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REGIONE LAZIO - IL 20 LUGLIO IL PRESIDENTE ROCCA PRESENTERA' LA RETE SANITARIA PUBBLICA E I PDTA PER LA PRESA IN CARICO DELLE DONNE AFFETTE DA ENDOMETRIOSI

  • Immagine del redattore: Massimo Catalucci
    Massimo Catalucci
  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Un traguardo storico atteso da oltre vent'anni dalle donne affette da endometriosi.

  • articolo di Redazione


ROMA - Venerdì, 17 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Come accade spesso, in questi casi, in molti vogliono salire sul carro dei vincitori quando si è vicini al taglio del nastro del traguardo che si sta per raggiungere. Ma gli artefici di tale successo si conoscono, perché c'è larga documentazione che ne comprava il percorso fatto in questi tre anni, dal 2023 ad oggi, per cui rimane un mero tentativo, quello di qualcuno, di volersi appuntare la stelletta sul petto per qualcosa di cui non conosce né quando e come è nata l'idea, né come è stata pianificata e né come è stato realizzato il progetto stesso.


All'inizio di questo viaggio e per tutto il suo tragitto che sta giungendo al traguardo per regalarci un progetto socio-sanitario pubblico atteso da decenni (il prossimo 20 luglio il presidente Regionale del Lazio, Francesco Rocca ne darà ufficialità in pubblico), i protagonisti dell'iniziativa: le associazioni, i liberi professionisti, l'istituzione regionale; hanno improntato un confronto costante e continuativo basato su un'attenta ed accurata analisi, ricerca e studio.

Il tutto si è concentrato in un lavoro impegnativo svolto dagli attori che ne hanno preso parte con dedizione, conoscenze, competenze, dentro il palazzo della Regione Lazio che fuori, in quest'ultimo caso in un'opera di sensibilizzazione della collettività toccando una dozzina di comuni della nostra regione, al fine di portare la corretta informazione alla cittadinanza in ragione dell'endometriosi: cos'è, chi colpisce, come riconoscerla e come affrontarla.


Ma nonostante esistesse già larga documentazione dei passi che si stavano facendo dentro i palazzi istituzionali e fuori, nei Comuni della Regione Lazio con le attività di prevenzione della salute, solo tre mesi fa, sul quotidiano telematico romatoday.it si leggeva, addirittura, che il direttore della Direzione regionale Salute e integrazione socio-sanitaria, Andrea Urbani, avrebbe approvato il Piano di rete regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi, grazie a "la tiratina d'orecchie da parte della Fondazione Gimbe".


Ecco che, come citato in apertura, ora c'è chi vorrebbe far credere che il merito di quanto si sta maturando nella Regione Lazio, in ragione del progetto sull'endometriosi, sia di chi, in realtà in tanti anni non è riuscito a sviluppare concretamente nulla se non molte "chiacchiere" e un semplice rimprovero (formalità e strategia, probabilmente tutta politica) verso chi, invece, con coscienza del ruolo che ricopre, determinazione e capacità amministrativa, ha saputo concretizzare e portare a termine in breve tempo un progetto che attendeva da decenni di essere approvato.


Il gruppo di lavoro che si è costituito sul territorio regionale del Lazio, formato da associazioni, liberi professionisti e rappresentanti e dirigenti dell'istituzione regionale, in questo ultimo triennio si è prodigato realmente e concretamente, senza arretrare un millimetro sul ruolino di marcia che ci si era prefissi di perseguire, ognuno per le proprie competenze, per cui c'è sempre stata in tutti la consapevolezza che quanto avviato nel 2023 sarebbe stato realizzato in tempi brevi. A dimostrazione che quando si lavora con persone coscienziose, qualificate, dedicate e centrate su un obiettivo comune da destinare alla collettività, non possono che nascere realtà di sicuro successo e in tempi anche stretti.


Da dove nasce il progetto regionale per l'endometriosi


Era il 2004, quando la Commissione Europea, attraverso il Written Declaration on Endometriosis, si pronunciò con gli Stati membri della CE, dando indicazioni sulle linee guida di intervento per fronteggiare il fenomeno socio-sanitario, altamente invalidante, cronico e senza cura, rappresentato dall'endometriosi e di cui erano stati rilevati dati importanti: oltre 3.000.000 di donne affette in Italia e 190.000.000 in tutto il mondo.


Ma attenzione, perché questi dati, già da prendere in seria considerazione per l'alta incidenza della patologia sulle donne, sono da attribuirsi a coloro cui è stata diagnosticata con certezza l'endometriosi. Questa malattia è subdola, difficile da diagnosticare, è facile quindi immaginare che siano molte di più le donne che ne soffrono, facendo aumentare maggiormente l'emergenza di un intervento veloce, svolto da un pool di professionisti in ogni settore, preposti alla diagnosi, al trattamento terapeutico con farmaci e/o chirurgico.


"In questo processo di sviluppo - ha dichiarato il Dott. Massimo Catalucci, presidente del Gruppo Sociale Difesa valori e Diritti 4.0 - ETS e responsabile del progetto di prevenzione della salute svolto con il suo gruppo e dedicato all'endometriosi dai primi mesi del 2023 - che ha visto la Regione Lazio, attrice principale istituzionale nella realizzazione di un progetto socio-sanitario pubblico dedicato esclusivamente all'endometriosi, posso affermare con piena consapevolezza dei dati che mi supportano, che la nostra associazione ha avuto un ruolo determinate: primo, perché siamo stati capaci con il nostro team di lavoro, che ha visto nel Dott. Massimiliano Marziali (ginecologo e ostetrico), il responsabile medico scientifico del nostro progetto ed esperto in endometriosi, di individuare quali fossero le criticità socio-sanitarie esistenti, le risorse umane e strutturali necessarie per dare vita ad una rete socio-sanitaria pubblica per la presa in carico delle donne affette da endometriosi; secondo, perché siamo stati in grado di illustrare il fine utile che tale progetto, una volta realizzato, avrebbe apportato alla collettività, andando ad ottimizzare, innanzitutto, le risorse esistenti sul territorio (strutture sanitarie e professionisti sanitari) e di conseguenza, andando a colmare un vuoto nell'ambito delle attività pubbliche socio-assistenziali sanitarie, in ragione delle donne affette da endometriosi. Vuoto che ora sarà colmato nella Regione Lazio dal progetto che è stato approvato e che ci auguriamo possa essere esteso in tutte le altre regioni italiane".


"Mi preme sottolineare però - ha aggiunto il Dott. Catalucci - il grande ruolo centrale e istituzionale che ha avuto in questo progetto che oggi sta per vedere la luce, il Consigliere regionale Marika Rotondi e senza la quale oggi non potremmo festeggiare un traguardo così importante. La sua sensibilità umana e a seguire le sue capacità di ascolto e le sue conoscenze e competenze della macchina amministrativa, hanno saputo da subito indirizzare il progetto sull'endometriosi nella direzione giusta, ponendolo sul tavolo della dirigenza sanitaria regionale del Lazio, da dove poi, ne è scaturita la costituzione di una commissione di lavoro composta da molti esperti del settore, dai Direttori Sanitari locali e presieduta dal compianto Prof. Giovanni Scambia, ex luminare e pioniere di fama mondiale nella ginecologia oncologica e grande esperto di endometriosi, scomparso prematuramente nel febbraio 2025".


Altre risorse correlate all'articolo:

Ai link che seguono una parte della documentazione che attesta tutto il lavoro svolto da marzo 2023 ad oggi, dall'Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 - ETS:


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