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OLTRE L'IDEOLOGIA, DENTRO LE REGOLE: IL "PRESTITO PARLAMENTARE" CHE SPIAZZA LA POLITICA

Immagine del redattore: Massimo Catalucci
Massimo Catalucci
8 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

Nessuna intesa di programma tra Antonio Guidi (FdI) e Marco Rizzo (ID), ma la mossa tecnica al Senato accende la riflessione tra pragmatismo strategico e identità di partito


  • articolo di Massimo Catalucci


ROMA - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - ww.massimocatalucci.it) - Quando la politica incontra le maglie strette del regolamento parlamentare e della legge elettorale, la tentazione del sensazionalismo rischia spesso di offuscare la realtà dei fatti. Negli ultimi giorni, le cronache politiche del Senato hanno acceso un riflettore su quella che a molti è apparsa come una convergenza surreale: l’asse tra Marco Rizzo, storico volto della sinistra radicale e oggi alla guida del movimento "Italia Domani", e Antonio Guidi di "Fratelli d’Italia", il partito di maggioranza guidato dal Premier Giorgia Meloni.   


Parlare di "alleanza politica", di "intesa programmatica" o persino di "accordo elettorale" tra due forze agli antipodi della cultura e della prassi ideologica italiana sarebbe non solo fuorviante, ma del tutto destituito di fondamento. 


Le dichiarazioni del Senatore Antonio Guidi - "Esattamente come hanno fatto altri gruppi parlamentari e altri deputati e senatori, la mia adesione avviene esclusivamente per spirito di solidarietà nei confronti di chi si trovava in una situazione di difficoltà, a prescindere da qualsiasi condivisione del programma".


Perché è fondamentale il "prestito parlamentare" del Senatore Antonio Guidi per Marco Rizzo e "Italia Domani"?


I regolamenti parlamentari di Camera e Senato richiedono l'adesione di almeno un parlamentare in carica affinché l'Ufficio di Presidenza dell'Aula autorizzi la nascita di una sotto-componente nel Gruppo Misto recante la denominazione esatta del movimento (vedi "Italia Domani - Marco Rizzo")


  • Senza Antonio Guidi: Senza questa mossa, il simbolo guidato da Rizzo non sarebbe stato altro che l'insegna di una forza politica priva di rappresentanza istituzionale, condannata all'impegnativo e dispendioso "tour de force" della raccolta firme in ogni angolo d'Italia, una vera e propria corsa contro il tempo tra burocrazia e costi proibitivi da completare nel ristretto volgere dei tempi che ci dividono dal voto delle prossime politiche 2027.


  • Con il "prestito parlamentare": Attraverso l'appoggio tecnico di Guidi, il logo di "Italia Domani" trova cittadinanza ufficiale a Palazzo Madama. Quando arriverà il momento di consegnare il contrassegno elettorale al Viminale, la certificazione rilasciata dal Senato attesterà l'operatività del gruppo in corso di legislatura, azzerando completamente per la formazione di Rizzo l'obbligo di sottoscrizione previsto dalla normativa vigente per la corsa alle urne (esenzione totale ex art. 18-bis sulle liste nazionali di "Italia Domani - Marco Rizzo").


Spirito di solidarietà o strategia politica?


Da quanto si può raccogliere nel web e dai giornali, nonché dalle dichiarazioni dello stesso Antonio Guidi, il gesto del Senatore nei confronti di Marco Rizzo è da vedere come un atto di solidarietà, tra l'altro previsto dai regolamenti di "palazzo". Ma al contempo, tale mossa viene considerata anche quale passaggio strategico ponderato a cui però, la base e i militanti dei territori, che si poggiano sulle radici ideologiche del partito di Fratelli d'Italia, potrebbero guardare diversamente.


Proviamo ad analizzare questi possibili scenari.


  • Frammentazione del campo avverso (pensiero strategico): La possibilità di consentire a Marco Rizzo di presentarsi autonome con "Italia Domani" significa mettere sulla scheda elettorale un contenitore di protesta antisistema e di sinistra non allineata. Questo secondo un pensiero strategico politico, potrebbe drenare voti al PD, al M5S e alle formazioni della sinistra radicale, favorendo indirettamente il centrodestra nel computo dei collegi.


  • Il costo politico pari a zero vs il fattore simbolico (pragmatismo politico): Il senatore Antonio Guidi ha chiarito che non c'è alcuna intesa di programma o di governo, per cui l'elettore pragmatico dovrebbe riconoscere che Fratelli d'Italia non sta cedendo nulla sul piano identitario, limitandosi a sfruttare i regolamenti di palazzo per agevolare un politico e, come già menzionato, strategicamente, per creare forse un grattacapo agli avversari politici. E' come dire, mentre presto solidarietà ad un collega, questa potrebbe aggiungere un valore strategico nella prossima corsa elettorale del partito di Antonio Guidi e della coalizione di cui fanno parte. Ma se da un lato c'è chi vede il pragmatismo politico di Guidi come una mossa che possa creare una vantaggio in fase elettorale a Fratelli d'Italia e al centrodestra, dall'altra non si può non considerare la possibile perplessità mista ad un eventuale fastidio di chi ha un forte senso di appartenenza ideologica, per cui vedere un Senatore eletto con Fratelli d'Italia "prestare la propria firma" per far nascere il gruppo parlamentare di un leader storico del comunismo italiano potrebbe lasciare un amaro retrogusto.


  • L'ipotesi dell'accusa dalla base di un "gioco di palazzo" (la componente radice ideologica di FdI): L'apertura di Antonio Guidi a Marco Rizzo, finalizzata come ha dichiarato il Senatore ad una mera operazione tecnica prevista dai regolamenti parlamentari, che si concretizza in questo caso in un "prestito parlamentare", potrebbe essere percepita dall'elettore del partito guidato da Giorgia Meloni come la classica "dinamica politicante" distante dai reali problemi del Paese, facendo storcere il naso a chi sostiene FdI proprio per la sua storicità e linearità d'azione.   


Due domande che necessitano risposte


Alla luce dei fatti su menzionati, potremmo ipotizzare due quesiti a cui rispondere:


  • Come, realmente, questo fatto politico verrà considerato dai vertici e dall'elettorato più d'apparato; verrà da loro archiviato come una questione innocua e astuta per incartare il centrosinistra e un tecnicismo parlamentare privo di conseguenze sulla linea del governo, o cos'altro?

  • La base identitaria e i militanti dei territori, guarderanno a questa operazione con freddezza, scetticismo, vedendovi un contorto formalismo d'aula difficile da spiegare ai propri elettori al bar o ai banchetti, o si adegueranno ad una linea "strategica", eventualmente, condivisa, per spiegarla al proprio elettorato? 


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