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ARDEA - MAURICE MONTESI (FDI) SI DIMETTE DA DELEGATO DI MONTAGNANO

  • Immagine del redattore: Massimo Catalucci
    Massimo Catalucci
  • 33 minuti fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Le dimissioni di Montesi fanno seguito alle dimissioni di qualche mese fa del Consigliere comunale di Ardea e delegato di Montagnano, Emanuela Micoli


  • articolo d Massimo Catalucci


ARDEA - Giovedì, 2 luglio 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocataluci.it) - Le elezioni amministrative previste per il 2027 ad Ardea si avvicinano abbastanza velocemente. Sono rimasti ormai pochi mesi alla data fatidica, perché se consideriamo che siamo in piena estate dove tutto si rallenta ulteriormente e che da qui alla prossima primavera, si inserisce anche il periodo delle festività natalizie, possiamo dire che mancano una manciata di mesi alla prossima mandata elettorale locale.


E come da troppo tempo siamo abituati ad assistere, purtroppo, la vita politica ad Ardea, ma forse anche in altre parti del nostro “stivale”, è sempre congestionata da situazioni di contrasto tra cittadini e pubblica amministrazione, anziché da situazioni fondate sulla mediazione e sulla trasparenza, volte a risolvere le problematiche cittadine. Situazioni, queste, che mantengono lo “statu quo” persistente di degrado in molte aree locali.


Ardea è un territorio molto vasto che ha necessità di essere frazionato e attenzionato da “supervisori comunali” (delegati locali), che sappiano cogliere le istanze provenienti dai territori e ancor di più, che sappiano promuovere e mettere in pratica percorsi strutturali da sostenere nelle aule del consiglio comunale, affinché l’Amministrazione stessa, possa farsi carico del problema e intervenire, laddove richiesto, per risolvere le criticità riscontrate.


Ma dai territori, purtroppo, arriva altro. Emerge un senso di abbandono, misto a prese in giro, che hanno visto in alcuni casi gli amministratori locali indossare la fascia tricolore per il solito “selfie” da pubblicare nei social o sulle pagine dei giornali locali, col fine di inaugurare servizi pubblici che non hanno avuto alcuna continuità e non hanno rappresentato nessun beneficio per la collettività.


Eppure, il principio della delega conferita dal Sindaco ad un Consigliere comunale, dovrebbe rappresentare un valore aggiunto per la collettività, basato sullo svolgimento di un’attività, esclusivamente, di supporto politico-amministrativo, seppur non decisionale, che implichi per il Consigliere compiti di ascolto, studio, consulenza e proposta che successivamente dovranno essere discussi e deliberati in Consiglio comunale.


Ma tutto questo sembra non avere contezza. Tutto si blocca nella fase inziale: si fanno annunci, foto, si elargiscono sorrisi, ci si gratifica per un incarico ricevuto, ma poi, tutto rimane come prima, se non peggio.


Le ennesime dimissioni del Consigliere Maurice Montesi (FdI), da delegato del Sindaco per la località di Montagnano e ancora prima di lui, le dimissioni da Consigliere comunale di Ardea, Emanuela Micoli, che si presume proprio a Montagnano abbia ottenuto gran parte dei voti che le hanno permesso di accedere in Consiglio, esprimono esattamente questa frattura tra ciò che viene proposto ai cittadini in fase iniziale e ciò che poi, concretamente, viene realizzato sul territorio (“nulla”, stando a quanto denunciano alcuni cittadini di Montagnano).


COSA ACCADRA' ADESSO?


Sappiamo che il Sindaco di un Comune ha facoltà di conferire deleghe ad un suo Consigliere, quale atto fiduciario e discrezionale (connesso alle funzioni dell'Art. 50; coma 10 - della Parte I, Titolo III del TUEL), così come ha la facoltà di accettare le dimissioni senza riserve oppure di respingerle motivandole, per ragioni di opportunità politica o continuità dell'azione amministrativa.


Rimane di fatto, la prevalenza della volontà del Consigliere delegato, nel caso in cui il Sindaco respinga le dimissioni, di far valere in modo assoluto e definitivo la propria decisione di riconsegnare la delega.


Detto ciò, al di là del fatto che il Consigliere delegato si dimetta dall’incarico territoriale ricevuto dal Sindaco o che ci ripensi dietro un suo intervento, è inevitabile che i rapporti tra amministrazione locale e i cittadini di Montagnano, si siano ormai incrinati al tal punto che i dubbi, su chiunque dovesse successivamente rappresentare in Consiglio comunale questo territorio di confine in tutti i sensi, rimarranno.


Chi verrà, troverà, giustamente, molto scetticismo, per cui dovrà dimostrare molta disponibilità, pazienza, ma soprattutto dovrà impegnarsi nella consapevolezza di non fare promesse che non potranno essere mantenute; essere, altresì, presente, accettare eventuali critiche e accogliere le istanze tutte dei cittadini per portarle in Consiglio comunale dove saranno discusse e deliberate, dandone riscontro del loro iter, in modo trasparente ed istantaneo alla collettività che rappresenta.


Sarà un arduo impegno per chi vorrà cimentarsi con questa realtà locale e prendersi questa incombenza, come è naturale che sia dopo anni di delusioni, perché tra promesse non portate a termine, inaugurazioni di spazi pubblici inattivi e incontri cittadini svolti fino ad oggi che hanno portato molte belle parole e pochi fatti, i residenti di Montagnano sentono sempre più lontana l’Amministrazione locale dal loro territorio. L’abbandono delle istituzioni non è una mera percezione astratta che i cittadini vivono, ma uno stato di fatto concreto e, purtroppo consolidato da anni.


I DUBBI LEGITTIMI DI UNA COMUNITA'


La responsabilità istituzionale che dovrebbe investire colui e/o colei che sono stati eletti a rappresentare i cittadini, forse dovrebbe indurre i delegati di un territorio, ad evitare di considerare le istanze dei residenti come aggressioni personali, ma dovrebbe indurli ad accoglierle invece, come segnalazioni esasperate di un territorio sofferente che attende da anni di vedere realizzate opere di base che possano rendere vivibile l’esistenza di chi risiede a Montagnano.


Alla luce di ciò è plausibile immaginare, senza pensare, appunto, ad attacchi personali, che ai cittadini qualche dubbio sulla qualità delle conoscenze e competenze della gestione amministrativa, inizino a sorgere insistentemente, per cui è facile domandarsi: “che senso ha inaugurare dei locali dove si dovrebbero attivare dei servizi pubblici per la collettività, se poi il comune stesso lamenta di non avere le risorse umane, economiche, per gestire orari, giorni e servizi specifici dello spazio comunale allestito a delegazione?”


È altresì conseguenziale che, l’altra domanda verta sul possibile dispendio inutile di risorse economiche: “I locali inaugurati per ospitare la delegazione di Montagnano, hanno un costo mensile che l’amministrazione comunale regolarmente esborsa? Nel caso così fosse, che senso avrebbe continuare a pagare un servizio di cui la comunità non ne può godere?


L’esempio dei locali inattivi che avrebbero dovuto ospitare la delegazione di Montagnano e di conseguenza offrire dei servizi ai cittadini locali, è solo un esempio di come il Comune di Ardea non riesca a garantire neanche quei servizi basilari che inizialmente aveva dato per scontati, dando vita a cerimonie inaugurali che hanno portato solo al taglio di un nastro e a qualche foto da diffondere nelle pagine social del web.

 

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