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ARDEA: UNA POLITICA "POLITICANTE" CHE TRADISCE I PROPRI IDEALI

  • Immagine del redattore: Massimo Catalucci
    Massimo Catalucci
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Il "balletto" per la composizione delle liste dei candidati alle amministrative del 2027 è partito da tempo e i cittadini sono sempre più disorientati...


  • articolo di Massimo Catalucci


ARDEA - Domenica, 8 marzo 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La rinomata "Dance Academy" (ogni riferimento a realtà esistenti è puramente casuale), specializzata nel più classico "ballo di coppia" della politica locale, il "valzer", a cui i cittadini residenti sono abituati da anni ad assistere, ha riaperto le sue "selezioni" per inserire nelle varie liste che si comporranno, i diversi candidati che si daranno battaglia nella prossima "gara politica" che si terrà, salvo imprevisti e interruzioni anticipate, nella primavera/estate del 2027.


In questa legislatura che sta volgendo al termine, abbiamo assistito a cambi di casacca in consiglio comunale, così come a dimissioni e nuove nomine sia sui banchi della maggioranza che dell'opposizione, ma anche nella Giunta Cremonini, dove è cambiato più volte l'assetto iniziale degli assessorati.


E in questo quadro politico, si stanno intensificando ancora di più negli ultimi tempi i malumori all'interno del consiglio comunale e dei gruppi politici: da chi si sente tradito dalla stessa parte; da chi sostiene che la maggioranza dimostra instabilità e irresponsabilità e di controcanto chi, invece, nella maggioranza del governo locale, accusa i dirimpettai politici di tentativi di ostruzionismo.


Fatto sta che questo "marasma politico", ovvero, "stato preoccupante di disordine", nonché "decadente" sotto il profilo fiduciario dei cittadini verso le istituzioni sociali e politiche locali, diventa destabilizzante per l'elettore che lo porterà, se non cambierà il "modus operandi" della politica stessa, come già accaduto nelle ultime mandate elettorali, ad allontanarsi ulteriormente dalle urne. In questo caso, con la soddisfazione di chi sarà in gara nella prossima mandata elettorale...tanto un Governo verrà eletto ugualmente, anche con i pochi che dovessero recarsi alle urne.


La ricerca delle cause dell'allontanamento dei cittadini dalle urne, dovremmo farla nell'ambito di una "politica-politicante", spesso animata da personaggi senza conoscenze né competenze, o ancora di più, caratterizzata da un interesse personale, che non si basa su chiare ideologie politiche, questo è un dato palese!!! Piuttosto, si vivacizza di politicanti mossi da spirito di faziosità e interessi vari, pronti a cambiare idea velocemente, rinnegando il proprio percorso precedentemente fatto, per approdare in nuove composizioni politiche anche opposte ai loro ideali di base.


Certo, rimane difficile pensare in quest'ultimo caso, che tali scelte migratorie vengano fatte nel rispetto dei propri ideali di partenza, mentre è più facile pensare che possono essere da loro stessi traditi per andare ad occupare spazi lasciati vuoti da altri, o per una maggiore visibilità individuale e/o un conseguente maggiore potere politico.


La migrazione in altri "lidi", viene spesso motivata dai diretti interessati come atto di riconoscimento verso chi li ha votati, precedentemente, in una specifica lista con un determinato programma politico.


Ma la realtà forse è un'altra. Proviamo a ragionarci su.


Se non si è scelto all'inizio un altro cartello politico con cui candidarsi, perché farlo nel corso della legislatura? Se un elettore vota un proprio rappresentante in una lista, probabilmente, lo fa perché crede in quel programma politico specifico. Quindi, diventa difficile accettare la motivazione di quel rappresentante politico che vedrebbe la sua migrazione come atto dovuto nei confronti del suo elettore. Forse, lo stesso avrebbe potuto continuare a difendere chi lo ha sostenuto, rimanendo dove è stato eletto, fedele ai suoi ideali di fondo. In aggiunta, se proprio non ci sono i requisiti per convivere all'interno del gruppo politico dove si trova per forti divergenze sopraggiunte, la scelta a tutela dei suoi mandanti, dovrebbe essere quella di avere il coraggio di dimettersi dal ruolo di consigliere e ripresentarsi successivamente a nuove elezioni.


Ma questo, come detto all'inizio, è un "balletto" che molti (troppi) ripetono da decenni con continuità e costanza e non solo ad Ardea. A dimostrazione di un modo di fare oramai acquisito dai più e dato per scontato, certamente, non coerente e congruente con il mandato elettorale ricevuto.


E volendo analizzare la questione in un panorama politico più allargato, non è difficile incontrare personaggi che si riempiono la bocca di parole e termini nobili quali: rispetto, democrazia, ideologia, trasparenza, merito, competenza, condivisione, inclusione, partecipazione, ecc. ecc., investendosi autonomamente di una morale e di un'etica che nei fatti concreti tradiscono ciò che viene da loro stessi dichiarato con forza e convinzione pubblicamente, e ciò che realmente praticano nella quotidianità.


Quest'ultima visione, di uno scenario politico-politicante decadente, è una percezione abbastanza estesa nei cittadini residenti ad Ardea e non è certo frutto di singole sporadiche percezioni. A conferma dell'insoddisfazione che avvolge la collettività, è sufficiente leggere i vari commenti nei social network per rendersi conto di ciò, escludendo, naturalmente, quei commenti dei fedelissimi delle varie squadre politiche locali che tralasciando una critica costruttiva, per presa di partito, dicono che va tutto bene, ma senza argomentare in molti casi le motivazioni del loro assenso, o motivandole con frasi fatte. Un altro dato, dell'insoddisfazione dei cittadini è il crescente numero degli astensionisti, degli aventi diritto al voto.


Se mettiamo insieme questi dati, la percezione di insoddisfazione cittadina è più che evidente.


Cosa aspettarsi alle prossime elezioni?


Forse nulla di più di quanto è già accaduto in passato, forse rivivremo un déjà vu, un film già visto e rivisto. Ritroveremo liste civiche, insieme ai partiti più noti, che presenteranno i loro candidati, come hanno sempre fatto e che per riempire i propri elenchi, chiederanno anche all'amico/a di presentarsi, rispondendo al principio: servono più i numeri che le conoscenze e le competenze dei singoli.


Ai i soliti nomi ne troveremo in aggiunta altri nuovi, ma quanti con conoscenze e competenze adeguate per sedere sugli scranni del piccolo governo locale? E una volta composte le liste, si tornerà alle urne per presentarsi al giudizio insindacabile dei cittadini (tutti quelli che decideranno di andare a votare) e che probabilmente saranno chiamati alle urne due volte di seguito, laddove si dovesse andare al ballottaggio. Seconda fase elettorale possibile dove c'è da mettere in conto che non tutti coloro che hanno espresso il proprio voto nella prima mandata, decideranno, per diversi motivi, di replicare dopo due settimane.


E chi mastica un po' di politica, sa anche che la "torta" viene già spartita prima di essere eletti.

Spieghiamoci meglio. Ogni schieramento di partito, movimento, lista civica, individualmente o in una coalizione, attraverso le "regole non scritte della politica, individua in precedenza quali saranno i prossimi assessori e assessorati, dividendoseli, prima ancora di vincere le elezioni - (per chi volesse approfondire quest'ultimo aspetto, può cliccare su questo LINK )


Nelle "regole non scritte", ma determinanti per la composizione della giunta che sarà chiamata ad amministrare l'ente locale, l'elettore è fuori da ogni decisione: il suo contributo alla formazione della squadra operativa del Governo della Città, si ferma alla sua partecipazione alle urne, sia che vada a votare, che non ci vada, che voti per uno o per l'altro, oppure, che annulli la scheda con degli scarabocchi.


La Città, avrà ugualmente un Governo che l'amministrerà, con consiglieri di maggioranza e opposizione e una Giunta presieduta dal Sindaco, a cui spetterà la nomina degli assessori e l'assegnazione degli uffici a cui gli stessi faranno riferimento nella struttura amministrativa locale.


E' possibile cambiare lo stato attuale delle cose?


Forse sì e forse no, molto dipende dagli attori sociali in gioco, politici e cittadini. In una visione ottimistica, e visto che ci troviamo nell'ambito delle "regole non scritte", potremmo immaginare che i cittadini vengono coinvolti in anticipo, riguardo i nominativi su cui potrebbero ricadere le eventuali candidature degli assessori e quali assessorati potrebbero andare a gestire; sarebbe anche utile per i cittadini valutare nel dettaglio il background personale dei candidati: le loro conoscenze e competenze acquisite attraverso titoli di studio, la formazione personale continua (aggiornamento delle proprie skills) e professionali (lavoro); così come la loro militanza passata in movimenti politici, in attività di carattere sociale e in seno ad amministrazioni pubbliche nazionali e locali.


Ma solo questo non sarebbe sufficiente anche se, comunque, rappresenterebbe un buon punto di partenza. Ciò che l'elettore dovrebbe valutare bene, è la morale e l'etica che muovono la persona candidata al governo della Città in rappresentanza dei cittadini, e rapportarlo alla sua condotta quotidiana in termini di coerenza e congruenza tra il suo dire e il suo fare, per avere la misura del potenziale reale valore, in quello che dovrà essere il suo ruolo nel gestire successivamente e una volta eletta, il bene comune.


Da qui alle prossime elezioni di Ardea, se tutto procederà come da scadenza del mandato, passeranno circa 15 mesi. C'è tutto il tempo per fare ognuno le proprie valutazioni in questo arco temporale, in merito all'evolversi dei nuovi e vecchi schieramenti politici (partiti, movimenti, liste civiche) e dei candidati in lista.


L'obiettivo che i cittadini dovrebbero prefiggersi di raggiungere è quello di arrivare alle prossime amministrative con una maggiore consapevolezza delle scelte che ognuno deciderà di fare alle urne.


Dall'altra parte, gli attori in gara nella prossima mandata elettorale locale, dovranno mettercela tutta se vogliono costruire una credibilità politica che, stando alle ultime statistiche, è scesa notevolmente, per cui stiamo assistendo negli ultimi tempi ad un'astensionismo crescente.


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