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  • Immagine del redattoreMassimo Catalucci

UN ANGIOSARCOMA CARDIACO HA PORTATO VIA SOFIA SACCHITELLI SIMBOLO DELLA LOTTA ALLE MALATTIE RARE

La ventitreenne, studentessa, era al quinto anno di medicina e aveva fondato una ONLUS per sostenere la ricerca sulle malattie rare



- articolo di Massimo Catalucci


Genova, 22 marzo 2023 - E' sempre triste annunciare la morte di qualcuno ma quando questa colpisce ragazzi molto giovani, che nel pieno della loro verde età vengono strappate alla vita da mali incurabili, diventa ancora più inaccettabile da superare.


E' il caso di Sofia Sacchitelli, ventitreenne iscritta al quinto anno di medicina e affetta da angiosarcoma cardiaco. Una malattia rara che colpisce 2-3 persone su un milione e che non le ha dato scampo.


La giovane, deceduta due giorni fa, sapeva di avere il destino segnato dal male oscuro che l'aveva colpita e che non avrebbe avuto speranze di vita a lungo termine ma ha voluto, comunque, impegnare il suo tempo che gli rimaneva a disposizione per contribuire a dare una speranza ad altre persone affette da malattie rare, fondando una ONLUS che porta il suo nome: "Sofia nel cuore".


La macchina della solidarietà nelle ultime settimane si è mossa con grande mobilitazione per sostenere le ultime volontà della giovane Sofia che sono quelle di sostenere la ONLUS da lei fondata ed anche le squadre calcistiche professionistiche di Genoa e Sampdoria, hanno contribuito alla raccolta di fondi.


Il Premier Meloni, il governatore della Regione Liguria, Toti, l'Assessore alla Salute della Regione Liguria, Angelo Gratarola e il Prof. Bassetti, hanno voluto manifestare il loro cordoglio ai familiari e ricordare il coraggio di Sofia Sacchitelli.


"Ci ha lasciati Sofia Sacchitelli, studentessa 23enne colpita da un tumore rarissimo e diventata simbolo della lotta alle malattie rare grazie al suo prezioso impegno in prima persona. Solo pochi giorni fa aveva ricevuto, da parte dell'Università di Genova, la medaglia d'oro al merito.

Un pensiero sentito a tutti i suoi cari. L’Italia ti ringrazia per il tuo coraggio e per il tuo esempio. Buon viaggio Sofia." - queste le parole di Giorgia Meloni in un post della sua pagina Facebook.


"Ti ricorderemo con il sorriso sul viso e il coraggio di chi sa trasformare le difficoltà in solidarietà e speranza per gli altri. Addio Sofia - così in una nota il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.


La ricordo in una serata organizzata all’ordine dei Medici per avviare la onlus a lei intitolata - dichiara Angelo Grattarola - Non ha mai mostrato né la paura né la tristezza del suo terribile e ineluttabile destino, ma anzi, con sorriso e determinazione, ha illustrato il significato della sua onlus: contribuire alla ricerca degli angiosarcomi per consentire in futuro prognosi e cure migliori”.


È morta Sofia Sacchitelli - afferma il Prof. Bassetti - studentessa di medicina del nostro ateneo colpita giovanissima da un rarissimo tumore al cuore – ricorda Bassetti – Sofia ha lottato contro questo male cercando anche di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle malattie rare. Sofia è stata un esempio di coraggio e di forza, oltre che di attaccamento ai valori scientifici e medici. Buon viaggio Sofia. Anzi, anche se il destino ti ha privato di questa gioia terrena, buon viaggio Dottoressa… illumina da lassù la ricerca e lo studio delle malattie rare…


Nel rispetto delle volontà di Sofia, riproponiamo la sua lettera già apparsa su liguria.today.it, nella quale la giovane donna, vuole lasciare un messaggio di speranza nella ricerca delle malattie rare.


La lettera di Sofia Sacchitelli

“Mi presento, mi chiamo Sofia Sacchitelli, ho 23 anni, sono di Genova e sono una studentessa di medicina del quinto anno.

Il 10 novembre 2021 ho scoperto che l’atrio destro del mio cuore ospitava un’enorme massa di cellule tumorali maligne chiamata angiosarcoma cardiaco, tumore molto aggressivo e attualmente considerato a prognosi infausta. Patologia talmente rara e assurda, con quota di circa 2-3 casi per milione di abitanti, tanto da ritenermi quasi “fortunata” ad esserne stata colpita.

Mi ci sono voluti diversi mesi per riuscire a pronunciare quell’orrenda parola senza la voce tremolante e senza essere percossa da un brivido lungo la schiena.

Parto dal presupposto che la mia filosofia di vita fin da piccola, ogni volta che mi capitava qualcosa che mi faceva sentire sfortunata, oppure che ritenessi ingiusta, è sempre stata “le tragedie nella vita sono altre”. In seguito alla diagnosi e dopo essere stata dichiarata l’inoperabilità del mio tumore, vista la sede e di conseguenza l’impossibilità di asportare l’organo, mi è risultato più difficile applicare la mia filosofia.

Dopo un iniziale momento di rabbia e sconforto ho cercato, tra un ciclo di chemioterapia e l’altro, di continuare a condurre una vita il più normale possibile, per il bene e la salute mentale mia e della mia famiglia.

Già la vita è breve e se la mia lo è ancora di più, meglio godersela e fare ciò che ti rende felice.

Sempre circondata dal supporto dei miei genitori, di mia sorella Ilaria, del mio ragazzo Nicolò e dei miei amici più cari, ho vissuto il mio percorso di cura nel modo più sereno possibile.

La malattia mi ha permesso di provare sensazioni mai conosciute prima, non solo negative; di scoprire la personalità e la profonda sensibilità di alcuni, a differenza di altri che invece si sono tirati indietro, non sapendo come affrontare la situazione, ma che comunque non condanno.

L’amore per la vita di Sofia

Oggi non sono qui a lamentarmi di quanto il cancro faccia soffrire o quanto sia stata sfortunata ad esserne colpita perché purtroppo ogni giorno migliaia di bambini, ragazzi e giovani adulti come me combattono duramente le loro battaglie.

Ho sempre amato la vita, adoravo riempirmi le giornate di impegni e circondarmi di persone positive. Non ho mai avuto rimpianti e grazie al sostegno e ai sacrifici dei miei genitori sono sempre riuscita a fare tutto ciò che mi rendesse felice e mi facesse stare bene.

Il destino purtroppo mi ha impedito di realizzare tutti i progetti che avevo in mente: diventare medico, sposarmi, avere dei bambini, passare dei momenti con le persone che amo, andare a vedere la Samp con mio papà e mia sorella, viaggiare, accudire i miei genitori da anziani e invecchiare.

Il pensiero più angoscioso e tormentoso per me rimane il fatto che due genitori rimarranno senza la loro creatura, una ragazza senza la sua adorata sorella minore e un ragazzo senza l’amore della sua vita; a questo non riuscirò mai a trovare una giustificazione che mi dia pace.

Il mio unico vero desiderio sarebbe quello di fare anche solo un piccolissimo passo avanti nella ricerca e sulle conoscenze di una malattia estremamente rara come l’angiosarcoma cardiaco.

Avendo colpito me personalmente mi riesce veramente difficile rimanere indifferente; soprattutto per tutte le persone e le famiglie che si sono sentite spaventate, abbandonate e sconfortate al momento della diagnosi, come è capitato a noi. Tutto questo ovviamente è alimentato dal fatto che sono una studentessa di medicina e dalla mia profonda fiducia nella ricerca.

Magari non darà risultati grandiosi, ma vorrei comunque provarci.


Il sogno di Sofia: “Sofia nel cuore”


Il mio sogno sarebbe che nessuno mai più ricevesse una sentenza di morte come è capitato a me e a tutte le persone che hanno lottato contro la stessa malattia.

Sono perfettamente consapevole del fatto che gli studi di ricerca si concentrino di più sui tumori con incidenza maggiore sulla popolazione, come è logico che sia.

Quello che ho deciso di realizzare è una raccolta fondi in cui verserò tutti i miei risparmi guadagnati da studentessa lavoratrice. Chiunque vorrà potrà contribuire, anche in minima parte, a raggiungere questo obiettivo.

La raccolta sarà finalizzata a studi di ricerca sugli angiosarcomi realizzati da parte dell’Italian Sarcoma Group per permettere una cura e una qualità di vita migliori nei pazienti affetti da questa patologia.

Concludo citando una frase di John Lennon:

La vita è ciò che ti succede mentre sei occupato a fare altri piani

Grazie a tutti per l’attenzione e per l’affettuoso sostegno che mi avete sempre dato.

Sofia Sacchitelli”


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