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FIBROMIALGIA E NON SOLO: LA PRIGIONE DELLE PATOLOGIE INVISIBILI CHE VELLETRI HA DECISO DI ABBATTERE

  • Immagine del redattore: Massimo Catalucci
    Massimo Catalucci
  • 2 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Pazienti, associazioni, medici e istituzioni uniti contro la solitudine di patologie croniche: il racconto di un pomeriggio che ha cambiato il modo di guardare al dolore


  • articolo e Video Giornalistico di Simone Stoppioni


VELLETRI - Martedì, 19 maggio 2026 - NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocataluccci.it) - C’è un dolore che non lascia segni sulla pelle, che non si vede nelle radiografie e che spesso non trova spazio nei dizionari della fretta quotidiana. È il dolore della fibromialgia e di altre malattie invisibili. Una presenza silenziosa e totalizzante che avvolge la persona nella sua totalità e che troppo spesso, isola l’anima.


Ma giovedì 14 maggio scorso, nel cuore verde del Parco di Santa Maria dell’Orto a Velletri, quel dolore ha trovato voce, mille volti e soprattutto, una comunità pronta ad ascoltare.


L’evento “Il dolore invisibile ha voce” – fortemente voluto e patrocinato dal Comune di Velletri in sinergia con APMARR e AISF ODV – si è trasformato in un laboratorio aperto di empatia, scienza e umanità, richiamando una partecipazione straordinaria di cittadini e istituzioni.


La scienza che ascolta, il territorio che accoglie


Il pomeriggio si è aperto nel segno dell'unione e della necessità di fare rete. Carla Capio, consigliera nazionale APMARR, e Gabriella Lecce di AISF ODV, hanno inaugurato l’incontro ricordando come la costruzione di ponti tra pazienti, medici e istituzioni sia l’unica vera terapia contro la solitudine della malattia.


La parola è poi passata alla scienza, ma a una scienza dal volto umano. Esperti come il dottor Antonio Romanelli (primario del pronto soccorso dell’Ospedale di Velletri) e Roberta Biagi Direttrice del Distretto Socio-Sanitario LT1  hanno tracciato le coordinate di una sfida sanitaria complessa. La Dott.ssa Alessandra Galossi, reumatologa presso l’ospedale di Marino, ha spiegato con chiarezza le paludi delle difficoltà diagnostiche e le opzioni terapeutiche attuali, ribadendo un concetto fondamentale: non si cura una patologia, si cura una persona. La fibromialgia toglie le forze, frustra i tentativi di cura tradizionali e invade ogni distretto della vita; per questo, serve un approccio multidisciplinare. Una vicinanza che, come ha sottolineato il Dott. Biagio D’Alessandro (direttore del Distretto Sanitario H5), deve partire dalla medicina territoriale, accorciando le distanze fisiche e temporali della presa in carico.


Il coraggio di raccontarsi: il cuore dell’evento


Il momento più intimo e vibrante della giornata è stato il confronto diretto con chi vive sulla propria pelle la fibromialgia e un'altra patologia altamente invalidante, qual è l'endometriosi. Quando i pazienti hanno preso la parola, il silenzio nel parco si è fatto denso. Hanno raccontato la fatica di dover sempre "spiegare" un male che gli altri non vedono, anzi, che in alcuni casi deridono per ignoranza. Patologie queste, che hanno anche un impatto devastante sul lavoro, un’ombra che a volte oscura le relazioni sociali.


In questo tessuto di testimonianze, particolarmente toccante è stato l'intervento della consigliera comunale di Velletri, Martina Sambucci. Anima istituzionale dell’evento, la consigliera ha scelto di spogliarsi del proprio ruolo formale per condividere la sua esperienza personale, lanciando un messaggio potente sulla necessità assoluta di non lasciare solo chi combatte questa battaglia. A farle eco, lo stimolo vitale di Sonia Middei, consigliera nazionale APMARR, che ha invitato i presenti a un approccio attivo: non arrendersi alla patologia, continuare a abitare la propria quotidianità e imparare a guardare il mondo con occhi diversi, senza farsi definire dal dolore.


A suggellare l'impegno delle istituzioni, il sindaco della Città di Velletri Ascanio Cascella ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, esprimendo profonda gratitudine agli organizzatori e confermando che il Comune di Velletri sarà sempre una casa per le iniziative di così alto valore sociale e sanitario.


Oltre la diagnosi: l'arte e il movimento come cura


La fibromialgia e le altre malattie invisibili, tuttavia, non si curano solo nelle stanze dei medici. Lo hanno dimostrato i momenti dedicati alla cultura e all’arte. Nel corso del pomeriggio è stato presentato il libro Tu non sei la tua malattia di Eleonora Crocetta (De Cultura). Dialogando con il giornalista, il Dott. Massimo Catalucci che è anche presidente dell'Associaizone Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, con cui porta avanti un progetto nazionale sull'endometriosi approdato alla Regione Lazio, l’autrice ha ripercorso il suo personale e tortuoso cammino tra endometriosi e fibromialgia, regalando una testimonianza di straordinaria resilienza sul bisogno universale di sentirsi accolti come esseri umani prima ancora che come pazienti.


Il Dott. Catalucci, nel corso del dialogo con la Dott.ssa Eleonora Crocetta, ha voluto evidenziare come ci sia la necessità, da parte delle istituzioni preposte, a passare all'azione concreta, affinché le persone che soffrono di queste corniche patologie, altamente invalidanti, vedano riconosciuti il proprio diritto di cura a spese dello Stato in percorsi dedicati a loro. Catalucci ha evidenziato che ci sono progetti già approvati, come ad esempio quelli di una rete sanitaria e i PDTA (percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) nella Regione Lazio, che attendono solo di essere ufficializzati.


"Il silenzio - ha affermato il Dott. Catalucci - crea muri, per cui parlarne come stiamo facendo oggi qui in questo spazio condiviso, crea ponti verso una soluzione definitiva per chi soffre. Ma questi ultimi rimangono solo delle metafore se, non trovano concretezza da parte delle istituzioni preposte a realizzarli presto".


Subito dopo, Luciana Sara Maccari ha commosso la platea presentando il progetto teatrale E se fosse Eva, realizzato ad Aprilia in collaborazione con AISF ODV, dimostrando come il palcoscenico possa trasformarsi in un potente amplificatore di verità recondite.


Infine, sotto il cielo clemente di un pomeriggio baciato dal bel tempo, la teoria ha lasciato spazio alla pratica del benessere con una sessione di camminata metabolica guidata da Cristina Prati e Federica Ascenzi. Tra gli alberi del parco, i passi condivisi hanno unito la salute del corpo a quella della mente, trasformando il movimento in un rito di rinascita e condivisione.


È stato un pomeriggio intenso, a tratti emotivamente ruvido, ma immensamente necessario. Velletri ha dimostrato che per sconfiggere un mostro invisibile il primo passo è smettere di ignorarlo e passare all'azione concreta. La grande partecipazione di pubblico non è stata solo un successo numerico, ma la prova tangibile di un bisogno profondo: rompere l'isolamento e restituire la dignità dell'ascolto a chi, per troppo tempo, ha sofferto in silenzio. Da oggi, quel dolore ha una voce più forte.


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