REGIONE LAZIO - E' UFFICIALE: ORA LE DONNE AFFETTE DA ENDOMETTRIOSI AVRANNO UNA CORSIA SANITARIA PREFERENZIALE PUBBLICA ATTESA DA OLTRE VENT'ANNI
- Massimo Catalucci

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Ieri il presidente Rocca, in una conferenza pubblica ha annunciato l'avvio del "Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi"

articolo di Simone Stoppioni
ROMA - Martedì, 21 luglio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - Ieri pomeriggio, 20 luglio 2026, in una torrida giornata estiva, nella bella, accogliente e fresca "Sala Tevere", presso il palazzo della Presidenza delle Regione Lazio, in una conferenza pubblica il Governatore regionale, Francesco Rocca, ha dato il via ufficialmente al "Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi".
Un traguardo, questo, atteso da oltre vent'anni dalle donne che soffrono degli effetti dovuti da una patologia, infausta, invadente e subdola, che ad oggi non ha una cura definitiva, solo trattamenti terapeutici clinici e interventi chirurgici per gestirla: l'endometriosi.
Era il 2004 quando la Commissione Europea attraverso il Written Declaration on Endometriosis diede indicazioni agli Stati membri della Comunità di adoperarsi per far fronte con ogni mezzo di diffusione pubblica e di formazione socio-sanitaria per la prevenzione e cura della salute, al dilagarsi dell'endometriosi che solo in Italia vede oltre 3.000.000 di donne che ne sono affette. Ma fino a ieri nulla era stato ancora fatto di concreto per loro, se non inserire nel 2017 la patologia nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) riconoscendola quale malattia cronica e invalidante, ma offrendo poco e nulla se si pensa che si sarebbe potuto usufruire dell'esenzione dal ticket per le prestazioni specialistiche per gli stadi clinici più avanzati, ovvero moderato (III grado) e grave (IV grado). Poco o niente, se si pensa che l'endometriosi è una malattia altamente invalidante, che penalizza la qualità della vita delle donne che ne subiscono gli effetti sia da un punto di vista fisico e organico, che da un punto di vista socio-relazionale e affettivo, oltre che in ambito lavorativo e professionale; poco o niente, se si pensa che la gravità della malattia non è data dal grado, moderato o grave che ha raggiunto, ma che la percezione e l'intensità del dolore vissuti profondamente, varia da donna a donna, rendendo invivibile la loro esistenza, fin da un'età molto giovane.
Ecco che la Regione Lazio, guidata dal Governatore Francesco Rocca, con questo progetto socio-sanitario, il primo nel suo genere in Italia, si pone come modello di eccellenza per la diagnosi e la cura dell'endometriosi, nel panorama sanitario nazionale, a cui si spera le altre regioni italiane possano ispirarsi per adattare e attuare tale esempio nei propri territori.
E' stato entusiasmante ed emozionate assistere ed ascoltare ieri i relatori seduti al tavolo conferenziale, presieduto dal Presidente della Regione Lazio, che aveva al suo fianco il Consigliere regionale Marika Rotondi da una parte e dall'altra, il Direttore Regionale della Salute e Integrazione Sociosanitaria, Andrea Urbani. Tavolo che non poteva non ospitare la presenza dei familiari, moglie e figlia, del compianto e grande esperto di endometriosi, il Prof. Giovanni Scambia (luminare della ginecologia oncologica ed ex Direttore Scientifico del Policlinico Gemelli di Roma) che ha avuto un ruolo di primaria importanza in questo progetto sanitario regionale, dirigendo da presidente la commissione di lavoro che era stata appositamente costituita per dare vita al "Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi". Presente al tavolo dei relatori anche la Prof.ssa Anna Fagotti, subentrata al Prof. Scambia, che ha voluto manifestare con la propria presenza, solidarietà al suo collega che l'ha preceduta nella direzione scientifica del Policlinico Gemelli di Roma e per quanto da lui fatto nel progetto regionale sull'endometriosi.
Un impegno sociale collettivo tra istituzioni, associazioni, professionisti, per un obiettivo comune

Alla conferenza è stata invitata anche una delegazione dell'Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 - Ente No-Profit, nelle persone del Presidente Dott. Massimo Catalucci; del Dott. Massimiliano Marziali, Responsabile medico scientifico; Antonella Palmieri, Responsabile degli sportelli di accoglienza, ascolto e orientamento per l'endometriosi; Simone Stoppioni, Responsabile della comunicazione istituzionale e digitale.
"Il traguardo raggiunto – ha sottolineato il Dott. Massimo Catalucci, presidente del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 – è il risultato virtuoso di un lavoro collettivo incentrato all'ascolto, al confronto, allo studio e alla ricerca tra istituzione regionale, associazioni, strutture e professionisti socio-sanitari pubblici e privati."
"Ma permettetemi di dire una cosa – ha aggiunto il presidente Catalucci – il merito di aver accolto le istanze del territorio e di una comunità che chiedeva di fare qualcosa di concreto per l'endometriosi, dopo decenni di proposte di progetti inadeguati e di chiacchiere, deve essere riconosciuto in primis al Consigliere regionale Marika Rotondi. Già nell'aprile del 2023, ella si è fatta carico di accogliere le nostre istanze per portarle sui tavoli della dirigenza sanitaria regionale del Lazio, dando vita all'iter concretizzatosi ieri con l'annuncio del Piano di Rete da parte del Presidente Rocca. A lei, ma anche al Dott. Massimiliano Marziali, responsabile medico-scientifico del nostro progetto nazionale di prevenzione sull'endometriosi con cui abbiamo girato negli ultimi tre anni i comuni del Lazio per sensibilizzare la cittadinanza, nonché ispiratore della prima bozza di progetto presentato alla Regione Lazio, va il nostro sincero ringraziamento e quello di una comunità intera per la serietà, la professionalità e la determinazione dimostrate nel trasformare una causa di interesse collettivo in una realtà concreta nel panorama sanitario regionale e nazionale."
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