che invece, se perseguito a dovere, ci aprirebbe le porte all' ascolto e alla comprensione del prossimo e dei fatti che accadono nella nostra società , facendoci divenire consapevoli del nostro modo di pensare, di comunicare (sia verbalmente che non) e di relazionarci con i nostri simili nel contesto che viviamo. Questi, diventano fattori determinanti per creare una società trasparente e comunicativa , nella quale le informazioni partono da una fonte (fonti) e arrivano al ricevente (riceventi), in modo coerente, congruo e nel rispetto di una morale collettiva ed etica, sane . E in questa nostra società, dove i media e i dispositivi di ultima generazione , per non parlare dell' intelligenza artificiale , assumono l'aspetto di grandi diffusori alle masse di ogni genere di informazione , spesso fuori controllo e fuorviante , tendente ad allontanarci e distrarci dal vero , portandoci fuori strada e facendoci commettere errori di valutazione , la ricerca di un nostro equilibrio individuale , in particolare quando abbiamo la responsabilità di ruoli e di mansioni pubbliche , diventa essenziale per trasmettere, altresì, il giusto equilibrio alla comunità . Laddove manca equilibrio, il caos la farà sempre da padrone. Così anche nelle piccole comunità, gli attori della politica locale faticano a veicolare le informazioni alla cittadinanza con puntualità, semplicità, trasparenza, schiettezza, coerenza e congruenza , per cui la comunicazione stessa tra l'amministrazione pubblica e la collettività, assume più le caratteristiche di un muro di divisione sociale e politico , piuttosto che quelle di un ponte di congiunzione su cui costruire il futuro trasparente e prospero di una città . --------------------------------------------------------- Altri articoli e video che trattano lo stesso argomento... Articoli Articolo del 10/07/2025 - LA POLITICA E' UNA COSA SERIA...MA NON TUTTI LA ONORANO Articolo del 28/06/2024 - COMUNICAZIONE E RELAZIONE: L’IMPORTANZA DEL LINGUAGGIO EMOTIVO Articolo del 3/04/2022 - POLITICA E SOCIETÀ: TRA CAMBIAMENTO, SVILUPPO E TRASFORMAZIONE

  • REGIONE LAZIO – APPROVATA LA LEGGE 171 – SEMPLIFICAZIONE URBANISTICA

    Marika Rotondi (FdI): “ 𝐏𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐮𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞, 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢, 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐛𝐮𝐫𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚. 𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧'𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐚, 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 " articolo di Massimo Catalucci ROMA - Giovedì, 17 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - L’approvazione della Legge 171 sulla Semplificazione Urbanistica ( clicca qui )  rappresenta un passaggio importante, specialmente in un settore notoriamente rallentato da iter complessi e lunghi tempi autorizzativi. Una legge che si attendeva da tempo e che mira a migliorare e snellire la burocrazia che, quando è portata agli eccessi, paralizza lo sviluppo di un’intera comunità Gli obiettivi che si intendeva raggiungere con l’approvazione della suddetta legge, che ha visto impegnati gli addetti ai lavori per circa due anni e mezzo, data la complessità dei contenuti che la riforma necessitava di sviscerare e modificare, possiamo sintetizzarli in quanto segue: ·         Procedure più snelle ·         Tempi certi ·         Riduzione della burocrazia ·         Una pianificazione urbanistica moderna, efficiente e trasparente Alla luce dei punti primari sintetizzati, si può affermare che tale riforma nello specifico,   faciliterà l’accesso agli interventi edilizi sia per i privati che per le imprese; Ridurrà i tempi per ottenere permessi e autorizzazioni; semplificherà il lavoro di tecnici e professionisti del settore (ingegneri, architetti, geometri); Renderà la pubblica amministrazione più trasparente e prevedibile. “ Alle 5:15 di questa mattina, dopo 24 ore di consiglio no stop , abbiamo finalmente approvato una legge attesa da tempo: la 171 sulla semplificazione urbanistica  – queste le parole del Consigliere Regionale Marika Rotondi , nonché presidente della commissione speciale ‘Semplificazione Amministrativa’ .   “ Un impegno preso in campagna elettorale  – ha continuato Rotondi - un lavoro durato due anni e mezzo, una risposta concreta per cittadini, professionisti e imprese ”.   “ 𝐏𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐮𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞, 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢, 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐛𝐮𝐫𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚. 𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧'𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐚, 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 ” – ha concluso il Presidente della Commissione regionale, Marika Rotondi.

  • ANZIO - SETTE PERSONE SALVATE IN MARE GRAZIE ALL'INTERVENTO DEI BAGNINI

    Nel pomeriggio sfiorata la tragedia, ma fortunatamente sono tutti salvi articolo di Massimo Catalucci Anzio - Mercoledì, 16 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Attimi di grande apprensione oggi pomeriggio , intorno alle ore 15:20 , nella zona di Rivazzurra ad Anzio , dove sette bagnanti si sono trovati in grave difficoltà in mare . A intervenire il loro soccorso sono stati due bagnini professionisti. Il primo, appena avvistato il gruppetto di persone in acqua che era in difficoltà, ha dato l’allarme con il fischietto che hanno in dotazione. Il suono dello strumento ha richiamato l’attenzione di un suo collega, Gabriel Murgoci , un giovane bagnino di 21 anni , che si è subito portato in soccorso del collega per evitare quella che poteva trasformarsi in una tragedia. I due bagnini , notando la situazione critica , non hanno esitato a tuffarsi tra le onde per raggiungere le persone in difficoltà . Con sangue freddo e grande determinazione, sono riusciti a riportare tutti in salvo sulla spiaggia . Tempestivo anche l’arrivo delle unità di soccorso , che hanno prestato le prime cure ai malcapitati. Fortunatamente, secondo le informazioni disponibili al momento della trasmissione della notizia, non ci è stato comunicata nessuna conseguenze o complicazioni di salute per i protagonisti di questa vicenda. La prontezza dei due bagnini è stata accolta con grande riconoscenza da parte dei presenti e dimostra, ancora una volta, l' importanza della presenza attenta e preparata degli addetti alla sicurezza balneare lungo le nostre coste .

  • ARDEA - CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO SULLA SICUREZZA. IL SINDACO CREMONINI RICHIAMA TUTTI ALL’UNITA’ DI INTENTI

    Una strategia possibile: prevenzione, comunità, giustizia - La battaglia per la sicurezza ad Ardea coinvolge tutti: Amministratori locali, cittadini, associazioni, commercianti articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Martedì, 15 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Si è tenuto oggi pomeriggio ad Ardea, nell’Aula Sandro Pertini, un Consiglio Comunale Straordinario convocato per discutere un punto unico, ma cruciale: “ Le preoccupanti condizioni di sicurezza nel territorio, scenario di episodi di grave criminalità: cosa fare, a chi spetta intervenire e come farlo ”. Un titolo che suona come una resa più che come una premessa d’azione. Eppure, dentro quella sala, in mezzo a interventi di consiglieri di maggioranza e opposizione – a tratti divergenti, ma tutti consapevoli della gravità della situazione – è emerso il ritratto di una città ferita, cronicamente, trascurata e orfana di uno Stato che sembra ricordarsi di Ardea solo a margine delle cronache giudiziarie o delle passerelle politiche . Quando la sicurezza diventa una parola vuota La sicurezza non è un concetto astratto: è un diritto costituzionale . Ma ad Ardea – e non solo – sta diventando un’ illusione . Non si tratta solo di microcriminalità diffusa, furti, atti vandalici, ma di un degrado strutturale che ha permesso a vere e proprie famiglie criminali di radicarsi sul territorio . Alcune zone della città risultano di fatto inaccessibili, controllate in modo informale – ma efficacissimo – da chi ha fatto della violenza un codice di appartenenza . Non è un’allucinazione collettiva: è un’emergenza che ha preso forma lentamente , giorno dopo giorno, silenziosamente. La città non è più vissuta come spazio comune ma attraversata con sospetto, con timore, a volte con rassegnazione. Criminalità e sviluppo: un’equazione impossibile Tra i tanti dati emersi durante il consiglio, uno spicca più degli altri: il tema della sicurezza è il principale freno allo sviluppo del territorio . Chi investirebbe in un quartiere dove lo Stato non si vede mai? Quale imprenditore aprirebbe un’attività in una zona dove, dopo una certa ora, regna l’autogestione criminale? Quale famiglia sceglierebbe di vivere lì se ha alternative? Lo sviluppo non è solo questione economica. È anche percezione, fiducia, qualità della vita. Senza sicurezza, Ardea resta bloccata, inchiodata a un passato che si ripete: promesse disattese, visite istituzionali lampo, proclami che non si traducono mai in azioni. E nel frattempo, interi quartieri sprofondano . Il gioco delle responsabilità: tutti colpevoli, nessuno responsabile Una domanda ha attraversato con forza il dibattito in Aula: “ A chi spetta intervenire? ”. Apparentemente semplice, in realtà questa è la questione politica più profonda e trasversale che tocca la vicenda Ardea. Il Comune denuncia la carenza di mezzi, di uomini, di risorse . Lo Stato – per bocca dei suoi esponenti locali e nazionali – assicura attenzione e supporto , ma poi ciò che serve praticamente non viene mai realizzato. Ad Ardea non servono “slogan”, serve concretezza . Intano, il tempo passa e la criminalità si organizza Tra le voci cittadine sentite in Aula, quella di Rossano Recchia , ha ricordato senza giri di parole che “Ministri, Senatori, Deputati, Assessori Regionali sono venuti qui più volte, ma ad oggi non è cambiato nulla”. E ha ragione. I politici passano, la città resta. Ma resta sola e la criminalità si prende i territori e si organizza. Partecipazione civica: l’altra grande assente Se da un lato è facile – e spesso giusto – puntare il dito contro le istituzioni, va detto anche che la cittadinanza, quando si parla di sicurezza o di altre tematiche importanti, è spesso latitante . L’Aula Pertini oggi avrebbe dovuto essere stracolma di cittadini, ma invece... Ci indigniamo sui social , condividiamo video di aggressioni o lamentele notturne, ma quando si tratta di esserci davvero, di metterci la faccia, siamo troppo spesso assenti. Questo è il cortocircuito della democrazia contemporanea: pretendiamo protezione, ma non partecipiamo alla costruzione di quella protezione . Delegare tutto allo Stato, senza esercitare il nostro ruolo attivo di comunità , è parte del problema – questo in sintesi l’intervento del Sindaco di Ardea, Maurizio Cremonini, a chiusura dei lavori in aula di oggi, che ha voluto evidenziare come l’unione fa la forza. “ Quelle volte che sono stato ospite in alcune trasmissioni giornalistiche di mediaset – ha commentato Cremonini - c on una delegazione di cittadini al seguito, per denunciare pubblicamente lo stato dei luoghi di Ardea e una sicurezza sempre più precaria data da diversi fattori, facendo vedere attraverso sequenze filmate come alcune aree siano in mano a famiglie che vivono al di fuori di ogni regola civica e delle leggi, sono stato contattato dall’alto. Segno evidente questo che - ha continuato il Sindaco - s e la cittadinanza è unita e appoggia l’amministrazione locale, abbiamo più possibilità di essere ascoltati del Governo centrale per portare sul nostro territorio quei servizi per la sicurezza che mancano . Ma non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo essere tutti uniti" . Il modello sbagliato: pensare alla sicurezza solo come polizia Quando si parla di sicurezza, il primo riflesso è sempre lo stesso: “ Servono più pattuglie, più telecamere, più agenti ”. E in parte è vero: senza presidio, senza occhi e piedi sul territorio, nessun piano per la sicurezza funziona . Ma questa è solo una parte della storia. La sicurezza urbana si costruisce anche attraverso servizi sociali efficienti, scuole che funzionano, spazi pubblici illuminati e vissuti, trasporti dignitosi . In una città viva, la criminalità fatica a prosperare. In una città morta, la criminalità prende il posto della vita . Pensare che bastino divise per risolvere il problema della sicurezza è un’illusione pericolosa, una semplificazione utile solo alla propaganda. Una strategia possibile: prevenzione, comunità, giustizia Perché la sicurezza ad Ardea – e in molte altre città italiane – non è un fatto tecnico, ma profondamente politico . Serve una strategia integrata che veda il Comune come promotore ma coinvolga ogni livello istituzionale. Una strategia che preveda: Un potenziamento reale delle forze dell’ordine  in termini di organico e mezzi Una mappatura dei quartieri più a rischio , con interventi mirati anche di tipo sociale La valorizzazione delle reti civiche e associative  del terzo settore già presenti sul territorio L’ educazione alla legalità nelle scuole , non come evento episodico, ma come percorso curricolare La rigenerazione degli spazi urbani  abbandonati, oggi spesso rifugio per attività illecite E soprattutto: serve visione politica . Non bastano ordinanze o proclami. Servono obiettivi chiari, monitoraggio, responsabilità . Chi ha paura della normalità? Ardea non ha bisogno di eroi. Ha bisogno di normalità. Di quartieri dove i bambini possano giocare in strada senza paura . Di autobus che passano in orario. Di parchi puliti e illuminati . Di commercianti che non debbano pagare il prezzo di rapine, furti e danneggiamenti alle proprie attività. Di famiglie che possano vivere senza sentirsi sotto assedio . Questo è il vero volto della sicurezza . E se oggi sembra un sogno, è solo perché abbiamo smesso di pretenderla come diritto , abbiamo smesso o forse non abbiamo mai iniziato, di sentirci parte integrante di un progetto di sviluppo a cui possiamo dare forza con la nostra presenza e denuncia . La politica che serve (e quella che non serve più) Il Consiglio Comunale straordinario di oggi è stato un momento importante, ma non può restare un evento isolato. Se la politica si limita ad ascoltare, a compiangere, a indignarsi, non cambia nulla. La politica deve scegliere. Deve osare. Deve investire. E deve farlo subito, prima che il degrado si faccia sistema, prima che la sfiducia diventi rottura definitiva tra cittadini e istituzioni . Quello che è in gioco ad Ardea – e in tante altre città italiane – non è solo la sicurezza: è la credibilità dello Stato. La battaglia per Ardea riguarda tutta la comunità Quello che accade oggi ad Ardea, ma anche in altre località d'Italia, è l'evidenza di cosa succede quando lo Stato lascia soli i suoi territori . Di cosa significa vivere in una città dove la legalità è un’eccezione e non la regola . Ma anche – forse – di cosa può accadere quando una comunità decide di dire basta. Serve una mobilitazione collettiva . Serve che ognuno, dal consigliere comunale al cittadino qualunque, alle associazioni , ai commercianti , decida di fare la sua parte. Serve che la sicurezza torni a essere una realtà, non uno slogan elettorale . Perché senza sicurezza non c’è libertà. E senza libertà, non c’è democrazia.

  • L'INCENERITORE DI SANTA PALOMBA SMALTIRA' SEICENTOMILA TONNELLATE DI RIFIUTI ALL'ANNO

    La Giunta Gualtieri tira dritto nella realizzazione del nuovo impianto di smaltimento rifiuti nonostante il grido di allarme ambientale di chi vive nella zona che lo ospiterà articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Giovedì, 10 luglio 2025 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Era il 13 ottobre del 2023, quando una delegazione composta dai cittadini residenti nella zona di Santa Palomba, dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti della Capitale , e dai comitati anti-inceneritore , accompagnati dai consiglieri comunali dei comuni limitrofi, si recò alle Regione Lazio per denunciare lo stato di degrado ambientale che vive da anni il territorio nella provincia sud di Roma. Purtroppo, ad oggi le voci dei cittadini e dei comitati a salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica, si sono perse nel vento . Ma la loro opera di protesta e di manifestazione dei propri diritti di salute, continua, come è giusto che sia in un paese civile, impavida, al fine di vedere riconosciuti i suddetti diritti umani. Il degrado ambientale che persiste nell'area di Santa Palomba, Montagnano e zone limitrofe , rischia di compromettere la salute dei cittadini (sempre che non abbia già avuto un esito negativo sugli stessi... speriamo di no!!! ) ed è dato da diversi fattori: dall' inefficiente controllo del territorio da parte delle autorità ambientali competenti ; dall' inciviltà delle persone , ma soprattutto dalla esistente, seppur attualmente inattiva perché già stracolma e non può sopportare altri rifiuti, discarica di Roncigliano. Di tutto ciò, a farne le spese maggiori , in termini di qualità dell'ambiente , sono gli abitanti dei nuclei abitativi nella località di Montagnano (Ardea) e zone adiacenti, per le possibili contaminazioni nell'aria e nel terreno attraverso infiltrazioni di sostanze nocive provenienti dalla vicina discarica sopra citata. Ed ora, la realizzazione della nuova opera messa in cantiere da Roma Capitale , che vedrà la nascita di un termovalorizzatore che dovrebbe smaltire circa 600.000 tonnellate di rifiuti all'anno , preoccupa non poco i cittadini che, oltre alla qualità dell'ambiente che non gli viene garantita con questa tecnologia di smaltimento rifiuti, vedono anche svalutarsi i propri immobili perché è evidente che anche volendo cambiare "aria" per andare a vivere da qualche altra parte, il prezzo di vendita delle loro case, scenderebbe di molto . Chi comprerebbe oggi una casa in un quadrante di territorio dove coesistono una vecchia discarica (Roncigliano); rifiuti abbandonati da incivili nei bordi stradali e nella campagna anche vicino a corsi d'acqua; e nuovo impianto di termovalorizzazione pronto ad entrare in uso qualora, come si sta prospettando, venisse realizzato? Sarebbe interessante rivolgere questa domanda al Sindaco di Roma, Gualtieri. L’obiettivo delle manifestazioni , da parte dei rappresentati dei territori oggetto del degrado ambientale galoppante dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto di smaltimento rifiuti, era ed è tutt'oggi quello di evidenziare al Comune di Roma la contrarietà dei residenti alla realizzazione del termovalorizzatore, perché non offre garanzie di innocuità nel confronti dell'ambiente e della salute pubblica . Alla luce di ciò, è evidente, altresì, che le possibili ricadute negative sulla salute dei cittadini con la realizzazione del termovalorizzatore, impongano alle istituzioni preposte , lo studio e la ricerca di alternative non impattanti sull'ambiente e sulla salute delle persone , in ragione dello smaltimento dei rifiuti . L'anno scorso delle associazioni si rivolsero ai sindaci dei castelli romani e del litorale - Il 14 luglio prossimo a Marino nuova manifestazione pubblica L'estate scorsa , 22 Associazioni della Rete Tutela Roma Sud , preoccupate di una situazione sempre più critica e che non tende a sbloccarsi nel trovare alternative al progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba, scrissero ai Sindaci di Ardea, Pomezia, Marino, Albano Laziale, Castel Gandolfo, Genzano e Ariccia , affinché intervenissero a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.  Questo il comunicato delle associazioni pubblicato sulla loro pagina Facebook dedicata - Rete Tutela Roma Sud (clicca qui per leggere) . E le manifestazioni vanno avanti compatte, come quella che si terrà lunedì prossimo, 14 luglio, nel Comune di Marino , con inizio alle o re 18.00 , in Piazza Sciotti nella località di Santa Maria delle Mole ( leggi qui ). In questa occasione verrà presentata l’istanza di istituzione di “area ad elevato rischio di crisi ambientale ”, ai sensi dell’ art. 2, comma 1 della Legge Regionale Lazio 13/2019 presentata dal Comune di Pomezia in aggiunta a quella del Comune di Albano Laziale relativa al comma 2 della stessa Legge già licenziata dal Consiglio comunale . Chiamare un impianto di smaltimento rifiuti con un altro nome, non risolve i problemi di inquinamento ambientale e non mette al sicuro la salute dei cittadini Dagli studi e dalle ricerche emersi nel campo dello smaltimento dei rifiuti a tutela dell'ambiente, si è arrivati alla conclusione che un termovalorizzatore è un inceneritore che può ridurre, ma non eliminare scorie inquinanti che si riversano nell'ambiente . I termovalorizzatori, quindi, ridimensionano le emissioni nocive rispetto ai vecchi inceneritori, ma non le eliminano del tutto . L'alternativa ecologica c'è, perché non prenderla in considerazione? La giornalista scientifica Margherita Bologna , ricercatrice ed esperta di nuove tecnologie per gestire i rifiuti ed autrice del progetto “Riciclo Totale” , attraverso una sua pubblicazione del 25 maggio del 2022 , apparsa sull'editoriale " ambienteeambienti.com " ci spiega come sia possibile sviluppare un impianto ad impatto zero con l'ambiente. " Realizzare una gestione dei rifiuti senza produrre emissioni nocive per l’ambiente nella chiusura del ciclo - afferma Margherita Bologna - è un obiettivo inseguito ma non soddisfatto dalle tecnologie maggiormente diffuse oggi. Ma la sfida che vede impegnato il nostro tempo - continua la giornalista scientifica - è proprio quella di contribuire anche in questo settore al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica e di fare investimenti che non danneggino l’aria, l’acqua, il suolo, cioè l’ambiente in cui viviamo. Eppure tecnologie più avanzate di trattamento delle diverse tipologie di rifiuti non riciclabili, che non inviano in atmosfera nessun tipo di emissioni e non rilasciano effluenti dannosi che inquinano i corsi d’acqua o la superficie dei terreni, ci sono ". " L’idea di base - prosegue Margherita Bologna - su cui poggiano le diverse soluzioni impiantistiche, dalle più semplici alle più complesse, è quella di assemblare diverse tecnologie industriali già esistenti al fine di realizzare una gestione dei rifiuti che offra soluzioni efficienti , ecosostenibili ed idonee a garantire un alto grado di protezione dell’ambiente e della salute pubblica . Quindi l’impianto o, per meglio dire, la piattaforma, unisce tecnologie innovative e tradizionali che lavorano in sinergia allo scopo di realizzare una gestione circolare dei rifiuti e dei materiali da trattare ". " La tecnologia è selezionata in relazione ai materiali in ingresso - ha continuato la giornalista - Se la piattaforma è alimentata con prodotti come la FORSU , le deiezioni animali o le biomasse, la tecnologia usata è un processo a flusso plasmatico , mentre nel caso di alimentazione con rifiuti pericolosi e sanitari infetti viene utilizzata l’ ElettroDissociazione molecolare al plasma termico . L’impiego dell’uno o dell’altro processo, o di entrambi, dipende dalla natura e composizione dei rifiuti da trattare e dagli obiettivi che ogni progetto intende raggiungere. Una delle grandi opportunità data da queste piattaforme - ha puntualizzato Margherita Bologna - è la possibilità di gestire insieme agli altri materiali anche i fanghi di depurazione. Dalla piattaforma non escono emissioni, né rifiuti liquidi, né solidi, mentre lo scarto è unicamente un materiale basaltico utilizzabile per opere stradali o arredo urbano ". Questa potrebbe essere un'alternativa al termovalorizzatore, ma con le nuove tecnologie e la scienza che fa passi da gigante, crediamo che potrebbero essercene altre che non vanno ad impattare negativamente con l'ambiente, per cui la domanda è... perché puntare testardamente su impianti che mettono a rischio la nostra salute? --------------------------------------------------------- Altri articoli e video che trattano lo stesso argomento... Articoli Articolo del 15/07/2024 (clicca sul link per leggere l'articolo) - 22 ASSOCIAZIONI DELLA “RETE TUTELA ROMA SUD” UNITE CONTRO IL TERMOVALORIZZATORE Articolo del 28/06/2024 (clicca sul link per leggere l'articolo) - ARDEA – DA TOR SAN LORENZO A MONTAGNANO: FUOCHI TOSSICI CONTINUI   Articolo del 20/06/2024 (clicca sul link per leggere l'articolo) - ALBANO LAZIALE – IL GIUBILEO DEL 2025 NON DEVE ESSERE IL MOTIVO PER IMPIANTARE IL TERMOVALORIZZATORE…ESISTONO ALTERNATIVE CHE RISPETTANO L’AMBIENTE E LE PERSONE   Articolo del 16/10/2023 (clicca sul link per leggere l'articolo) - VENERDI’ SCORSO, SIT-IN CITTADINO IN REGIONE LAZIO PER DIRE NO ALL’INCENERITORE DI SANTA PALOMBA Video MANIFESTAZIONE "NO DISCARICA RONCIGLIANO" - 10/07/2021 - Intervista al Sindaco di Albano Massimliano Borelli (clicca sull'immagine per vedere il video) MANIFESTAZIONE "NO DISCARICA RONCIGLIANO" - 10/07/2021 - Intervista al Sindaco di Ardea Mario Savarese (clicca sull'immagine per vedere il video) MANIFESTAZIONE "NO DISCARICA RONCIGLIANO" - 10/07/2021 - Intervento_Amadio Malizia Ass_Salute Ambiente Albano (clicca sull'immagine per vedere il video)

bottom of page