"PASO DOBLE" DELL'INTER: DOPO LO SCUDETTO CONQUISTA ANCHE LA COPPA ITALIA
- Massimo Catalucci

- 14 minuti fa
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I nerazzurri di Mister Chivu dominano la Lazio all'Olimpico: un palleggio ipnotico schiaccia le speranze biancocelesti in una finale senza storia.

articolo di Massimo Catalucci
ROMA - Mercoledì, 13 maggio 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the world - www.massimocatalucci.it) - Passo double dell'Inter allo stadio Olimpico nella Capitale. La Coppa Italia prende con merito la strada di Milano, sponda nerazzurra, suggellando una stagione di assoluto dominio nazionale. La gara odierna è stata per lunghi tratti una fedele fotocopia di quella vista in campionato solo sabato scorso: l'Inter ha imposto la propria legge attraverso un possesso palla asfissiante, orchestrando una ragnatela di passaggi che ha reso la Lazio incapace di imbastire una qualunque forma di contrasto efficace.
Il palleggio della compagine guidata da Mister Chivu è risultato a tratti ipnotico, quanto snervante per gli avversari, costretti a correre a vuoto per gran parte dei novanta minuti.
Sulla carta, il divario tecnico e fisico lasciava presagire un esito quasi scontato, ma dai biancocelesti ci si attendeva una prova d'orgoglio superiore. Nonostante l'assenza del proprio tecnico in panchina, costretto a scontare la squalifica, l'ambiente laziale sperava in una maggiore determinazione e aggressività che potesse colmare il gap qualitativo.
Il controllo nerazzurro e la resa biancoceleste
Le attese della vigilia sono andate però deluse. Una volta trovato il vantaggio, l'Inter ha gestito il match senza particolari patemi d'animo, sfiorando ripetutamente la terza rete che avrebbe chiuso la pratica anzitempo. Solo in parte del secondo tempo, la Lazio ha tentato di scuotersi, provando a produrre una reazione più per l'allentarsi della pressione avversaria che per effettivo merito tattico o agonistico.
Per il club capitolino biancoceleste, questa sconfitta segna il tramonto definitivo di una stagione che era rimasta appesa a un fievole filo di speranza: la conquista della Coppa Italia rappresentava l'ultimo passaporto per le competizioni europee. Con il fischio finale dell'Olimpico, anche questa prospettiva sfuma, lasciando spazio a un bilancio amaro.
Ombre sul Derby e contestazione societaria
Tuttavia, il calendario non concede soste e mette la Lazio di fronte all'appuntamento più sentito: la stracittadina contro la Roma. Ma il clima attorno alla squadra è tutt'altro che sereno. La sfida contro i giallorossi di Mister Gasperini rischia di giocarsi in un'atmosfera surreale. Le indicazioni che giungono dal tifo organizzato suggeriscono una ripresa della protesta contro i vertici della società biancoceleste, sospesa esclusivamente per l'atto finale della coppa nazionale.
È molto probabile, dunque, che lo stadio Olimpico per il derby, presenterà ampi spazi vuoti del tifo biancoceleste e che sia teatro di nuove contestazioni. La stagione della Lazio volge al termine senza più nulla da chiedere alla classifica, con il rischio concreto che il derby diventi l'ennesimo capitolo di una frattura sempre più profonda tra la piazza e la proprietà.
Le dicharazioni degli allenatori nel post-gara

MAURIZIO SARRI - "Tanta delusione, soprattutto per i due errori sui due gol? Avevamo preparato la partita abbassando il livello della pressione del primo tempo perché nella ripresa perdono qualcosa di aggressività. Primo tempo molto ordinato, ma abbiamo fatto tutto da soli: la partita è diventata difficile, un paio di palle gol per riaprirla ma non ci siamo riusciti."
"La partita poteva prendere una piega diversa, pur sapendo che tecnicamente loro sono più forti. Che stato d'animo ho e il futuro è più in discussione? Del mio futuro stasera me ne importa zero, è in discussione da entrambe le parti. Mi dispiace per i ragazzi, ho visto un'stato d'animo difficile. Mi dispiace per il pubblico, stasera è stato numeroso."
"Grande percorso, ma stasera con un po' di complicità nostra loro l'hanno vinto meritatamente. Rovella poteva partire dall'inizio? Pensando a una partita lunga no, Rovella è stato fermo quasi tutto l'anno. Speravo nei 120 minuti, poi Patric a fine primo tempo aveva anche un indurimento al polpaccio. Nel derby mi aspetto di rivedere la mia Lazio? La squadra non è stata remissiva, abbiamo scelto di non prenderli alti. Se subisci una palla su corner e consegni una palla all'avversario, quello ha poco di tattico."
"Secondo tempo più a viso aperto. Sensazioni sulla data del derby? La sensazione è che lunedì vengo, domenica alle 12:30 non vengo, a quell'ora giocano loro. Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega. Il Prefetto è stato chiaro, speriamo che sia quella la data. Se fossi il presidente, non presenterei neanche la squadra, tanto non ci cambia nulla con un punto di penalizzazione. Ci sono cinque squadre che si giocano la Champions, che vale 80 milioni, e si gioca alle 12:30? Questo non è calcio"

CRISTIAN CHIVU - "L'Inter ha vinto due trofei quest'anno, ce li siamo meritati. Abbiamo fatto una buona stagione, siamo tutti felici per quello che abbiamo superato, felici per i tifosi e per la società che ci ha sempre dato supporto".
"Nuovo ciclo vincente? Ci godiamo quel che di buono abbiamo fatto, non è mai scontato e semplice vincere scudetto e Coppa Italia e portare a buon fine una stagione così. Siamo felici per questi due trofei".
Il tabellino della gara
Mercoledì, 13 maggio 2026
Stadio Olimpico - ROMA
LAZIO-INTER 0-2
Marcatori: 14° AUT Marusic (I), 35° L. Martinez (I)
Arbitro: Guida
Ammoniti: Bisseck (I), Bastoni (I), Gila (L), Pedro (L), Dimarco (I), Zaccagni (L)
Espulsi: -----
LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic (72° Lazzari), Gila, Romagnoli, Tavares; Basic (78° Pedro), Patric (46° Rovella), Taylor; Isaksen (66° Cancellieri), Noslin, Zaccagni (72° Dia).
All.: Marco Ianni (Maurizio Sarri squalificato)
INTER (3-5-2): J. Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni (77° Carlos Augusto); Dumfries (68° Luis Henrique), Barella, Zielinski, Sucic (68° Mkhitaryan), Dimarco; L. Martinez (77° Bonny), Thuram (82° Diouf).
All.: Cristian Chivu
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[Fonti: 90min.com #sportmediaset]
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