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ARDEA - IL RITORNO A CASA DEL PARROCO SCOMUNICATO: ARDEA RESTITUISCE DIGNITÀ A GIUSEPPE FABRIZI

  • Immagine del redattore: Massimo Catalucci
    Massimo Catalucci
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Dalla “casa” ritrovata nella Chiesa di San Pietro Apostolo alla proiezione del documentario d’inchiesta di Patrizio Vichi in aula consiliare: la comunità di Ardea rende finalmente giustizia al suo maestro e testimone di libertà (VIDEO)


  • articolo di Massimo Catalucci


ARDEA – Lunedì, 31 agosto 2026 – (NEWS & COMMUNITY – Look at the World – www.massimocatalucci.it) – Si è concluso lo scorso 30 agosto, all’interno dell’aula consiliare di Ardea, l’intenso mese di celebrazioni dedicato alla memoria e alla commemorazione del centenario dalla morte di Giuseppe Fabrizi (1862-1926). Un ciclo di eventi che per tutto il mese di agosto ha animato il centro storico della città e che ha saputo richiamare oltre seicento visitatori, in larga parte giunti da fuori dei confini comunali, da altre regioni d’Italia e persino dall’estero.


Un afflusso straordinario per rendere omaggio a un uomo che ha segnato nel profondo la storia della terra dei rutuli, ma la cui memoria è stata a lungo schiacciata da ombre, sanzioni ecclesiastiche e da una verità di comodo frettolosamente consegnata agli archivi dell'epoca.



Un fine settimana nel segno della dignità e della memoria


L’ultimo weekend di agosto ha rappresentato il culmine emotivo e culturale dell'intera manifestazione. Due giornate che hanno saputo esaltare il valore autentico di Giuseppe Fabrizi: ex parroco della Chiesa di San Pietro Apostolo, maestro elementare, animatore ed educatore sociale.


Momenti fondamentali, utili prima di tutto a restituire piena dignità e identità all’uomo e al cittadino, e poi alla figura pubblica per i ruoli ricoperti in favore dei residenti del territorio rutulo. Ma l'evento è servito anche a riaccendere i riflettori su una morte che, a distanza di esattamente cento anni, rimane velata da non pochi dubbi: nel 1926 il corpo di Fabrizi fu ritrovato alla foce del fiume Incastro e il caso venne rapidamente archiviato come suicidio. Una ricostruzione che oggi risuona quanto mai fragile, di fronte all'immagine di un uomo profondamente legato ai diritti umani, alla giustizia sociale e al bene comune.


Il ritorno a casa: la riconciliazione nella Chiesa di San Pietro Apostolo alla Rocca


Sabato 29 agosto la comunità ha vissuto una cerimonia dal valore fortemente simbolico: il "ritorno a casa" di Giuseppe Fabrizi nella Chiesa di San Pietro Apostolo, nel cuore del borgo antico di Ardea.


Quella stessa casa da cui Fabrizi venne ingiustamente allontanato e scomunicato per volere dei poteri forti dell'epoca. Stato Vaticano e Governo fascista, probabilmente, trovarono in quegli anni complessi, una sintesi d'intesa per isolare ed eliminare dalla scena locale colui che ritenevano un attore eversivo e uno scomodo difensore degli usi civici e dell'assegnazione delle terre ai legittimi residenti. Vederne riabilitata la memoria proprio in quel luogo ha segnato il riscatto morale dell'intero territorio.


Il documentario d'inchiesta e il dibattito pubblico con il Prof. Giosuè Auletta (storico latinista)


Domenica 30 agosto, la scena si è spostata nella sede istituzionale dell'aula consiliare, dove i dettagli della travagliata esistenza di Fabrizi sono stati narrati con il rigore delle fonti e il supporto di un ricco materiale documentale.


Durante il convegno di chiusura è stato infatti proiettato il documentario d’inchiesta firmato da Patrizio Vichi, intitolato "Giuseppe Fabrizi: Maestro e Testimone di Libertà". Il lavoro svolto da Vichi, autore di comprovata esperienza nel campo del giornalismo investigativo, ha portato alla luce numerosi ed inediti elementi emersi dalle indagini svolte sui fatti di cronaca che accompagnarono l'esistenza terrena di Fabrizi, smontando tesi precostituite grazie a un profondo lavoro di ricerca d'archivio.


A margine della proiezione, chi scrive ha avuto l'onore di condurre e moderare i lavori in aula consiliare, aprendo un fecondo momento di riflessione e di scambio dialogico tra il Prof. Giosuè Auletta - profondo conoscitore delle radici culturali di questa terra e coordinatore scientifico delle iniziative sul centenario di Fabrizi — e il folto pubblico presente. Un confronto aperto e partecipe che ha permesso di ripercorrere le battaglie di Fabrizi, riconoscendo come egli abbia lottato a costo della vita per dare identità, riscatto e dignità alla popolazione locale.


Il riconoscimento della comunità


Con la conclusione di questo primo centenario, Giuseppe Fabrizi ottiene finalmente il legittimo e solenne riconoscimento di personaggio storico di primissimo piano per la città di Ardea.


Un risultato reso possibile grazie alla straordinaria partecipazione dei cittadini e alla sinergia tra diverse realtà:

  • L'artista Claudia Grigatti, autrice dell'intenso ritratto ad olio "Un uomo, una terra", esposto nella mostra itinerante raffigurante Giuseppe Fabrizi;

  • Gli enti del Terzo Settore: l'Ecomuseo Lazio Virgiliano, il Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, il Convivio Artisti Lazio Latino, l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (Sezione di Ardea) e l'Associazione Rivalutiamo Marina di Ardea;

  • L'Amministrazione Comunale di Ardea, che ha concesso il patrocinio istituzionale agli eventi.

Giuseppe Fabrizi non è più una figura sgradita o dimenticata ai margini della cronaca, ma da oggi viene consegnato alla storia come un personaggio di rilievo e, soprattutto, come un luminoso esempio di testimone di fede e di libertà.


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