POMEZIA - L'OMBRA DI ROMA SULL'INCENERITORE DI SANTA PALOMBA
- Massimo Catalucci

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La battaglia contro l’Inceneritore dei Sindaci dei Comuni a sud della Capitale e il "giallo" dell'antica strada romana tombata

articolo di Massimo Catalucci
POMEZIA - Martedì, 16 giugno 2026 - (NEWS &COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La battaglia sul termovalorizzatore (inceneritore) di Santa Palomba si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo che unisce la rigidità dei percorsi burocratici romani al mistero archeologico.
Da un lato la mossa del Sindaco di Roma e Commissario Straordinario, Roberto Gualtieri, che sposta il terreno dello scontro legale; dall'altro, la denuncia dei comitati cittadini che documentano il ritrovamento di un'antica strada romana e il fulmineo suo interramento, appena riaffiorata dagli scavi.
Una vicenda in cui la trasparenza sembra evaporare sotto i colpi delle scadenze industriali, ma che trova una diga invalicabile nella visione comune e compatta dei Sindaci del territorio.
Il fronte del "no": i Sindaci si compattano contro i "rinvii" di Gualtieri
Il fronte istituzionale dei primi cittadini dei comuni confinanti e dell'area sud — Massimo Ferrarini, Gianluca Staccoli, Fabio Papalia, Maurizio Cremonini e Veronica Felici — supportati dal Senatore Marco Silvestroni, ha espresso una posizione unitaria e inflessibile.
L'ultimo terreno di scontro è la decisione del Commissario Straordinario Roberto Gualtieri di deviare al TAR del Lazio il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, presentato lo scorso 16 maggio. Una mossa che i Sindaci interpretano non come un atto di chiarezza, ma come l'ennesimo tentativo di evitare un confronto diretto sul merito dell'opera, allungando i tempi e complicando un quadro giuridico già saturo (il TAR ha già fissato per il prossimo 7 ottobre la discussione di altri ricorsi).
I Comuni non intendono indietreggiare. La strategia è chiara:
Massima resistenza legale: Valutare il ricorso a gradi di giudizio superiori e alle corti sovranazionali, inclusa la Corte di Strasburgo.
Alleanza con la cittadinanza: Sostenere le azioni giudiziarie dei comitati locali con atti ad adiuvandum per blindare la difesa del territorio.
Il caso del ritrovamento archeologico. Antica strada romana: "scovata e tombata"
Mentre nelle aule di tribunale si gioca la partita dei cavilli procedurali, sul campo di Santa Palomba la tensione è salita alle stelle per quello che l'Unione dei Comitati definiscono un vero e proprio "sfregio" alla storia e alla legalità.
I militanti dell'Unione dei Comitati contro l'inceneritore a Santa Palomba, presenti sul sito con un presidio costante e continuativo, hanno assistito in diretta a un ritrovamento straordinario: un tratto di un'antica strada romana, emerso durante i lavori preparatori. La gioia per la scoperta storica è però durata pochissimo. Gli attivisti hanno documentato con dei filmati una scena surreale: gli addetti ai lavori si sono affrettati a ricoprire e interrare nuovamente il reperto.
La denuncia dell'Unione dei Comitati: Un interramento lampo che ha tutta l'aria di voler "tombare" un elemento archeologico vincolante, un ostacolo storico e legale che avrebbe il potere di bloccare i cantieri dell'inceneritore.
"Abbiamo documentato tutto, ma dopo poco hanno già preso a interrarla" - spiegava pochi giorni fa in un video il rappresentante dellìUnione dei Comitati contro l'Inceneritore a Santa Palomba, Alessandro Lepidini.
Una visione comune per la legalità e l'ambiente
Le amministrazioni dei territori limitrofi a Pomezia, per voce dei loro rispettivi Sindaci, probabilmente, anche in ragione di quest'ultimo episodio del ritrovamento di un sito archeologico, sono propensi a rende ulteriormente necessario fare chiarezza sugli iter adottati dal Commissario Straordinario. La difesa del territorio non è solo una questione di emissioni o di impatto ambientale, ma investe direttamente la trasparenza amministrativa e la tutela del patrimonio culturale.
I Sindaci ribadiscono che la trasformazione di Santa Palomba nell'hub dei rifiuti della Capitale non può avvenire calpestando i diritti delle comunità locali, la trasparenza delle procedure e, a quanto pare, persino la storia millenaria del sottosuolo laziale.
La battaglia prosegue e i video della strada romana appena interrata sono già diventati virali nel web e il simbolo di una resistenza cittadina che non si fermerà davanti a nessun rinvio burocratico.
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