LAZIO E ATALANTA PERDONO IN CAMPIONATO - FORSE LA TESTA ERA GIA' ALLA SEMIFINALE DI COPPA ITALIA
- Massimo Catalucci

- 2 ore fa
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Tra delusioni di campionato e contestazioni, sono i biancocelesti a giocarsi l’ultima "carta utile" per salvare una stagione deludente

articolo di Massimo Catalucci
ROMA - Lunedì, 2 marzo 2026 - (NEWS & COMMUNITY - look at the World - www.massimocatalucci.it) - La testa è già a mercoledì. I motori della Serie A sono ancora accesi, ma per la Lazio il campionato sembra essere diventato quasi un fastidioso rumore di fondo. Così come per i bergamaschi, che si trovano al settimo posto in classifica, per cui potrebbero rimanere fuori dalle prossime competizioni europee, se non dovessero riuscire a qualificarsi in campionato. E' vero che l'Atalanta è ancora in corsa in Champions League quest'anno, avendo superato agli spareggi il Borussia Dortmund e accedendo di diritto agli ottavi di finale, ma questa strada per la qualificazione alle prossime competizioni europee appare più difficile da percorrere per i nerazzurri.
Un altro aspetto da non sottovalutare, inoltre, sono le recenti sconfitte contro Torino e Sassuolo che, rispettivamente, Lazio e Atalanta hanno rimediato nel 27° turno di campionato, confermando un trend pericoloso, ma hanno anche certificato una realtà ineludibile: la Coppa Italia è diventata u obiettivo che rappresenta per i bergamaschi e per i capitolini (sponda biancoceelste), forse l'unico, vero spartiacque tra il fallimento e la gloria.
Lazio: un campionato da dimenticare
Diciamo che la Lazio, tra le due compagini in lotta per il passaggio alla finale di Coppa Italia, è quella che sta peggio. I ragazzi di Mister Sarri non hanno più nulla da chiedere a questo campionato, mentre l'Atalanta si trova a ridosso della zona UEFA ed ha ancora molte partite per giocarsi la qualificazione. I biancocelesti in campionato, devono solo portare a termine una stagione deludente, il più dignitosamente possibile, evitando, altresì, di farsi risucchiare nei bassi fondi della classifica, quindi, va bene usare gran parte delle energie per ottenere il passaggio del turno alla Finale di Coppa Italia, ma attenzione a non staccare del tutto la spina in campionato, perché basta poco per ritrovarsi immischiati là, dove si lotta per non retrocedere e dove ci sono squadre abituate a combattere fino all'ultimo in queste posizioni.
Sembra assurdo per una squadra come la Lazio dover pensare di prendere le distanze dalla zona retrocessione, ma questa è una probabilità che non si può sottovalutare quest'anno, viste le tante cose negative accadute fin dal ritiro estivo in casa dei biancocelesti.
La protesta del tifo organizzato: il clima pesante all'Olimpico
A rendere l'atmosfera ancora più cupa c’è il muro alzato dalla tifoseria. La protesta contro la gestione del presidente Claudio Lotito continua a svuotare i seggiolini dell'Olimpico. I sostenitori biancocelesti, per amore della maglia, ma per dignità sportiva, hanno scelto la linea del silenzio e delle assenze strategiche, chiedendo a gran voce investimenti e una programmazione degna della storia della S.S. Lazio 1900. Mercoledì sera il colpo d'occhio potrebbe essere spettrale, un paradosso per una semifinale che meriterebbe il pubblico delle grandi occasioni.
La sfida: l'ostacolo Atalanta e lo spettro della finale
Battere l'Atalanta nella doppia sfida sarà un'impresa titanica. La squadra di Palladino, pur con la sconfitta subita dal Sassuolo, resta una compagine ben organizzata e sicuramente, in palla. E anche qualora si dovesse centrare la finale, l'orizzonte non promette serenità:
L'Inter: Una corazzata lanciata verso lo scudetto 2025/2026, quasi imbattibile sul piano fisico e tecnico.
Il Como: La vera rivelazione dell'anno, una squadra che gioca con l'entusiasmo di chi sta lottando per un posto storico in Champions League.
Lazio: perché crederci ancora?
Sulla carta, la conquista del trofeo appare oggi quasi "impensabile" per i biancocelesti. Troppi handicap, troppe tensioni interne e una forma fisica che non apapre delle migliori. Tuttavia, il calcio vive di momenti di rottura. I ragazzi di Sarri hanno il dovere morale di tentare il tutto per tutto, non solo per salvare i contratti o il prestigio personale, ma per restituire un briciolo di orgoglio a una piazza che si sente tradita, soprattutto dal Patron della Lazio, Claudio Lotito che, al di là della sua capacità di redigere bilanci facendo godere di buona salute il sistema economico finanziario del Club, non è mai riuscito a creare quel collante necessario con la tifoseria laziale per unire Società e Tifosi.
Vincere la Coppa Italia, quindi, significherebbe trasformare una "stagione molto triste" sotto diversi aspetti, in un trionfo memorabile, bypassando le critiche e regalando una gioia inaspettata a chi, fuori dallo stadio, soffre per questi colori, privandosi, altresì, di seguire la propria squadra dagli spati dello stadio Olimpico, che rappresentano per molti di loro una seconda casa e una seconda famiglia.
Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara

ROBERTO D'AVERSA - “Siamo partiti contratti ma poi dopo abbiamo fatto un’ottima gara. Ho fatto capire loro il motivo per cui sono arrivato a Torino, sono convinto di avere un gruppo di giocatori forti. Sta sera abbiamo fatto una grande partita per 70 minuti, il merito è di tutta la squadra. Duvan e Simeone hanno fatto una partita impressionante, la decisione di chi scende in campo dipende anche dalla squadra avversaria. Il Cholito ha giocato anche nella trequarti perché sapevamo che avremmo trovato spazio li. Un allenatore valuta il lavoro settimanale, e in settimana hanno dimostrato poter giocare insieme”.
“Devo fare i complimenti anche a quelli che non sono entrati perché volevano partecipare alla vittoria. Il merito è della squadra, abbiamo preparato la squadra su tre concetti. Devo dire che tutti e due i centrocampisti hanno fatto una grandissima partita. Gineitis l’ho fatto uscire solo per il giallo, però ha fatto un ottima partita come il resto della squadra. Zapata pensavo di cambiarlo ma poi ha dimostrato il suo vero valore. Vlasic è un giocatore completo, può tranquillamente giocare da mezzala e ha messo anche il suo potenziale in fase difensiva, sono felice di averlo a disposizione e di poterlo allenare“.
“La squadra è la stessa che ha fatto 10 clean sheet, ha nel suo il potenziale di non concedere agli avversari, impensabile che fosse la peggior difesa”.
Sull’ambiente e sui tifosi: “Abbiamo un obiettivo, quello di far tornare il nostro pubblico orgoglioso dei giocatori, non entro nel merito delle scelte dei tifosi, chiaramente giocare col pubblico, con il nostro pubblico, è diverso. Sanno i tifosi che sono fondamentali, il migliore d’Europa per tanti anni, ma lo è ancora”.

MAURIZIO SARRI - "Pensavamo alla Coppa Italia? Se l'abbiamo fatto abbiamo fatto un errore. Il campo ci ha detto che eravamo più scarichi degli avversari, abbiamo perso tutte le palle vaganti, è un segnale preoccupante. L'applicazione difensiva non era la nostra, ma la sensazione visiva è che loro avevano un'altra determinazione e convinzione quando arrivavano nei pressi della nostra area di rigore".
"I minuti finali? Non so se sono stati i cambi o una reazione nervosa per lo svantaggio, ma è poco. A livello di produzione offensiva abbiamo avuto qualche palla gol, ma la fase difensiva non è stata di grande livello. Su ogni palla andavamo in difficoltà e di solito non è così. Dal punto di vista mentale ci è mancato qualcosa".
"Se sarebbe utile avere i tifosi in semifinale? Ci sarebbero utili tante cose, ci sono mancati durante l'anno. La nostra situazione è questa, non ci sono alibi. Dobbiamo trovare forti motivazioni e stop. Non è il caso di fare tanti discorsi o drammi, pensiamo alla prossima. Solo una piccola riflessione sul perché siamo arrivati scarichi, è un pericolo che c'era ma ne eravamo consapevoli. Andava evitato".
Il tabellino della gara
Domenica, 1° marzo 2026
Stadio Olimpico Grande Torino - TORINO
TORINO-LAZIO 2-0
Marcatori: 21° Simeone, 53° Zapata
Arbitro: Abisso
Ammoniti: Gineitis (T 46°), Vlasic (T 79°), Tameze (T90°), Kulenovic (T 92°), Tavares (L 93°)
Espulsi: --------------------
TORINO (3-5-2): Paleari; Coco, Ismajli, Ebosse; Lazaro, Prati (85° Tameze), Gineitis (67° Ilic), Obrador (73° Nkounkou); Vlasic; Simeone (85° Kulenovic), Zapata (73° Casadei)
All.: Roberto D’Aversa
LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini (65° Nuno Tavares); Belahyane (46° Dele-Bashiru), Cataldi, Taylor; Cancellieri (65° Isaksen), Ratkov (46° Noslin), Zaccagni (81° Dia)
All.: Maurizio Sarri.
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