DOLORE INVISIBILE, IMPATTO REALE: LA CAMERA DEI DEPUTATI ACCELERA SUL PIANO NAZIONALE PER LE MALATTIE INVISIBILI
- Massimo Catalucci

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Massimo Catalucci (GSDVD4.0): "Le proposte tecniche e le delibere regionali esistono già; ora la politica è chiamata a trasformare, senza ulteriori attese, i progetti in programmi socio-sanitari pubblici per garantire cure e dignità ai pazienti"

articolo di Simone Stoppioni
ROMA – Venerdì, 8 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - C’è un dolore che non si vede, che non lascia segni evidenti sulla pelle, ma che consuma dall’interno la vita di oltre 10 milioni di italiani. È il dolore delle "malattie invisibili", protagoniste ieri, giovedì 7 maggio 2026, di un cruciale convegno presso la Sala del Refettorio alla Camera dei Deputati. L'evento, dal titolo evocativo “DOLORE INVISIBILE, IMPATTO REALE: PIANO NAZIONALE PER LE MALATTIE INVISIBILI”, ha segnato un punto di non ritorno: il tempo delle discussioni è scaduto, è il momento dell'azione legislativa.
Un grido d'aiuto tradotto in arte e politica
L’apertura dei lavori ha rotto gli schemi del formalismo istituzionale. Prima dei saluti tecnici, la giovane attrice Sharon Alessandri ha portato in aula un monologo vibrante sull’endometriosi. Una testimonianza che ha saputo trasmettere, meglio di qualsiasi dato statistico, il peso psico-emotivo e sociale di una patologia cronica.
Al convegno, promosso dall’On. Luciano Ciocchetti (Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali), sono stati invitati a partecipare figure chiave della politica nazionale e regionale, tra cui il Sen. Adriano Paroli, le On.li Claudia Carzeri (Regione Lombardia) e Marika Rotondi (Regione Lazio), a cui si è aggiunto l'intervento in videoconferenza dall'estero, dove si trovava per questioni istituzionali, del Presidente del Consiglio regionale del Lazio, l’On. Antonello Aurigemma.
A coordinare e moderare gli interventi dei relatori del denso ed interessante programma curato da Elena Albanese (Eventitaly), è stato il Prof. Aldo Morrone, Presidente dell’IISMAS (Istituto Internazionale di Scienze Mediche Antropologiche e Sociali).
I punti cardine del Progetto Nazionale
Al centro del dibattito, la necessità di un riconoscimento istituzionale che garantisca percorsi di cura strutturati (PDTA - Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) per patologie troppo spesso ignorate o sottovalutate:
Endometriosi
Vulvodinia
Neuropatia del pudendo
Fibromialgia
Diastasi addominale
I dati emersi sono allarmanti: in Italia il dolore cronico colpisce prevalentemente le donne, con ritardi diagnostici che possono arrivare fino a 12 anni. Un decennio di "invisibilità" che mina la carriera lavorativa, le relazioni personali e le risorse economiche dei pazienti, costretti a sostenere privatamente elevati costi di cura che il sistema pubblico non ancora copre adeguatamente.

"Ogni giorno che passa senza un supporto adeguato è un giorno infinito. Il tempo per discutere è terminato: ora occorre solo agire. Le proposte tecniche e le delibere regionali esistono già; la politica è chiamata a trasformare, senza ulteriori attese, i progetti in programmi socio-sanitari pubblici per garantire cure e dignità ai pazienti" - ha dichiarato alla fine del convegno il Dott. Massimo Catalucci, Presidente del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 e responsabile del progetto nazionale sull'endometriosi, realizzato e coordinato dall'associazione che rappresenta.
Dalle parole all'attuazione
L'appello lanciato dalla Sala del Refettorio è chiaro: le proposte risolutive e le delibere per le reti sanitarie sono già sul tavolo, alcune già deliberate. Se l’obiettivo del Progetto Nazionale è trasformare la gestione di queste malattie da sporadica e frammentata a strutturata e pubblica, i tempi sono più che maturi per poter agire concretamente, non lasciamo marcire i "frutti" fin qui prodotti.
La burocrazia non può più essere un alibi. Per chi vive quotidianamente dolori lancinanti, il tempo ha un valore diverso: allungare l'attesa significa aggiungere sofferenza a una condizione già altamente invalidante. Spetta ora alla politica e alle istituzioni tutte preposte, pronunciarsi con urgenza per trasformare le proposte di ieri in una realtà essenziale ed assistenziale di oggi.
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