MOTTA REGALA IL SOGNO DELLA FINALE DI COPPA ITALIA ALLA LAZIO
- Massimo Catalucci

- 2 giorni fa
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Aggiornamento: 1 giorno fa

Dopo 120 minuti di gara, nella girandola dei rigori, il giovane portiere della Lazio ne para quattro su cinque

articolo di Massimo Catalucci
BERGAMO - Giovedì, 23 aprile 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La Lazio ha conquistato un posto nella finale di Coppa Italia grazie a una prestazione memorabile, in cui il giovane portiere Edoardo Motta è stato il protagonista assoluto. In una partita ricca di emozioni e colpi di scena, la squadra biancoceleste ha dimostrato carattere e determinazione, superando l’Atalanta in una semifinale che resterà nella storia recente del calcio italiano. Questo traguardo arriva in un momento delicato per i tifosi, che ora possono finalmente tornare a sognare e riempire lo stadio Olimpico per sostenere la loro squadra.
La semifinale la decide il giovane Motta

La gara di semifinale tra Lazio e Atalanta è stata un concentrato di tensione e spettacolo. La partita ha visto continui ribaltamenti di fronte, con entrambe le squadre determinate a conquistare la finale di Coppa Italia. Il momento chiave è arrivato grazie a Motta, il giovane portiere della Lazio, che ha dimostrato una freddezza e una reattività fuori dal comune.
Durante i minuti regolamentari, Motta ha salvato la sua squadra da un possibile svantaggio decisivo. Un colpo di testa potente di Scamacca sembrava destinato a portare l’Atalanta sul 2-1, ma il portiere biancoceleste si è esaltato con una parata spettacolare, deviando il pallone sul palo e mantenendo il risultato in equilibrio. Questo intervento ha dato nuova energia alla Lazio, che ha lottato fino alla fine per portare la partita ai rigori.
La girandola dei rigori e la magia di Motta
La semifinale si è decisa ai calci di rigore, una prova di nervi e precisione. Qui Motta ha mostrato tutto il suo valore, parando ben 4 rigori su 5. Una prestazione fenomenale che ha permesso alla Lazio di ottenere il pass per la finale di Coppa Italia. La sua freddezza sotto pressione e la capacità di leggere le intenzioni degli avversari hanno fatto la differenza in un momento cruciale.
Questa vittoria non è solo un successo sportivo, ma anche un segnale di speranza per i tifosi laziali, che hanno vissuto momenti difficili negli ultimi tempi. La semifinale ha dimostrato che, nonostante le difficoltà, la squadra guidata da Maurizio Sarri può competere ai massimi livelli e puntare a un trofeo importante.
Il significato della finale per la Lazio e i suoi tifosi
La finale di Coppa Italia, in programma il prossimo 13 maggio, rappresenta molto più di una semplice partita, rappresenta una stagione intera. L’Inter, avversario in finale, è una squadra stratosferica, ma in una gara secca tutto può succedere.
Per i tifosi della Lazio, questa finale è un’occasione per tornare a riempire lo stadio Olimpico, dopo un periodo di protesta che li ha visti disertare gli spalti. La loro assenza era un segnale chiaro rivolto alla società e al presidente Lotito, da cui chiedono maggiori investimenti per portare la squadra a un livello superiore. Ora, con la finale in vista, i tifosi hanno un motivo in più per tornare a sostenere la squadra con passione e unità e non potranno, certamente, mancare all'appuntamento.
Maurizio Sarri e la Lazio: Un progetto in crescita
L’allenatore Maurizio Sarri ha saputo guidare la Lazio con un progetto chiaro, tra le tante difficoltà iniziate nell'estate scorsa con il blocco del mercato, puntando su un calcio organizzato e aggressivo con ciò che aveva a disposizione. La semifinale contro l’Atalanta ha mostrato i frutti del suo lavoro, con una squadra capace di resistere alla pressione e di esprimere un gioco efficace anche nei momenti più difficili.
La qualificazione alla finale di Coppa Italia è un passo importante per Sarri e la Lazio, che ora possono guardare al futuro con maggiore fiducia. La sfida contro l’Inter sarà un banco di prova decisivo, ma anche un’opportunità per dimostrare che la Lazio può competere con le grandi del calcio italiano.
Il ruolo dei tifosi biancocelesti nel futuro della Lazio
Il ritorno dei tifosi allo stadio Olimpico sarà fondamentale per la Lazio in vista della finale. Dopo un periodo di protesta, è importante che tornino a gremire gli spalti dell'Olimico, la loro presenza rappresenta un segnale di unità e sostegno alla squadra. I tifosi biancocelesti hanno dimostrato di voler vedere la Lazio crescere e raggiungere nuovi traguardi, chiedendo alla società un impegno maggiore.
La finale di Coppa Italia è un’occasione per rafforzare questo legame tra squadra e tifosi, creando un’atmosfera di entusiasmo e speranza. La passione dei supporter sarà un elemento chiave per motivare i giocatori e spingerli a dare il massimo in campo.
Un sogno che continua
La Lazio è ora finalista di Coppa Italia con un sogno grande davanti a sé. Grazie a Motta e a una squadra che ha saputo lottare con cuore e determinazione, i biancocelesti hanno conquistato un posto nella gara contro l'Inter che promette emozioni forti. Il calcio italiano si prepara a vivere un appuntamento importante, con la Lazio pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.
La finale sarà una sfida difficile, ma anche un’opportunità per dimostrare che la Lazio merita di essere protagonista nel panorama del calcio nazionale.
Ledichiarazioni degli alenatori nel post-gara
RAFFAELE PALLADINO - Nessuna dichiarazioni post-gara del tecnico nerazzurro
MAURIZIO SARRI - "Motta è un ragazzo che ha dei numeri impressionanti sui rigori, ne ha parati 5 su 6 in Serie A, ha delle prospettive e ha margine soprattutto con i piedi - spiega Sarri - Oggi siamo usciti molto sul lungo quando di solito giochiamo nel corto, ha margini, è un prospetto interessante ma deve avere nella testa di voler migliorare ancora".
La finale si giocherà sì in campo neutro, ma all'Olimpico, con i tifosi della Lazio presenti?: "Ho sempre detto che porto grande rispetto per le scelte delle persone e dunque anche per i nostri tifosi, detto questo se venissero alla finale io e la squadra saremmo non contenti ma di più. Ieri sono venuti all’aeroporto a incoraggiarci, se dovessero venire sarei l’allenatore più felice del mondo".
A fine gara uno sguardo alla tribuna: "In tribuna c’era un mio amico che solitamente porta fortuna e da ieri mi dice che avremmo passato il turno e con lo sguardo cercavo lui"
"Una partita non fa una stagione, ma ci permette di fare una finale. Mi devo basare un percorso di tanti mesi - dice - Se ho parlato di futuro con Lotito? No, non abbiamo ancora parlato di futuro oggi".
Percassi si è lamentato sugli arbitri: "Uno è un fuorigioco oggettivo, l'altro posso dire che non era fallo a Cremona così come non era questo. Su Gila c'è stata la ribattuta e da regolamento era giusto non dare rigore. Invece la mano di Scalvini c'era eccome, allora mi dovrei lamentare anche io per questo".
Una Lazio diversa dalle squadre abitualmente allenate da Sarri: "Sicuramente è tra le più grintose che io abbia mai allenato. Oggi la Lazio ha giocato una partita da gruppo vero, e in Coppa Italia abbiamo battuto avversari come Bologna e Milan che l'anno scorso erano in finale".
il tabellino della gara
Mercoledì, 22 aprile 2026
Stadio New Balance Arena - BERGAMO
ATALANTA-LAZIO 1-1 (2-3 dopo i rigori)
Marcatori: 84° Romagnoli, 86° Pasalic
Sequenza rigori: Raspadori (A) goal, Nuno Tavares (L) parato, Scamacca (A) parato, Cataldi (L) palo, Zappacosta (A) parato, Isaksen (L) goal, Pasalic (A) parato, Taylor (L) goal, De Ketelaere (A) parato
Arbitro: Colombo
Ammoniti: 31° Kolasinac, 37° Cancellieri, 117° Scamacca, 120° Lazzari
Espulsi: ------
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (94° Ahanor), Djimsiti, Kolasinac (71° Kossounou); Zappacosta, De Roon (71° Pasalic), Ederson, Bernasconi (56° Bellanova); De Ketelaere, Zalewski (71° Raspadori); Krstovic (90° Scamacca).
All.: Raffaele Palladino.
LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic (67° Lazzari), Gila (77° Provstgaard), Romagnoli, Nuno Tavares; Basic (77° Dele-Bashiru), Patric (84° Cataldi), Taylor; Cancellieri (66° Isaksen), Noslin, Zaccagni (103° Pedro).
All.: Maurizio Sarri.
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[Fonti: sky.it




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