ENDOMETRIOSI: DALLA TUTELA DEI DIRITTI AL MODELLO LAZIO


Andrea De Priamo: "Una battaglia di civiltà per una malattia Invisibile" - Marika Rotondi: "La Regione Lazio si pone a modello del sistema sanitario nazionale per l'endometriosi"

articolo di Simone Stoppioni
ROMA - Venerdì, 16 ottobre 2026 - (NEWS & COMMUNITY - Look at the World - www.massimocatalucci.it) - L’endometriosi non è semplicemente una condizione medica: è una sfida sociale, umana ed economica che per decenni se ne è parlato ma che è rimasta, tuttavia, relegata nell’ombra dell’incomprensione e del silenzio istituzionale .
Parliamo di una patologia cronica, altamente invalidante e progressiva che colpisce milioni di donne in Italia, spesso diagnosticata con ritardi drammatici che variano dai 7 ai 10 anni. Un tempo infinito durante il quale il dolore fisico si trasforma in sofferenza psicologica, isolamento e perdita di opportunità personali e professionali.
Ma cos’è esattamente l’endometriosi, chi colpisce e come si affronta? E soprattutto, come si passa dall’invisibilità della sofferenza alla conquista di diritti fondamentali e tutelati dallo Stato?
Che cos’è l’Endometriosi: riconoscerla per affrontarla
L’endometriosi è una malattia caratterizzata dalla presenza anomala di tessuto simile all’endometrio (il rivestimento interno dell’utero) al di fuori della sua sede naturale, coinvolgendo ovaie, tube, peritoneo e che può estendersi ad altri organi quali, ad esempio, intestino, vescica, creando ulteriori danni fisici.
Chi colpisce: Si stima che in Italia interessi oltre 3 milioni di donne (circa 190.000.000 in tutto il mondo) in età fertile, manifestandosi frequentemente già nell’adolescenza.
Come riconoscerla: I sintomi possono essere diversi anche al di fuori del ciclo mestruale seppur accentuati in questo periodo (dismenorrea severa), i rapporti sessuali si complicano fino ad essere evitati (dispareunia), le normali funzioni fisiologiche ne risentono notevolmente. A questo si associano stanchezza cronica e problematiche legate all'infertilità.
Come affrontarla: Trattandosi di una patologia da cui non si guarisce definitivamente, la risposta risiede nella diagnosi precoce, in terapie farmacologiche mirate e, ove necessario, in interventi chirurgici specializzati per arginare la degenerazione del quadro clinico ed evitare complicanze secondarie.
Dal 2023 ad oggi: l'iter di prevenzione della salute per l'endometriosi, dell' Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0
Di fronte a questo vuoto assistenziale, l'ente No-Profit, Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, ha intrapreso dal 2023 una vera e propria crociata per trasformare le istanze delle donne in tutele concrete e percorsi sanitari dedicati.
Un iter "In-Formativo" centrato sull'ascolto e sull'orientamento sociosanitario delle donne che sono affette da endometriosi o che sospettano di esserlo e che prende spunto dalle linee guida dettate dalla Commissione Europea nel 2004, attraverso un documento esteso a tutti gli Stati membri della Comunità (Written Declaration on Endometriosis - "Dichiarazione scritta sull'endometriosi" - delibera 30/2004).
In questi tre anni e mezzo di attività In-Formativa (Informazione e Formazione alla collettività), la squadra di lavoro di professionisti nel settore socio-sanitario che il Gruppo ha istituito e coordinato, ha toccato molti comuni della Regione Lazio, portando la corretta informazione sull'endometriosi, laddove mancava e/o laddove arrivava distorta e non chiara alla cittadinanza, offrendo l'opportunità concreta alle donne di capire come potersi orientare per arrivare prima possibile ad una diagnosi certa.
Un cammino iniziato nel luglio 2023 con la ben nota conferenza stampa al Senato della Repubblica, promossa su iniziativa del Senatore Andrea De Priamo, firmatario del ddl S630 ("Disposizioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi"). Quell'evento ha gettato il seme per un cambio di passo istituzionale.
Da quel momento, l'associazione non ha mai smesso di lavorare sul territorio:
L’apertura del primo Sportello nella Regione Lazio: Un punto d'ascolto, accoglienza e orientamento nato per offrire supporto immediato ed evitare che le pazienti si sentano sole o disorientate nel labirinto della sanità.
La Delibera della Regione Lazio e il Piano di Rete Regionale: Un traguardo epocale, atteso da oltre vent'anni, sancito nella conferenza presso il Palazzo della Presidenza della Regione Lazio. Questo atto ha dato vita a un modello assistenziale strutturato e multidisciplinare, in grado di prendere in carico la donna dall'accoglienza all'orientamento specialistico. Questo della Regione Lazio, rispetto ad altre iniziative regionali in Italia, è attualmente il modello più innovativo e multidisciplinare e rappresenta il modello più avanzato in Italia per ampiezza dei servizi integrati. Ciò che lo rende unico è la presa in carico globale e codificata attraverso un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che non cura solo la patologia ginecologica, ma offre:
- Integrazione Ospedale-Territorio tramite Telemedicina: Utilizzo di piattaforme digitali e teleconsulti per ridurre le distanze tra le ASL locali e i grandi centri di eccellenza (come il Policlinico Gemelli, che da solo gestisce centinaia di casi complessi all'anno);
- Servizi Extra-Ginecologici inclusi nel PDTA: È una delle poche reti a integrare formalmente e in modo coordinato la nutrizione clinica specialistica, il supporto psicologico, la terapia del dolore, la riabilitazione pelvica e percorsi dedicati alla tutela della fertilità e alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).
Un lavoro di squadra: Istituzioni governative, associazioni e professionisti
La forza del progetto che si vuole estendere alla nazione risiede nella sinergia e nelle competenze delle figure professionali ed istituzionali governative ed associative che dal 2023 mettono cuore e professionalità a servizio della causa:
Senatore Andrea De Priamo: Promotore in Senato e punto di riferimento legislativo e costante sostenitore dell'integrazione tra supporto sociale e normative sanitarie (S. 630/2023 - Disposzioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi).
On. Marika Rotondi: Consigliere della Regione Lazio e Presidente della Commissione Speciale Semplificazione Amministrativa, punto di riferimento istituzionale nel progetto sociosanitario e culturale per l'endometriosi, proposto dal Gruppo Sociale Difesa e Diritti 4.0 e figura istituzionale fondamentale nell’iter regionale e nell’integrazione delle politiche territoriali che hanno determinato, insieme al Direttore della Direzione Regionale "Salute e Integrazione Sociosanitaria", Dott Andrea Urbani e al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, la definizione del "Piano di Rete Regionale per la getione delle donne affette da endometriosi".
Dott. Massimiliano Marziali: Ginecologo, ostetrico ed esperto di chiara fama, Responsabile Medico Scientifico del progetto nazionale sull'endometriosi del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, colonna portante per l'inquadramento clinico e la diagnosi precoce della patologia e membro della commissione regionale che ha tracciato i passi che hanno portato alla definizione del "Piano di Rete Regionale per la gestione delle donne affette da endometriosi".
Dott.ssa Sona Haroni: Psicologa e psicoterapeuta, relatrice nei convegni del progetto del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, impegnata nella sfera del sostegno emotivo e psicologico necessari per affrontare questa patologia cronica e altamente invalidate, fisicamente, socialmente e psicoemotivamente.
Antonella Palmieri (Operatrice dei Servizi Sociali dell'Ass. GSDVD4.0): Voce e presenza attiva territoriale nella regione Lazio per la sensibilizzazione dell'endometriosi.
Testimone del valore dell'accoglienza e dell'ascolto diretto alle donne affette da questa patologia, attività di volontariato espressa attraverso l'apertura del primo sportello nella Regione Lazio, dedicato all'assistenza di carattere sociale, gestito e coordinato dal Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0.
Dott. Massimo Catalucci: Giornalista, Presidente del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 e responsabile del progetto nazionale sull'endometriosi curato dallo stesso ente da lui rappresentato, moderatore e coordinatore dell'iniziativa sull'endometriosi del prossimo 4 novembre a Palazzo Madama, promossa dal Senatore Andrea De Priamo e già moderatore in occasione della conferenza stampa del 20 luglio 2023, sempre voluta dal Senatore De Priamo per la presentazione del ddl S.630/2023.
Il 4 Novembre 2026 al Senato: Il "Modello Lazio" per l'Italia e la tutela previdenziale
Il prossimo 4 novembre 2026, alle ore 16:30, presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, si terrà una nuova e fondamentale conferenza stampa promossa su iniziativa del Senatore Andrea De Priamo.
L'evento, dal titolo "Endometriosi, dalla presa in carico ai diritti: il modello Lazio per tutte le Regioni", persegue un duplice ed ambizioso obiettivo:
Estendere il Piano di Rete Regionale della Regione Lazio a tutto il territorio nazionale. L'intento è creare un percorso preferenziale e omogeneo in ogni regione italiana, offrendo alle donne un pool di professionisti collegati in rete che le accompagni lungo tutto l'arco della vita.
Velocizzare l'iter parlamentare che riconosca i diritti socio-previdenziali delle donne affette da endometriosi: È giunto il momento che il Parlamento riconosca appieno l'endometriosi come patologia invalidante, garantendo tutele economiche, indennitarie e di sostentamento lavorativo e sociale per le donne affette da questa patologia. Nel 2017 questa patologia è stata inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), ma non è sufficiente per ciò che offre, a garantire un percorso diagnostico veloce e le consequenziali cure da adottare e adattare ad personam alle donne che ne sono affette. Occorrono strumenti di assistenza più efficaci e mirati, che possano sostenere le donne per tutto l'arco della loro vita, visto che stiamo parlando di una patologia altamente invalidante e cronica, per cui non c'è attualmente cura definitiva e che limita la regolare vita sociale e lavorativa delle donne che ne sono affette.
La strada tracciata è chiara: trasformare la sofferenza individuale in una tutela collettiva riconosciuta dallo Stato. La conferenza del prossimo 4 novembre segnerà un altro tassello decisivo in questa battaglia di civiltà e di diritto alla salute.
Dettagli dell'evento (Locandina)
Data e Ora: 4 Novembre 2026 – ore 16:30
Luogo: Sala Caduti di Nassirya – Palazzo Madama, Senato della Repubblica (Piazza Madama, 11 - Roma)
Apertura lavori: Sen. Andrea De Priamo (Senatore della Repubblica - FdI) - Promotore dell'iniziativa
Intervengono: On. Marika Rotondi (Consigliere Regione Lazio - FdI), Dott. Massimiliano Marziali (GInecologo, Ostetrico), Dott.ssa Sona Haroni (Psicoterapeuta)
Modera: Dott. Massimo Catalucci (Giornalista e Presidente del GSDVD40)
In collaborazione con: Ass. Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0
Accrediti Ospiti: Cell. 3515240483 (Whatsapp) Uff. Stampa Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0
Accrediti Giornalisti: segreteria.depriamo@senato.it
Diretta Streaming: WebTV Senato e Canale YouTube Senato Italiano




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