LA LAZIO NON MOLLA IL PRIMO POSTO: TRIS IN CASA DELLA JUVE


La squadra di Mister Gattuso cresce di gara in gara: maturità, tenuta del campo, tattica, tecnica e gol...ma soprattutto il carattere di "ringhio"

articolo di Massimo Catalucci
TORINO – Domenica, 18 ottobre 2026 (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - La Lazio non smette di stupire, incanta in campionato e cala un pesante e perentorio tris a domicilio in casa della Juventus, al termine di una gara condotta in modo, semplicemente, magistrale.
Fin dai primissimi minuti, i biancocelesti hanno approcciato il match infondendo un segnale chiaro e inequivocabile agli avversari: quella all'Allianz Stadium non sarebbe stata affatto una semplice gita fuori porta per i capitolini, bensì una sfida vis-à-vis, giocata a viso aperto e senza timori reverenziali contro una vera big della Serie A. E così è stato: senza paura, con profonda umiltà, ma con la granitica consapevolezza che la "ricetta" di Mister Gattuso funziona eccellentemente e sta già portando i suoi frutti più dolci.
Se è vero che la stagione è ancora agli albori, è altrettanto innegabile che collezionare ben 19 punti in appena 7 gare — conditi da 4 successi esterni e da 3 reti rifilate a domicilio alla Juve — non può essere archiviato come un mero caso fortunato. Non lo è, anche perché le compagini che incrociano i biancocelesti non rinunciano affatto a giocare; al contrario, questo ruolino di marcia è la diretta conseguenza di un progetto calcistico ben definito.
Con Mister Gattuso la Lazio si diverte e fa divertire: il gruppo è coeso, affiatato, tutti si sentono titolari e scende sul rettangolo verde chi garantisce la miglior condizione psicofisica. E se qualcuno scivola in panchina per una domenica, sa perfettamente che entrando a partita in corso potrà rivelarsi decisivo. L'esempio limpido è quello di Dele-Bashiru, subentrato con la fame giusta e capace di infliggere il colpo di grazia del KO ai bianconeri.
Giocatori che soltanto lo scorso anno apparivano imbrigliati o spenti, oggi si riscoprono liberi da eccessivi tatticismi, capaci di esprimere al massimo delle proprie potenzialità l'intero repertorio di classe e atletismo.
In casa della Juve, stasera abbiamo visto una Lazio dominante: pressing alto con tutti i suoi interpreti, accettazione dell'uno contro uno con coraggio e spinte sull'acceleratore senza tentennamenti.
Tavares appare semplicemente devastante sulla sua corsia di sinistra; Isaksen firma una perla d'autore piazzando la palla gol che allunga le distanze dalla Juve, rete giunta dopo il colpo di testa perentorio di Provstgaard che aveva sbloccato l'incontro nel primo tempo. E poi ci sono la leadership indiscutibile di Capitan Zaccagni e un Mandas sempre più padrone e gigante nel giardino della propria "porta di casa". Menzione speciale per Belahyane: non solo agisce da metronomo impeccabile in mezzo al campo — da calciatore completamente ritrovato —, ma è letteralmente onnipresente e famelico nello spezzare le offensive avversarie, supportato dalla sostanza di Frattesi e Taylor, per scatenare le ripartenze velenose della squadra.
Un gruppo compatto, una squadra unita che, pur nella consapevolezza di trovarsi solo agli albori dell'annata sportiva, non può e non deve più nascondersi: continuando a macinare gioco con questa mentalità vincente, i piani altissimi della classifica nazionale diventano un obiettivo concreto.
Ora, però, occorre mantenere i piedi ben piantati a terra. Lo sguardo si sposta subito alla prossima sfida interna contro il Parma, seppur rovinata dalla cornice di uno Stadio Olimpico purtroppo, che sarà ancora semideserto. Ma come ama ripetere il tecnico biancoceleste, questa Lazio deve pensare esclusivamente a lavorare sodo e a far parlare il rettangolo di gioco, isolandosi da tutto ciò che accade fuori da Formello e dagli spalti degli stadi dove va ad affrontare i propri rivali.
Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara

LUCIANO SPALLETTI - "Sicuramente è stata una Juve inferiore alla Lazio. Non abbiamo avuto né il pallino del gioco, né le idee. Non riesco a darmi spiegazioni. Da giovedì non abbiamo cambiato nulla, se non far recuperare la squadra. Ho provato a cambiare, ma siamo stati lenti di gambe e di testa. La Lazio aveva un'altra intensità. Siamo stati fragili anche nelle reazioni dopo i duelli persi. Molti atteggiamente non mi sono piaciuti. Sono sorpreso anche io della prestazione".

GENNARO GATTUSO - "La mentalità e la voglia oggi erano fondamentali. Oggi abbiamo fatto uno step ulteriore sul piano dell’atteggiamento".
“Un paio di anni fa non volevo più allenare perché ero sempre nervoso per certi atteggiamenti. Poi ho fatto un percorso e ci ho lavorato. Mi arrabbio meno per i telefonini e per il modo in cui vivono. Poi però ci sono che vanno fatte tassativamente. Lavorare all’estero mi ha aiutato, mi sono abituato a modi di lavorare diverse. I giocatori di oggi hanno molta più conoscenza, ma mi bisogna stargli addosso perché mollano più facilmente”.
"Nuno e Zaccagni hanno qualità. Quella catena funziona molto bene. Forse avremmo potuto fare meglio nel primo tempo. In questo momento non abbiamo paura a giocarci l’uno contro uno. Non siamo ancora abbastanza maturi per gestire il risultato motivo per cui li andiamo a prendere alti”.
Il tabellino della gara
7° Turno "Serie A Enilive" - (2026/2027)
Domenica, 18 ottobre 2026, ore 20:45
Allianz Stadium - TORINO
JUVENTUS-LAZIO 0-3
Marcatori: (37° Provstgaard, 66° Isaksen, 89° Dele-Bashiru)
Espulsi: --------
Arbitro: Davide Massa
JUVENTUS (3-4-2-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumí; Celik (dal 74° Cambiaso), Douglas Luiz (dal 67° Zhegrova), Sarr (dall'87° Boga), McKennie; Nico Gonzalez (dal 67° Conceicao), Alajbegovic (dal 46° Woltemade); Kolo Muani.
All.: Marco Domenichini (Luciano Spalletti qualificato).
LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani, Sutalo, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor (dal 69° Dele-Bashiru); Isaksen (dal 79° Lazzari), Noslin (dal 69° Pinamonti), Zaccagni (dall'85° Pedraza).
All.: Gennaro Gattuso.
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[Fonti: #DAZN ]
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