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  • ARDEA - INAUGURATA LA PICCOLA ROTONDA STRADALE DAVANTI AL CONSORZIO DI COLLE ROMITO

    Il Sindaco di Ardea, Cremonini: "I Consorzi sono una risorsa per il territorio" - Il Presidente del Consorzio, Catini: "Questo è un altro importante traguardo per la sicurezza" articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Mercoledì, 13 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Fa piacere leggere e vedere immagini di distensione tra il Sindaco di Ardea, Maurizio Cremonini e il Presidente del Consorzio di Colle Romito, Romano Catini, dopo lo scontro frontale e le polemiche velenose che avevano caratterizzato il botta e risposta tra i due esponenti dei due enti, pubblico e privato, solo pochi mesi fa. Il taglio del nastro per la nuova rotonda, deve essere considerato come un segnale di tregua armata, o l’inizio di un nuovo corso? Potendo scegliere, la seconda ipotesi sarebbe la più auspicabile e vantaggiosa per tutti. Tuttavia, dietro i sorrisi di circostanza e il nastro tricolore, emerge un paradosso politico e amministrativo che non può passare inosservato agli occhi dei cittadini più attenti, per cui la mediazione, rimane una condizione difficile dal veder concretizzarsi tra le parti in causa. Il paradosso della "risorsa" Il punto focale della questione risiede nelle dichiarazioni del primo cittadino. Definire i Consorzi una "risorsa per il territorio" rappresenta un cortocircuito logico rispetto alla linea che l'amministrazione comunale ha intrapreso da molto tempo. Ecco i nodi della contraddizione: La diatriba sulle competenze: Per anni (e con forza negli ultimi mesi), il Comune ha mantenuto una posizione rigida sulla natura dei consorzi, spesso visti come enti "ibridi" a cui delegare oneri senza però concedere onori. Lo scontro nasce proprio dalla difficoltà di definire chi debba fare cosa: strade, illuminazione, gestione del verde. La doppia tassazione: Se i Consorzi sono una risorsa perché gestiscono servizi che il Comune non riesce a garantire, i cittadini si trovano paradossalmente a pagare due volte (IMU al Comune e quote consortili all'ente privato) per ottenere standard minimi di vivibilità. Riconoscimento vs Responsabilità: Se il Sindaco riconosce ufficialmente il valore dei consorzi, implicitamente ammette che l'ente comunale non è in grado di coprire l'intero territorio. Eppure, la diatriba legale e amministrativa sulla "presa in carico" delle opere di urbanizzazione continua a pendere come una spada di Damocle sul futuro di migliaia di residenti. Sicurezza e traguardi condivisi Il Presidente Romano Catini ha parlato di un “valore aggiunto alla sicurezza". La rotonda, pur essendo una "piccola" opera, è un simbolo di pragmatismo: laddove la burocrazia si ferma, l'azione locale procede. Ma qui si inserisce il secondo paradosso: l'opera viene inaugurata in un clima di festa, mentre nelle aule di tribunale o nelle commissioni consiliari si discute ancora sulla legittimità stessa di questi enti e sulla possibilità di scioglierli o trasformarli. Il dilemma resta aperto: i Consorzi sono una risorsa perché "suppliscono" alle mancanze del Comune, o sono un ostacolo alla completa integrazione di quartieri come Colle Romito nel tessuto urbano pubblico? L'immagine della stretta di mano tra Cremonini e Catini è rassicurante e questo potrebbe far piacere se si pensa a tale gesto come un incontro di intenti comuni tra pubblico e privato, per addivenire ad una soluzione definitiva, per il bene della collettività. Ma la politica locale, purtroppo, da tanti anni ci ha costretti a registrare altro, a vivere molti tagli del nastro in pompa magna, con documentazioni fotografiche e video, in un apparente clima distensivo e propositivo per la collettività, ma su "scenari di cartapesta", pronti a degradarsi velocemente. Se i Consorzi sono davvero una risorsa, è tempo che il Comune di Ardea e i Consorzi stessi, passino dalle dichiarazioni formali di stima a una pianificazione amministrativa chiara, a vantaggio della città e dei cittadini. Inaugurare una rotonda, una pista ciclabile, un marciapiede, un’illuminazione stradale, una scuola per l’infanzia, una strada, sono segnali positivi, ma risolvere il paradosso dei consorzi — definendo una volta per tutte competenze, costi e futuro dei servizi — sarebbe il vero "grande traguardo" che la cittadinanza aspetta da decenni. ------------------------------------------- [Fonti: lecitta.it #ilpontinonuovoaprilialitoralepomezia ] ------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • LAZIO-INTER - VERSO LA FINALE DI COPPA ITALIA

    Domani nella Capitale è previsto cattivo tempo che forse penalizzerà il gioco, ma potrebbe favorire la Lazio che dovrà difendersi dalla supremazia tecnica dei nerazzurri articolo di Massimo Catalucci ROMA - Martedì, 12 maggio 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Le luci del quartiere Olimpico tornano ad accendersi per l’appuntamento più atteso della stagione nazionale: la finale della Coppa Italia 2025/2026. Di fronte, in un match che profuma di storia e di rivincita, la Lazio di Mister Maurizio Sarri e l’Inter guidata da Mister Cristian Chivu. Due compagini approdate all’ultimo atto con merito, ma che arrivano all’appuntamento con stati d’animo e pronostici diametralmente opposti. Il peso del recente passato: l'ombra del 3-0 Solo tre giorni fa, il prato dell'Olimpico è stato testimone di un monologo nerazzurro in campionato. Un 3-0 senza appello che ha ribadito lo strapotere tecnico dell’Inter di Mister Chivu, capace di nascondere il pallone e colpire con una precisione chirurgica. Sulla carta, i favori del pronostico pendono pesantemente verso la Milano nerazzurra, lasciando ai biancocelesti pochissime chance di successo immediato. Tuttavia, il calcio non è una scienza esatta. La Lazio ha dimostrato più volte nel corso della sua storia di saper esaltarsi proprio quando viene data per spacciata. Mister Sarri dovrà attingere a quel "plus" di forza fisica ed emotività, facendo leva sull'umiltà e sulla determinazione di un gruppo che, nelle difficoltà, sa compattarsi e invertire l'inerzia di gare apparentemente segnate. L'incognita meteo: fango e cuore contro il palleggio Un fattore decisivo potrebbe arrivare dal cielo. I bollettini meteorologici per la serata di domani non lasciano spazio a dubbi: pioggia e tempo instabile sulla Capitale. Se da un lato il maltempo potrebbe penalizzare lo spettacolo, dall'altro potrebbe trasformarsi in un alleato tattico per la Lazio. Un campo pesante con la palla difficile da controllare potrebbero livellare il gap tecnico, rallentando la velocità di palleggio dell'Inter e favorendo una gara di contenimento e ripartenza per i biancocelesti. L'obiettivo di Sarri sarà arginare la qualità degli avversari con una difesa granitica, sperando che il terreno allentato possa imbrigliare le geometrie dei nerazzurri. Il fattore campo: l'Olimpico torna a ruggire Sabato scorso il "fattore casa" è rimasto silente, complice l'assenza del tifo organizzato che ha lasciato lo stadio orfano del suo cuore pulsante, per dare seguito alla congrunete protesta nei confronti della testa della Società biancoceelste. Per la finale, però, lo scenario sarà radicalmente diverso. Il pubblico laziale è in fibrillazione e il ritorno della spinta emotiva della Nord potrebbe dare ai giocatori quella carica necessaria per gettare il cuore oltre l'ostacolo. Nonostante l'organico dell'Inter sia complessivamente superiore, la finale resta una partita secca, dove l'orgoglio e l'appartenenza pesano quanto la tattica e la tecnica. L'orgoglio dell'aquila Il conto alla rovescia è terminato. La Lazio, spesso bistrattata dai media e dagli addetti ai lavori, si presenta a questa sfida con il DNA di chi sa volare controvento. Contro tutti, contro tutto e contro ogni avversità, l'aquila cercherà di spiegare le ali nel cielo plumbeo di Roma per regalare ai propri tifosi l'ennesima impresa inaspettata. Che sia una finale di sport e passione. Buona finale a tutti. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara MAURIZIO SARRI - Di seguito le parole rivolte dal tecnico biancoceleste alla squadra, riportate dal quotidiano Il Messaggero nella sua edizione odierna: "Ci siamo fatti male da soli con quell'approccio moscio, ma non deve restare nessuna scoria. Sarà un'altra partita. Non voglio mai più vedere quella paura negli occhi, con la testa abbiamo dimostrato di poter fare tutto. Abbiamo lottato una stagione, facciamo vedere davvero chi siamo". CRISTIAN CHIVU - Al momento dellapubblicazione dell'articolo non risulta nessuna dichiarazione pre-gara da parte del tecnico nearazzurro Le probabili formazioni LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Patric, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni All.: Maurizio Sarri INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Zielinski, Sucic, Dimarco; Thuram, Lautaro All.: Cristian Chivu La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Marco Guida Assistenti di linea: Alassio e Baccini IV Uomo (Ufficiale): Zufferli VAR: Mazzoleni AVAR: Di Paolo. Dove seguire la diretta TV e in Streaming La finale di Coppa Italia edizione 2025/2026 tra Lazio e Inter, in programma domani, mercoledì 13 maggio 2026, presso lo Stadio Olimpico nella Capitale d'Italia, vedrà battere il calcio d'inizio delle ostilità, alle ore 21:00. Fischietto dell'incontro il Direttore di gara, Marco Guida, per la telecrona di Riccardo Trevisani e il commento tecnico di Massimo Paganin. L'incontro in diretta Tv verrà trasmesso in chiaro sulle reti "Mediaset", da "Canale 5, mentre sarà visibile in Streaming sulla rete internet di Mediaset Infinity e Sportmediaset.it .............................. [Fonti: cittaceleste.it #ilmessaggero calciomercato.com goal.com] ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • OLTRE IL CONCETTO: IL PRIMATO DELLA PRASSI NELL'APPRENDIMENTO PROFESSIONALE

    Rimandare l'azione (pratica) in attesa di una padronanza teorica totale produce effetti deleteri sulla psiche e sulla carriera professionale in ambito lavorativo articolo di Massimo Catalucci ROMA - Lunedì, 11 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Nel panorama formativo contemporaneo, si assiste spesso a una sorta di ipertrofia della teoria. Master, corsi e manuali saturano la nostra capacità cognitiva di informazioni, ma rischiano di lasciarci paradossalmente impreparati di fronte alla realtà operativa. Sebbene la conoscenza teorica rappresenti la bussola indispensabile per orientarsi, è solo attraverso la pratica esperienziale che il sapere si trasforma in competenza, abilità (skills) e l'individuo in professionista. La teoria come architettura, la pratica come costruzione La conoscenza teorica non va sottovalutata: essa fornisce le basi logiche e la comprensione dei meccanismi profondi di un'attività. Comprendere il "perché" dietro un processo permette di affrontare gli imprevisti con spirito critico. Tuttavia, un sapere che rimane confinato nel perimetro del pensiero è un sapere infruttuoso. Senza il passaggio all'azione, la teoria resta una mappa di un territorio mai visitato. Il rischio è quello di cadere nell'illusione della competenza: credere di saper fare qualcosa solo perché se ne conoscono le regole formali. L'apprendimento naturale: il modello del linguaggio L'essere umano è biologicamente programmato per apprendere attraverso l'esperienza diretta. L'esempio più calzante è l'acquisizione del linguaggio: L'Azione (il parlare): Impariamo a comunicare per imitazione e ripetizione. Copiamo i suoni, sbagliamo le declinazioni, veniamo corretti e riproviamo. È un processo fluido, istintivo e profondamente pratico. La Teoria (la grammatica): Le regole sintattiche e la scrittura arrivano solo in un secondo momento, come sistematizzazione di un'esperienza già consolidata. Se cercassimo di insegnare a un bambino a parlare partendo dai manuali di grammatica, otterremmo solo silenzio e frustrazione. Lo stesso principio si applica, con estrema coerenza, al mondo del lavoro: la pratica è la condizione "sine qua non" per l'acquisizione concreta di qualsiasi abilità. La sintesi tra "sapere" e "saper fare" Se è vero che la pratica è il motore dell'apprendimento, l'eccellenza nasce dall'incontro sinergico tra impegno operativo e approfondimento tecnico. Il ciclo dell'eccellenza Conoscenza: Studio delle basi e della struttura del compito. Azione: Sperimentazione diretta e ripetizione costante. Riflessione: Analisi dei risultati ottenuti alla luce della teoria. Evoluzione: Perfezionamento della tecnica per raggiungere la maestria. L'impegno profuso nella pratica, quando è guidato da una solida base teorica, permette alla persona di superare la mera esecuzione. È in questo spazio che nasce l'innovazione: solo chi padroneggia lo strumento attraverso l'uso quotidiano può permettersi di evolverlo, portando la propria attività a un livello superiore. Il paradosso della preparazione: quando la teoria diventa una trappola C'è un ostacolo invisibile che spesso frena la crescita personale e professionale: l'illusione che esista un momento di "prontezza assoluta". Molte persone, pur possedendo le capacità intellettuali per eccellere, restano bloccate sulla soglia dell'azione. Questo fenomeno si manifesta in una forma insidiosa di procrastinazione, alimentata dal mantra: "Devo conoscere ogni dettaglio teorico prima di poter iniziare la pratica di questa attività". Questo approccio, pur sembrando prudente e meticoloso, è in realtà un meccanismo di difesa psicologica. La ricerca infinita di informazioni diventa un rifugio sicuro per evitare il rischio del giudizio, l'incertezza del campo e la possibilità del fallimento iniziale. La procrastinazione cognitiva e la perdita di opportunità Rimandare l'azione in attesa di una padronanza teorica totale produce effetti deleteri sulla psiche e sulla carriera: L'erosione dell'autostima: Più tempo si passa a studiare senza agire, più cresce la percezione che il compito sia insormontabile. Il senso di inadeguatezza non nasce dalla mancanza di conoscenze, ma dalla mancanza di prove concrete delle proprie capacità. La profezia che si autoavvera: Dopo mesi di stallo, il soggetto conclude che "quel lavoro non fa per lui". In realtà, non è il lavoro a essere inadatto, ma il metodo di approccio che ha impedito lo sviluppo della competenza. Il fattore tempo: In un mercato del lavoro iper-competitivo e fluido, il tempo è una risorsa non rinnovabile. Mentre il perfezionista teorico attende la "condizione ideale", altri occupano lo spazio operativo, imparando dagli errori e scalando le gerarchie della competenza. La resilienza come motore del fare La regola aurea del successo moderno è lasciarsi andare alla pratica. Accettare di non essere "il top" sin dal primo giorno è un atto di umiltà e, allo stesso tempo, di grande forza strategica. Il Principio della "Pratica imperfetta": È preferibile un'esecuzione imperfetta oggi che una perfezione teorica mai realizzata domani. L'errore nei primi approcci non è un segno di incapacità, ma l'unico feedback reale che permette di correggere il tiro. Per superare il blocco della procrastinazione, è necessario sviluppare una resilienza operativa. Questa non consiste solo nel resistere alle difficoltà, ma nel saper abitare l'incertezza iniziale con la consapevolezza che la padronanza è un processo cumulativo. Non si può raggiungere l'eccellenza senza attraversare la fase della mediocrità esecutiva. Agire per diventare... In sintesi, la conoscenza teorica è il carburante, ma la pratica è il motore. Rimanere fermi a studiare il manuale d'istruzioni mentre il mondo corre veloce non è solo una scelta inefficiente, è un modo per "tagliarsi le ali" da soli. Per evolversi, occorre scardinare l'idea che la competenza preceda l'azione. Al contrario, la competenza è il sottoprodotto dell'azione. Il professionista del futuro è colui che ha il coraggio di essere un principiante, che accetta la sfida della pratica immediata e che trasforma ogni incertezza in un gradino verso la propria realizzazione professionale. Il tempo corre: la migliore preparazione possibile è iniziare ora ad agire. In conclusione, possiamo affermare che in ogni ambito della nostra esistenza, dal mestiere più tecnico alla gestione delle relazioni umane, il "fare" rimane il miglior maestro. La teoria ci dà gli occhi per vedere, ma è la pratica che ci dà le mani per costruire. Investire nella propria formazione personale e professionale significa dunque non solo accumulare nozioni, ma sporcarsi le mani, accettare l'errore come parte del processo e riconoscere che la vera conoscenza non si possiede, si pratica. ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • SERIE A - INTER TRAVOLGENTE ALL'OLIMPICO: IL 3-0 ALLA LAZIO E' UN MESSAGGIO CHIARO IN VISTA DELLA FINALE DI COPPA ITALIA

    La gara di campionato tra Lazio e Inter è stata un po' un'anteprima di quello che ci potrebbe riservare la finale di coppa...ma la Lazio in alcune occasioni ha saputo superare imprese impossibili articolo di Massimo Catalucci ROMA – Domenica, 10 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) - Un verdetto senza appello, almeno per ora. Il sabato dell’Olimpico, valido per la 36ª giornata di Serie A, ha consegnato agli annali una sfida a senso unico tra Lazio e Inter. Il 0-3 finale non è solo un tassello fondamentale per la dimostrazione di forza della squadra di Mister Chivu, ma rappresenta un "antipasto" dal sapore agrodolce per quello che accadrà tra pochissimi giorni. Il film della gara di campionato: dominio nerazzurro L'Inter ha approcciato il match con la ferocia della grande squadra, soffocando sul nascere ogni idea tattica dei biancocelesti. La Lazio, fedele a un piano gara improntato sulla massima prudenza, ha tentato di restare compatta per innescare ripartenze veloci, ma la diga eretta da Mister Sarri ha retto solo pochi minuti. Primo Tempo: Un monologo milanese. L'Inter ha chiuso la prima frazione con un 2-0 perentorio, frutto di un giropalla veloce e di una precisione chirurgica sotto porta. Secondo Tempo: La timida reazione laziale è stata stroncata definitivamente dall'espulsione di Romagnoli. In inferiorità numerica, i padroni di casa hanno subito il definitivo tris che ha chiuso i conti. Prove generali per la Coppa Italia di mercoledì Il destino ha voluto che lo stadio Olimpico fosse il palcoscenico di un "back-to-back" ad altissima tensione. Mercoledì 13 maggio 2026, le due compagini si ritroveranno faccia a faccia, sullo stesso prato, per contendersi la Finale di Coppa Italia 2025/2026. Se ci si dovesse basare esclusivamente sulla prestazione di ieri, il pronostico sembrerebbe già scritto. L'Inter ha mostrato una superiorità atletica e tecnica che lascia poco spazio alle interpretazioni. Tuttavia, il calcio insegna che le finali vivono di una grammatica propria, slegata dalle dinamiche di campionato. L'orgoglio dell'aquila laziale Nonostante il pesante passivo, la Lazio non può essere data per spacciata. La storia del club biancoceleste è intrisa di momenti in cui l'aquila biancoceleste, proprio quando sembrava avere le ali tarpate, ha saputo spiegarle in tutta la sua grandezza e reagire con fierezza. Nonostante l'Inter appaia oggi come un gigante insormontabile, la Lazio ha già dimostrato in passato di saper affilare gli artigli nelle gare da 'dentro o fuori', ribaltando pronostici che la vedevano come vittima sacrificale. Mercoledì servirà una Lazio diversa: meno timorosa, più cinica e capace di reggere l'urto fisico dei nerazzurri. L'Inter ha vinto il primo round, ma il trofeo è ancora lì, a metà strada tra Milano e la Capitale d'Italia, in attesa del fischio d'inizio di una finale che si preannuncia infuocata. Ledichiarazioni degli allenatori nel post-gara MAURIZIO SARRI - "Abbiamo fatto un approccio molle alla partita, eravamo passivi in fase difensiva e offensiva. È stato un approccio bruttissimo, penso che la reazione nel secondo tempo in inferiorità numerica dia più l’idea di un aspetto mentale e non fisico. Non deve restare di niente di questa partita, l’Inter non ha fatto niente di eccezionale senza nemmeno spingere. Il risultato è tutto colpa nostra, dobbiamo essere attivi e cattivi. L’abbiamo fatto in inferiorità numerica presentandoci 3-4 volte davanti alla porta. La partita di oggi è più colpa nostra, senza togliere il fatto che l’Inter ci sia superiore. Il settimo posto in campionato? Sapevamo di avere possibilità di agganciare l’Atalanta, ma per quanto visto sul campo direi che non ci abbiamo creduto. Mercoledì speriamo sia diverso, oggi è stato umiliante sentire solo i tifosi dell’Inter". CHRISTIAN CHIVU - "Il merito è di tutti, Lautaro mette anima e professionalità dando tutto. E merito anche degli altri che lo seguono. È il merito del gruppo e di una squadra fantastica, se lo meritano. Novità per l’anno prossimo? Mi viene in mente di dire 5-5-5, ma è meglio che sto zitto… Abbiamo principi che dobbiamo aggiungere, tutti stanno facendo un grande lavoro cercando di essere dominanti. Il sistema conta relativamente, puoi fare 3-5-2 o 4-4-2 ma cambia in funzione dell’avversaria. Durante questa stagione abbiamo mostrato di saper fare determinate cose. C’è da lavorare ma si può migliorare". "Josep Martinez titolare l'anno prossimo? Lo era prima, vale anche per Sommer e Di Gennaro. I tre portieri sono l'anima del gruppo, sono portieri dell'Inter e hanno un valore internazionale. Non l’abbiamo mai messo in discussione, lui come Sommer. Calhanoglu vedremo se recupererà". In merito alle parole di Mourinho, che intervistato da Sportweek ha detto che Chivu ha avuto la 'stellina' (intendendo che nessuna delle altre big è stata un vero competitor per lo scudetto) e che nessun giocatore di questa Inter avrebbe giocato in quella del Triplete, l'allenatore nerazzurro ha risposto: "Dovete chiedere a lui per le sue parole, io mi godo questa squadra. Non si può mai fare paragoni tra squadre di generazioni diverse. Sono passati 16 anni, ma sicuramente quella come questa portano gioia ai nostri tifosi. Stellina? Parliamo di quanto fatto quest'anno e della finale di mercoledì, invece di statistiche... Se mi ha scritto? Quello che ci diciamo rimane tra me e lui…" Il tabellino della gara Sabato, 9 maggio 2026 Stadio Olimpico - ROMA LAZIO-INTER 0-3 Marcatori: 6° Lautaro, 39° Sucic, 76° Mkhitaryan Arbitro: Abisso Ammoniti: Pellegrini (L), Noslin (L), Mkhitaryan (I) Espulsi: Romagnoli (L) LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic (77° Lazzari), Gila (56° Provstgaard), Romagnoli , Pellegrini; Basic, Rovella (56° Patric), Dele-Bashiru; Cancellieri (56° Isaksen), Noslin, Pedro (62° Dia). All.: Maurizio Sarri INTER (3-5-2): J. Martinez; Bisseck, Acerbi, Bastoni (63° Luis Henrique); Diouf, Sucic (80° Mosconi), Barella (46° Frattesi), Mkhitaryan, Carlos Augusto; Thuram (46° Bonny), Lautaro Martinez (63° Dumfries). All.: Christian Chivu ----------------------------------------------- [Fonti: sport.sky.it goal.com] ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • PROVA GENERALE ALL'OLIMPICO TRA LAZIO E INTER PRIMA DELLA FINALE DI COPPA ITALIA DI MERCOLEDI'

    Serie A - Nella Capitale arrivano i nerazzurri con lo scudetto già cucito sul petto per la formalità del 36° turno di campionato articolo di Massimo Catalucci ROMA – Venerdì, 8 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it ) - Non chiamatelo "antipasto". La sfida di domani tra Lazio e Inter, valida per il 36° turno di Serie A, è molto più di una semplice tappa di avvicinamento alla finalissima di Coppa Italia del prossimo 13 maggio. Se da un lato il calendario mette di fronte le due compagini a pochi giorni dall'atto finale per il trofeo nazionale, dall'altro la posta in palio in campionato e la gestione delle energie fisiche trasformano questo match in una partita a scacchi di rara complessità tattica. Tra pretattica e necessità Il clima che si respira nella Capitale è quello delle grandi occasioni, ma con una nota di prudenza che avvolge i centri sportivi di Formello e Appiano Gentile. Con lo Scudetto ormai cucito sul petto per la 21ª volta nella storia nerazzurra – festeggiato matematicamente proprio la scorsa settimana – Cristian Chivu arriva all'Olimpico con il lusso di poter gestire il gruppo, ma con l'obbligo morale di non sfigurare in vista del secondo obiettivo stagionale. Dall'altra parte, Maurizio Sarri deve fare i conti con la solita, implacabile lista degli indisponibili. Il tecnico toscano, sulla panchina biancoceleste cercherà di compiere quella che molti definiscono una "impresa titanica". Mister Sarri ha dovuto navigare per tutta la stagione con una rosa ridotta all'osso da infortuni e affaticamenti. Portare questa Lazio all'ottavo posto attuale e, soprattutto, alla finale di Coppa Italia è stato un capolavoro di equilibrio e resilienza La gestione Sarri: vietato rischiare Il "Comandante" cercherà di preservare i suoi giocatori più importanti per mercoledì prossimo. È lecito dunque aspettarsi un ampio turnover, con l'inserimento di seconde linee . Sarri ha fatto miracoli con una coperta cortissima per tutto l'anno. Domani la gestione dei cambi sarà chirurgica: ogni minuto di gioco in più è un rischio che la Lazio, in questo momento, non può permettersi di correre. Chivu e il "Double" nel mirino Per l'Inter di Chivu, la gara di domani rappresenta il test definitivo per valutare lo stato di forma di chi ha giocato meno. Dopo l'udienza privata in Vaticano da Papa Leone XIV prevista per la mattinata, i nerazzurri scenderanno in campo per blindare il prestigio di una stagione quasi perfetta, cercando di non concedere vantaggi psicologici agli avversari in vista di mercoledì. Le probabili scelte Lazio: Possibile chance dal primo minuto per i rientranti dai piccoli acciacchi, ma con minutaggio controllato. Sarri potrebbe optare per una difesa inedita per non spremere ulteriormente i centrali titolari. Inter: Ampio spazio alle rotazioni. Chivu vuole tenere tutti sulla corda, conscio che la profondità della rosa è stata l'arma in più per la conquista del titolo. Domani alle ore 18:00 l'arbitro darà il via alle danze. Sarà una partita di sguardi, di strategie sussurrate e di muscoli risparmiati. Ma non fatevi ingannare: sotto la cenere della prudenza, arde già il fuoco della finale. L'Olimpico si prepara a vivere il primo di due atti che segneranno la fine di questa intensa stagione 2025/2026. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara MAURIZIO SARRI - Nessuna dichiarazione pre-gara per il tecnico biancoceleste CHRISTIAN CHIVU - Nessuna dichiarazione pre-gara per il tecnico nerazzurro Le probabili formazioni LAZIO (4-3-3): Motta; Lazzari, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Basic, Rovella, Taylor; Isaksen, Maldini, Noslin All.: Maurizio Sarri INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Mkhitaryan, Sucic, Carlos Augusto; L.Martinez, Bonny All.: Christian Chivu La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Rosario Abisso della sezione di Palermo Assistenti di Linea: Fontani e Biffi. IV Uomo (Ufficiale): Sacchi VAR: Meraviglia AVAR: Massa Dove seguire la diretta TV e in Streaming Lazio-Inter, sfida valida per la 36ª giornata della Serie A 2025/26, si disputerà, domani, sabato 9 maggio alle ore 18:00 e verrà trasmessa in diretta esclusiva da DAZN. Sarà possibile seguire il match tramite l'app di DAZN su smart TV e in streaming attraverso dispositivi mobili come PC, smartphone, tablet tramite app. ----------------- [Fonti: #SKY inter.it cittaceleste.it ] ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • DOLORE INVISIBILE, IMPATTO REALE: LA CAMERA DEI DEPUTATI ACCELERA SUL PIANO NAZIONALE PER LE MALATTIE INVISIBILI

    Massimo Catalucci (GSDVD4.0): "Le proposte tecniche e le delibere regionali esistono già; ora la politica è chiamata a trasformare, senza ulteriori attese, i progetti in programmi socio-sanitari pubblici per garantire cure e dignità ai pazienti" articolo di Simone Stoppioni ROMA – Venerdì, 8 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - C’è un dolore che non si vede, che non lascia segni evidenti sulla pelle, ma che consuma dall’interno la vita di oltre 10 milioni di italiani. È il dolore delle "malattie invisibili", protagoniste ieri, giovedì 7 maggio 2026, di un cruciale convegno presso la Sala del Refettorio alla Camera dei Deputati. L'evento, dal titolo evocativo “DOLORE INVISIBILE, IMPATTO REALE: PIANO NAZIONALE PER LE MALATTIE INVISIBILI”, ha segnato un punto di non ritorno: il tempo delle discussioni è scaduto, è il momento dell'azione legislativa. Un grido d'aiuto tradotto in arte e politica L’apertura dei lavori ha rotto gli schemi del formalismo istituzionale. Prima dei saluti tecnici, la giovane attrice Sharon Alessandri ha portato in aula un monologo vibrante sull’endometriosi. Una testimonianza che ha saputo trasmettere, meglio di qualsiasi dato statistico, il peso psico-emotivo e sociale di una patologia cronica. Al convegno, promosso dall’On. Luciano Ciocchetti (Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali), sono stati invitati a partecipare figure chiave della politica nazionale e regionale, tra cui il Sen. Adriano Paroli, le On.li Claudia Carzeri (Regione Lombardia) e Marika Rotondi (Regione Lazio), a cui si è aggiunto l'intervento in videoconferenza dall'estero, dove si trovava per questioni istituzionali, del Presidente del Consiglio regionale del Lazio, l’On. Antonello Aurigemma. A coordinare e moderare gli interventi dei relatori del denso ed interessante programma curato da Elena Albanese (Eventitaly), è stato il Prof. Aldo Morrone, Presidente dell’IISMAS (Istituto Internazionale di Scienze Mediche Antropologiche e Sociali). I punti cardine del Progetto Nazionale Al centro del dibattito, la necessità di un riconoscimento istituzionale che garantisca percorsi di cura strutturati (PDTA - Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) per patologie troppo spesso ignorate o sottovalutate: Endometriosi Vulvodinia Neuropatia del pudendo Fibromialgia Diastasi addominale I dati emersi sono allarmanti: in Italia il dolore cronico colpisce prevalentemente le donne, con ritardi diagnostici che possono arrivare fino a 12 anni. Un decennio di "invisibilità" che mina la carriera lavorativa, le relazioni personali e le risorse economiche dei pazienti, costretti a sostenere privatamente elevati costi di cura che il sistema pubblico non ancora copre adeguatamente. "Ogni giorno che passa senza un supporto adeguato è un giorno infinito. Il tempo per discutere è terminato: ora occorre solo agire. Le proposte tecniche e le delibere regionali esistono già; la politica è chiamata a trasformare, senza ulteriori attese, i progetti in programmi socio-sanitari pubblici per garantire cure e dignità ai pazienti" - ha dichiarato alla fine del convegno il Dott. Massimo Catalucci, Presidente del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 e responsabile del progetto nazionale sull'endometriosi, realizzato e coordinato dall'associazione che rappresenta. Dalle parole all'attuazione L'appello lanciato dalla Sala del Refettorio è chiaro: le proposte risolutive e le delibere per le reti sanitarie sono già sul tavolo, alcune già deliberate. Se l’obiettivo del Progetto Nazionale è trasformare la gestione di queste malattie da sporadica e frammentata a strutturata e pubblica, i tempi sono più che maturi per poter agire concretamente, non lasciamo marcire i "frutti" fin qui prodotti. La burocrazia non può più essere un alibi. Per chi vive quotidianamente dolori lancinanti, il tempo ha un valore diverso: allungare l'attesa significa aggiungere sofferenza a una condizione già altamente invalidante. Spetta ora alla politica e alle istituzioni tutte preposte, pronunciarsi con urgenza per trasformare le proposte di ieri in una realtà essenziale ed assistenziale di oggi. ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • LA LAZIO COMPLICA LA CORSA SALVEZZA ALLA CREMONESE MA TROVA IL GOL CON I SUOI ATTACCANTI

    I biancocelesti vincono in rimonta allo Stadio Giovanni Zini con due gol: Isaksen pareggia su assist di Noslin che poi segna anche un gran gol per il 2 a 1 finale articolo di Massimo Catalucci CREMONA - Martedì, 5 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La Lazio ieri è scesa in campo per dare continuità ai suoi tatticismi e per rodare al meglio alcuni giocatori, vedi Rovella, che stanno ritrovando la forma migliore in previsione della finale di Coppa Italia del prossimo 13 maggio, contro l'Inter. Quella allo Stadio Zini di Cremona, è stata una gara dominata dai biancocelesti che, come vuole Mister Sarri, hanno saputo tenere tra i propri piedi il "pallino" del gioco. Una gara dominata dalla Lazio, dicevamo, ma che tuttavia al primo tempo, per una deviazione impercettibile su un tiro al 29° di Bonazzoli, che sembrava dovesse arrivare tra le braccia dell'estremo giovane difensore biancoceleste, inganna Motta e la palla si insacca in rete per il vantaggio grigiorosso. La Lazio continua la sua manovra dominante, ma deve attendere il 53°, dove, con un'ottima azione in contropiede, innescata da dentro l'area laziale dal "velocista" Tavares trova il gol del pareggio. il difensore esterno si invola sulla fascia sinistra fino ad arrivare al limite dell'area avversaria, dopo aver seminato il panico con la palla al piede e saltato quattro giocatori grigiorossi, per poi appoggiare la palla al centro a Noslin che la faceva viaggiare, ulteriormente, verso l'accorrente Isaksen che da destra, di piatto sinistro eludeva l'intervento in exstremis di un giocatore avversario e infilavala la palla sotto l'incrocio dei pali alla destra del portiere della Cremonese. I padroni di casa provavano, quindi, a riportarsi in avanti per cercare una vittoria fondamentale per le loro speranze di permanenza in Serie A, anche se c'è da dire che il tasso tecnico dei grigiorossi in mezzo al campo era evidentemente troppo basso per impensierire i biancocelesti, così la Lazio riusciva a controllare agevolmente la gara senza troppi affanni. Con l'ingresso in campo di Rovella, si è rivisto anche il centrocampo che piace a Mister Sarri, ma i biancocelesti devono attendere il 92°, nell'extratime, la giocata che porterà alla vittoria: uno scambio in area avversara tra gli attaccanti Dia e Noslin, mette quest'ultimo nella condizione di calciare la sfera, disegnandole una favolosa parabola a giro che dal vertice destro (visto dalla visuale del portiere avversario) dell'area della Cremonese, si infila sotto l'incrocio dei pali alla sinistra dell'estremo difensore allenato da Mister Giampaolo. La Lazio completa così una rimonta che mette in luce un dato importante: i suoi attaccanti hanno trovato il gol. Certamente, la gara contro l'Inter, nella finale di Coppa Italia, sarà tutt'altra partita, ma è anche vero che le motivazioni per chi sa che quella strada è l'unica che può portare a giocare l'Europa League nella prossima stagione, sono molto forti e potrebbero stravolgere le aspettative di un risultato che ad oggi, per molti appare scontato. Le dichiarazioni degli allenatori nelpost-gara MARCO GIAMPAOLO - “Perdere in questo modo è folle. Il primo gol è una roba incommentabile. La palla era nostra, era ormai recuperata da Maleh e invece ci siamo ritrovati sull’1-1. Una botta tremenda per il morale della Cremonese. E’ tutto folle. Ribadisco: folle. Non possiamo scappare da quella che è la situazione attuale, mi arrabbio molto quando veniamo meno nei dettagli”. "Ho visto un gruppo che si è speso profondamente sotto il profilo psicofisico. Come posso rimproverarli? Ora dobbiamo riordinare le idee e lavorare sul morale pur sapendo che il ko fa malissimo. Ormai la partita è andata e non avrebbe senso analizzarla: guardiamo al futuro, ci sono ancora tre gare a disposizione. Ora devo entrare nella testa dei ragazzi, stanno vivendo negatività in serie e questo sarà argomento di riflessione. A gennaio erano virtualmente salvi, oggi guardiamo la classifica e vediamo che a maggio si è capovolto il mondo. Il mio enorme dispiacere è soprattutto per loro”. MAURIZIO SARRI - La squadra combatte, lotta, ha un piglio diverso. Come ha fatto? - “È una squadra che quando palleggia a tratti dimostra di saperlo fare, come nel primo tempo. Quando prende in mano la partita diventa poco cattiva, nessuno attacca gli spazi e va in profondità. Nel secondo tempo siamo stati più pericolosi. L’ideale sarebbe una via di mezzo tra primo e secondo tempo. Siamo andati in svantaggio dal niente, lì abbiamo avuto qualche momento di sbandamento. Ma era scritto che fosse una partita tosta contro una squadra che doveva fare la partita della vita”. Noslin ora è l’attaccante più importante che ha la Lazio? - “Ho fatto fatica a inquadrarlo, può fare diversi ruoli ma non si è mai specializzato. Penso che sia un ragazzo che a seconda dei momenti della partita può fare la punta centrale come l’esterno. La mia sensazione a fine primo tempo è che avevamo in mano la partita ma non riuscivamo a trovare soluzioni, lui in questo è bravo. Poi ho deciso di spostarlo per far entrare Dia e hanno fatto il secondo gol”. Resterà alla Lazio? - “Sono qui per Cremonese - Lazio. Ci mancano quattro partite di cui due importantissime. La testa è solo a questo. Poi parleremo con la società e vedere se si può rispettare il contratto fino in fondo”. Che sensazioni dà questa vittoria? La squadra segna sempre nel recupero... - “Qualcosa vuol dire, non è più casuale. È una squadra che ha qualcosa a livello di anima. Quando l’arbitro ha chiamato cinque minuti ho spronato i ragazzi perché hanno questo senso di andare fino alla fine. A livello di gruppo squadra ci siamo dati degli obiettivi e li vogliamo centrare, per noi contano e va bene”. Sei contento del rientro di Rovella? - “Dal punto di vista umano sì, ha avuto una stagione sfortunatissima. Rivederlo in campo mi dà gusto e soddisfazione. Sono contento dal punto di vista calcistico, poi capiremo quanto ci è mancato”. L’orario del derby? - “Le date degli Internazionali si sanno da due anni, che le gare si devono giocare in contemporanea nelle giornate finali pure. Se chi fa il calendario in Lega non capisce questa cosa, deve dare le dimissioni subito. A inizio stagione abbiamo fatto il derby a 37 gradi, ora ce lo fanno giocare a maggio alle 12:30. È un insulto a Roma, alle due società romane, ai tifosi e qualcuno deve pagare. Spero che non ci facciano giocare a quell’ora, anche solo chi l'ha proposto se ne deve andare. Sicuramente io non vengo, non vi faccio le interviste per protesta. Vado in panchina poi mi alzo e me ne vado. Vorrei chiedere in Lega perché non hanno fatto giocare Inter - Milan alle 12:30". Come ha visto Maldini? - “Come lo vedo sempre, potenzialmente bravo ma poi si perde in cose inutili negli ultimi metri. Ha tutte le giustificazioni del mondo. Per lui non è una situazione semplice, non può trovare una condizione fisica ottimale anche perché non si sta allenando sempre”. Cataldi è out dalla finale di Coppa Italia? È tornato Rovella… - “Sicuramente averli tutti e due sarebbe stato meglio. Anche lui sta finendo una stagione problematica”. Il tabellino della gara Lunedì, 4 maggio 2026 Stadio Giovanni Zini - CREMONA CREMONESE-LAZIO 1-2 Marcatori: 29° Bonazzoli, 53° Isaksen, 92° Noslin Arbitro: Chiffi Ammoniti: Provstgaard, Barbieri, Nuno Tavares Espulsi: ---- CREMONESE (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto (21° Bianchetti), Luperto, Pezzella; Floriani Mussolini (68° Barbieri), Grassi (61° Bondo), Maleh, Zerbin (61° Zerbin); Bonazzoli, Sanabria (61° Vardy). All.: Marco Giampaolo. LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Romagnoli, Provstgaard, Tavares; Basic, Patric (46° Rovella), Taylor (71° Dele-Bashiru); Isaksen (81° Dia), Maldini (46° Noslin), Zaccagni (60° Pedro). All.: Maurizio Sarri. ---------------------- [Fonti: calciomercato.com lalaziosiamonoi.it ] ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • CREMONESE-LAZIO - LA GARA PIU' IMPORTANTE DELL'ANNO...PER I GRIGIOROSSI

    I ragazzi di Mister Giampaolo alla ricerca di punti per sperare nella salvezza. I biancocelesti per cercare il ritmo giusto in previsione della finale di Coppa Italia. articolo di Massimo Catalucci CREMONA – Lunedì, 4 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) - Pensieri diversi, quelli che risuoneranno in mente nel corso della gara del tardo pomeriggio di oggi, nei ragazzi della Cremonese e della Lazio. In un incontro valido per il 35° turno di Serie A, con un campionato che sta volgendo al termine, le due compagini guardano al futuro immediato con occhi differenti. I lombardi cercano punti vitali per la salvezza, essendo attualmente impantanati al terz'ultimo posto in classifica, a meno 4 dal Lecce quart'ultimo. Per la Cremonese, la gara di oggi e le prossime contro il Pisa giocata in casa e l'ultima in trasferta in casa dell'Udinese, non lasciano scampo ai gigiorossi che dovranno solo vincere, sperando in un passo falso di chi li precede. Due gare su tre, quelal di oggi e l'altra nel turno subito successivo, giocate tra le mura amiche dello Stadio Giovanni Zini, saranno determinanti per provare ad acciuffare la permanenza nella massima serie calcistica, anche se appare già molto compromesso, il quadro della Cremonese inq uesta stagione. Al contrario, i biancocelesti non hanno più nulla da chiedere a questo campionato in termini di piazzamenti di vertice e cercano ora la continuità e la messa a punto di schemi tattici in previsione della gara più importante della loro stagione: la finale di Coppa Italia contro l’Inter. I nerazzurri, avversari dei capitolini il prossimo 13 maggio, arriveranno all'appuntamento con lo scudetto già cucito sul petto, dopo essersi laureati ufficialmente Campioni d’Italia grazie alla vittoria di ieri per 2-0 contro il Parma nella cornice dello Stadio di San Siro a Milano. Allo "Zini" con il coltello tra i denti Sarà una gara di sofferenza e agonismo quella che disputeranno i lombardi davanti al proprio pubblico. Ci si attende uno scenario caldissimo: i tifosi grigiorossi sono pronti a spingere la squadra di Marco Giampaolo verso un successo che riaprirebbe i giochi per la permanenza in A. In casa Lazio, Maurizio Sarri deve gestire un delicato equilibrio. Da un lato c'è la necessità di far ritrovare il ritmo partita e la forma migliore ad alcuni elementi chiave rientrati da poco dagli infortuni; dall'altro c'è l'imperativo di preservare l'incolumità dei suoi ragazzi. L'obiettivo è chiaro: evitare nuovi stop fisici per non arrivare alla sfida con l'Inter con i giocatori contati o in condizioni precarie. Le voci dal campo: le dichiarazioni pre-gara MARCO GIAMPAOLO - Conferenza stampa del 3 maggio 2026 - Lazio – "I grandi club come la Lazio si comportano in maniera seria, quindi mi aspetto una partita seria. Il fatto che questo sia in discussione fa parte della cultura italiana, sbagliata da questo punto di vista. Mi aspetto una partita difficile, sicuramente la più importante della stagione della Cremonese sin qui. Le qualità della Lazio le conosco, l’allenatore lo conosco molto bene ed è uno dei top in circolazione. Sono una squadra ordinata, lavorano insieme da anni, ma ripeto che per la Cremonese è la partita più importante della stagione. Dobbiamo fare la partita dell’anno, senza guardare in faccia l’avversario". Cambi – "A livello tattico ogni partita richiede la propria strategia, quella di domani sarà una sfida diversa rispetto alla scorsa. Per quanto riguarda i singoli è un altro discorso". Gol subiti – "La domanda è difficile e la risposta è altrettanto complicata. In due partite su cinque da quando sono qui è successo, e così diventa difficile. Si può fare, ma senza mettere il tarlo nella testa dei giocatori. Si può fare alzando subito il livello di attenzione, chiamando a raccolta le risorse individuali di ciascuno". Fattore casa – "Sarà determinante, parliamo di un aspetto fondamentale. I ragazzi hanno bisogno di incitamento e fiducia, ripeto ancora una volta che sono una squadra ordinata, seria nel lavoro e fin troppo razionale, non di difficile gestione. Magari vorrei qualcosa di più dal punto di vista comportamentale, perché a volte i giocatori che vanno 'fuori dalla griglia' accendono un dibattito che può fare bene. Chiaramente sono aspetti positivi, ma poi il metterci qualcosa di proprio può essere determinante nel finale di campionato. Significa aggiungere qualcosa alla causa, anche rischiando il fallimento". Autocritica – "Io sono uno che fa molta autocritica, me la prendo con me stesso quando analizzo le partite dopo il fischio finale e penso a cosa avrei potuto fare per mettere i calciatori nelle condizioni migliori. Quando si parla di scelte si parla di strategie, il mio bilancio è che avrei potuto fare qualcosa di meglio contro il Bologna in partenza: lì siamo stati condannati dal gol dopo un minuto, l’abbiamo aggiustata ma non è stato sufficiente. Poi l’aggressività nella sfida di Napoli poteva essere fatta meglio. Mi assumo le responsabilità nelle partite in cui penso che si potesse fare di meglio, la squadra lo sa perché a loro dico tutto. Si può sbagliare, ma il coraggio e le emozioni bisogna metterle sempre, anche se si commette un errore. Questa è la chiave del nostro finale di campionato". MAURIZIO SARRI - "Dobbiamo essere seri e onorare il campionato fino alla fine. La finale di Coppa Italia è un pensiero fisso, è inutile negarlo, ma il modo migliore per arrivarci bene è giocare un calcio di alto livello oggi. Mi aspetto risposte importanti da chi ha giocato meno o sta recuperando dagli infortuni. Non possiamo permetterci cali di tensione." Le probabili formazioni CREMONESE (4-4-2) - Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani, Maleh, Bondo, Vandeputte; Bonazzoli, Sanabria. All.: Marco Giampaolo. LAZIO (4-3-3) - Motta; Marusic, Romagnoli, Provstgaard, Tavares; Basic, Patric, Dele-Bashiru; Isaksen, Maldini, Zaccagni. All.: Maurizio Sarri. La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Chiffi Assistenti di linea: Dei GiudiciI e C. Rossi IV Uomo (Ufficiale): CALZAVARA VAR: Camplone AVAR: Mazzoleni Dove seguire la diretta TV e in Streaming La gara tra Cremonese e Lazio, in programma oggi, lunedì, 4 maggio 2026, valida per il 35° turno del campionato di Serie A, stagione 2025/2026, si disputerà allo Stadio Giovanni Zini di Cremona, con fischio d'inizio alle ore 18:30 dell'arbitro Chiffi. L'incontro sarà visibile in diretta TV sui canali a pagamento di DAZN e in Streaming sulle piattaforme internet autorizzate, con dispositivi Smart TV, Tablet, PC, Cellulari. La telecronaca è affidata ad Alberto Santi con il commento tecnico di Alessandro Budel. ------------------------- [Fonti: lazionews24.com #dazn] ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • SERIE A - LAZIO-UDINESE - SPETTACOLARE 3 A 3

    In uno stadio semideserto, Lazio e Udinese libere da condizionamenti di classifica, danno spettacolo con gol da incorniciare articolo di Massimo Catalucci ROMA – Martedì, 28 aprile 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La gara disputata ieri sera sul rettangolo di gioco dello Stadio Olimpico ha offerto uno spettacolo d’altri tempi, seppur in una cornice insolita e quasi surreale. Davanti a poche migliaia di spettatori, complice la durissima protesta della tifoseria di fede biancoceleste contro la presidenza di Claudio Lotito, il match ha dimostrato come l'assenza di pressione possa trasformarsi in un volano per la bellezza tecnica. Quando non si ha l'obbligo ossessivo di fare punti, emergono partite capaci di far registrare numerosi gol e, per giunta, di ottima fattura. Ehizibue, Pellegrini, Pedro e Atta si sono inventati prodezze balistiche dall'alto tasso tecnico che, da sole, hanno ripagato il prezzo del biglietto. La sfida, del resto, aveva poco da dire ai fini del posizionamento in classifica: entrambe le compagini stazionano a metà graduatoria, lontane sia dalle ambizioni europee che dalle sabbie mobili della zona retrocessione. La cronaca La Lazio è partita in sordina, subendo l'organizzazione tattica dell'Udinese. Al 18°, i friulani sbloccano il match: Ehizibue si fionda su una palla respinta in area laziale e scarica un bolide di prima intenzione che tocca la traversa ed entra in rete, lasciando l'incolpevole Motta di sasso. I biancocelesti hanno recuperato lo svantaggio solo al 50°, grazie a una gemma di Pellegrini. Il difensore biancoceleste ha realizzato una rete che è sembrata la fotocopia di quella del collega avversario, nel primo gol dei biancocneri: un gran tiro al volo dal limite dell'area che ha infilato il fendente sotto l'incrocio dei pali. Finale thriller All’80°, sale in cattedra l’evergreen Pedro. Servito da Basic sul vertice sinistro dell'area avversaria, lo spagnolo disegna un destro a giro magistrale che si insacca sotto l'incrocio. Quando la gara sembrava ormai indirizzata verso la vittoria laziale, succede l'imprevedibile. Dopo un gol sfiorato da Isaksen (la palla carambola sulla traversa dopo), la Lazio subisce in soli sette minuti la rimonta friulana firmata dalla doppietta di Atta. Sotto 3-2 a soli due minuti dalla fine del recupero assegnato dall’arbitro Bonacina, l'orgoglio biancoceleste è emerso con forza. Come una fenice, l'aquila è risorta dalle ceneri agguantando il definitivo 3-3 in extremis con Maldini. Una gara spettacolare, manifesto di un calcio che, quando la mente è libera, permette alle gambe di girare meglio e di regalare gesti tecnici da cartolina. Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara MAURIZIO SARRI - “Diciamo che questa partita non era l’ideale dopo quella di mercoledì, probabilmente ci voleva una gara più serena. Abbiamo avuto un approccio alla gara da squadra stanca mentalmente, piano piano ci siamo ripresi e abbiamo fatto un gran secondo tempo. Gli eventi l’hanno resa spettacolare. Ce la siamo incasinata, ma abbiamo dimostrato reazione e carattere. Gli aspetti positivi ci sono. Qualcosa si comincia a vedere anche se la situazione di tanti giocatori è di post infortunio, senza 90 minuti nelle gambe. Anche stasera abbiamo finito i cambi a un quarto d’ora dalla fine prendendo dei rischi”. KOSTA RUNJAIC - “Tutto è possibile nel calcio. Abbiamo avuto un ottimo livello nel primo tempo. Forse anche un po' troppo calmi, potevamo essere più verticali ma contro la Lazio non è facile perché sono forti ed organizzati. Sembrava che stessimo dominando ed è successo che una situazione ha cambiato la gara nel secondo tempo." "Abbiamo avuto occasioni chiare che se non si concretizzano si rischia poi di prendere gol. Purtroppo abbiamo concesso il terzo gol alla fine. Da allenatore non sono felice al 100% ma se pareggi in trasferta con la Lazio e non sei pienamente soddisfatto è un buon segno". "Sei gol in una partita non sono comuni in Serie A, credo che i tifosi e chi ha visto la gara in tv si sano divertiti. Ci sono stati errori ma dobbiamo guardare avanti e sono ottimista per le ultime quattro gare. Sono fiducioso che i ragazzi abbiano fatto tesoro della lezione. Sul terzo gol non dovevamo far crossare l’ala della Lazio, loro ne hanno approfittato. Con un pizzico di fortuna poteva essere fuorigioco. Arizala è giovane. Un gol dipende da tante cose ma lo rivedremo meglio. Non c’è solo questa situazione ma anche altre nel corso della partita che analizzeremo”. Il tabellino della gara Lunedì, 27 april 2026 Stadio Olimpico - ROMA LAZIO-UDINESE: 3-3 Marcatori: 18° Ehizibue (U), 50° Pellegrini (L), 80° Pedro (L), 86° Atta (U), 90°+3’ Atta (U), 90°+5’ Maldini (L) Arbitro: Bonacina Ammoniti: Cancellieri (L), Pellegrini (L), Zarraga (U), Patric (L) Espulsi: ----- LAZIO (4-3-3): Motta; Lazzari, Romagnoli , Provstgaard, Pellegrini (84° Tavares); Basic, Patric, Taylor (46° Dele-Bashiru); Cancellieri (65° Isaksen), Dia (46° Pedro), Noslin (76° Maldini) All.: Maurizio Sarri UDINESE (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele (82° Zarraga), Solet; Ehizibue (82° Bayo 6), Ekkelenkamp (69° Buksa), Piotrowski (66° Miller), Atta, Kamara (82° Arizala); Zaniolo, Gueye All.: Kosta Runjaic ------------------------- [Fonti: SKY.it udinese.it] ------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • LAZIO-UDINESE - BIANCOCELESTI IN CAMPO ALL'OLIMPICO PENSANDO ALLA FINALE DI COPPA ITALIA DEL 13 MAGGIO

    In casa Lazio è probabile questa sera il turnover: Mister Sarri vuole tutti a disposizione per la gara che vale una stagione articolo di Massimo Catalucci ROMA - Lundì, 27 aprile 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) -Il countdown è ufficialmente iniziato. Questa sera, nella cornice dello Stadio Olimpico, la Lazio affronta l'Udinese per il 34° turno di Serie A, ma il clima che si respira nella Capitale trascende i confini del campionato. Con una classifica che offre pochi stimoli reali ai biancocelesti, l'attenzione dei tifosi e delal società è inevitabilmente proiettata verso una data cerchiata in rosso sul calendario: il 13 maggio 2026. Quella sera, l’Olimpico sarà teatro della finale di Coppa Italia contro l'Inter, il "caterpillar" nerazzurro guidato da Mister Chivu. Una sfida che non è solo una partita, ma l'appuntamento che può dare un senso a un'intera annata, iniziata male, ma che grazie a Mister Sarri e all'umiltà dimostrata dai suoi ragazzi, ha portato la S.S. Lazio ad accedere alla finale di Coppa Italia 2025/2026. Gestione delle forze e focus tattico Per Mister Sarri, la gara odierna rappresenta molto più di un semplice impegno di campionato. È, a tutti gli effetti, il primo di una serie di test agonistici volti a perfezionare la condizione del gruppo. L'obiettivo è chiaro: Recupero totale: Portare ogni elemento della rosa al 100% della forma fisica. Rotazioni mirate: Gestire il minutaggio dei titolarissimi per evitare infortuni pesanti. Sperimentazione: Provare soluzioni tattiche alternative che possano scardinare la solidità dell'Inter. "La gara di oggi, così come i prossimi impegni contro Cremonese e la stessa Inter in campionato, saranno il pretesto per allenamenti ad alta intensità, necessari per arrivare al 13 maggio con il massimo delle energie fisiche e mentali." Verso il "triplo salto" pre-finale Il percorso che separa la Lazio dalla finalissima passerà per tre tappe fondamentali: Stasera contro l'Udinese: Ricerca di una prestazione dignitosa e gestione del turnover. 4 Maggio contro la Cremonese: Affinamento dei meccanismi difensivi e continuità. 9 Maggio contro l'Inter: Un "antipasto" di campionato che servirà a studiare da vicino l'avversario prima del dentro o fuori definitivo, anche se nella gara dic ampionato tra biancocelesti e nerazzurri, prima del match finale di Coppa Italia, i rispettivi allenatori faranno molta pretattica. In particolare, sia Mister Sarri che Mister Chivu sanno bene che in una gara secca i valori tecnici possono livellarsi e le motivazioni psico-emotive diventano l'ago della bilancia. Per questo motivo, ogni minuto giocato da qui alla finale sarà focalizzato alla costruzione di quella "trance agonistica" necessaria per battere gli avversari e sollevare il trofeo che, nel caso di vittoria dei biancocelesti, salverebbe una stagione intera, proiettandoli alla prossima competizione continentale di Europa League. L'Inter da parte sua è già ufficiosamente Campione d'Italia 2025/2026 e qualificato per la prossima Champions League. Le dichiarazioni degli allenatori nel pre-gara MAURIZIO SARRI - Nessuna dichiarazione pre-gara da parte del tecnico biancoceleste KOSTA RUNJAIC - Le dichiarazioni del tecnico bianconero nella conferenza stampa di ieri - La partita di domani -“Kristensen è pronto al 100% per giocare, come spero lo sia tutta la squadra. Giochiamo contro la Lazio, una squadra che è in finale di Coppa Italia e nell’ultimo periodo sta facendo bene. Hanno messo in difficoltà le squadre in cima alla classifica, sono ben strutturati in campo, hanno un buon allenatore e buone individualità, giocano con coraggio, difendono compatti e sono pericolosi quando ripartono. Dovremo dare tutto e fare la nostra partita, senza commettere errori, perché loro li sanno sfruttare bene. Non andremo a Roma da turisti, abbiamo degli obiettivi e vogliamo chiudere bene la stagione”. L’avversario - “La Lazio è forte in contropiede, hanno esterni rapidi e bravi nell’uno contro uno, quando hanno la palla la giocano rapidamente verso gli attaccanti. Difendono compatti, non è facile fargli male, per certi versi sarà una partita simile a quella contro il Parma. Dobbiamo fare bene in entrambe le fasi e non concedere ripartenze. Sarà una grande sfida, affrontiamo una delle squadre più in forma”. Le assenze -“Karlstrom e Davis sono due giocatori importanti, di cui non esiste una copia nella nostra rosa. Jesper è uno dei giocatori più presenti in questa Serie A e questo ci dice molto sul suo ruolo per noi, ci dà stabilità e leadership, ma abbiamo buone soluzioni per sostituirlo, giocatori che vogliono dimostrare il loro valore. L’assenza di Davis non deve essere una scusa, siamo stati in grado di giocare bene anche senza di lui, ad esempio contro l’Atalanta. Buksa ha una settimana in più di allenamenti nelle gambe ed è pronto, poi ci sono Bayo, Gueye e Zaniolo, abbiamo diverse opzioni per fare male all’avversario. Contro la Lazio mancheranno anche Zanoli, Zemura e Bertola”. Miller - “Sono contento di avere Miller in squadra, è un grande talento, molto giovane e con una buona mentalità e un buon carattere. Il futuro è suo, deve continuare a lavorare su di sé. Non lo vedo come sostituto di Karlstrom, può fare quel ruolo ma è più un mediano da centrocampo a due o una mezzala in un centrocampo a tre, perché si muove molto, cerca il pallone e vede bene gli spazi. È solo questione di tempo perché migliori ulteriormente e sono soddisfatto di lui finora”. Le ambizioni presenti e future - “Non ho rimpianti per questa stagione. Noi cerchiamo di trarre il massimo dalle occasioni che ci capitano e siamo nella posizione in cui siamo per le prestazioni che abbiamo fatto. Facendo una stagione sopra le aspettative si può pensare di arrivare in Europa, ma in Serie A i primi sei-sette posti sono praticamente già assegnati. Se guardiamo la classifica per punti e quella per il valore delle rose, praticamente corrispondono. Ci sono vari elementi da considerare, ma per una squadra del nostro valore è difficile già arrivare settima o ottava. Se pianifichi di andare in Europa o almeno di iniziare a parlarne devi programmare in un certo modo. Ci sono ancora cinque giornate, possiamo finire più in su o più in giù di dove siamo, vogliamo migliorare rispetto alla scorsa stagione e per arrivare ai 50 punti ci servono almeno due vittorie e un pareggio, non ci possiamo permettere sconfitte come quella contro il Parma, da cui domani dobbiamo dimostrare di aver imparato. Conosco le capacità della mia squadra, avremmo potuto avere tre o quattro punti in più, ma in generale siamo dove dovremmo essere. Nel calcio le sorprese ci sono sempre, ma come decidi di programmare e il valore che ha la tua rosa sono fattori fondamentali”. Il suo futuro - “Non ho mai detto di volere un colloquio con la società. A fine stagione ci siederemo insieme come è normale che sia e analizzeremo il nostro campionato. Ho ancora un anno di contratto, sto bene qui, lavoro con ottime persone e c’è una bella atmosfera. Non voglio pensare al futuro con ancora cinque giornate di campionato da disputare. Noi tutti abbiamo l’obiettivo di arrivare più in alto possibile e questa è l’unica cosa che conta”. Le probabili formazioni LAZIO (4-3-3) - Motta; Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Tavares; Basic, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. All.: Maurizio Sarri UDINESE (3-4-2-1) - Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Piotrowski, Atta, Kamara; Ekkelenkamp, Zaniolo; Buksa. All.: Kosta Runjaic La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Bonacina Assistenti di linea: Palermo - Zanellati IV Uomo (Ufficiale): Marchetti VAR: Camplone AVAR: Maggioni Dove seguire la diretta TV e in Streaming La partita di Serie A tra Lazio e Udinese, valida per il 34° turno, in programma questa sera alle ore 20:45 sul campo dello Stadio Olimpico nella Capitale, sarà visibile sia su DAZN che su Sky. Gli abbonati DAZN potranno seguire il match in diretta su DAZN tramite l'app fruibile su smart tv, oltre che su console di gioco (Xbox e PlayStation) e device come TIMVISION Box, Google Chromecast e Amazon Fire TV Stick. Per gli abbonati Sky invece, i canali di riferimento sarà Sky Sport (canale 251). Gli abbonati Sky potranno invece seguire la gara in diretta streaming attraverso il servizio Sky Go. La partita sarà visibile in streaming su NOW, ovvero il servizio di streaming live e on demand di Sky, che offrirà la visione della gara a coloro che sottoscrivono il pacchetto 'Sport’. --------------- [Fonti: udinese.it goal.com tuttosport.com]

  • ARDEA - MONTAGNANO - DIVELTO UN SEMAFORO SULLA VIA ARDEATINA - PERICOLO PER LA VIABILITA'

    I residenti hanno sentito un botto e subito dopo giunti sul posto, hanno trovato il semaforo in mezzo alla carreggiata. articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Venerdì, 24 aprile 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) - Sull'ardeatina, in quel tratto di strada che comprende l'area di Montagnano e Vilaggio Ardeatino e che si estende da VIa Cancelliera a Via di Montagano per circa 2.800 mt. e dove c'è, appunto, l'incrocio con il semaforo, oggetto oggi di incedente stradale, sussistono da tempo diverse criticità. "Ho sentito il botto e sono uscita fuori - dichiara Cinzia residente nella zona - e mi sono accorta che il semaforo era al centro della strada. Presumo che sia stato urtato e divelto. Un'altra signora interevnuta prima di me - ha aggiunto Cinzia - quando sono uscita era già al telefono per chiamare i soccorsi. Fortunatamente, non si è fatto male nessuno ed io e l'altra persona ci siamo adoperati per segnalare, in attesa delle autorità competenti, con le dovute precauzoni, la perricolosità agli altri autoveicoli che trasitavano al momento sull'ardeatina, all'incrocio con via di Montagnano". Questo punto della via ardeatina è molto pericoloso, perchè si trova in una sorta di "cunetta" con poca visibilità, per cui chi vi transita, nelle due direzioni di marcia, verso Pomezia o verso Aprilia, se non rispetta la velocità segnalata, potrebbe trovarsi a ridosso di ostacoli, come quello di oggi del semaforo divelto sulla carreggiata, verificatesi sull'incrocio stesso, e non avere tempo per frenare la corsa del veicolo su cui sta viaggiando, con ulteriori danni a cose e persone. A causa di questo incidente non sono stati registrati danni alle persone e questo è già un dato importante. Ora sarà compito delle autorità di polizia, fare i rilievi del caso e magari, vedere se ci sono telecamere nella zona che hanno documentato l'accaduto e possano fare chiarezza sulla dinamica dell'icidente. Ora, la preoccupazione maggiore per i residente è quella di sapere per quanto tempo l'incrocio rimarrà così senza segnalazione semaforica. Ogni giorno senza nessuna segnalazione che anticipi la pericolosità dell'incrocio stesso, mette a rischio l'incolumità delle persone. I residenti si augurano che venga messo in sicurezza quel tratto di strada, evitando possibili ulteriori inciedenti stradali. Come evidenziato da altre persone accorse sul posto, in questo incrocio vi transitano molte persone anche a piedi, per recarsi alle fermate adiacenti di mezzi pubblici e privati di trasproto.

  • MOTTA REGALA IL SOGNO DELLA FINALE DI COPPA ITALIA ALLA LAZIO

    Dopo 120 minuti di gara, nella girandola dei rigori, il giovane portiere della Lazio ne para quattro su cinque articolo di Massimo Catalucci BERGAMO - Giovedì, 23 aprile 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La Lazio ha conquistato un posto nella finale di Coppa Italia grazie a una prestazione memorabile, in cui il giovane portiere Edoardo Motta è stato il protagonista assoluto. In una partita ricca di emozioni e colpi di scena, la squadra biancoceleste ha dimostrato carattere e determinazione, superando l’Atalanta in una semifinale che resterà nella storia recente del calcio italiano. Questo traguardo arriva in un momento delicato per i tifosi, che ora possono finalmente tornare a sognare e riempire lo stadio Olimpico per sostenere la loro squadra. La semifinale la decide il giovane Motta La gara di semifinale tra Lazio e Atalanta è stata un concentrato di tensione e spettacolo. La partita ha visto continui ribaltamenti di fronte, con entrambe le squadre determinate a conquistare la finale di Coppa Italia. Il momento chiave è arrivato grazie a Motta, il giovane portiere della Lazio, che ha dimostrato una freddezza e una reattività fuori dal comune. Durante i minuti regolamentari, Motta ha salvato la sua squadra da un possibile svantaggio decisivo. Un colpo di testa potente di Scamacca sembrava destinato a portare l’Atalanta sul 2-1, ma il portiere biancoceleste si è esaltato con una parata spettacolare, deviando il pallone sul palo e mantenendo il risultato in equilibrio. Questo intervento ha dato nuova energia alla Lazio, che ha lottato fino alla fine per portare la partita ai rigori. La girandola dei rigori e la magia di Motta La semifinale si è decisa ai calci di rigore, una prova di nervi e precisione. Qui Motta ha mostrato tutto il suo valore, parando ben 4 rigori su 5. Una prestazione fenomenale che ha permesso alla Lazio di ottenere il pass per la finale di Coppa Italia. La sua freddezza sotto pressione e la capacità di leggere le intenzioni degli avversari hanno fatto la differenza in un momento cruciale. Questa vittoria non è solo un successo sportivo, ma anche un segnale di speranza per i tifosi laziali, che hanno vissuto momenti difficili negli ultimi tempi. La semifinale ha dimostrato che, nonostante le difficoltà, la squadra guidata da Maurizio Sarri può competere ai massimi livelli e puntare a un trofeo importante. Il significato della finale per la Lazio e i suoi tifosi La finale di Coppa Italia, in programma il prossimo 13 maggio, rappresenta molto più di una semplice partita, rappresenta una stagione intera. L’Inter, avversario in finale, è una squadra stratosferica, ma in una gara secca tutto può succedere. Per i tifosi della Lazio, questa finale è un’occasione per tornare a riempire lo stadio Olimpico, dopo un periodo di protesta che li ha visti disertare gli spalti. La loro assenza era un segnale chiaro rivolto alla società e al presidente Lotito, da cui chiedono maggiori investimenti per portare la squadra a un livello superiore. Ora, con la finale in vista, i tifosi hanno un motivo in più per tornare a sostenere la squadra con passione e unità e non potranno, certamente, mancare all'appuntamento. Maurizio Sarri e la Lazio: Un progetto in crescita L’allenatore Maurizio Sarri ha saputo guidare la Lazio con un progetto chiaro, tra le tante difficoltà iniziate nell'estate scorsa con il blocco del mercato, puntando su un calcio organizzato e aggressivo con ciò che aveva a disposizione. La semifinale contro l’Atalanta ha mostrato i frutti del suo lavoro, con una squadra capace di resistere alla pressione e di esprimere un gioco efficace anche nei momenti più difficili. La qualificazione alla finale di Coppa Italia è un passo importante per Sarri e la Lazio, che ora possono guardare al futuro con maggiore fiducia. La sfida contro l’Inter sarà un banco di prova decisivo, ma anche un’opportunità per dimostrare che la Lazio può competere con le grandi del calcio italiano. Il ruolo dei tifosi biancocelesti nel futuro della Lazio Il ritorno dei tifosi allo stadio Olimpico sarà fondamentale per la Lazio in vista della finale. Dopo un periodo di protesta, è importante che tornino a gremire gli spalti dell'Olimico, la loro presenza rappresenta un segnale di unità e sostegno alla squadra. I tifosi biancocelesti hanno dimostrato di voler vedere la Lazio crescere e raggiungere nuovi traguardi, chiedendo alla società un impegno maggiore. La finale di Coppa Italia è un’occasione per rafforzare questo legame tra squadra e tifosi, creando un’atmosfera di entusiasmo e speranza. La passione dei supporter sarà un elemento chiave per motivare i giocatori e spingerli a dare il massimo in campo. Un sogno che continua La Lazio è ora finalista di Coppa Italia con un sogno grande davanti a sé. Grazie a Motta e a una squadra che ha saputo lottare con cuore e determinazione, i biancocelesti hanno conquistato un posto nella gara contro l'Inter che promette emozioni forti. Il calcio italiano si prepara a vivere un appuntamento importante, con la Lazio pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. La finale sarà una sfida difficile, ma anche un’opportunità per dimostrare che la Lazio merita di essere protagonista nel panorama del calcio nazionale. Ledichiarazioni degli alenatori nel post-gara RAFFAELE PALLADINO - Nessuna dichiarazioni post-gara del tecnico nerazzurro MAURIZIO SARRI - "Motta è un ragazzo che ha dei numeri impressionanti sui rigori, ne ha parati 5 su 6 in Serie A, ha delle prospettive e ha margine soprattutto con i piedi - spiega Sarri - Oggi siamo usciti molto sul lungo quando di solito giochiamo nel corto, ha margini, è un prospetto interessante ma deve avere nella testa di voler migliorare ancora". La finale si giocherà sì in campo neutro, ma all'Olimpico, con i tifosi della Lazio presenti?: "Ho sempre detto che porto grande rispetto per le scelte delle persone e dunque anche per i nostri tifosi, detto questo se venissero alla finale io e la squadra saremmo non contenti ma di più. Ieri sono venuti all’aeroporto a incoraggiarci, se dovessero venire sarei l’allenatore più felice del mondo". A fine gara uno sguardo alla tribuna: "In tribuna c’era un mio amico che solitamente porta fortuna e da ieri mi dice che avremmo passato il turno e con lo sguardo cercavo lui" "Una partita non fa una stagione, ma ci permette di fare una finale. Mi devo basare un percorso di tanti mesi - dice - Se ho parlato di futuro con Lotito? No, non abbiamo ancora parlato di futuro oggi". Percassi si è lamentato sugli arbitri: "Uno è un fuorigioco oggettivo, l'altro posso dire che non era fallo a Cremona così come non era questo. Su Gila c'è stata la ribattuta e da regolamento era giusto non dare rigore. Invece la mano di Scalvini c'era eccome, allora mi dovrei lamentare anche io per questo". Una Lazio diversa dalle squadre abitualmente allenate da Sarri: "Sicuramente è tra le più grintose che io abbia mai allenato. Oggi la Lazio ha giocato una partita da gruppo vero, e in Coppa Italia abbiamo battuto avversari come Bologna e Milan che l'anno scorso erano in finale". il tabellino della gara Mercoledì, 22 aprile 2026 Stadio New Balance Arena - BERGAMO ATALANTA-LAZIO 1-1 (2-3 dopo i rigori) Marcatori: 84° Romagnoli, 86° Pasalic Sequenza rigori: Raspadori (A) goal, Nuno Tavares (L) parato, Scamacca (A) parato, Cataldi (L) palo, Zappacosta (A) parato, Isaksen (L) goal, Pasalic (A) parato, Taylor (L) goal, De Ketelaere (A) parato Arbitro: Colombo Ammoniti: 31° Kolasinac, 37° Cancellieri, 117° Scamacca, 120° Lazzari Espulsi: ------ ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (94° Ahanor), Djimsiti, Kolasinac (71° Kossounou); Zappacosta, De Roon (71° Pasalic), Ederson, Bernasconi (56° Bellanova); De Ketelaere, Zalewski (71° Raspadori); Krstovic (90° Scamacca). All.: Raffaele Palladino. LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic (67° Lazzari), Gila (77° Provstgaard), Romagnoli, Nuno Tavares; Basic (77° Dele-Bashiru), Patric (84° Cataldi), Taylor; Cancellieri (66° Isaksen), Noslin, Zaccagni (103° Pedro). All.: Maurizio Sarri. ------------------------------------------- [Fonti: sky.it Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI  SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

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