LE INFELICI AFFERMAZIONI DI GRATTERI: "VOTARE 'NO' VUOL DIRE ESSERE PERSONE PERBENE"
- Massimo Catalucci

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Lettera al Procuratore Nicola Gratteri: "Io voto Sì e sono una persona perbene"

di Massimo Catalucci
Egregio Magistrato, Nicola Gratteri,
ho deciso di scrivere questa mia lettera aperta e pubblica, per rivendicare, sulla base del Suo intervento ripreso dai media, la mia posizione in ragione del prossimo Referendum sulla Giustizia del 22/23 marzo 2026.
In uno dei Suoi interventi pubblici, tra le diverse ragioni che hanno argomentato la Sua posizione in merito al REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, a mio parere e forse al parere di molti altri italiani, ha espresso concetti che gettano un forte discredito su chi dovesse pensarla diversamente da Lei che, esplicitamente, rappresenta il fronte del "NO".
Infatti, ha dichiarato testualmente che – “chi voterà ‘SÍ’ a questa riforma, non è una persona perbene, è un imputato, un indagato o un massone” [fonte retechiara.it].
Sinceramente, le Sue dichiarazioni appaiono alquanto gravi, se consideriamo che Lei dovrebbe, seppur favorevole al “NO”, essere imparziale e rappresentare il mondo della Giustizia che, se non ricordo male, dovrebbe anche essere uguale per tutti e, soprattutto, nel rispetto del nostro “codice” democratico. La Sua notorietà, sa bene che le dà una visibilità notevole nel web e nei media e a maggior ragione, le Sue parole dovrebbero essere misurate, pesate, a meno che non si voglia (e non voglio pensare che questo sia il Suo caso), deviare la collettività verso un pensiero distorto della realtà e irrispettoso del libero pensiero e della libera espressione elettorale, etichettando le scelte di chicchessia, qualunque esse siano.
Il Suo intervento, sempre a mio parere, appare come un giudizio eccessivo e distorto su chi dovesse scegliere di votare "SÍ" e potrebbe indurre molte persone che La seguono, magari solo per la Sua notorietà e/o simpatia, e/o fiducia, senza conoscere neanche il testo della Riforma sulla Giustizia, di scegliere di seguire le Sue indicazioni in merito ai contenuti della riforma stessa, perché Lei ha detto che, solo chi voterà “NO” può considerarsi una brava persona, né un imputato, né un massone.
I social media e la comunicazione in generale, in cui possiamo includere anche quella pubblica, ci presentano quotidianamente, anzi simultaneamente, in ogni momento della giornata, fiumi di informazioni che difficilmente, per il tempo che abbiamo a disposizione, per negligenza, insomma per tanti altri fattori, ci permettono di approfondire il tema specifico in questione.
A questo punto, molti si affidano esclusivamente, alla simpatia, al grado di notorietà, alla posizione sociale che ricopre quel determinato personaggio, per fare le proprie scelte, prevaricandosi la possibilità di distaccarsi dagli aspetti relazionali-affettivi per concentrarsi sui contenuti espressi che andrebbero poi, confrontati attraverso una ricerca di conferme in testi scritti autorevoli e attendibili.
Quindi, Egregio Magistrato, Nicola Gratteri, spero possa ritrattare le Sue affermazioni che, voglio pensare non siano state fatte per fare leva sui “NO”, piuttosto come "fuoriuscita di un pensiero poco elaborato", in considerazione dell’impatto che avrebbe avuto sulla collettività e il possibile condizionamento della stessa.
In tutti i modi, qualunque sia la Sua decisione di ritrattare o meno quanto da Lei affermato e riportato da diverse testate giornalistiche, io sostenitore del "Sì" in questo Referendum sulla Giustizia, mi ritengo una persona perbene e che non ha nulla da temere dalla Legge, così come non sono un massone, per cui rimando al mittente le Sue stesse infelici affermazioni rilasciate nei giorni scorsi in tal senso.
Cordialmente
Massimo Catalucci








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