ARDEA - IL "GIOCO DELLE TRE CARTE" TRA POLITICHESE E POLITICA POLITICANTE
- Massimo Catalucci

- 3 ore fa
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L’incoerenza tra promesse elettorali e migrazioni in Consiglio Comunale alimenta il disorientamento dei cittadini e la fuga dalle urne

articolo di Massimo Catalucci
ARDEA - Sabato, 14 marzo 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - wwwmassimocatalucci.it) - Il "gioco delle tre carte", potremmo descrivere così la "chiamata alle urne" dei cittadini alle prossime elezioni amministrative ad Ardea del 2027, per cui si potrà tirare a sorte chi scegliere di mandare in Consiglio Comunale la volta successiva, visto che poi, le decisioni di partenza degli elettori, vengono totalmente stravolte in corso d'opera da coloro che sono stati eletti.
Certo, non si può fare di tutta l'erba un fascio, ma a quanto pare tale modalità è da molti di questi attori sociali che animano la politica locale, una pratica abbastanza diffusa e perseguita da tempo.
L'identità politica spesso decantata dai politici, ma poco o per niente da alcuni rappresentata e perseguita con costanza e continuità nei principi su cui si fonda, ma soprattutto carente della dovuta coerenza e congruenza nei fatti, assume sempre più i contorni sfocati di un valore che si indebolisce della sua essenza.
Dai tempi della nascita della "polis", l'essere umano ha cercato di regolamentare la vita di comunità con regole che andassero nella direzione di una gestione che si prendesse cura del bene comune (res publica) e questo, certamente, non sempre è stato finalizzato al benessere di tutti, ma l'intento nella maggior parte dei casi è stato quello di portare lo Stato a creare benessere per la collettività. E in questo processo evolutivo, involutivo purtroppo in alcuni casi, la politica e il politico hanno perso nel tempo il loro valore intrinseco, quello di occuparsi degli altri e del bene comune, per guardare di più i propri interessi personali.
Tale dato non è frutto di fantasia o di supposizioni azzardate, bensì è la misura raccolta dalle numerose attestazioni che nell'arco di decenni passati ha visto spesso, troppo, la politica e alcuni politici indagati e condannati per atti illeciti, a dimostrazione di un potere governativo esercitato per il fine individuale o per pochi e non per il bene della collettività.
La politica è quell'ambiente della nostra società dove, purtroppo, si è fatto spazio nel tempo il "politichese", ovvero, quel modo di pensare, dire e fare che è caratterizzato da uno stile comunicativo spesso gonfiato, cerimonioso, esaltante di alcuni sani principi, ma anche astruso e incomprensibile, dove comunicare con vaghezza, mentre si decanta la trasparenza, diventa la base per attirare a sé gli elettori.
E' la "maschera che cela l'assenza di contenuti concreti", ma che tuttavia, agli osservatori attenti, indica l'insicurezza di chi la indossa. E' la maschera che crea il dubbio nell'elettore, che poi, decide di disertare le urne.
In un precedente articolo, affrontammo proprio l'aspetto della "Politica Politicante" e di ciò che la caratterizza e di come si vivacizzi di politici mossi da spirito di faziosità e interessi vari, pronti a cambiare idea velocemente, rinnegando il proprio ideale di partenza (laddove lo avessero avuto).
Nella sostanza, ciò che regna in chi adotta un tale stile comunicativo su sinteticamente descritto, è il contrasto tra i contenuti trasmessi alla collettività, che dovrebbero essere trasparenti e comprensibili e ciò che invece, arriva al cittadino velato e non sempre conforme ai contenuti stessi decantati.
Insomma, nella "Politica Politicante", che potremmo definire l'ambiente dove si muove la politica in generale, attraverso il "politichese" che invece, potremmo definire il "modus operandi" del singolo politico, si esalta, volutamente o involontariamente, qui le cause da ricercare sarebbero tante, una comunicazione che nega i contenuti del messaggio stesso, seppur di alto interesse, nel momento esatto in cui si vuole trasferirlo alla cittadinanza che, a causa di tale incoerenza e incongruenza tra ciò che viene predicato e ciò che viene praticato, rimane impantanata nel terreno di una politica sempre più confusionaria e disorientante. Forse, dovremmo definirla più specificamente, disamorante...
Prima che qualcuno dovesse commentare che il quadro appena disegnato non sia vero, che non esista confusione e disorientamento tra i cittadini, sfidiamo chiunque a chiedere ad un residente ad Ardea, quale siano state le composizioni in Consiglio Comunale dal 2022 ad oggi (volendo si può chiedere di tornare con la memoria ancora più indietro) e a quali e quante migrazioni da un banco in consiglio comunale o da un cartello politico ad un altro, abbia assistito.
E' molto probabile che riscontreremo nei cittadini, quanto meno, delle incertezze nel dare una risposta precisa a tale domanda. Ma ciò che emergerebbe, al di là di quanto lo stesso cittadino possa quantificare e ricordare in ragione di chi si è mosso, come e dove, nello scacchiere della politica locale nel corso della legislatura attuale e quelle precedenti, è un dato riscontrabile e tangibile a tutti, che evidenzia un significativo grado di insoddisfazione diffusa, generata dal disorientamento politico di cui è preda l'elettore stesso. Motivo per cui, assistiamo anche come già descritto in altre circostanza, ad un crescente assenteismo da parte degli aventi diritto al voto.
In questa breve analisi della politica locale ad Ardea, si vuole mettere in luce un paradosso interessante: la politica, nata per gestire la res publica, si è trasformata in un esercizio di retorica (il "politichese") finalizzato a nascondere l'assenza di contenuti. Il riferimento al "gioco delle tre carte" è una metafora che tende a descrivere la frustrazione dell'elettore nel vedere il proprio voto "trasformato" da dinamiche di corridoio post-elettorali.
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[Fonti: la copertina dell'articolo è tratta dalla scena del film: Febbre da cavallo (Italia 1976); #treccani]
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