UNIONE DEI COMITATI CONTRO L'INCENERITORE A SANTA PALOMBA: IL NO POPOLARE SFIDA LA PIOGGIA E ACCENDE IL FUTURO
- Massimo Catalucci

- 22 ore fa
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Cronaca della mobilitazione a Santa Palomba: tra partecipazione democratica, denunce in Europa e l’impegno dei territori per le nuove generazioni

articolo di Massimo Catalucci
POMEZIA - Venerdì, 20 febbraio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La pioggia battente che ieri, 19 febbraio, ha sferzato il quadrante sud di Roma non è bastata a spegnere la determinazione della comunità. L'Unione dei Comitati contro l'Inceneritore a Santa Palomba si ritrovato insieme ad altri cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali, per ribadire un "NO" che non ammette passi indietro. In un atto di responsabilità verso i più piccoli, il corteo lungo l’Ardeatina è stato rimodulato per garantire sicurezza e luce, ma il segnale politico e sociale è rimasto intatto: la mobilitazione è viva e non intende fermarsi davanti alle intemperie, né davanti alle decisioni calate dall'alto.
Grandi iniziative da fare, il silenzio tombale delle istituzioni
La forza di questa battaglia risiede nella sua natura intergenerazionale. La scelta di posticipare la sfilata dei bambini per tutelarne la salute riflette la missione stessa del movimento: proteggere il futuro.
Per l’Unione dei Comitati e le associazioni del territorio, la giornata di ieri non è stata un rinvio, ma una ripartenza. Alessandro Lepidini, tra i leader storici della mobilitazione, ha ribadito la natura "ostinata" e giusta di questa lotta, mettendo in chiaro che la resistenza non si piegherà alle logiche del commissariamento.
Tra le altre iniziative il leader della protesta ha affermato - “Il ritorno al Parlamento Europeo, perché come sapete quasi tutte le persone che sono qua hanno firmato la petizione popolare contro l’inceneritore e avevamo chiesto chiarimenti al sindaco di Roma che non ha mai risposto”. Lepidini ha poi continuato sul commissario straordinario, Roberto Gualtieri - “Ha prodotto tutti documenti spazzatura, non c’è un atto che sostenga le sue decisioni, bisogna capire quale è il livello della violazione portato avanti dal sindaco inceneritorista sostenuto da tutte le forze in Campidoglio, perché mi sembra ci sia un silenzio tombale in Campidoglio, ma anche ad altri livelli perché la petizione è andata alla Regione dove ci avevano detto che saremmo stati convocati”.
La battaglia contro l'inceneritore di Roma si sposta su un terreno sempre più tecnico e legale, senza però perdere il calore della protesta di piazza. Al centro della denuncia dei comitati non c'è solo un'opposizione ideologica, ma una fitta lista di criticità che spaziano dalla tutela delle risorse idriche alla sicurezza industriale.
Sotto la lente d'ingrandimento finisce la delicata situazione idrogeologica dell'area: la gestione del fosso della Cancelliera, la vicinanza alla discarica di Roncigliano e la convivenza forzata con stabilimenti ad alto rischio già presenti nel quadrante. Per la comunità, la decisione di riprogrammare la mobilitazione non è un passo indietro, ma una scelta strategica per garantire una partecipazione massiccia e luminosa.
“Con il sole saremo 2.000 e con i bambini in testa - ha continuato Lepidini che ha aggiunto - questa terra va protetta da un’aggressione senza precedenti fatta con poteri straordinari che non si sono mai visti da nessuna parte. Siamo stati di recente a presentare altre 13.000 firme e non c’è stata possibilità di andare in commissione Ambiente. Stanno tutti zitti perché evidentemente i sette miliardi e mezzo che cuba questo progetto fanno gola a tanti. Torneremo a Bruxelles e al Parlamento europeo - ha sottolineato con forza il leader dell'Unione dei Comitati contro l'inceneritore - perché serve qualcuno che sia neutrale rispetto a istituzioni che sono piegate all'interesse. La prossima volta dobbiamo essere tanti perché questa comunità non si rassegna. La normativa europea è stringente.”
Lepidini punta il dito contro un sistema che appare sordo alle istanze popolari, motivo per cui il fronte della protesta si sposterà nuovamente in Europa.
Obiettivo Bruxelles: il report delle violazioni
Gli attivisti, orgogliosamente definiti "maleducati" per il loro rifiuto di piegarsi a decisioni calate dall'alto, sono pronti a far valere il peso delle 25 mila firme raccolte attraverso le petizioni popolari. L'obiettivo è sollecitare la Commissione del Parlamento Europeo, denunciando il silenzio del Sindaco Gualtieri e portando prove concrete di quelle che ritengono palesi violazioni del diritto comunitario.
“Produrremo in quella sede un report di denuncia delle violazioni del diritto europeo di grande impatto - ha concluso Lepidini - La nostra Comunità, così bella e così ‘maleducata’ contro ogni prepotenza, ha tutta la determinazione per riportare la giustizia nella terra dove viviamo scongiurando questo crimine ambientale, pronta com'è a un conflitto che sappiano durerà anni ma nel quale saranno solo i giusti a prevalere.”
La sfida, dunque, è lanciata: una maratona civile che promette di non dare tregua ai "poteri straordinari" in nome della salute pubblica e della legalità.
Istituzioni in prima linea: il sostegno di Ardea
Al fianco dei comitati, la presenza politica è stata massiccia. Il Comune di Ardea ha partecipato ufficialmente con il sindaco Maurizio Cremonini e una nutrita delegazione di consiglieri e assessori comunali. Un segnale chiaro: la battaglia contro l'inceneritore non è una questione di "campanile", ma una difesa dei diritti civili.
Clicca qui sotto sui link dei video giornalistici inerenti alla protesta cittadina contro l'inceneritore:








Bellissimo articolo che ha espresso alla perfezione lo spirito della mobilitazione. Complimenti a l giornalista
Belli