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  • COMUNE DI ARDEA - BANDO DI CONCORSO PER 2 OPERATORI INFORMATICI (riservato alle Categorie Protette - L. 68/99)

    Il bando scade il 20 luglio ecco i dettagli articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Mercoledì, 15 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Il Comune di Ardea (Città Metropolitana di Roma Capitale) compie un passo importante sul fronte dell'inclusione lavorativa e della transizione digitale. È stato infatti pubblicato il bando di concorso pubblico, per esami, finalizzato alla copertura di 2 posti a tempo pieno e indeterminato nella figura professionale di "Operatore Informatico" (Area degli Operatori Esperti) - clicca qui per dettagli L'intera procedura, oltre all'assunzione immediata dei due vincitori, mira anche alla formazione di una graduatoria a cui l'Amministrazione potrà attingere per future necessità. La selezione è interamente riservata ai soggetti appartenenti alle categorie protette di cui all'art. 1 della Legge 12 marzo 1999, n. 68 - Clicca qui per caricare il bando in PDF. Il profilo professionale: cosa fa l'Operatore Informatico? I candidati selezionati saranno inseriti nell'Area degli Operatori Esperti Informatici e supporteranno quotidianamente gli uffici comunali nei processi di digitalizzazione e gestione documentale. Le mansioni principali previste dal ruolo comprendono: Supporto alla digitalizzazione: attività di archiviazione informatica di dati, pratiche documentali cartacee correnti e gestione dei flussi d'archivio. Lavoro di squadra: collaborazione sinergica all'interno dei gruppi di lavoro dei vari settori dell'ente. Orientamento all'utenza: assistenza ai cittadini e interfaccia con il pubblico per agevolare l'accesso ai servizi digitali del Comune. Come presentare la domanda di partecipazione In linea con le direttive nazionali per la semplificazione amministrativa, la domanda di partecipazione deve essere inviata esclusivamente per via telematica. Non saranno prese in considerazione candidature inviate tramite canali tradizionali (come raccomandate o PEC). I passaggi per candidarsi: Accesso al Portale: Collegarsi al Portale Unico del Reclutamento della Pubblica Amministrazione inPA all'indirizzo https://www.inpa.gov.it/. Autenticazione: Effettuare l'accesso esclusivamente tramite sistemi di identità digitale quali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Compilazione: Compilare accuratamente tutte le sezioni, i campi richiesti dalla procedura guidata e allegare i documenti necessari. Hai bisogno di supporto tecnico? Per qualsiasi dubbio o difficoltà tecnica legata alla registrazione sul portale inPA o all'invio della candidatura, è possibile scrivere direttamente al servizio di assistenza dedicato all'indirizzo email: inpa@funzionepubblica.it Questo concorso rappresenta un'importante opportunità di inserimento stabile all'interno della Pubblica Amministrazione locale, offrendo un percorso di crescita professionale in un ambiente dinamico e orientato al servizio del cittadino. Si invitano tutti i candidati in possesso dei requisiti a consultare il bando integrale direttamente sul portale inPA per verificare scadenze dettagliate, requisiti generali di ammissione e le prove d'esame previste. ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • ARDEA - SITO ARCHEOLOGICO DI CASARINACCIO - UN PATRIMONIO NAZIONALE DA PROTEGGERE E CONSERVARE CON CURA

    Il Prof. Giosuè Auletta, dall'alto delle sue conoscenze di storico latino, esalta l'iniziativa del giovane laureato Leo Perna articolo di Massimo Catalucci ùARDEA - Venerdì, 10 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La valorizzazione di un territorio e la riscoperta della sua ricca storia passano spesso attraverso l'entusiasmo dei giovani e la sinergia con la comunità, come dimostra l'evento di sabato prossimo, 11 luglio, che avrà luogo nel sito archeologico di Casarinaccio (toponimo originale "Casalinaccio"), incentrato sulla Chiesa di Santa Marina, sotto la Rocca del centro storico di Ardea, organizzato da un laureato de "La Sapienza", il giovane Leo Perna, in accordo con l'Associazione Ardea Filarmonica (clicca qui per scaricare la locandina). E per dare maggior risalto a queste iniziative di divulgazione e riscoperta locale, che rappresentano il nostro patrimonio Nazionale, abbiamo voluto intervistare proprio colui che è la memoria storica di questi luoghi e che più di tanti altri, dall'alto delle sue conoscenze e competenze, può farci vivere con presenza ed emozione, la storia che conosce come le proprie tasche. Stiamo parlando del Prof. Giosuè Auletta, spesso chiamato ad intervenire in conferenze, convegni e in qualità di consulente storico, in molti eventi che vengono organizzati in tutta la nostra Nazione, così come anche oltre i confini del nostro stivale. La preziosa attenzione verso i beni culturali più nascosti si sposa perfettamente con la visione del Prof. Giosuè Auletta, Storico del Lazio latino e virgiliano, ispiratore, oltre che promotore in Regione Lazio, della legge che ha portato all'approvazione degli ecomusei nel Lazio (L. R. 11 aprile 2017, n. 3 - "Riconoscimento e valorizzazione degli ecomusei regionali" - e successiva integrazione con la L.R. 15 novembre 2019, n. 24) Ardea con l'area archeologica di "Casarinaccio" è parte integrante dell'Ecomuseo Lazio Virgiliano, che si estende dalle coste del Tirreno fino ai laghi dei Castelli Romani e include molti comuni limitrofi tra loro, conservando un patrimonio inestimabile di archeologia, storia, paesaggio naturale, cultura locale e mitologia. Ardea - Un patrimonio da scoprire, esaltare, proteggere e conservare D - Prof. Giosuè Auletta, partiamo da qui: cosa pensa dell'iniziativa promossa dal giovane Leo Perna, studente de "La Sapienza", affascinato dal patrimonio storico culturale spesso nascosto del territorio di Ardea, ed in particolare di uno straordinario monumento, qual è la Chiesa di Santa Marina? R - "La presentazione di una tesi di un giovane studente universitario, sulla Chiesa di Santa Marina, dimostra che aver mantenuto viva la memoria di siti di alto valore storico, culturale e leggendario, stimolano le nuove generazioni a non perdere il contatto con il loro territorio di origine, e permettono di tramandare elle generazioni successive, un patrimonio inestimabile". D - Da profondo conoscitore, studioso e ricercatore, cosa può raccontarci riguardo il sito che ha ispirato il giovane studente universitario, fino a stimolarlo nella stesura della sua tesi di laurea proprio su questo luogo? R - "La Chiesa di Santa Marina è all'origine dell'identità della comunità ardeatina del medioevo (dal XII secolo agi inizi del XIX secolo), per cui la Santa era la protettrice della comunità dell'antica città dei rutuli". "Tant'è che il sigillo posto sugli atti ufficiali pubblici della comunità, rappresentava Santa Marina. In onore della protettrice, ogni anno, dal medioevo fino agli anni cinquanta del secolo scorso, davanti alla chiesa si correva il palio di Ardea, attività tra le più antiche d'Italia". "Io stesso recuperai tale tradizione alla fine del XX secolo, riportando in auge l'antico palio per un periodo di tempo, ma in un luogo diverso da quello in cui si correva originariamente, per cui per motivi logistici, fu trasferito dove oggi si trovava un ippodromo, in via pratica di mare, nella località di Nuova Florida". "Sarebbe bello vedere rinascere il palio ad Ardea con la corsa delle contrade, per mantenere vive le tradizioni che hanno segnato una traccia indelebile nella storia di questa terra dei rutuli". D - Sappiamo che l'evento promosso dal giovane Leo Perna, in collaborazione con il gruppo locale dell'Associazione Ardea Filarmonica, fa un po' da apripista per un altro grande ed importante evento che lei sta coordinando e che si svolgerà nel prossimo mese di agosto. La sua supervisione storica in questo successivo ed imminente appuntamento, che la vede collaborare con alcune associazioni no-profit e istituzioni locali, tra cui sappiamo che sono stati contattai il Comune di Ardea e Genzano e la diocesi di Albano, darà ancora una volta risalto alla Chiesa di Santa Marina, incastonata nel cimitero storico monumentale di Ardea? Ci dia qualche informazione in più su come si articolerà questo nuovo importante evento. R - "Rispondo a questa domanda affermativamente, evidenziando che il monumento della Chiesa di Santa Marina che si trova all'interno del cimitero di Ardea, sarà la tappa di un percorso storico che è parte dell'evento che stiamo organizzando per il prossimo mese di agosto. In questo luogo, è sepolto un personaggio cruciale della storia di Ardea che ha lottato fino alla morte, per la giustizia e la libertà. Stiamo parlando di Giuseppe Fabrizi, ex prete ed ex parroco di Ardea, vissuto in questo territorio rutulo tra il 1898 e il 1926, quando fu trovato morto in circostanze dubbie, nel sito delle Sabbie D'oro, alla foce del fiume Incastro". "E in occasione del centenario della sua morte, io ed altri volontari, abbiamo voluto organizzare un itinerario che partirà dal centro storico di Ardea, in via Catilina e terminerà proprio nel cimitero monumentale di Santa Marina, davanti la tomba di Giuseppe Fabrizi". "Sarà un percorso a tappe. Ci saranno delle stazioni dislocate nelle vie del paese rutulo, attraverso le quali i visitatori potranno ripercorrere la storia di Ardea dei suoi ultimi cento anni. Per l'alto interesse culturale e storico, oltre che religioso, che i due eventi racchiudono, quello del prossimo 11 luglio del giovane Leo Perna, coadiuvato dall'Associazione Filarmonica di Ardea e l'altro che stiamo organizzando per il prossimo mese di agosto sul centenario dalla morte di Giuseppe Fabrizi e di cui daremo informazioni dettagliate sull'intero programma a mezzo stampa nei prossimi giorni, invito tutti coloro che vogliono scoprire i tesori nascosti della città di Ardea, a partecipare ad entrambi gli eventi". D - In conclusione, cosa si sente di dire a molti giovani e soprattutto, alle istituzioni locali, riguardo il grande patrimonio che sussiste e persiste nel territorio di Ardea? R - "Dico che è arrivato il momento di far conoscere e valorizzare, concretamente, con impegno attivo delle persone, delle associazioni e delle istituzioni locali, il patrimonio di cui la città di Ardea è testimone e tramandarlo alle future generazioni". ------------------------------------------ Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • ARDEA - UNA TERRAZZA SUL MARE...

    "Lungomare degli ardeatini": un tratto litoraneo di Ardea adiacente alla spiaggia libera con facilità di accesso all'arenile, ma deve essere rivalutato e reso vivibile articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Sabato, 4 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - "Una rotonda sul mare" - recitava il testo di una nota canzone del 1964 interpretata da Fred Bongusto. E lasciandosi cullare dalle note di questo famoso pezzo musicale, che rievoca i momenti del boom economico nella nostra Nazione, sarebbe bello immaginare che anche Ardea, possa avere un affaccio sul mare in una delle sue tante spiagge dislocate lungo la linea litoranea a sud di Roma che si estendono per circa 9,500 km.. Il litorale di Ardea tra "consorzi marini" e spiagge con libero accesso al pubblico Ad Ardea il dibattito delle aree di libero accesso al mare, da decenni si scontra tra Pubblico e Privato, per effetto dei "consorzi marini" che in alcuni tratti di spiaggia dove sorgono, negano l'accesso nei viali interni ai loro esistenti agglomerati di case, a villeggianti, turisti e bagnanti, residenti ad Ardea e non. Questi ultimi per raggiungere la spiaggia, sono costretti a percorrere a piedi dai 250 agli oltre 750 mt., sempre che con le loro auto, riescano a trovare un parcheggio nei paraggi dei cancelli di accesso ai consorzi marini, altrimenti la distanza a piedi sotto il sole cocente dell'estate, magari con borse e ombrelloni, aumenta anche oltre un chilometro. Perché, allora, nel frattempo che la "mediazione" prenda il posto della "negoziazione" tra Pubblico e Privato e si arrivi a trovare il giusto equilibrio ad una situazione che si trascina da decenni, riferito alla libera circolazione con auto e moto di tutti i cittadini nei complessi residenziali sul mare e non solo ai consorziati, non si pensi di ottimizzare quelle "are libere demaniali" delle spiagge che non presentano ostacoli di accesso, per cui potrebbero essere messe a disposizione più facilmente e velocemente di chi ne volesse fare uso senza vincoli determinati dai privati? Ardea - Il sogno di una terrazza sul mare Questo sogno, in realtà, non sarebbe molto difficile da concretizzarsi, basterebbero, forse, un po' di buona volontà da parte dell'Amministrazione locale e il coinvolgimento di qualche imprenditore consenziente che sponsorizzi i lavori. Gli spazi e le strutture di una terrazza sul mare, con qualche panchina già posizionata, ringhiere parapetto e muretti di contenimento del terreno e, altresì, un utile sottopassaggio per i pedoni che permetterebbe l'attraversamento in tutta sicurezza della litoranea, già esistono. Esistono, ma in che stato sono? Purtroppo, il loro stato è quello che i cittadini di Ardea subiscono da decenni: degrado e abbandono. E' il caso documentato dall'Associazione "RivaluTiAmo Marina di Ardea". Sul lato mare del "Lungomare degli ardeatini", sorge proprio uno spazio come quello poc'anzi menzionato che si affaccia sul Tirreno, già in parte strutturato, su una spiaggia di libero accesso a tutti, senza sbarre e cancelli. Si parcheggia la macchina e si accede all'arenile. Allora, perché non pianificare un progetto che possa recuperare tale spazio per dare lustro alla città, ottimizzando le strutture fisiche già esistenti, ristrutturandole, certamente, aggiungendone altre per dare vita ad un processo di compartecipazione tra ente Pubblico ed enti Privati? Ad Ardea, come in altri comuni, esistono gli Assessorati per i lavori pubblici e per le attività economico produttive che hanno collegati a loro gli sportelli tecnico-amministrativi quali, l'Area 4 - Lavori Pubblici, Ambiente, PNRR e SUAP (Sportelo Unico Per le Attività Produttive) che potrebbero attivare tale procedura di compartecipazione, coinvolgendo gli imprenditori locali e non, nella sponsorizzazione e realizzazione di opere a uso pubblico. Gli enti privati potrebbero finanziare l'opera di ristrutturazione dei luoghi esistenti e/o curarne direttamente la costruzione, in cambio di un ritorno di immagine. Le competenze trasversali di questi uffici comunali, possono essere impiegate per unire l'interesse pubblico dell'ente con l'interesse commerciale delle imprese. Ecco un esempio di "mediazione" tra ente Pubblico e Privato, con beneficio da parte della collettività. Cosa, tra l'altro, già messa in atto dall'Amministrazione locale di Ardea per alcune attività: si pensi alla manutenzione delle rotonde stradali, oppure, agli spazi verdi per cui si sono stipulati impegni formali tra le parti, convenzioni tra Pubblico e Privato (imprenditori, associazioni non lucrative) e di cui ne gode la cittadinanza. Una terrazza sul mare: quali vantaggi per Ardea? Il ripristino della già esistente area (terrazza) sul mare, sarebbe una grande opportunità di sviluppo per il territorio. Sul "Lungomare degli Ardeatini", ad oggi sussistono e persistono l'abbandono e il degrado, con pochissimi esercizi commerciali attivi in circa 4,500 km. (si contano sul palmo di una mano e spesso alcuni di questi attivi solo in estate), per cui quest'area risulta spenta e non viva per quasi tutto l'anno. La realizzazione, invece, di uno spazio dove poter passeggiare o semplicemente sedersi su una panchina mangiando un gelato e godendo del favoloso paesaggio marino e di un tramonto che si perde all'orizzonte nel mar Tirreno, in questo caso anche in inverno, se pensato come "agorà" nella sua accezione primordiale, quella di una piazza principale, il cuore pulsante della "polis", un luogo di incontri e di condivisione per la collettività, aggiungerebbe un alto valore al territorio, in termini di sviluppo sociale ed economico e di conseguenza, anche gli immobili ivi esistenti si rivaluterebbero. In questo spazio si potrebbero creare nella bella stagione, da aprile fino a settembre/ottobre, eventi di ogni genere ed attrazione per i villeggianti, che renderebbero viva questa località, che per gran parte dell'anno funge da dormitorio per i residenti e pendolari che si muovono per andare a lavoro. Oggi è tardi per realizzare in questa stagione estiva tale sogno (progetto), ma nessuno vieta di gettare attualmente le basi (sempre che non sia stato già messo in atto) per renderlo concreto per il prossimo anno, evitando di lasciarlo là, solo come un sogno irrealizzabile, nell'immaginazione di chi vorrebbe vivere un'area della città non solo per dormirci la notte, chiudendosi tra l'altro bene in casa per il degrado e la criminalità che lo circondano, ma per chi vorrebbe vivere l'area del "Lungomare degli ardeatini", in sicurezza e con gioia 365 giorni all'anno. Di certo le opere non si realizzano da oggi a domani, conosciamo i tempi della burocrazia in Italia, ma chi si occupa di informazione, ha l'obbligo morale e deontologico di riportare le notizie che suscitano il dibattito cittadino su tematiche di interesse per la collettività, al fine di soddisfare il diritto di informazione pubblica, ricevere informazioni, accedere alle informazioni, in particolar modo, quando queste tematiche si ripetono da anni senza trovare risposte concrete alle istanze stesse dei cittadini. A noi giornalisti il compito di accendere il faro sul problema sociale dei cittadini che risiedono nell'area del "Lungomare degli ardeatini". Agli amministratori locali, il diritto di replica alle istanze mosse dai cittadini stessi, per quanto è stato fatto ad oggi in ragione della problematica evidenziata e quanto si vorrà fare per il futuro, documentandolo. Magari, nelle aule del Comune di Ardea si è già pensato ad un recupero di quest'area, in tal caso, la collettività rimane in attesa di un formale riscontro da parte degli attuali amministratori, per conoscere eventuali tempi di realizzo del piano di recupero di questo spazio pubblico e in caso contrario, cosa lo impedirebbe.

  • ARDEA - MAURICE MONTESI (FDI) SI DIMETTE DA DELEGATO DI MONTAGNANO

    Le dimissioni di Montesi fanno seguito alle dimissioni di qualche mese fa del Consigliere comunale di Ardea e delegato di Montagnano, Emanuela Micoli articolo d Massimo Catalucci ARDEA - Giovedì, 2 luglio 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocataluci.it) - Le elezioni amministrative previste per il 2027 ad Ardea si avvicinano abbastanza velocemente. Sono rimasti ormai pochi mesi alla data fatidica, perché se consideriamo che siamo in piena estate dove tutto si rallenta ulteriormente e che da qui alla prossima primavera, si inserisce anche il periodo delle festività natalizie, possiamo dire che mancano una manciata di mesi alla prossima mandata elettorale locale. E come da troppo tempo siamo abituati ad assistere, purtroppo, la vita politica ad Ardea, ma forse anche in altre parti del nostro “stivale”, è sempre congestionata da situazioni di contrasto tra cittadini e pubblica amministrazione, anziché da situazioni fondate sulla mediazione e sulla trasparenza, volte a risolvere le problematiche cittadine. Situazioni, queste, che mantengono lo “statu quo” persistente di degrado in molte aree locali. Ardea è un territorio molto vasto che ha necessità di essere frazionato e attenzionato da “supervisori comunali” (delegati locali), che sappiano cogliere le istanze provenienti dai territori e ancor di più, che sappiano promuovere e mettere in pratica percorsi strutturali da sostenere nelle aule del consiglio comunale, affinché l’Amministrazione stessa, possa farsi carico del problema e intervenire, laddove richiesto, per risolvere le criticità riscontrate. Ma dai territori, purtroppo, arriva altro. Emerge un senso di abbandono, misto a prese in giro, che hanno visto in alcuni casi gli amministratori locali indossare la fascia tricolore per il solito “selfie” da pubblicare nei social o sulle pagine dei giornali locali, col fine di inaugurare servizi pubblici che non hanno avuto alcuna continuità e non hanno rappresentato nessun beneficio per la collettività. Eppure, il principio della delega conferita dal Sindaco ad un Consigliere comunale, dovrebbe rappresentare un valore aggiunto per la collettività, basato sullo svolgimento di un’attività, esclusivamente, di supporto politico-amministrativo, seppur non decisionale, che implichi per il Consigliere compiti di ascolto, studio, consulenza e proposta che successivamente dovranno essere discussi e deliberati in Consiglio comunale. Ma tutto questo sembra non avere contezza. Tutto si blocca nella fase inziale: si fanno annunci, foto, si elargiscono sorrisi, ci si gratifica per un incarico ricevuto, ma poi, tutto rimane come prima, se non peggio. Le ennesime dimissioni del Consigliere Maurice Montesi (FdI), da delegato del Sindaco per la località di Montagnano e ancora prima di lui, le dimissioni da Consigliere comunale di Ardea, Emanuela Micoli, che si presume proprio a Montagnano abbia ottenuto gran parte dei voti che le hanno permesso di accedere in Consiglio, esprimono esattamente questa frattura tra ciò che viene proposto ai cittadini in fase iniziale e ciò che poi, concretamente, viene realizzato sul territorio (“nulla”, stando a quanto denunciano alcuni cittadini di Montagnano). COSA ACCADRA' ADESSO? Sappiamo che il Sindaco di un Comune ha facoltà di conferire deleghe ad un suo Consigliere, quale atto fiduciario e discrezionale (connesso alle funzioni dell'Art. 50; coma 10 - della Parte I, Titolo III del TUEL), così come ha la facoltà di accettare le dimissioni senza riserve oppure di respingerle motivandole, per ragioni di opportunità politica o continuità dell'azione amministrativa. Rimane di fatto, la prevalenza della volontà del Consigliere delegato, nel caso in cui il Sindaco respinga le dimissioni, di far valere in modo assoluto e definitivo la propria decisione di riconsegnare la delega. Detto ciò, al di là del fatto che il Consigliere delegato si dimetta dall’incarico territoriale ricevuto dal Sindaco o che ci ripensi dietro un suo intervento, è inevitabile che i rapporti tra amministrazione locale e i cittadini di Montagnano, si siano ormai incrinati al tal punto che i dubbi, su chiunque dovesse successivamente rappresentare in Consiglio comunale questo territorio di confine in tutti i sensi, rimarranno. Chi verrà, troverà, giustamente, molto scetticismo, per cui dovrà dimostrare molta disponibilità, pazienza, ma soprattutto dovrà impegnarsi nella consapevolezza di non fare promesse che non potranno essere mantenute; essere, altresì, presente, accettare eventuali critiche e accogliere le istanze tutte dei cittadini per portarle in Consiglio comunale dove saranno discusse e deliberate, dandone riscontro del loro iter, in modo trasparente ed istantaneo alla collettività che rappresenta. Sarà un arduo impegno per chi vorrà cimentarsi con questa realtà locale e prendersi questa incombenza, come è naturale che sia dopo anni di delusioni, perché tra promesse non portate a termine, inaugurazioni di spazi pubblici inattivi e incontri cittadini svolti fino ad oggi che hanno portato molte belle parole e pochi fatti, i residenti di Montagnano sentono sempre più lontana l’Amministrazione locale dal loro territorio. L’abbandono delle istituzioni non è una mera percezione astratta che i cittadini vivono, ma uno stato di fatto concreto e, purtroppo consolidato da anni. I DUBBI LEGITTIMI DI UNA COMUNITA' La responsabilità istituzionale che dovrebbe investire colui e/o colei che sono stati eletti a rappresentare i cittadini, forse dovrebbe indurre i delegati di un territorio, ad evitare di considerare le istanze dei residenti come aggressioni personali, ma dovrebbe indurli ad accoglierle invece, come segnalazioni esasperate di un territorio sofferente che attende da anni di vedere realizzate opere di base che possano rendere vivibile l’esistenza di chi risiede a Montagnano. Alla luce di ciò è plausibile immaginare, senza pensare, appunto, ad attacchi personali, che ai cittadini qualche dubbio sulla qualità delle conoscenze e competenze della gestione amministrativa, inizino a sorgere insistentemente, per cui è facile domandarsi: “che senso ha inaugurare dei locali dove si dovrebbero attivare dei servizi pubblici per la collettività, se poi il comune stesso lamenta di non avere le risorse umane, economiche, per gestire orari, giorni e servizi specifici dello spazio comunale allestito a delegazione?” È altresì conseguenziale che, l’altra domanda verta sul possibile dispendio inutile di risorse economiche: “I locali inaugurati per ospitare la delegazione di Montagnano, hanno un costo mensile che l’amministrazione comunale regolarmente esborsa? Nel caso così fosse, che senso avrebbe continuare a pagare un servizio di cui la comunità non ne può godere? L’esempio dei locali inattivi che avrebbero dovuto ospitare la delegazione di Montagnano e di conseguenza offrire dei servizi ai cittadini locali, è solo un esempio di come il Comune di Ardea non riesca a garantire neanche quei servizi basilari che inizialmente aveva dato per scontati, dando vita a cerimonie inaugurali che hanno portato solo al taglio di un nastro e a qualche foto da diffondere nelle pagine social del web. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • ARES - EMERGENZA SANITA' NEL LAZIO: TRA LE MAGLIE DELL'ANAC E L'ESTATE ROVENTE DEL LITORALE ROMANO

    Ardea - Lo spettro dei tagli: il servizio di automedica ARES-118 in Via dei Tassi è a rischio? articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Lunedì, 29 giugno 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) - L’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria (ARES 118) rappresenta l’unico sistema in Italia strutturato come azienda autonoma interamente focalizzata sul soccorso sanitario extraospedaliero per conto del Servizio Sanitario Regionale. Un ente teoricamente virtuoso e vitale per la gestione della rete dell'emergenza-urgenza nel territorio del Lazio. Tuttavia, la complessità del servizio si è spesso scontrata con vicende gestionali opache che hanno richiamato l’attenzione della Magistratura e degli organi di vigilanza. Il "Piano Estivo 2026" e il miraggio del potenziamento Per far fronte all'aumento stagionale dei flussi turistici, l'ARES 118 ha recentemente strutturato e pubblicato il bando per il "Piano Estivo 2026". Si tratta di una procedura straordinaria di protezione sanitaria per il soccorso in area extra-ospedaliera, suddivisa in 15 lotti territoriali per coprire il periodo dal 13 giugno al 13 settembre 2026, con una base d'asta complessiva di oltre un milione di euro (€ 1.027.233,04). L'obiettivo dichiarato è garantire assistenza nelle località di maggiore afflusso della Regione. Focus sul litorale sud di Roma: l'allarme rosso ad Ardea Il banco di prova più critico si gioca sul litorale romano sud. Emblematico è il caso di Ardea, in particolare nella località di Tor San Lorenzo, dove in Via dei Tassi è operativa H24 una postazione dotata di un’ambulanza del 118 (per il soccorso base) e di un’auto medica (per il soccorso avanzato). Nei mesi che vanno da maggio a settembre, questa fetta di costa subisce un incremento demografico esponenziale dovuto all'arrivo massiccio di villeggianti e turisti occasionali, che si aggiungono ai tanti residenti (circa 55.000) molti di questi pendolari per questioni lavorative. È in questo scenario che la postazione di Via dei Tassi sperimenta le criticità più severe: una cronica carenza di mezzi e risorse umane rende quasi impossibile rispondere tempestivamente a tutte le chiamate di emergenza. Questa postazione è preposta per ricoprire una vasta area circostante che tocca altri quattro comuni limitrofi. A complicare drammaticamente le operazioni intervengono fattori logistici insidiosi: una viabilità costiera, spesso paralizzata dal traffico balneare, così come la super trafficata via Pontina che condiziona anche le carreggiate che vi si immettono o dalle quali si esce; le enormi distanze che l'equipaggio sanitario deve coprire per raggiungere i target richiesti. Se consideriamo che l’auto medica ha a bordo il medico delegato a intervenire nei casi a imminente rischio di vita – come arresti cardiaci o gravi incidenti stradali, dove anche una manciata di secondi fa la differenza tra la vita e la morte – si comprende come la dilatazione dei tempi d'intervento rischi di compromettere gravemente la qualità del servizio e la sicurezza della collettività. Ardea - Lo spettro dei tagli: automedica ARES-118 è a rischio? Come se la pressione estiva non bastasse, tra i cittadini e gli addetti ai lavori si fanno sempre più insistenti e preoccupanti alcune voci relative a un possibile taglio o sospensione momentanea dell'automedica ARES-118 ad Ardea. Non è chiaro se tali indiscrezioni preludano a una reale e strategica riorganizzazione territoriale del servizio o se, al contrario, nascondano l'ennesimo taglio lineare ai danni della sanità di prossimità. L'ipotesi di lasciare anche un temporaneo "buco" assistenziale nel distretto di Ardea – la cui rete d'azione si interseca inevitabilmente con i limitrofi e popolosi comuni di Pomezia, Anzio, Nettuno e Aprilia – desta profonda apprensione. L'eventuale soppressione del servizio, invece, provocherebbe disagi incalcolabili ai residenti stabili e ai turisti, esasperando le fragilità di un territorio già storicamente penalizzato dalla carenza e dall'inefficienza di molti altri servizi pubblici essenziali. Altro elemento importante da prendere in seria considerazione è quello per cui, laddove il servizio di automedica ARES-118 per il soccorso dell'emergenza sanitaria dovesse subire uno stop momentaneo o definitivo, gli infermieri professionisti, non abilitati a fare diagnosi, si ritroverebbero soli senza il supporto del medico, per cui la loro urgenza sarà quella di trasportare il paziente all'ospedale più vicino dove troverà un medico, seppur non specializzato al problema del paziente, ma competente per stabilizzarlo e trasportarlo successivamente in un ospedale attrezzato per le cure specifiche a lui dovute. Quanto appena evidenziato fa emergere un'ulteriore criticità: l'assenza del medico a bordo dell'ambulanza impedisce il trasporto diretto del paziente verso un centro specializzato (es. per traumi stradali, emergenze neurologiche o cardiache). Poiché il personale infermieristico non è abilitato a prendere decisioni sulla destinazione ospedaliera specifica, il paziente rischierebbe la vita a causa del prolungamento dei tempi di intervento. Al contrario, la presenza del medico a bordo garantirebbe una scelta tempestiva e mirata del presidio ospedaliero idoneo, riducendo drasticamente i tempi di ospedalizzazione e cure specifiche. Le responsabilità della politica: l'appello al Sindaco di Ardea Davanti a questo scenario emergenziale, i riflettori si spostano inevitabilmente sulla politica locale. Il Sindaco di Ardea, in qualità di prima autorità sanitaria locale e capo della Protezione Civile sul proprio territorio, ha precise e non delegabili responsabilità istituzionali sul benessere e sull'incolumità della cittadinanza. Se è innegabile che la gestione tecnica dell'elisoccorso e delle ambulanze competa all'ARES 118, è altrettanto vero che il Primo Cittadino non può restare spettatore, per cui immaginiamo che si adopererà per verificare la fondatezza delle voci di un'eventuale sospensione momentanea o, addirittura, dello smantellamento definitivo dell'automedica ARES-118, pretendendo, laddove necessario, garanzie dalla Regione Lazio e, soprattutto, per offrire la trasparenza dell'informazione alla popolazione, tranquillizzandola sulla continuità imprescindibile di un presidio salvavita H24. I cittadini di Ardea e tutti gli altri dei comuni serviti dalla postazione sanitaria di Via dei Tassi, in un'estate che si preannuncia caldissima sul fronte dei soccorsi, non possono essere lasciati soli. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • ARDEA - COLLE ROMITO – ALLA XIX FESTA DI PRIMAVERA PRESENTATI TRE INTERESSANTI LIBRI CHE TRATTANO ARGOMENTI DI ENDOMETRIOSI, POLITICA, STORIA E CULTURA

    Presenti all’evento gli autori, Eleonora Crocetta, Massimo Catalucci e Giosuè Auletta, che hanno interagito con il pubblico per approfondire le tematiche trattate nelle loro opere articolo di Simone Stoppioni ARDEA - Lunedì, 22 giugno 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Si è svolto nel solstizio d’estate 2026, nella splendida cornice dell’Ecoparco intitolato a Giacomo Manzù, all’interno del Consorzio di Colle Romito, il primo evento inaugurale di uno spazio dedicato alla Cultura e all’Arte, pensato e organizzato dall’Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 e che vedrà in futuro la realizzazione di altri momenti come questo a cui saranno invitati a partecipare autori di opere letterarie, scultori, pittori, musicisti, cantanti. Le opere presentate domenica scorsa, alla “XIX Festa di Primavera” organizzata dal Consorzio di Colle Romito, hanno toccato argomenti di alto interesse socio-sanitario, politico, socio-culturale, storico e paesaggistico. Il Dott. Massimo Catalucci, Presidente della su citata associazione, ha aperto i lavori facendo una breve presentazione dell’ente che rappresenta, degli scopi statutari che il sodalizio si prefigge di raggiungere e gli importanti progetti già realizzati nel campo delle politiche sociali nel terzo settore, menzionando altresì, su tutte, il progetto nazionale di prevenzione della salute, volto a sensibilizzare la collettività e a far conoscere ai cittadini, cos’è l’endometriosi, chi colpisce, come riconoscerla e come affrontarla. Progetto, quest'ultimo, che è stato fonte di ispirazione alla Regione Lazio, per la costituzione di una commissione di lavoro che a sua volta ha strutturato una rete sanitaria pubblica, per la presa in carico delle donne affette da endometriosi, di cui si attende ora, solo l'ufficialità da parte del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. E la prima intervista con uno degli autori in scaletta domenica scorsa, condotta dallo stesso Dott. Catalucci, non poteva non essere centrata su questa importante patologia. La Dott.ssa Eleonora Crocetta, autrice del suo libro autobiografico, "Tu non sei la tua malattia", ha avuto modo di dialogare con il Dott. Catalucci e raccontare al pubblico presente, la sua difficile esperienza con l’endometriosi, una patologia che oltre ad essere altamente invalidante da un punto di vista fisico, nonché cronica e per cui non c’è cura, rende la vita sociale delle donne che ne sono affette, un vero calvario. È un testo dove l’autrice, invita le donne che si trovano nella sua stessa condizione a non piegarsi alla malattia, ma di reagire ad essa e nel suo testo indica anche che, la strada per uscire da quello che potrebbe diventare un vicolo cieco, esiste, ma non bisogna arrendersi. A seguire, è stato lo stesso Presidente dell’Associazione Gruppo Sociale Difesa valori e Diritti 4.0 – ad essere intervistato nel ruolo di autore del suo testo: “Nebbia di Piombo. Orizzonti di Carta – Il declino del senso civico e la sfida del cambiamento: viaggio nel cuore ferito della Politica locale di Ardea” – L’intervista è stata curata dal Prof. Giosuè Auletta, noto storico riconosciuto non solo in Italia, ma anche oltre i confini della nostra Nazione. Il Professore ha anche curato l’introduzione del libro del Dott. Catalucci, evidenziando che il testo racchiude in sé molti spunti di riflessione sulla politica locale di Ardea e nazionale, che sono fondamentali per vedere, se finalmente apriamo gli occhi, una luce in fondo al buio. “La lucida e documentata denuncia di Massimo Catalucci – spiega il Prof. Auletta - su quello che continua a succedere ad Ardea nella pubblica amministrazione con ‘ruoli di grande responsabilità occupati da persone che non possiedono conoscenze e competenze adeguate’ è sotto gli occhi tutti. ARDEA, nell'area metropolitana di Roma, è un microcosmo, un piccolo mondo locale dove si può vedere e capire anche quello che succede in altri comuni e, più in generale, in Italia con gravi conseguenze ‘per la cura del bene comune’”- Il Professore ha poi evidenziato come, attraverso la stesura del ‘manifesto del cittadino consapevole’, con il quale il Dott. Catalucci chiude la sua opera, egli inviti il potenziale elettore a passare “dalla rassegnazione alla partecipazione” - “Solo così ARDEA, nel XXI secolo, può rinascere!” -conclude il Prof. Auletta. Infine, l’ultima parte di questo spazio culturale è stata dedicata al Prof. Giosuè Auletta, intervistato da Simone Stoppioni, responsabile della comunicazione istituzionale per il Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 – Il Prof. Auletta che ha presentato il suo testo, “ARDEA – La città dei Rutuli” – nel dialogare con Simone Stoppioni, ha invitato e condotto per mano le persone presenti in platea in un viaggio nel patrimonio paesaggistico, storico, culturale, artistico e archeologico che il territorio di Ardea racchiude. Il Prof. Auletta ha, altresì, spiegato che la striscia di terra che si estende dai due laghi del cratere vulcanico dei castelli romani, fino al Mar Tirreno, è diventata per legge regionale del Lazio, dietro sua ispirazione e indicazione storica, un museo a cielo aperto: l’Ecomuseo Lazio Virgiliano. La sensibilità del Prof. Auletta, la sua capacità dialettica, ma anche l’amore che traspare per il territorio dove è nato, Ardea, rendono l’autore una persona coinvolgente da un punto di vista emotivo che cattura, oseremmo dire, rapisce in un vortice di emozioni chi lo ascolta quando lo stesso narra il grande patrimonio di ricchezze che l’Ecomuseo Lazio Virgiliano conserva, sopra e sotto il suo suolo. La presentazione dei tre libri ha permesso agli autori di interagire anche con il pubblico presente che gli ha rivolto delle domande, per uno scambio dialogico interessante, proteso a sviscerare ulteriormente gli argomenti trattati. Gli autori si sono poi fermati al termine dello spazio a loro dedicato, per firmare le copie delle loro opere a chi ne ha fatto richiesta. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • ARDEA - 21 GIUGNO 2026 - ALL'ECOPARCO GIACOMO MANZU' - IL CONSORZIO DI COLLE ROMITO PRESENTA LA XIX FESTA DI PRIMAVERA

    Un evento che vedrà momenti di solennità cristiana ed istituzionale, spettacolo, cultura, degustazioni enogastronomiche e divertimento per adulti e bambini articolo di Simone Stoppioni ARDEA - Sabato, 20 giugno 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Nel giorno del solstizio d'estate 2026, ovvero, domenica 21 giugno prossimo, il Consorzio di Colle Romito, rinnoverà il suo invito al territorio a partecipare alla "XIX festa di primavera". L'evento, che avrà luogo nel curato "Ecoparco Giacomo Manzù", che si trova all'interno del Consorzio, sul viale Corona Australe, come da programma, ospiterà una serie di iniziative volte a garantire al pubblico, non solo locale, ma anche alle molte persone provenienti da fuori, momenti di solennità cristiana ed istituzionale, di spettacolo e divertimento per adulti e bambini. All'interno del grande giardino dedicato al famoso artista in tutto il mondo, Giacomo Manzù, è previsto uno spazio con tanti stand espositivi di ogni genere e, novità di quest'anno, un'area sarà dedicata, esclusivamente, alla cultura. "Siamo lieti di annunciare che anche quest'anno il nostro Consorzio di Colle Romito è riuscito ad organizzare la 'Festa di Primavera', arrivata oramai alla sua XIX edizione - ha affermato il Presidente del Consorzio, Romano Catini, che ha poi aggiunto - Per noi è un orgoglio aprire il nostro Consorzio a chiunque avesse il piacere di passare una giornata in armonia e all'aria aperta, completamente, nostro ospite. Sarà un piacere ricevere molte famiglie a questo evento, perché è un momento dove condividiamo i valori più importanti di una comunità: la famiglia, le nostre origini religiose, il nostro senso di appartenenza al territorio, i nostri usi e costumi. E quest'anno, abbiamo voluto anche aggiungere un valore ulteriore a quelli già elencati, abbiamo voluto dedicare uno spazio all'Angolo della Cultura, che sarà curato dall'Associazione 'Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 - ETS". Un ente No-Profit con cui abbiamo avuto già l'onore e il piacere di avviare un'importante iniziativa da febbraio scorso: una convenzione tra i nostri enti che ha dato vita all'interno del nostri uffici consortili, ad uno sportello pubblico gratuito per la prevenzione della Salute, volto ad accogliere, ascoltare ed orientare le donne che sono affette da endometriosi o che sospettano di esserlo." L'angolo della Cultura In questo spazio saranno presentati tre libri, a cui prenderanno parte i rispettivi autori per illustrare i punti salienti delle loro opere. Eleonora Crocetta con "Tu non sei la tua malattia" - Un libro autobiografico che racconta l'esperienza diretta dell'autrice con l'endometriosi, una patologia esclusivamente femminile, altamente invalidante e cronica che colpisce oltre 3.000.000 di donne in Italia. Il suo testo si propone come incentivo a far reagire le donne che sono affette da endometriosi agli attacchi fisici e psicoemotivi che questa malattia genera e si pone come spiraglio di speranza in chi si sente sola e non compresa, affinché ognuna non si arrenda e trovi la forza per non lasciarsi sopraffare dalle circostanze. Una soluzione c'è, spiega l'autrice nel suo libro, l'importante è comprendere che "Tu non sei la tua malattia". Massimo Catalucci con "Nebbia di piombo. Orizzonti di Carta" - Un’analisi che parte dalla crisi profonda di un sistema politico che, troppo spesso, ha trasformato la “Res Publica” in una “Res Privata”, dove il bene comune è diventato il prezzo di scambio per piccoli poteri personali. Lo spirito di quest'opera è un'esortazione alla speranza, ma non la speranza ingenua di chi aspetta che succeda qualcosa casualmente, oppure, illusoriamente parlando, che questo venga calato dall’alto, ma quella ruspante e coraggiosa di chi decide di capire per deliberare. In questo viaggio si parla di coerenza, di competenza e di etica, non come concetti astratti, ma come strumenti di sopravvivenza democratica e dove il cittadino ha un ruolo centrale. Giosuè Auletta con "Ardea la Città dei Rutuli" - In quest'opera, l'autore Giosuè Auletta, memoria storica del territorio dei Rutili, riconosciuto non solo in Italia, ma anche all'estero per la sua grande capacità espressiva impregnata di una conoscenza infinita sulle origini di questa terra e del grande patrimonio paesaggistico, culturale, ambientale, aecheologico, religioso e artistico, che la stessa conserva, ci accompagna alla scoperta dell'Ecomuseo Lazio Virgiliano. Un museo a cielo aperto di cui è stato l'ispiratore e il promotore, affinche la Regione Lazio deliberasse una legge a tutela dell'intera area compresa fra il grande cratere del vulcano laziale, con i due laghi dei castelli romani e il Mar Tirreno. Territorio, questo, descritto da Virgilio nell'Eneide per raccontare il mito delle origini latine di Roma. Una striscia di terra che merita di essere conosciuta da tutti in ogni sua forma espressiva, per la ricchezza che conserva. Quello in programma domani, dunque, sarà un evento che offrirà molte opportunità per tutti, grandi e piccoli: religiose ed istituzionali, ludiche e culturali, a cui faranno da cornice i tanti stand di espositori con i loro diversi prodotti e dove si potranno degustare anche prelibatezze enogastronomiche. Come indicato dal Presidente, Romano Catini, la partecipazione all'evento è aperta a tutti ed è completamente gratuita e agli ospiti che avranno il piacere e la possibilità di essere presenti, il pranzo sarà offerto dagli sponsor che hanno contribuito a realizzare questa festa. "Impossibile mancare. Vi aspettiamo!!!" - ha concluso Romano Catini. Questo il programma: Ore 11:30 - Celebrazione Santa Messa; Ore 12:45 - Saluti delle Istituzioni; Ore 13:30 - Pranzo offerto dagli sponsor; Ore 15:30 - Banda degli Alpini di Roma; Ore 16:00 - L'angolo della Cultura; Ore 17:00 - Spettacolo di burattini: Supermario; Ore 19:30 - Musica e balli di gruppo con la Band "EUPHORIA"; Ore 20:00 - "Esaltazione del gusto"; Ore 23:00 - Chiusura della manifestazione. 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  • POMEZIA - L'OMBRA DI ROMA SULL'INCENERITORE DI SANTA PALOMBA

    La battaglia contro l’Inceneritore dei Sindaci dei Comuni a sud della Capitale e il "giallo" dell'antica strada romana tombata articolo di Massimo Catalucci POMEZIA - Martedì, 16 giugno 2026 - (NEWS &COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La battaglia sul termovalorizzatore (inceneritore) di Santa Palomba si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo che unisce la rigidità dei percorsi burocratici romani al mistero archeologico. Da un lato la mossa del Sindaco di Roma e Commissario Straordinario, Roberto Gualtieri, che sposta il terreno dello scontro legale; dall'altro, la denuncia dei comitati cittadini che documentano il ritrovamento di un'antica strada romana e il fulmineo suo interramento, appena riaffiorata dagli scavi. Una vicenda in cui la trasparenza sembra evaporare sotto i colpi delle scadenze industriali, ma che trova una diga invalicabile nella visione comune e compatta dei Sindaci del territorio. Il fronte del "no": i Sindaci si compattano contro i "rinvii" di Gualtieri Il fronte istituzionale dei primi cittadini dei comuni confinanti e dell'area sud — Massimo Ferrarini, Gianluca Staccoli, Fabio Papalia, Maurizio Cremonini e Veronica Felici — supportati dal Senatore Marco Silvestroni, ha espresso una posizione unitaria e inflessibile. L'ultimo terreno di scontro è la decisione del Commissario Straordinario Roberto Gualtieri di deviare al TAR del Lazio il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, presentato lo scorso 16 maggio. Una mossa che i Sindaci interpretano non come un atto di chiarezza, ma come l'ennesimo tentativo di evitare un confronto diretto sul merito dell'opera, allungando i tempi e complicando un quadro giuridico già saturo (il TAR ha già fissato per il prossimo 7 ottobre la discussione di altri ricorsi). I Comuni non intendono indietreggiare. La strategia è chiara: Massima resistenza legale: Valutare il ricorso a gradi di giudizio superiori e alle corti sovranazionali, inclusa la Corte di Strasburgo. Alleanza con la cittadinanza: Sostenere le azioni giudiziarie dei comitati locali con atti ad adiuvandum per blindare la difesa del territorio. Il caso del ritrovamento archeologico. Antica strada romana: "scovata e tombata" Mentre nelle aule di tribunale si gioca la partita dei cavilli procedurali, sul campo di Santa Palomba la tensione è salita alle stelle per quello che l'Unione dei Comitati definiscono un vero e proprio "sfregio" alla storia e alla legalità. I militanti dell'Unione dei Comitati contro l'inceneritore a Santa Palomba, presenti sul sito con un presidio costante e continuativo, hanno assistito in diretta a un ritrovamento straordinario: un tratto di un'antica strada romana, emerso durante i lavori preparatori. La gioia per la scoperta storica è però durata pochissimo. Gli attivisti hanno documentato con dei filmati una scena surreale: gli addetti ai lavori si sono affrettati a ricoprire e interrare nuovamente il reperto. La denuncia dell'Unione dei Comitati: Un interramento lampo che ha tutta l'aria di voler "tombare" un elemento archeologico vincolante, un ostacolo storico e legale che avrebbe il potere di bloccare i cantieri dell'inceneritore. "Abbiamo documentato tutto, ma dopo poco hanno già preso a interrarla" - spiegava pochi giorni fa in un video il rappresentante dellìUnione dei Comitati contro l'Inceneritore a Santa Palomba, Alessandro Lepidini. Una visione comune per la legalità e l'ambiente Le amministrazioni dei territori limitrofi a Pomezia, per voce dei loro rispettivi Sindaci, probabilmente, anche in ragione di quest'ultimo episodio del ritrovamento di un sito archeologico, sono propensi a rende ulteriormente necessario fare chiarezza sugli iter adottati dal Commissario Straordinario. La difesa del territorio non è solo una questione di emissioni o di impatto ambientale, ma investe direttamente la trasparenza amministrativa e la tutela del patrimonio culturale. I Sindaci ribadiscono che la trasformazione di Santa Palomba nell'hub dei rifiuti della Capitale non può avvenire calpestando i diritti delle comunità locali, la trasparenza delle procedure e, a quanto pare, persino la storia millenaria del sottosuolo laziale. La battaglia prosegue e i video della strada romana appena interrata sono già diventati virali nel web e il simbolo di una resistenza cittadina che non si fermerà davanti a nessun rinvio burocratico. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • INCENERITORE SANTA PALOMBA - CLAMOROSO. RITROVATA UNA STRADA ROMANA NEL CANTIERE, MA PARTE SUBITO L’INTERRAMENTO!

    Scatta la protesta dell'Unione dei Comitatti contro l'Inceneritore a Santa Palomba: "Sarà una lunga notte" (VIDEO) articolo di Massimo Cataluci POMEZIA - Venerdì, 12 Giugno 2026 – (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Una scoperta archeologica straordinaria che rischia di trasformarsi in un caso politico e sociale senza precedenti. Nel coroso della giornata odierna, all’interno del perimetro del controverso cantiere di Santa Palomba – l'area destinata alla realizzazione dell'inceneritore – è emerso un tratto di un'antica strada romana. La notizia, che avrebbe dovuto bloccare immediatamente i lavori per consentire i rilievi della Soprintendenza, ha preso invece una piega a dir poco sconcertante. Secondo quanto denunciato dal portavoce dell'Unione dei Comitati contro l'inceneritore a Santa Palomba, Alessandro Lepidini, in tempo reale e a poche ore dal rinvenimento, gli operai avrebbero iniziato le operazioni per interrare nuovamente il sito archeologico. La denuncia in diretta: "Vogliono nascondere la storia" "Abbiamo documentato tutto, ma dopo poco hanno già preso a interrarla" - spiega con fermezza il portavoce del comitato in un video diffuso direttamente dal presidio davanti ai cancelli del cantiere. I cittadini, visibilmente indignati, si sono radunati d’urgenza sotto una tenda improvvisata per fare da scudo umano alla memoria storica del territorio. Secondo il comitato, la presenza di reperti archeologici era un fatto ampiamente prevedibile, tanto da essere già stato oggetto di formali esposti: "Abbiamo fatto già denunce, abbiamo segnalato quello che mancava nella valutazione preliminare archeologica. Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti". Al via "La lunga notte del cantiere aperto" Di fronte a quello che viene definito un vero e proprio "muro di gomma", l'Unione dei Comitati ha lanciato una mobilitazione ad oltranza a partire da questa sera stessa: "La lunga notte del cantiere aperto a Santa Palomba". L'obiettivo della protesta è duplice e immediato: 1. Trasparenza totale: Si chiede alla Soprintendenza e alle autorità competenti di intervenire per fare immediata chiarezza sulla natura del ritrovamento. 2. Accesso pubblico: I cittadini pretendono che il cantiere venga "aperto" e reso pubblico, affinché non si proceda a lavori di copertura o distruzione dei reperti lontano da occhi indiscreti. L'appello alla cittadinanza La tensione sul posto resta alta. Gli attivisti hanno rivolto un appello accorato a tutta la cittadinanza dei comuni limitrofi e di Roma affinché si unisca al presidio notturno: "Il cantiere aperto è per noi qualcosa di assolutamente indispensabile. Staremo qui per questa ragione, invitiamo tutti a raggiungerci". Mentre i fari del cantiere si accendono per la notte, la battaglia per la difesa del territorio si arricchisce di un nuovo, clamoroso capitolo: non si tratta più solo di una lotta ambientale contro l'inceneritore, ma di una vera e propria barricata in difesa della storia e della legalità archeologica. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • SOCIETA' E SICUREZZA - OLTRE I FIUMI DI PAROLE: RIFONDARE IL PATTO SOCIALE TRA FERMEZZA E RESPONSABILITA' EDUCATIVA

    La crisi delle istituzioni primarie e la necessità di una "tolleranza zero" pedagogica e giuridica per garantire la libertà e la sicurezza di tutti i cittadini. "La teoria delle finestre rotte" del Prof. Philip Zimbardo articolo di Massimo Catalucci ARDEA - Mercoledì, 3 giugno 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Siamo giunti a un punto di rottura, a una soglia limite in cui la percezione di assenza dello Stato nelle nostre strade non è più tollerabile. Quando i cittadini onesti si trovano costretti a guardarsi costantemente alle spalle, non solo fuori casa, ma persino all'interno delle proprie mura domestiche, significa che il principio fondamentale della libertà individuale è sotto attacco. Il diritto di vivere sereni e protetti non è un privilegio, ma un pilastro dei diritti umani e civili. Se un delinquente può usurpare questa serenità emotiva e fisica, significa che il meccanismo di tutela sociale si è inceppato. Non è una questione di schieramenti politici o di propaganda elettorale: la responsabilità di questo status quo appartiene alla politica tutta, colpevole di aver ridotto a semplici formule retoriche concetti cruciali. Davanti alla violenza e all'illegalità, la dignità dell'essere umano prescinde da ogni etichetta: che si tratti di un cittadino italiano o immigrato, di un minorenne o di un adulto, di un uomo, di una donna o di qualsiasi identità di genere, chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni in modo proporzionale al crimine commesso. La certezza della pena come forma di giustizia e rispetto sociale L'approccio socio-pedagogico non deve essere confuso con l'indulgenza a tutti i costi. Al contrario, la vera giustizia si fonda sulla certezza della pena. Non è possibile equiparare reati di natura e gravità radicalmente differenti: chi compie una "ragazzata" o ruba per fame non può ricevere lo stesso trattamento di chi, guidando a folle velocità, falcia vite umane in un'isola pedonale. La derubricazione sistematica di atti di estrema pericolosità sociale sotto la comoda etichetta del "caso psichiatrico" rappresenta un fallimento del sistema. Le persone altamente pericolose vanno arginate e trattate con la fermezza che la loro condotta richiede. Al di là della consapevolezza o dello stato mentale, la collettività ha il diritto sacrosanto di essere protetta da chi ha dimostrato di non saper rispettare i confini della convivenza civile. Chi arreca danno a persone, cose o animali deve pagare la giusta pena. In Italia, tuttavia, si assiste spesso a un sovraccarico di dibattiti teorici su tolleranza e inclusione che si traducono in fiumi di parole privi di riscontro pratico, lasciando i cittadini in balia dell'insicurezza. Il recupero degli archetipi educativi: la metafora del "buon padre di famiglia" Per uscire da questa deriva, il sistema politico, giuridico e scolastico deve riappropriarsi di un principio tanto antico quanto efficace: l'agire come un "buon padre di famiglia". Educare significa trasmettere rispetto, ma comporta anche la definizione di regole chiare e, soprattutto, di limiti invalicabili. I "no" che strutturano la crescita e l'apprendimento sociale richiedono delle conseguenze quando vengono infranti. La "punizione" (la saanzione giuridica), nella sua accezione pedagogica più profonda — come ricordano le generazioni che hanno superato i cinquant'anni —, non è un atto di violenza, ma uno strumento di orientamento e responsabilità, indispensabile per imparare a vivere nel rispetto dell'altro. E laddove il soggetto venisse considerato pericoloso perché in potenza potrebbe essere incline a reiterati gesti illeciti e violenti, dovrebbe essere contenuto, sorvegliato, affidato a strutture che possano vigilare su di lui costantemente e non lasciargli finestre di libertà eccessiva, dove potrebbe ripetersi nei sui ingesti criminali e ferire o uccidere, come la cronaca spesso tristemente ci ha raccontato, altre persone. Oggi, al contrario, mentre si fanno dibattiti nei vari salotti dei talk show televisivi, in programmi giornalistici, politici, così come si discute alle camere di governo del dilagare della violenza e come gestirla, assistiamo ad un progressivo svuotamento e alla crisi delle agenzie educative tradizionali: La Famiglia: Spesso depotenziata nella sua funzione primaria di trasmissione delle regole sociali. La Scuola: Privata degli strumenti e dell'autorità necessari per svolgere la sua naturale azione sociale. La Giustizia: Percepita come distante o incapace di garantire una reale deterrenza. Le Forze di Polizia: Accusate di usare strumenti e maniere non adeguate, mentre cercano di arginare, contenere e assicurare alla giustizia chi delinque. Se le istituzioni preposte al controllo e alla salvaguardia dei pilastri civili sono le prime ad aver permesso per effetto di troppe parole e pochi fatti concreti, la destrutturazione di questi argini educativi, non possiamo meravigliarci della violenza dilagante. La "tolleranza zero" come punto di ripartenza Le parole sono finite; è il momento dei fatti. Quando una società tocca il fondo, l'unica via per ripartire è l'applicazione di una "tolleranza zero" trasversale, che veda sinergicamente allineate la Famiglia, la Scuola e la Giustizia. Quando si raggiungono alte soglie di degrado sociale, come quello che stiamo attraversando, si è visto, attraverso studi psico-sociali e pedagogici, che lasciare lo status quo di quanto si è strutturato nel tempo, da un punto di vista del crimine, essendo troppo leggeri, permissivi, nelle sanzioni da imprimere, partendo dal reato più piccolo, generi una sorta di "lasciapassare" per chi intende deliqnuere e vivere in queste condizioni di illegalità. Nello Stato di New York, per portare un esempio in merito alla "tolleranza zero", sotto la guida del Sindaco della Città omonima, Rudolph Giuliani, durante il suo mandato (1° gennaio 1994 - 32 dicembre 2001), gli omicidi calarono del 66%, gli stupri del 45,7%, le rapine del 67,2%, le aggressioni aggravate del 39,6%, i furti con scasso del 68,2%, i furti del 43%, i furti dei veicoli a motore del 73,3%. ("Rapporto uniforme sui crimini dell'FBI del 1993", Federal Bureau of Investigations; "Rapporto uniforme sui crimini dell'FBI del 2001", Federal Bureau of Investigations). La decisione del Sindaco di New York, Giuliani, di attuare la "tolleranza zero", fu ispirata dagli studi messi inc ampo dal Prof. Philip Zimbardo (psicologo, già noto per la sua teoria dell'Effetto di Lucifero) , quando nel 1969 quest'ultimo condusse un esperimento di psicologia sociale presso l’Università di Stanford che portò, in seguito, a sviluppare "La teoria delle finestre rotte." L'esperimento psico-sociale de "La teoria delle finestre rotte", rivelò che il degrado urbano (bottiglie infrante, spazzatura per le strade, finestre rotte, edifici fatiscenti) trasmetteva di per sé un senso di licenza che favorisce le attività criminali. Da qui la necessità di contenerlo il più possibile, anche con misure di tipo repressivo (per approfindimenti sull'esperimento del Porf. Philip Zimbardo cliccare qui). "Tolleranza zero" e "strumenti di recupero e integrazione sociale": un binomio possibile Questo rigore, tuttavia, non deve negare l'evoluzione umana, ma la deve sostenere: parallelamente alla fermezza e alla certezza della pena, il sistema politico deve essere capace di programmare percorsi di recupero e di reinserimento sociale per chi ha sbagliato, differenziati a seconda della gravità del reato. Per fare questo, la fermezza giudiziaria deve essere affiancata da Servizi Sociali competenti, realmente integrativi e inclusivi, capaci di intervenire prima che la marginalità si trasformi in violenza irreversibile. Soprattuto, le istituzioni preposte a vigilare sui percorsi inclusivi costituite in una rete di lavoro condivisa, dovrebbero seguire con costanza e continuità le eventuali "libere uscite" permesse a chi si vorrebbe reintegrare nella società. Solo ristabilendo il binomio indissolubile tra diritti e doveri, tra certezza della sanzione e riabilitazione, sarà possibile restituire sicurezza alle nostre strade, autorevolezza alle istituzioni e autentica dignità alla nostra esistenza civile. ------------------------------ Legenda derubricazióne s. f. [der. di derubricare]. – Nel linguaggio forense e giornalistico, attribuzione al fatto contestato all’imputato di una diversa qualificazione giuridica, meno grave di quella indicata nella rubrica di reato. Fonti treccani.it - neurowebcopywriting.com - wikipedia.org -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • LAZIO-PISA 2-1 - STAGIONE TERMINATA PER I BIANCOCELESTI...ED ORA COSA ACCADRA'?

    Mentre Pedro saluta per una partenza annunciata, a Formello è probabile che le valige le faranno anche altri e intanto Claudio Lotito continua con il suo solito "mantra" ignaro del vuoto che ha creato... articolo di Massimo Catalucci ROMA - Domenica, 24 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Un'annta da dimenticare, quella appena terminata della S.S. Lazio 1900. Iniziata male e finita nel deserto, quasi assoluto dello Stadio Olimpico nella Capitale d'italia, per la protesta dei tifosi che ormai da gennaio scorso sta andando avanti ad oltranza, per quella che si può definire una giusta causa, fondata nel rispetto dei princìpi democratici di manifestazione ed espressione del proprio pensiero. Quella di decidere di non entrare sugli spalti nelle gare casalinghe, è stata una decisione sofferta dei tifosi che si sa, vivono di emozioni, di passione, di sogni. Tutte condizioni umane, queste, che sono state distrutte da una presidenza assente, autoreferenziale, capace solo di parlarsi addosso esaltando le proprie capacità imprenditoriali, ma mai sensibile a comprendere che il calcio non è solo un fatto di bilanci, quotazioni in borsa, aumento del patrimonio. Il calcio è l'emozione di vedere quella maglia, indossarla sugli spalti, insieme ad una sciarpa, sventolando una bandiera; il calcio è la passione che prolunga le emozioni e le protae nel tempo, immergendosi in un palpito comune e condiviso con altri che soffrono, gioiscono, si abbracciano, piangono insieme per la propria squadra del cuore; il calcio è il sogno di poter vedere la propria squadra crescere e combattere per traguardi importanti. Di tutto questo, il presidente Claudio Lotitio non è stato in grado di cogliere nulla, al contrario, la sua insensibilità alle emozioni, alle passioni ed ai sogni di tanti tifosi, senza volerla associare ad una condizione alessitimica, ha finito per spegnere il "motore" che tiene in vita questo sport: una tifoseria intera. E ora cosa accadrà? Difficile a dirsi. E' vero che Mister Sarri è sotto contratto per altri due anni e che alcuni giocatori, vedranno la scdenza contrattuale nel 2027, ma una presidenza che è stata capace di spegnere l'entusiasmo ai propri tifosi, di certo farà fatica a trattenere i suoi big e se a questo si aggiunge che per il prossimo anno non ci sono obiettivi dicharati, immaginiamo che la campagana acquisti sarà volta al ribasso, sempre facendo attenzione ai bilanci più che a portare nella Capitale qualche pedina importante che possa riaccendere ciò che appare oramai, compromesso da tempo, il sogno e l'ambizione di poter competere per qualcosa: almeno un piazzamento per l'Europa. La stagione calcistica giocata è terminata. Ora inizierà il "valzer" delle "ipotesi" di possibili allenatori che potrebbero accomodarsi sulla panchina biancoceleste, qualora Mister Sarri dovesse lasciare Formello, insieme al "balletto" delle cessioni e degli acquisti. Quello che ci aspetterà nei prossimi mesi, è tutto da decifrare, ma conoscendo il patron laziale e il suo modus cogitandi et agendi - per dirla nella lingua latina tanto cara a Claudio Lotito - quello a cui andremo incontro, sarà il solito scenario con le solite dichiarazioni da ripetere come un mantra ai giornalisti, che da decenni il presidente biancoceleste "rifila" agli addetti ai lavori e soprattuto, al popolo laziale che, ormai è stanco delle sue esternazioni snervanti e irritanti. Lazio-Pisa: L'addio di Pedro, in uno stato semideserto La gara di ieri, nel 38° turno di Serie A, è stata poco più di una formalità, in uno stadio smideserto. Unica nota di colore, è stato il gran gol con il quale ha chiuso la sua avventura nella Capitale, un immenso uomo, un grande profssionista sportivo e un immenso campione: Pedro. Lo spagnolo, premiato anche a fine gara come miglior giocatore del match e con la fascia di capitano al braccio, ha salutato i pochi tifosi intervenuti. Emozionante l'abbraccio con lo stadio e con Mister Sarri. Pedro porterà con sè l'affetto del popolo biancoceleste che sa dimostrare rispetto a chi dà tutto per questa maglia e sa riconoscergli il gusto affetto e stima. Con questa maglia Pedro avrebbe voluto vincere un trofeo, qualcosa di importante da lasciare in cambio dell'amore ricevuto, ma anche se così non è stato, crediamo che il tifo laziale lo annovererà tra i nomi più importanti della sua lunga e gloriosa storia, iniziata il 9 gennaio del 1900 su una panchina in piazza della libertà a Roma. Le dichiarazione degli allenatori nel post-gara MAURIZIO SARRI - "In una stagione devastante hanno sbagliato qualche partita, ma mollare come atteggiamento complessivo mai – ha detto -. Non sono la squadra più forte che ho allenato dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista dei valori morali forse è la migliore. E per questo li ringrazio, perché la stagione poteva essere molto peggiore. Ultima con la Lazio? Non ne ho idea, perché sono sotto contratto. Quindi nelle prossime settimane valuteremo il tutto. Io non sono particolarmente contento perché quest’anno mi sono sentito non ascoltato, poi però c’è un contratto in essere, quindi vediamo. Se poi nei prossimi giorni non ce lo avrò più valuteremo tutto. In cosa non mi sono sentito ascoltato? È un discorso troppo lungo, che ritengo si debba fare in primis con la società". OSCAR HILJEMARK - Aveva chiesto una prova a testa alta, l'ha vista? - "Sicuramente questa è stata la più difficile stagione da quando sono in Serie A, è indubbio – ha aggiunto Sarri -. Quindi aver tirato fuori una stagione dignitosa è stato un buon risultato, abbiamo fatto 29 punti nel girone di ritorno, è buono per tutto quello che ci è successo. Un’annata di questo tipo è formativa, ti insegna tante cose, però è meglio se capitava a un allenatore di 40 anni". Resterà a Pisa? - "Io in questo momento sto pensando di restare qua e di fare un lavoro per il Pisa. Se vuoi avere certezze però devi chiedere al direttore. Io sto pensando ai ragazzi, fra chi va in Nazionale e chi rimane qua". Questi mesi possono essere stati un "master" in vista della prossima stagione per lei? - "Sicuramente, dentro al Pisa ci sono persone che lavorano bene tutti i giorni per il bene del club, ho trovato molte cose con le quali migliorare, alcune da migliorare insieme, in questo momento io sto pensando al prossimo anno". Cos'è la cosa che ha imparato in questi mesi? - "Ho visto una situazione molto specifica per la Serie A, dove puoi fare una grande prestazione, ma ti trovi contro giocatori che in ogni momento possono farti perdere la partita, come oggi è successo con Pedro. Per il prossimo anno può essere un insegnamento, in questa stagione abbiamo avuto tante occasioni per fare male agli avversari ma non lo abbiamo fatto". Il tabellino della gara Sabato, 23 maggio 2026 Stadio Olimpico - ROMA LAZIO-PISA 2-1 Marcatori: 23° Moreo, 33° Dele-Bashiru, 35° Pedro Arbitro: Maria Sole Ferrieri Caputi Ammoniti: Gila, Noslin, Piccinini Espulsi: ----- LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic, Gila (46° Provstgaard), Romagnoli, Pellegrini (82° Lazzari); Dele-Bashiru (82° Przyborek), Belahyane, Basic; Cancellieri (71° Maldini), Noslin, Pedro (61° Dia). All.: Maurizio Sarri PISA (3-5-2): Sèmper; Calabresi (77° Bettazzi), Canestrelli, Bozhinov; Leris (71° Cuadrado), Vural, Aebischer (61° Loyola), Akinsanmiro (46° Hoejolt), Angori; Moreo, Stojikovic (62° Piccinini). All.: Oscar Hijlemark -------------------------------------------------- [Fonti: #treccani sport.sky.it ] Legenda - Alessitimia: Disturbo che compromette la consapevolezza e la capacità descrittiva degli stati emotivi esperiti, rendendo sterile e incolore lo stile comunicativo. I pazienti alessitimici, oltre alle difficoltà nel riconoscere, nominare e descrivere i propri stati emotivi, presentano stati emotivi attenuati o completa incapacità di provare emozioni. Nella mente degli individui alessitimici le emozioni si confondono con le sensazioni corporee percepite. Se interrogati riguardo a manifestazioni quali il pianto o il riso, tali individui non riescono a ricondurle a un’esperienza emotiva riconoscibile che comprenda e giustifichi le modificazioni somatiche presentate e le sensazioni somatiche riferite. Inoltre, essi esibiscono un impoverimento del pensiero simbolico e una notevole difficoltà nell’identificazione delle emozioni altrui. -------------------------------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

  • SERIE A - S.S. LAZIO - ULTIMO ATTO DI UNA STAGIONE DELUDENTE

    Complice il blocco di mercato e una presidenza "sorda" ai richiami d'amore e di ambizione del tifo biancoceleste, si conclude uan stagione fallimentare. Pronte probabili partenze dal Comandante ad alcuni big articolo di Massimo Catalucci ROMA - Sabato, 23 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Cala il sipario sulla Serie A per i biancocelesti. Questa sera la S.S. Lazio 1900, nella sua ultima di campionato contro il Pisa, squadra già retrocessa in serie B, metterà la parola fine al suo travagliato cammino in questa stagione 2025/2026. Un'annata densa di nubi, segnata da profonde negatività, dove tuttavia non sono mancati rari e improvvisi spiragli di luce. Merito, questo, della caratura tecnica e umana di Mister Maurizio Sarri e dell'umiltà di un gruppo di ragazzi che ha saputo gettare il cuore oltre l'ostacolo. Il "Comandante" ha spremuto fino all'ultima goccia un organico palesemente non competitivo, compiendo un autentico miracolo sportivo nel trascinarlo fino alla finale di Coppa Italia. Ma l'epica del campo, stavolta, non basta a cancellare i graffi d'una realtà societaria spigolosa. Tutto ha avuto inizio la scorsa estate, sotto il segno infausto di un blocco di mercato che ha paralizzato le ambizioni della vigilia. Per sbloccare le operazioni in entrata la società avrebbe dovuto riequilibrare tre parametri macroeconomici: non solo il famigerato indice di liquidità, ma anche l'indebitamento e il costo del lavoro allargato. Un cortocircuito finanziario che lascia sbigottiti, se si pensa che a guidare il club è quel patron Claudio Lotito che da sempre decanta la propria maniacale attenzione alla contabilità aziendale. Il paradosso di Formello - Come può un club che fa del rigore di bilancio il proprio vessillo ritrovarsi con le mani legate nel momento cruciale della pianificazione sportiva? È l'interrogativo che logora il popolo laziale. Invece di cercare un punto d'incontro con una tifoseria ferita e con un tecnico visibilmente logorato, Lotito continua a rifugiarsi nella retorica, parlandosi addosso. Il patron esalta i meriti legati alle quotazioni in borsa della S.S. Lazio al NASDAQ di New York e si fa scudo con il progetto dello stadio di proprietà, asset che, a suo dire, aumenterebbero il patrimonio societario. Al presidente, però, sfugge un dato fondamentale, l'essenza stessa di questo sport: il calcio non è solo una fredda equazione di risorse economiche, fatturati e listini azionari. Il calcio è un organismo vivente che si nutre di risorse umane, di un patrimonio storico-culturale immateriale e di una passione viscerale che tocca le corde emotive di chi la vive: i tifosi. Senza questa linfa, il pallone si sgonfia, diventa un involucro vuoto, privo dei suoi princìpi basilari. Un vuoto che si è materializzato, tragicamente, sugli spalti dello Stadio Olimpico. Da gennaio scorso ad oggi, le partite casalinghe della Lazio si sono trasformate in un deserto di anime. È inutile che la presidenza ribadisca di lavorare nell'interesse esclusivo del club per renderlo "immortale" attraverso bilanci forti ed equilibrati (tesi smentita proprio dal blocco di mercato estivo). I tifosi vogliono altro. Maurizio Sarri voleva altro. Questa sera, con fischio d'inizio alle ore 20:45, nello Stado Olimpico del Foro Italico, andrà in scena l'ennesima gara nel deserto quasi assoluto di sciarpe e bandiere biancocelesti. Sarà l'ultimo atto di una stagione triste, grigia e nebbiosa, che non lascia intravedere spiragli di luce all'orizzonte. Il futuro fa paura L'aria d'addio è densa e avvolge molti protagonisti. Inizia a pensarsi lontano da Roma proprio il "Comandante", consapevole di aver fatto il massimo con il materiale umano a disposizione. Dietro di lui, anche alcuni big dello spogliatoio sembrano pronti a chiedere la cessione altrove. Lontano dalla Capitale, verso lidi dove la pianificazione e l'ambizione non siano slogan da conferenza stampa, ma parti integranti di una strategia societaria reale, costruita per salire, anno dopo anno, un gradino più su. Le dichiarazioni degli allenatori nl pre-gara MAURIZIO SARRI - Nessuna dichiarazione pre-gara per il tecnico biancoceleste. OSCAR HILJEMARK - Nessuna dichiarazione pre-gara per il tecnico nerazzurro. Le probabili formazioni LAZIO (4-3-3), la probabile formazione: Furlanetto, Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini, Basic, Patric, Dele-Bashiru, Cancellieri, Noslin, Pedro. All.: Maurizio Sarri PISA (3-5-2) la probabile formazione: Semper, Calabresi, Canestrelli, Bozhinov, Léris, Loyola, Aebischer, Vural, Angori, Moreo, Stojilkovic. All.: Oscar Hiljemark La squadra arbitrale, VAR e AVAR Arbitro: Maria Sole Ferrieri Caputi (sez. Livorno) Assistenti di linea: Niedda ed Emmanuele IV Uomo (Ufficiale): Di Marco VAR: Ghersini AVAR: Piccinini Dove seguire la diretta TV e in STreaming La partita di campionato di oggi tra Lazio e Pisa, valevole per il 38° ed ultimo turno della Serie A, stagione 2025/2026, si disputerà allo Stadio Olimpico nella Capitale d'Italia, con fischio d'inizio alle ore 20:45. L'evento sportivo sarà visibile in esclusiva, in diretta TV su Dazn, ma anche su Sky Sport. Sfida visibile anche in streaming su Sky Go, Now e sull'app di Dazn. ------------------------------- [Fonti: gol.com sportskay.it] --------------------------- Leggi anche gli altri articoli nelle seguenti categorie: POLITICA SOCIETA' CULTURA CRONACA SPIRITUALITA'/RELIGIONI LAVORO SPORT INTRATTENIMENTO/EVENTI SOCIALE SALUTE & BENESSERE Al link che segue trovi la pagina con i servizi video giornalistici di ogni categoria: VIDEO GIORNALISTICI

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