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ARDEA - VERSO LE AMMINISTRATIVE 2027

Immagine del redattore: Massimo Catalucci
Massimo Catalucci
17 ore fa
Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 2 minuti fa

Tra nuove liste civiche, partiti, volti noti e non, il cittadino è consapevole del suo importante e determinante ruolo nella nuova partita elettorale?


ARDEA - Mercoledì, 21 ottobre 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - L’autunno del 2026 ha ormai preso forma da qualche settimana e porta con sé il respiro pesante di una resa dei conti che ad Ardea non si può più rimandare. A quattro anni e mezzo dalle ultime elezioni, per l’amministrazione in carica è arrivato il tempo inesorabile del bilancio. È il momento in cui i cittadini si guardano attorno e incrociano lo sguardo di chi, nel 2022, aveva fatto promesse esplicite: quanto di quel programma è diventato realtà e quanto è rimasto soltanto inchiostro evaporato al sole?


Come in ogni gestione, è un atto dovuto fare il bilancio di quanto si è prodotto, come si è prodotto, e cosa hanno generato le scelte amministrative fatte.


E mentre la comunità si interroga e interroga i propri amministratori che rispondono sui social con video e articoli sul loro esercizio, all’orizzonte avanzano già le solite, immancabili correnti. Venti di cambiamento che sventolano la bandiera di un futuro “più efficiente e funzionale”. È il solito sipario che si rialza: un’ennesima ondata di liste civiche e simboli di partito, vecchi e nuovi. Sul palcoscenico ritroviamo volti già noti alla politica locale affiancati da "aspiranti comparse", uomini e donne pronti a dare battaglia per un unico e viscerale obiettivo: conquistare la stanza dei bottoni in Consiglio Comunale o, nella peggiore delle ipotesi, mettere un'ipoteca su uno scranno dell’opposizione.


Un film già visto, rivisto e mandato a memoria per decenni. I "registi" e gli "interpreti principali" restano più o meno sempre gli stessi che muovono le fila della politica locale, sia quando scendono in campo vis-à-vis, sia quando preferiscono muoversi nell'ombra orchestrando il proprio gruppo politico. Un'orchestra spesso arricchita da qualche "faccia nuova", reclutata magari con il tacito accordo di non disturbare il manovratore, evitare di ragionare con la propria testa e fare piroette logiche pur di non mettere in discussione le palesi contraddizioni dettate da chi si pone a capo di un gruppo.


La spinta delle nuove forze: illusioni o reali alternative?


In vista del traguardo elettorale del 2027, la vera novità ad Ardea — sempre che di novità si possa parlare per movimenti nati ieri — sembra concentrarsi, in attesa di nuovi ed eventuali altri gruppi, attorno a due soggetti principali, con un terzo incomodo pronto a sparigliare le carte. Forze che potrebbero non incidere subito, ma rivelarsi decisive nel momento più caldo: il ballottaggio.


Parliamo della neonata lista civica "Ardea Movimento Civico - I Consorzi Insieme per Ardea", che ha già calato il suo asso indicando in Giancarlo Morbiducci il proprio candidato Sindaco. C'è poi la nuova creatura politica legata all'ex leghista Roberto Vannacci, il movimento del "Generale" denominato "Futuro Nazionale".


Ma la caccia alle alleanze è aperta su ogni fronte per racimolare quei numeri indispensabili a rimanere in partita. È il caso delle liste civiche “Liberiamo Ardea” e “Ardea Ambiente e Animali”, che si sono saldate al movimento nazionale “L’Italia Domani” di Marco Rizzo. Un’intesa mostrata alla città già lo scorso mese in Piazza Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a Tor San Lorenzo, nel quartiere balneare di Ardea, ben prima del Congresso Fondativo del 3 ottobre del movimento di Rizzo, per lanciare un progetto politico condiviso in vista della scadenza del 2027.


Consiglio Comunale: il valzer delle poltrone e i cortocircuiti delle alleanze


Se dalle piazze ci spostiamo tra i banchi del Consiglio Comunale e nelle stanze della Giunta guidata dal Sindaco Cremonini, lo spettacolo non cambia. Al di là dei consueti, stancanti "balletti" con tanto di cambi di casacca e di poltrona a cui hanno assistito impotenti i cittadini in questi quattro anni e mezzo, si respirano manovre non chiare. 


Altro che trasparenza, coerenza e lineare pratica politica come si vorrebbe far credere: qui ci troviamo di fronte a una vera e propria "nebbia di piombo" che genera "orizzonti di carta", privi di qualsiasi reale solidità. A quasi cinque anni dall'insediamento, capire da chi sia davvero composta la maggioranza è un esercizio che sfiora il paradosso.


Un esempio lampante? Soltanto poche settimane fa, comunicati ufficiali e vertici di coalizione rassicuravano l'elettorato: Forza Italia ribadiva con decisione il suo posizionamento al fianco degli alleati storici, Fratelli d'Italia e Lega, mentre in Consiglio Comunale, Edelvais Ludovici — si è da tempo apertamente staccata dalla maggioranza e posizionata sul fronte opposto a chi governa la città, smentendo di fatto le rassicurazioni dei vertici del partito azzurro di cui la stessa sembrerebbe di fare ancora parte - (salvo smentite) - contraddizioni che fanno aumentare i dubbi su alleanze di governo e solidità della maggioranza.


Il solito "Piano B": l'extratime dove il cittadino diventa uno spettatore pagante


Viene da chiedersi: questa nebbia fitta che avvolge la politica locale (e che riflette fedelmente i vizi di quella nazionale) si dissolverà mai per far spazio a qualcosa di solido, o ci troveremo davanti all'ennesima bolla di sapone pronta a esplodere, sulla scia di chi, all'inno del cambamento prometteva di "aprire il parlamento come una scatola di tonno" e si è poi rivelato per ciò che era, un grande "bluff a cinque stelle"?


Lo stesso "Futuro Nazionale" di Vannacci, comprendendo che da soli non si va da nessuna parte e occorre coalizzarsi, ha dovuto ammorbidire le proprie posizioni in questi giorni. Rigidità e dogmatismi rischiano infatti di spalancare praterie in cui le coalizioni di sinistra potrebbero insidiosamente infilarsi per fare incetta di voti. Ma mentre il Generale per le politiche nazionali del prossimo anno, ha capito, in ragione della nuova legge elettorale, che se va da solo staccandosi dal centro destra, perderebbe seggi in un possibile nuovo governo bis della Meloni, nella realtà locale di Ardea, da quanto si è letto in questi ultimi mesi sui social dai neo rappresentanti locali del movimento del Generale, la coalizione con i partiti di centrodestra per le amministrative del 2027, non sembra così scontata, almeno in prima battuta...poi, c'è sempre il ballottaggio.


Ed è qui che si palesa l'amara realtà del 2027. Mentre le varie fazioni si scontreranno a colpi di slogan, sappiamo già che tutti — partiti e liste civiche — tengono ben nascosta nel cassetto la carta del ballottaggio. Quei quattordici giorni che separano il primo turno dal secondo sono il vero "extratime" della politica: un tavolo riservato dove i leader si siedono a bocce ferme per racimolare anche solo un pugno di voti determinanti. La merce di scambio? Un assessorato, una delega pesante, una poltrona garantita. La buttiamo lì, s'intende, come pura e semplice ipotesi...


Sia chiaro: non stiamo parlando di reati o illeciti. Stiamo parlando della prassi, di quelle "regole non scritte" su cui si regge da sempre il sistema. Chi resta fuori dal ballottaggio e chi riesce ad arrivarci cercherà il modo di accomodarsi attorno allo stesso tavolo, barattando principi in nome della vittoria. Un "Piano B" scritto a porte chiuse, da cui il cittadino-elettore viene puntualmente escluso.


Come spezzare l'incantesimo: il risveglio della consapevolezza cittadina


In questo cinico gioco di potere, esiste ancora un modo per far sì che il cittadino torni ad essere determinante e a tracciare la vera rotta della propria città?

La risposta non risiede nelle promesse elettorali, ma quasi sicuramente nella capacità di risvegliare la propria coscienza civica attraverso cinque punti fondamentali:


  1. Il voto non è una delega in bianco, è un atto di custodia.

  2. Oltre il "politichese": esigere la chiarezza come un diritto inalienabile.

  3. La coerenza contro il cinico "valzer delle poltrone".

  4. La competenza non è un optional, è un dovere morale.

  5. Riprendersi la vera essenza della "Res Publica".


La politica, nella sua accezione più alta e nobile, nasce per essere la cura del bene comune, non l'arena sotterranea degli interessi privati. 


Ogni singolo cittadino è protagonista del destino della comunità in cui vive, per questo dovrebbe ritrovare la consapevolezza del potere che la nostra Costituzione gli riconosce: deve tornare a sentire Ardea come la "sua" casa, e non come un feudo temporaneo di chi la amministra.


In un territorio complesso come quello di Ardea, i consorzi, le associazioni, i comitati di quartiere e i singoli residenti non sono compartimenti stagni, ma vasi comunicanti di un’unica, grande comunità. Il cittadino consapevole non si limita a curare il proprio orticello, ma comprende che se la città degrada, si degrada inevitabilmente anche la qualità della sua vita.

Partecipare significa restare vigili, informarsi con spirito critico, pretendere il confronto e, soprattutto, non permettere più a nessuno di giocare al "gioco delle tre carte" sulla pelle della collettività.


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